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1 La biografia e l autobiografia 3. malattie esantematiche: malattie infettive infantili quali il morbillo, la varicella, la rosolia 4. infausta diagnosi: identificazione di una gravissima malattia. 5. Campi Elisi: secondo la mitologia classica, è il luogo di felicità concesso dagli dèi alle anime dei buoni, dopo la morte. pochissimi animali che avevano e soprattutto imparassero a guadagnarsi il pane. La madre era morta poco dopo l ultima gravidanza. Era venuta da noi come governante e immediatamente si affezionò 40 alla mamma e provò un senso di venerazione per nostro padre, che le dimostrava una viva simpatia e la trattava con grande gentilezza. Noi eravamo un po come i suoi figli. Ricordo le sue veglie quando avevamo le malattie esantematiche3 o leggeri rialzi febbrili. [ ] Nei mesi in cui ero assillata dai dubbi, avevo notato, senza tuttavia 45 preoccuparmi, tanto ero assorta nei miei problemi, il pallore di Giovanna. Non mi sembrava, infatti, sostanzialmente diverso da quello che le era usuale. Mia madre invece si allarmò e la pregò di consultare il nostro medico di famiglia. Ricordo la breve nota che lui le diede in una lettera chiusa da consegnare alla mamma e che leggemmo in50 sieme. «Giovanna Bruatto scriveva «da me visitata presenta tutti i sintomi di una grave malattia. Temo si tratti di cancro allo stomaco. urgente il suo ricovero in ospedale . Vi entrò il giorno dopo e fu confermata l infausta diagnosi4. Venne operata d urgenza, mentre noi aspettavamo dietro la porta, in uno sta55 to di crescente angoscia, di sapere l esito, finché il chirurgo ci comunicò la tanto temuta notizia: non c era più niente da fare. Ritornata a casa da noi, senza conoscere la gravità del suo male, Giovanna trovava conforto nella nostra tenerezza e nelle cure per risparmiarle ogni fatica. Fu in quelle giornate che maturò in me la decisione. Avrei ripreso 60 gli studi, sicura di poter convincere papà a darmi la sua autorizzazione e avrei studiato medicina. Comunicai questa decisione a Giovanna, aggiungendo ingenuamente che con le mie cure sarebbe guarita. Dopo tutto era giovane, aveva appena compiuto quarantacinque anni, e avremmo passato insieme i molti anni che restavano a lei e a 65 me. Masnà mi disse, usando il termine piemontese per bambina che adoperava sempre nel rivolgersi a Paola e a me quando tu sarai medico io sarò da molti anni ai Campi Elisi5. [ ] Poche settimane dopo chiese a papà e a mamma di ritornare a casa sua per morire vicino alle sorelle non sposate che ancora abitavano 70 nella casetta dov erano nate. L accompagnammo a Rivarossa, il paesino a circa un ora da Torino che tante volte rievocava nei racconti della sua infanzia. Le notizie che ci giunsero nei giorni seguenti confermavano l approssimarsi della sua fine. La rividi per l ultima volta ancora in vita in una gelida giornata di novembre. [ ] Pochi giorni dopo andammo alla sua sepoltura. Comunicai a mia 75 madre la decisione di riprendere a qualsiasi costo gli studi e di iscrivermi a medicina. Lei mi incoraggiò a discuterne con papà. 40 5395A_1 2 3_Generi.indd 40 15/02/18 10:04
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