VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

UN EPISODIO FREQUENTE, ALL'INIZIO DEL SEICENTO Arriva la strega! Sebastiano Vassalli C’era la carrozza: un cocchio chiuso, piuttosto malandato. Antonia vi venne issata da quegli stessi soldati che erano saliti a prenderla in cella e dovette sedersi nell’unico posto libero, al fianco di uno sconosciuto vestito di grigio e con la testa rasata che era l’aiutante del boia. Antonia guardò fuori, attraverso il finestrino. Vide i busti e i profili dei soldati che cavalcavano di fianco alla carrozza, e la folla lungo il percorso: i pugni alzati, le facce stravolte con le bocche spalancate a insultare e maledire e a invocare la morte, la sua morte! Si incontravano, quasi ad ogni passo, comitive dirette al dosso dell’albera1, che andavano laggiù per vedere bruciare la strega; famiglie intere su quei carri a sponda bassa, tirati da cavalloni con le ginocchia grandi come la testa di un uomo, che in quell’epoca e nelle campagne di tutta Europa erano il mezzo universale di trasporto delle merci, ma anche delle persone. Al sopraggiungere della carrozza i carri si facevano da parte, mentre quelli che ci stavano sopra gridavano: - La strega! Arriva la strega! - e i cani abbaiavano anche loro più forte che potevano, i ragazzi facevano girare su due mani certi strumenti di legno detti raganelle, che si fabbricavano apposta per produrre frastuono, gli uomini agitavano filze di barattoli, le donne e i vecchi gesticolavano, gridavano con gli altri: - La strega! C’è la strega! A morte! Al rogo! Avvicinandosi la riva del Sesia2, sugli incroci con le strade secondarie e negli slarghi comparvero i primi venditori di vino e bibite, di pesci fritti, d’angurie. I campi in prossimità delle strade brulicavano3 di carri, di cavalli, di bambini che si rincorrevano e giocavano a nascondersi, di adulti che si erano fermati lì, e mangiavano e bevevano e aspettavano di godersi da lontano quel gran spettacolo del rogo della strega che tanto - gli era stato detto - si sarebbe visto per molte miglia4 tutt’attorno; non era il caso di arrivare fin sotto il dosso, dove certamente la folla era così fitta che poi, anche ad essere vicini, si finiva per non vedere niente! Meglio stare un po’ più lontani e un po’ più comodi. Arrivavano da ogni parte della bassa5 e anche dalle città: da Novara, da Vercelli, da Gattinara; con le famiglie, con gli amici, con i vecchi di casa, con i bambini, con i carri carichi di vino e cibarie per far baldoria, e stare in allegria, e festeggiare la fine dell’estate. Non erano gente sanguinaria, né malvagia. Al contrario, erano tutti brava gente: la stessa brava gente laboriosa che nel nostro secolo affolla gli stadi, guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni, e, se c’è da fare giustizia sommaria6 di qualcuno la fa, senza bruciarlo, ma la fa; perché l’ignoranza è antica come il mondo e durerà finché ci sarà il mondo. - C’è la strega! Arriva la strega! A morte! Al rogo! (Tratto da: S. Vassalli, La chimera, Einaudi) Il testo Antonia è una trovatella, allevata da una famiglia di contadini di Zardino, un paese di campagna vicino a Novara. È laboriosa e ubbidiente, ma le piace passeggiare da sola, non si sposa, fa amicizia con un vagabondo. Basta questo per farla sembrare un po’ strana. E quando nel paese accadono fatti come animali che si ammalano e muoiono o segni indecifrabili tracciati sulla neve, casi normali in una realtà contadina, si pensa ad Antonia. È lei che porta male, è una “stria”… Denunciata al tribunale dell’Inquisizione come strega, è arrestata, torturata, processata. In tanti testimoniano contro di lei. Sono compaesani che fino a ieri si fermavano a parlare e a scherzare con lei: adesso, schiacciati dalle superstizioni e da paure irrazionali, giurano di averla vista incontrarsi con il demonio… Per Antonia non c’è scampo: viene condannata a morte. L’autore Sebastiano Vassalli (1941-2015) ha messo al centro dei suoi romanzi la storia, dall’antichità fino ai giorni nostri, sempre con l’intento di capire il presente e il carattere degli italiani. Nel romanzo La chimera (1990), vincitore del premio Strega, ci racconta la tragica storia di Antonia, 1590-1610, tratta da un manoscritto dell’epoca. Lettura attiva Prima di leggere questo testo, può essere utile la lettura (o la rilettura) del brano Il tempo delle streghe a pagina 648 di questo volume. 