VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

MISURA LE TUE COMPETENZE tenevano legato Peppiniello , il piccolo agnello che avevo ricevuto in dono non ricordo da chi e che avrei voluto tenere con me tutta la vita. Lì lo cibavo con erba fresca di pascolo e lì, come una madre alla sua creatura, gli dicevo il mio bene infinito. Gli assicuravo che 40 lo avrei protetto, che nessuno gli avrebbe mai torto un solo pelo, che quell alberello era suo, e anche il cortile, la casa: tutto. A volte, immobile, fissava i suoi occhi nei miei come a volermi dire qualche cosa che io non riuscivo ad intendere; ma che poteva dirmi? Solo la grande paura di vivere in un mondo che, per la massima parte, si 45 nutre di cadaveri. Povero Peppiniello. Creatura paziente e innocente. Gli tenevo compagnia e ci giocavo come con un cagnolino. Nelle ore di libertà lo scioglievo ed egli mi veniva dietro belando ogni qualvolta mi perdeva di vista. Stava docilmente a tutti i miei giuochi; si lasciava tirare la 50 coda, mettere le mani in bocca, legare le zampette e mi cercava se io non lo cercavo. Molte volte lo conducevo a dormire con me nel mio letto e lui, al di sopra delle coperte, si acciambellava tranquillo sui miei piedi. Durante la notte me lo portavano via, ma me lo ritrovavo al mattino dopo al solito posto. Quando mi rivedeva, proprio come 55 un cagnolino, sollevandosi sulle zampette posteriori mi protendeva quelle anteriori belando felice. Sono stati, i suoi occhi, i più buoni e dolci ch io abbia mai visto sulla faccia della Terra. E fu lì, presso l albero di limone, che lo uccisero in mia assenza. Vi rimase, per molto tempo, una traccia del suo sangue. Se aguzzo 60 l udito risento l eco dei miei singhiozzi di allora, quando, cercandolo, venni a sapere che era passato per le mani di Celestino. Questi era un omaccio basso di statura e tarchiato nel fisico. In primavera, sotto Pasqua, prendeva a girare le strade del paese. Portava in vita, legato a una cordicella, un lungo ed acuminatissimo coltello, e si offriva per 65 scannare gli agnelli. Io lo conoscevo bene e quando passava davanti alla porta di casa mia, correvo piangendo a chiudere il telaio che immetteva nel cortile dove stava Peppiniello. Povero Peppiniello. Forse mi cercò ansiosamente nel momento in cui quell omaccio cattivo si accingeva a straziargli le carni innocenti. 70 Certamente con voce tremolante mi aveva chiamato, ma io, benedetto, dove ero? Dove stava l amico che lo proteggeva e gli voleva bene? Dov era il suo piccolo padrone al quale poteva accostarsi fiducioso quando per strada un carretto, una carrozzella, stavano per investirlo? Dove stava il suo compagno? Quello con il quale aveva trascorso 75 tante ore libere e felici tra i pascoli della bella campagna? 1 La biografia e l autobiografia 5395A_1 2 3_Generi.indd 53 53 15/02/18 10:04
VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2