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Sognavo una bicicletta AUDIO 1 La biografia e l autobiografia Margherita Hack Il testo Margherita Hack è stata una donna speciale, una grande scienziata esperta di astrofisica, famosa a livello internazionale. In queste pagine della sua autobiografia ci parla di quando era ragazzina, tra il 1930 e il 1938 a Firenze. L autriceprotagonista Margherita Hack (1922-2013), nata a Firenze, è stata una delle maggiori personalità del mondo scientifico e culturale italiano. Laureata in astrofisica, fu la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico. stata molto attiva anche nel campo della divulgazione scientifica e dell impegno civile, difendendo sempre il metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che ancora segnano l inizio di questo nuovo millennio. Tra i molti riconoscimenti che ha ricevuto, vi è anche un asteroide che porta il suo nome. Il mio interesse per la bici e il ciclismo è cominciato molto presto, certamente prima che avessi compiuto dieci anni, perché la domanda di rito che rivolgevo a qualunque nuova persona che incontravo, sia che fosse un ragazzino come me o un amico dei miei era: «Sei 5 per Binda o per Guerra? 1. Io ero per Binda. Questa fu la prima domanda che rivolsi anche ad Aldo2, quando al giardino pubblico del Bobolino3 mi offrì di giocare con lui e i suoi amici, perché io avevo la palla e potevamo fare un torneo. Allora avevo appena compiuto undici anni. Lui ne aveva tredici ed era per Guerra. Oggi io ne ho ot10 tantanove e lui novantuno, ma giochiamo ancora insieme. Era l estate del 1933 e le imprese dei ciclisti al Giro d Italia o a quello di Francia erano molto più seguite di oggi. Non c era la televisione, ma solo quelle grandi radio gracchianti, che i miei non avevano mai voluto o potuto prendere, e io dovevo aspettare il giorno dopo, quando 15 andavamo a fare la spesa da Silviero, il pizzicagnolo4 , e da lui era sempre possibile dare un occhiata alla pagina sportiva della «Nazione 5. A quei tempi mi era capitato di leggere da qualche parte le imprese, davvero eroiche, di Girardengo e Bottecchia, che correvano prima o poco dopo il mio anno di nascita (1922), quando le tappe del Giro 20 d Italia erano spaventosamente lunghe, duecento e più chilometri, su strade sterrate e polverose, dove frequenti erano le forature. Avrò avuto dodici o tredici anni, a scuola si leggeva l Odissea e poi l Iliade, popolate di dei, semidei, eroi, e anche i campioni sportivi li vedevo un po come mezze divinità. Ricordo che un anno la tappa 25 del Giro si concluse a Firenze, presso il Campo di Marte, dove c era lo stadio. Noi eravamo in casa di amici che abitavano proprio sul viale davanti all impianto sportivo. Io ero uscita nella speranza di vederli da vicino e mi trovai a un tratto accanto a Guerra. Sebbene fossi per Binda, ricordo che gli toccai il braccio come se fosse stato qualcosa 30 di straordinario, una reliquia 6 miracolosa, e mi parve un omone gigantesco. 1. Binda Guerra: due grandi campioni del ciclismo italiano nei primi decenni del Novecento. 2. Aldo: il suo futuro marito. 3. Bobolino: nome di un giardino pubblico di Firenze. 4. pizzicagnolo: negoziante di salumi e formaggi. 5. «La Nazione : quotidiano di Firenze. 6. reliquia: frammento del corpo di un santo. 30 5395A_1 2 3_Generi.indd 30 15/02/18 10:04
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