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2 Il romanzo d avventura Griska raccolse l arco e le frecce e, abbandonando il sacco, si slanciò nel 40 più fitto del bosco, verso il luogo dove aveva visto scomparire la sagoma nera dell orso. Finalmente vide le tracce. In quel punto l orso aveva lungamente calpestato la neve e aveva esitato prima di cercare la salvezza nella fuga. Doveva essere molto grosso: le sue 45 lunghe zampe lasciavano impronte profonde. E tutt a un tratto, Griska vide l animale, a non più di cento passi; s era fermato e ascoltava i cani. 3. muta: gruppo di cani usato nelle battute di caccia o per trainare una slitta. La muta3 stava avvicinandosi. Il capofila, a un tratto, diede l allarme con profondi latrati. Spezzando i cespugli di betulle nane, in uno spolverio di 50 neve, i cani apparvero; ora avevano fiutato la traccia e latravano con quanto fiato avevano in gola, come lupi. Gli uomini non avevano potuto seguire quella corsa infernale. Perché l orso s era fermato, gesticolando e battendosi il petto con le zampe? Avrebbe potuto ancora far perdere le tracce ai cani e sfuggire ai giavel55 lotti dei cacciatori. Griska, incuriosito, non perdeva di vista l animale; e tutt a un tratto comprese perché l animale aveva rinunciato alla fuga: era una femmina. Ai suoi piedi, nella neve, Griska vide una piccola palla di pelliccia bruna: un giovane orsacchiotto. 60 I cani si avvicinavano. I primi già apparivano, con la lingua penzoloni fuori delle labbra nere che scoprivano le terribili zanne. La muta stava per lanciarsi all attacco. E in quel momento Griska fu testimone di una scena che non dimenticò mai più. L orsa si sentiva incalzata e non poteva ormai rifiutare il combattimento; 65 ma il suo istinto materno la costringeva a proteggere la vita del proprio orsacchiotto. Griska la vide frugare col muso nella neve e afferrare il cucciolo coi denti. Non c era da perdere un minuto: i cani erano ormai vicini. Allora la grossa bestia si alzò in tutta la sua statura: girò su se stessa, il collo teso, 70 con quel batuffolo di pelo fra i denti; poi, con un potente scatto di tutto il corpo, aprì la bocca e lanciò lontano, più lontano che poté, il prezioso fardello. Griska vide volteggiare per aria la piccola palla di pelliccia bruna. L orsacchiotto, per miracolo, passò fra i tronchi degli alberi contro i quali avreb75 be potuto sfracellarsi, e cadde e rotolò giù per la china nevosa che scendeva quasi a precipizio verso il burrone che il ragazzo aveva costeggiato. Rivolta verso i cani che si gettavano su di lei, l orsa lanciò un brontolio selvaggio; la muta feroce diede l assalto. La coraggiosa bestia non avrebbe potuto fronteggiare a lungo quell orda urlante che le piantava le zanne sulle 82 5395A_1 2 3_Generi.indd 82 15/02/18 10:04
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