VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

IL CORAGGIO DI DUE DONNE IN AFGHANISTAN Sono qui per mio padre! Deborah Ellis - Io e Parvana dobbiamo andare a tirare fuori vostro padre di prigione.L’aveva detto con lo stesso tono con cui avrebbe detto: «Io e Parvana dobbiamo andare a comprare le pesche».Parvana non disse niente. Forse finalmente avrebbe visto com’è l’interno di una prigione.La prigione era molto distante da casa loro. Alle donne non era permesso prendere l’autobus senza essere accompagnate da un uomo. Dovevano percorrere tutta la strada a piedi. E se non avessero trovato papà? E se i talebani1 le avessero fermate per strada? La mamma non avrebbe dovuto uscire senza essere accompagnata da un uomo o senza il permesso scritto di suo marito.Era proibito.- Nooria, scrivi il permesso per la mamma.- Lascia stare, Nooria. Non andrò in giro per la città come un bambinetto.Ho una laurea!- Scrivilo lo stesso - sussurrò Parvana a Nooria mentre la mamma era in bagno. - Lo terrò nella manica.Nooria approvò. La sua calligrafia era più adulta di quella di Parvana. Scrisse veloce: «Mia moglie ha il permesso di uscire». Firmò con il nome di papà.- Non credo servirà a molto - sussurrò Nooria mentre porgeva il foglio a Parvana. - La maggior parte dei talebani non sa leggere.Parvana non rispose. Piegò rapida il foglietto in quattro e se lo infilò nell’orlo della manica.- Sbrigati, Parvana - le disse la mamma. - Tuo padre ci aspetta.Parvana si infilò i sandali e si coprì il capo con il chador2. Seguì la mamma fuori della porta.Dovette aiutare la mamma a scendere le scale, perché il burqa3 che si gonfiava all’aria non le permetteva di vedere dove metteva i piedi.La mamma esitò in fondo alle scale. Parvana credette che stesse cambiando idea. Un istante dopo, sua madre si levò in tutta la sua altezza, raddrizzò le spalle e si tuffò per le strade di Kabul.Parvana doveva correre per tenere il passo lungo e veloce di sua madre. C’erano poche donne per la strada, ma tutte indossavano il burqa, che le faceva sembrare tutte uguali. Se Parvana si fosse allontanata da sua madre, temeva che non sarebbe più riuscita a ritrovarla.Di tanto in tanto sua madre si fermava accanto a un uomo, a una donna, a un gruppetto di uomini, a un venditore ambulante, e mostrava una foto del marito.Non diceva nulla: si limitava a mostrare la foto.Parvana tratteneva il fiato ogni volta che sua madre faceva quel gesto. Le fotografie erano illegali. Una qualunque di queste persone avrebbe potuto consegnare lei e sua madre ai talebani.Tutti guardavano la foto, poi scuotevano la testa. Molte persone erano state arrestate. Molte erano scomparse. Sapevano che cosa stava chiedendo loro sua madre senza che dovesse dire una sola parola.Finalmente giunsero in vista della grande fortezza, in cui vi era il carcere. La prigione era buia e inquietante. Parvana si sentì ancora più piccola. Anche sua madre doveva essere spaventata, ma non lo dava a vedere. Andò dritta verso la porta e disse alla guardia: - Sono qui per mio marito.Le guardie la ignorarono.- Sono qui per mio marito! - ripeté la mamma. Tirò fuori la fotografia e la mostrò a una delle guardie. - È stato arrestato la notte scorsa. Non ha commesso nessun reato. Voglio che lo rilasciate!- Sono qui per mio marito! - ripeté a voce sempre più alta.- Sono qui per mio padre! - gridò Parvana.Parvana e sua madre continuarono a urlare la loro richiesta. Sempre più uomini si radunavano a guardarle.- State calme! - ordinò una delle guardie. - Andate via! Tornate a casa!Una delle guardie strappò la foto di papà. Un’altra cominciò a colpire la mamma con il bastone.- Lasciate andare mio marito - continuava a ripetere sua madre.Un altro soldato si unì al pestaggio e cominciò a colpire anche Parvana. Non la colpì molto forte, ma Parvana cadde a terra sui frammenti della foto di suo padre. In un lampo, nascose i pezzi sotto il chador.Anche sua madre era a terra: i soldati la picchiavano sulla schiena con i loro bastoni.Parvana balzò in piedi: - Basta! Smettetela! Ce ne andiamo!Afferrò per un braccio uno degli assalitori di sua madre. Lui la allontanò come se fosse una mosca.- Fuori di qui! - urlò una guardia, e sputò addosso a Parvana e sua madre.Parvana si inginocchiò, prese sua madre per il braccio e la aiutò ad alzarsi. Lentamente, con la mamma che si appoggiava a lei, si allontanarono zoppicando dalla prigione.