1. dosso dell’albera: collina con un albero di castagno, dove si pensava che le streghe si incontrassero con il diavolo. 2. Sesia: fiume che scorre nel Vercellese e nel Novarese, dove il romanzo è ambientato. 3. brulicavano: erano pieni di persone e animali che si muovevano confusamente. 4. miglia: il miglio è una misura di distanza, variabile secondo le epoche e i luoghi. Corrisponde a 1400-1600 metri. 5. bassa: le campagne di pianura. 6. giustizia sommaria: la punizione del presunto colpevole di un delitto senza sottoporlo a processo o, comunque, senza dargli la possibilità di difendersi in modo adeguato. LESSICO 1. Nella frase «i pugni alzati, le facce stravolte con le bocche spalancate a insultare e maledire e a invocare la morte, la sua morte!» (r. 7-9) le espressioni sottolineate ci fanno capire che la folla ☐ è consapevole di quello che sta succedendo quel giorno ☐ è esaltata, in delirio, in preda a emozioni irrazionali e violente ☐ partecipa con gioia a un avvenimento storico importante 2. Nella frase «Si incontravano, quasi ad ogni passo, comitive…» (riga 10) la parola “comitive” è usata dall’autore ☐ per far capire che si tratta di comitive di villeggianti allegri e spensierati ☐ per indicare l’affollamento della gente verso il luogo dell’esecuzione ☐ per sottolineare l’amaro contrasto tra la parola e la tragica situazione ANALIZZARE 3. Vassalli ci presenta uno spaccato di realtà seicentesca con grande abilità, ci sembra davvero di seguire l’ultimo viaggio di questa povera e sfortunata ragazza. Nel corso della descrizione, l’autore si serve soprattutto di due organi di senso. Completa la tabella con le frasi più significative, come negli esempi. 4. Hai notato come il rumore, addirittura il frastuono, accompagna lo svolgersi di tutta la scena. Per quale motivo? Facendo baccano, queste persone semplici e ignoranti ☐ si stordiscono per non pensare all’orrore dell’evento ☐ pensano di accompagnare meglio i momenti di allegria ☐ manifestano la tristezza e la paura del momento 5. Qual è il mezzo di trasporto più usato nell’Europa del Seicento? 6. Qual è il giudizio dell’autore su questa vicenda? ☐ Si astiene da qualsiasi commento ☐ Pensa che si tratti di una vicenda normale in quel periodo ☐ Condanna l’ignoranza come fonte di violenza e intolleranza 7. Il pensiero dello scrittore non si ferma al Seicento, ma si estende anche alla nostra epoca. In quali manifestazioni la folla non è più padrona di se stessa e si lascia andare a istinti irrazionali? 8. Vassalli è positivo o pessimista sull’evoluzione degli uomini? Quale frase te lo fa capire? CITTADINANZA ATTIVA E CONSAPEVOLE 9. Parlare La storia ci presenta pagine di ingiustizia profonda e di violenza verso le classi più deboli e i cosiddetti “diversi” oppure scene tragiche in cui la folla commette azioni brutali, prive di ogni razionalità. Oggigiorno, trovi che in alcuni casi si arrivi o si possa arrivare alla violenza? In Italia, nel mondo? Quanto l’ignoranza ne fa parte? Esponi qualche episodio di cui sei a conoscenza e confrontati con i compagni. AL CINEMA Troppo spesso sono state le donne a fare le spese della paura di chi appare “diverso” o del bisogno di trovare a tutti i costi un colpevole… Le condanne per stregoneria non sono frutto di invenzione romanzesca, sono una triste realtà storica. Tra le tante, ecco una condanna celebre: sulla pubblica piazza, vicino al rogo, viene letto il verdetto del processo: Giovanna d’Arco è stata giudicata colpevole per aver indossato abiti da uomo in guerra, per non essersi sottomessa all’autorità della Chiesa e per aver invocato i demoni. Per questo viene condannata a morte. • Una condanna passata alla storia (da Giovanna d’Arco di Luc Besson Due cavalieri, un prete e un ex venditore di reliquie scortano una giovane ragazza in un’abbazia dove verrà processata perché sospettata di essere una strega. Qual è la motivazione? Il diffondersi della peste nei villaggi in cui è passata. • E questo fa di lei una strega? (da L’ultimo dei templari di Dominic Sena)
