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i generi A tutto questo interesse per le gare ciclistiche e per i campioni si aggiunse presto un desiderio sempre più intenso per la bicicletta, imparare ad andarci e possederne una mia. 35 Allora non c erano le bici con le rotelle laterali per i bambini. Di solito si imparava con quelle dei grandi, con qualche volenteroso che, tenendoci per il sellino, ci faceva correre abituandoci pian piano alla difficile arte dell equilibrio sulle due ruote. Né il babbo né la mamma, che pure da giovani sapevano andare in bicicletta, ce l avevano più, e 40 così io ho imparato grazie a qualche generoso amico dei miei che si prestava alla bisogna, e poi, a chiunque capitasse da noi in bici, chiedevo se mi lasciava fare un giro. In seguito ad alcuni lavori fatti nella casa di Campo di Marte, avevamo conosciuto un bravo muratore, un certo Galardi, che si muo45 veva sempre e solo in bicicletta. Era diventato un amico di famiglia e, saputo della mia passione, si era offerto di insegnarmi. La sua era una bici pesante, da uomo, e arrivavo a fatica ai pedali. Una volta inerpicata sul sellino, mentre io pedalavo, lui correva tenendomi appunto per la sella. Si faceva prima via Ximenes e poi viale Torricelli, 50 tutto in leggera salita, una discreta fatica per lui che forse non era più giovanissimo, anche se non saprei dire che età avesse. Allora, quelli che avevano più di vent anni senza eccezioni mi sembravano vecchi. Veniva abbastanza spesso e proprio grazie a lui ho imparato e, quasi senza accorgermi che non mi teneva più per il sellino, ho co55 minciato ad andare, e mi sembrava incredibile. Per l euforia pedalavo con vigore su per il viale fino a piazzale Galileo, mentre lui mi correva dietro urlandomi di andare piano; infine sul piazzale, cercando di girare, finii sul ghiaino e poi per terra; ero terrorizzata all idea di aver rotto la bici, ma per fortuna si era solo storto un po il manubrio 60 e lui lo raddrizzò subito stringendo la ruota davanti fra le ginocchia, un operazione che ho poi ripetuto innumerevoli volte. Ma per tornare non si fidò a lasciarmi andare in discesa, mi fece sedere sulla canna e mi riportò a casa. Comunque ormai sapevo andare in bicicletta e un breve giretto da sola in pianura me lo lasciava 65 fare tutte le volte che capitava da noi. Finalmente, dopo la promozione di terza media, ebbi una bicicletta tutta per me. Quell estate del 1938, allora cominciai a fare lunghe gite in bicicletta, qualche volta alle Cascine con compagni e compagne, ma più 70 spesso da sola. Andavo via verso le nove con un panino e un pezzettino di parmigiano che mi dava il babbo e tornavo per mezzogiorno e mezzo; prendevo le strade provinciali, allora già quasi tutte asfaltate, 31 5395A_1 2 3_Generi.indd 31 15/02/18 10:04
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