(Tratto da: D. Ellis, Sotto il burqa, Rizzoli) Il testo Parvana ha 11 anni e vive a Kabul, la capitale dell’Afghanistan. Un tempo era felice: andava a scuola, aveva amici, la sua famiglia era benestante. Adesso abita in un’unica stanza con i genitori, la sorella maggiore Nooria e i due fratellini. Non frequenta più la scuola, perché i talebani la vietano alle ragazze. Un giorno, senza motivo, i talebani irrompono in casa, picchiano le donne e prendono prigioniero il padre. Parvana e la mamma si mettono alla sua ricerca, sfidando la legge che vieta alle donne di uscire senza la compagnia di un uomo. L’autrice Deborah Ellis (1960), canadese, ha viaggiato a lungo nei Paesi devastati da guerre, malattie e calamità naturali. Ha incontrato molti bambini e ha preso spunto dai loro racconti per scrivere i suoi libri. La storia di Parvana, la protagonista del brano che stai per leggere, è raccontata in tre romanzi (Trilogia di Parvana). 1. talebani: appartenenti al gruppo religioso e politico che governò l’Afghanistan dal 1996 al 2001. 2. chador: copricapo femminile che copre interamente il volto, lasciando scoperti soltanto gli occhi. 3. burqa: indumento femminile lungo dalla testa ai piedi. All’altezza degli occhi vi è una rete, che permette alla donna di vedere senza esporre gli occhi alla vista di altre persone. COMPRENDERE 1. Perché, per Parvana e sua madre, è pericoloso uscire di casa?☐ Perché c’è la guerra☐ Perché i talebani proibiscono a una donna di uscire senza essere accompagnata da un uomo☐ Perché i talebani proibiscono a una ragazza minorenne di uscire senza essere accompagnata da entrambi i genitori2. Per limitare questo pericolo, Parvana e Nooria ricorrono a un trucco: quale?3. Quando sono in strada, Parvana teme di allontanarsi da sua madre e non riuscire più a ritrovarla. Perché?4. L’atteggiamento delle guardie del carcere nei confronti delle due donne diventa sempre più violento. Ricostruisci questa parte del testo, numerando da 1 a 7 le sequenze elencate.☐ Una guardia colpisce la madre con un bastone.☐ Le guardie ignorano Parvana e sua madre.☐ Alcune guardie picchiano la madre che è caduta a terra.☐ Una guardia strappa la fotografia.☐ Le guardie urlano alle due donne di tornare a casa.☐ Una guardia urla «Fuori di qui!» e sputa addosso alle due donne.☐ Una guardia colpisce Parvana. LESSICO 5. Parvana “trattiene il fiato” ogni volta che la madre mostra la fotografia a qualcuno (r. 38). Perché?☐ Per l’emozione, in quanto ogni volta spera che la persona interpellata riconosca il padre☐ Per la paura, perché in Afghanistan le fotografie sono illegali6. «Sua madre si levò in tutta la sua altezza, raddrizzò le spalle e si tuffò per le strade di Kabul» (r. 29-30). Questa breve descrizione fa capire lo stato d’animo della madre: qual è?☐ Esitazione☐ Decisione☐ Fretta☐ Insicurezza ANALIZZARE 7. Il testo trasmette il clima di oppressione e di paura che regna nei Paesi dove c’è una dittatura, che nega i più elementari diritti alla popolazione o a una parte di essa. Completa la tabella.OPPRESSIONE SU TUTTI I CITTADINIDIVIETI E OBBLIGHI PER LE DONNEPossibilità di .....................................................................Divieto di ...........................................................................Divieto di ...........................................................................Divieto di ...........................................................................Possibilità delle guardie di ...........................................Obbligo di ........................................................................8. Nella prima parte del testo ci sono alcuni dialoghi, alternati a parti riflessive. Nella parte conclusiva del brano si confrontano le grida di chi chiede giustizia (Parvana e sua madre) e le urla minacciose delle guardie. Nella parte centrale, invece, c’è una scena che si svolge completamente in silenzio: qual è?Questa scena è molto significativa, perché☐ fa capire che i talebani proibivano anche di parlare☐ fa capire che la maggioranza degli afghani è fedele ai talebani e disapprova l’iniziativa della madre di Parvana☐ suggerisce che il silenzio è l’unico modo in cui le vittime di una dittatura possono esprimere solidarietà tra loro ESPRIMERE E VALUTARE 9. Scrivere Il tentativo di liberare il papà di Parvana fallisce. Tuttavia questa esperienza permette a Parvana di crescere e maturare. Infatti l’esempio della mamma, a poco a poco, trasmette coraggio a Parvana. Scrivi un breve commento per illustrare come cambia Parvana nel corso dell’episodio.