UN EPISODIO FREQUENTE, ALL'INIZIO DEL SEICENTO Arriva la strega! Sebastiano Vassalli C’era la carrozza: un cocchio chiuso, piuttosto malandato. Antonia vi venne issata da quegli stessi soldati che erano saliti a prenderla in cella e dovette sedersi nell’unico posto libero, al fianco di uno sconosciuto vestito di grigio e con la testa rasata che era l’aiutante del boia. Antonia guardò fuori, attraverso il finestrino. Vide i busti e i profili dei soldati che cavalcavano di fianco alla carrozza, e la folla lungo il percorso: i pugni alzati, le facce stravolte con le bocche spalancate a insultare e maledire e a invocare la morte, la sua morte! Si incontravano, quasi ad ogni passo, comitive dirette al dosso dell’albera1, che andavano laggiù per vedere bruciare la strega; famiglie intere su quei carri a sponda bassa, tirati da cavalloni con le ginocchia grandi come la testa di un uomo, che in quell’epoca e nelle campagne di tutta Europa erano il mezzo universale di trasporto delle merci, ma anche delle persone. Al sopraggiungere della carrozza i carri si facevano da parte, mentre quelli che ci stavano sopra gridavano: - La strega! Arriva la strega! - e i cani abbaiavano anche loro più forte che potevano, i ragazzi facevano girare su due mani certi strumenti di legno detti raganelle, che si fabbricavano apposta per produrre frastuono, gli uomini agitavano filze di barattoli, le donne e i vecchi gesticolavano, gridavano con gli altri: - La strega! C’è la strega! A morte! Al rogo! Avvicinandosi la riva del Sesia2, sugli incroci con le strade secondarie e negli slarghi comparvero i primi venditori di vino e bibite, di pesci fritti, d’angurie. I campi in prossimità delle strade brulicavano3 di carri, di cavalli, di bambini che si rincorrevano e giocavano a nascondersi, di adulti che si erano fermati lì, e mangiavano e bevevano e aspettavano di godersi da lontano quel gran spettacolo del rogo della strega che tanto - gli era stato detto - si sarebbe visto per molte miglia4 tutt’attorno; non era il caso di arrivare fin sotto il dosso, dove certamente la folla era così fitta che poi, anche ad essere vicini, si finiva per non vedere niente! Meglio stare un po’ più lontani e un po’ più comodi. Arrivavano da ogni parte della bassa5 e anche dalle città: da Novara, da Vercelli, da Gattinara; con le famiglie, con gli amici, con i vecchi di casa, con i bambini, con i carri carichi di vino e cibarie per far baldoria, e stare in allegria, e festeggiare la fine dell’estate. Non erano gente sanguinaria, né malvagia. Al contrario, erano tutti brava gente: la stessa brava gente laboriosa che nel nostro secolo affolla gli stadi, guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni, e, se c’è da fare giustizia sommaria6 di qualcuno la fa, senza bruciarlo, ma la fa; perché l’ignoranza è antica come il mondo e durerà finché ci sarà il mondo. - C’è la strega! Arriva la strega! A morte! Al rogo! (Tratto da: S. Vassalli, La chimera, Einaudi) Il testo Antonia è una trovatella, allevata da una famiglia di contadini di Zardino, un paese di campagna vicino a Novara. È laboriosa e ubbidiente, ma le piace passeggiare da sola, non si sposa, fa amicizia con un vagabondo. Basta questo per farla sembrare un po’ strana. E quando nel paese accadono fatti come animali che si ammalano e muoiono o segni indecifrabili tracciati sulla neve, casi normali in una realtà contadina, si pensa ad Antonia. È lei che porta male, è una “stria”… Denunciata al tribunale dell’Inquisizione come strega, è arrestata, torturata, processata. In tanti testimoniano contro di lei. Sono compaesani che fino a ieri si fermavano a parlare e a scherzare con lei: adesso, schiacciati dalle superstizioni e da paure irrazionali, giurano di averla vista incontrarsi con il demonio… Per Antonia non c’è scampo: viene condannata a morte. L’autore Sebastiano Vassalli (1941-2015) ha messo al centro dei suoi romanzi la storia, dall’antichità fino ai giorni nostri, sempre con l’intento di capire il presente e il carattere degli italiani. Nel romanzo La chimera (1990), vincitore del premio Strega, ci racconta la tragica storia di Antonia, 1590-1610, tratta da un manoscritto dell’epoca. Lettura attiva Prima di leggere questo testo, può essere utile la lettura (o la rilettura) del brano Il tempo delle streghe a pagina 648 di questo volume. 