VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

i generi 2. Massimo: un amico di Giulia e Arianna. Lettura attiva Osserva il passaggio dal passato remoto al presente indicativo. Lettura attiva Osserva questo capoverso: è composto da tante brevi frasi, per sottolineare il ritmo della crisi di panico che sta per assalire Giulia. Dovevo tornare indietro anch io. Immediatamente. Forse l avrei incontrata. Magari si era rintanata in un angolino per farmi uno scherzo e io le ero passata davanti senza accorgermene. Ero circa a metà strada sulla via del ritorno, quando notai la gal40 leria laterale. Come avevo fatto a non vederla prima? Arianna doveva averla presa per errore mentre tentava di raggiungere il gruppo dei compagni. Era l unica spiegazione. Fu così che mi infilai nella nuova galleria continuando a chiamare a voce alta. Il buio era opprimente. La galleria interminabile. 45 Camminai più in fretta, continuando a chiamarla. Al di fuori della mia voce il silenzio era assoluto; neppure lo stridìo dei pipistrelli mi raggiungeva più. Sollevando per caso la torcia verso l alto mi accorsi che i soffitti del cunicolo non erano puntellati con travi di legno o di ferro, come 50 dalle altre parti. E se la volta della galleria cede all improvviso e mi scarica addosso tonnellate di terra? Verrei sepolta viva! Brava Giulia! Evoca i disastri e vedrai come ti piombano addosso. 55 Non aspettano altro Decisi di tornare indietro. Magari Arianna aveva già raggiunto gli altri mentre io continuavo a cercarla a rischio della vita. E se lei era sparita, avrei detto a Massimo2 di organizzare una spedizione di ricerca. Fu quando vidi il piccolo rigagnolo scuro scorrere a lato della gal60 leria che mi resi conto che qualcosa non andava. Da dove sbucava quel fiumiciattolo sotterraneo? Prima non c era. Conclusione: di lì non ero mai passata. Di nuovo mi salì quel sapore acido in bocca. Tornai indietro ma ormai non riconoscevo più niente. 65 Mi fermai. Sentivo che mi stava per venire una crisi isterica. Hic, hic, hic. Eccoli! Singhiozzi secchi, che mi trasformavano in un pupazzo a molla. Cercai di calmarmi. Ce la misi tutta. Ragiona, Giulia, mi esortavo. Non farti prendere dal panico. Conta fino a cento. No, a che serve 70 contare? Quello è per dormire. Respira profondo, allora. O trattieni il fiato. Fa qualcosa! Fra un singhiozzo e l altro, guardai l orologio. La visita era iniziata alle undici del mattino, adesso erano le undici e quaranta. Dài Giulia, fa lavorare il cervello. Quanto tempo è passato? Qua75 ranta minuti. Incredibile! Per quindici minuti hai seguito Massimo, poi per cinque hai camminato con Arianna e il pipistrello. E sono venti. Altri cinque là ferme nel magazzino. Fanno venticinque. Su, su, 75 5395A_1 2 3_Generi.indd 75 15/02/18 10:04
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