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1 La biografia e l autobiografia di gratitudine per la loro immensa bontà, mi trovai le loro mani sul gomito, nell atto di correggere le mie mosse sbagliate. Finito que80 sto, io ricaddi, per Chirone e Carena, nelle nebbie dell indifferenza. Esse erano amiche fra loro, amiche inseparabili; stavano nella scuola trionfanti e radiose, consegnavano i loro compiti scritti in una stupenda calligrafia quasi identica, quella di Chirone un poco più alta e larga, quella di Carena un poco più aguzza e stretta; scherzavano fa85 miliarmente col professore, e regnavano sui loro satelliti. Esse erano là come il sole e la luna. [ ] C erano nel banco, davanti a me, due bambine, che si chiamavano Bianca e Rosabianca; io le chiamavo in me sempre per nome, senten90 dole chiamarsi per nome fra loro due. Erano molto amiche; sembravano infischiarsi di tutte le altre, di Chirone e Carena, e dei vari satelliti. Bianca era piccola, con un viso tondo e due lunghe trecce castane; e a volte, quando il professore spiegava, alzava una mano e diceva con voce nasale: «Non ho capito , cosa che io trovavo sommamente irri95 tante. Rosabianca era alta, timida, con le gonne a pieghe un po troppo lunghe, con gli occhi a mandorla e con un profilo come avevano gli egiziani nelle illustrazioni del nostro libro di storia; aveva i capelli neri, tagliati da maschio. Siccome mia madre conosceva sua madre, mi sembrava d aver diritto alla sua amicizia, e per conseguenza anche 100 all amicizia di quell altra dalle due trecce: invece non avevano l aria 26 5395A_1 2 3_Generi.indd 26 15/02/18 10:04
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