1. dosso dell’albera: collina con un albero di castagno, dove si pensava che le streghe si incontrassero con il diavolo. 2. Sesia: fiume che scorre nel Vercellese e nel Novarese, dove il romanzo è ambientato. 3. brulicavano: erano pieni di persone e animali che si muovevano confusamente. 4. miglia: il miglio è una misura di distanza, variabile secondo le epoche e i luoghi. Corrisponde a 1400-1600 metri. 5. bassa: le campagne di pianura. 6. giustizia sommaria: la punizione del presunto colpevole di un delitto senza sottoporlo a processo o, comunque, senza dargli la possibilità di difendersi in modo adeguato. LESSICO 1. Nella frase «i pugni alzati, le facce stravolte con le bocche spalancate a insultare e maledire e a invocare la morte, la sua morte!» (r. 7-9) le espressioni sottolineate ci fanno capire che la folla ☐ è consapevole di quello che sta succedendo quel giorno ☐ è esaltata, in delirio, in preda a emozioni irrazionali e violente ☐ partecipa con gioia a un avvenimento storico importante 2. Nella frase «Si incontravano, quasi ad ogni passo, comitive…» (riga 10) la parola “comitive” è usata dall’autore ☐ per far capire che si tratta di comitive di villeggianti allegri e spensierati ☐ per indicare l’affollamento della gente verso il luogo dell’esecuzione ☐ per sottolineare l’amaro contrasto tra la parola e la tragica situazione ANALIZZARE 3. Vassalli ci presenta uno spaccato di realtà seicentesca con grande abilità, ci sembra davvero di seguire l’ultimo viaggio di questa povera e sfortunata ragazza. Nel corso della descrizione, l’autore si serve soprattutto di due organi di senso. Completa la tabella con le frasi più significative, come negli esempi. 4. Hai notato come il rumore, addirittura il frastuono, accompagna lo svolgersi di tutta la scena. Per quale motivo? Facendo baccano, queste persone semplici e ignoranti ☐ si stordiscono per non pensare all’orrore dell’evento ☐ pensano di accompagnare meglio i momenti di allegria ☐ manifestano la tristezza e la paura del momento 5. Qual è il mezzo di trasporto più usato nell’Europa del Seicento? 6. Qual è il giudizio dell’autore su questa vicenda? ☐ Si astiene da qualsiasi commento ☐ Pensa che si tratti di una vicenda normale in quel periodo ☐ Condanna l’ignoranza come fonte di violenza e intolleranza 7. Il pensiero dello scrittore non si ferma al Seicento, ma si estende anche alla nostra epoca. In quali manifestazioni la folla non è più padrona di se stessa e si lascia andare a istinti irrazionali? 8. Vassalli è positivo o pessimista sull’evoluzione degli uomini? Quale frase te lo fa capire? CITTADINANZA ATTIVA E CONSAPEVOLE 9. Parlare La storia ci presenta pagine di ingiustizia profonda e di violenza verso le classi più deboli e i cosiddetti “diversi” oppure scene tragiche in cui la folla commette azioni brutali, prive di ogni razionalità. Oggigiorno, trovi che in alcuni casi si arrivi o si possa arrivare alla violenza? In Italia, nel mondo? Quanto l’ignoranza ne fa parte? Esponi qualche episodio di cui sei a conoscenza e confrontati con i compagni. AL CINEMA Troppo spesso sono state le donne a fare le spese della paura di chi appare “diverso” o del bisogno di trovare a tutti i costi un colpevole… Le condanne per stregoneria non sono frutto di invenzione romanzesca, sono una triste realtà storica. Tra le tante, ecco una condanna celebre: sulla pubblica piazza, vicino al rogo, viene letto il verdetto del processo: Giovanna d’Arco è stata giudicata colpevole per aver indossato abiti da uomo in guerra, per non essersi sottomessa all’autorità della Chiesa e per aver invocato i demoni. Per questo viene condannata a morte. • Una condanna passata alla storia (da Giovanna d’Arco di Luc Besson Due cavalieri, un prete e un ex venditore di reliquie scortano una giovane ragazza in un’abbazia dove verrà processata perché sospettata di essere una strega. Qual è la motivazione? Il diffondersi della peste nei villaggi in cui è passata. • E questo fa di lei una strega? (da L’ultimo dei templari di Dominic Sena)