IL CORAGGIO DI DUE DONNE IN AFGHANISTAN Sono qui per mio padre! Deborah Ellis - Io e Parvana dobbiamo andare a tirare fuori vostro padre di prigione.L’aveva detto con lo stesso tono con cui avrebbe detto: «Io e Parvana dobbiamo andare a comprare le pesche».Parvana non disse niente. Forse finalmente avrebbe visto com’è l’interno di una prigione.La prigione era molto distante da casa loro. Alle donne non era permesso prendere l’autobus senza essere accompagnate da un uomo. Dovevano percorrere tutta la strada a piedi. E se non avessero trovato papà? E se i talebani1 le avessero fermate per strada? La mamma non avrebbe dovuto uscire senza essere accompagnata da un uomo o senza il permesso scritto di suo marito.Era proibito.- Nooria, scrivi il permesso per la mamma.- Lascia stare, Nooria. Non andrò in giro per la città come un bambinetto.Ho una laurea!- Scrivilo lo stesso - sussurrò Parvana a Nooria mentre la mamma era in bagno. - Lo terrò nella manica.Nooria approvò. La sua calligrafia era più adulta di quella di Parvana. Scrisse veloce: «Mia moglie ha il permesso di uscire». Firmò con il nome di papà.- Non credo servirà a molto - sussurrò Nooria mentre porgeva il foglio a Parvana. - La maggior parte dei talebani non sa leggere.Parvana non rispose. Piegò rapida il foglietto in quattro e se lo infilò nell’orlo della manica.- Sbrigati, Parvana - le disse la mamma. - Tuo padre ci aspetta.Parvana si infilò i sandali e si coprì il capo con il chador2. Seguì la mamma fuori della porta.Dovette aiutare la mamma a scendere le scale, perché il burqa3 che si gonfiava all’aria non le permetteva di vedere dove metteva i piedi.La mamma esitò in fondo alle scale. Parvana credette che stesse cambiando idea. Un istante dopo, sua madre si levò in tutta la sua altezza, raddrizzò le spalle e si tuffò per le strade di Kabul.Parvana doveva correre per tenere il passo lungo e veloce di sua madre. C’erano poche donne per la strada, ma tutte indossavano il burqa, che le faceva sembrare tutte uguali. Se Parvana si fosse allontanata da sua madre, temeva che non sarebbe più riuscita a ritrovarla.Di tanto in tanto sua madre si fermava accanto a un uomo, a una donna, a un gruppetto di uomini, a un venditore ambulante, e mostrava una foto del marito.Non diceva nulla: si limitava a mostrare la foto.Parvana tratteneva il fiato ogni volta che sua madre faceva quel gesto. Le fotografie erano illegali. Una qualunque di queste persone avrebbe potuto consegnare lei e sua madre ai talebani.Tutti guardavano la foto, poi scuotevano la testa. Molte persone erano state arrestate. Molte erano scomparse. Sapevano che cosa stava chiedendo loro sua madre senza che dovesse dire una sola parola.Finalmente giunsero in vista della grande fortezza, in cui vi era il carcere. La prigione era buia e inquietante. Parvana si sentì ancora più piccola. Anche sua madre doveva essere spaventata, ma non lo dava a vedere. Andò dritta verso la porta e disse alla guardia: - Sono qui per mio marito.Le guardie la ignorarono.- Sono qui per mio marito! - ripeté la mamma. Tirò fuori la fotografia e la mostrò a una delle guardie. - È stato arrestato la notte scorsa. Non ha commesso nessun reato. Voglio che lo rilasciate!- Sono qui per mio marito! - ripeté a voce sempre più alta.- Sono qui per mio padre! - gridò Parvana.Parvana e sua madre continuarono a urlare la loro richiesta. Sempre più uomini si radunavano a guardarle.- State calme! - ordinò una delle guardie. - Andate via! Tornate a casa!Una delle guardie strappò la foto di papà. Un’altra cominciò a colpire la mamma con il bastone.- Lasciate andare mio marito - continuava a ripetere sua madre.Un altro soldato si unì al pestaggio e cominciò a colpire anche Parvana. Non la colpì molto forte, ma Parvana cadde a terra sui frammenti della foto di suo padre. In un lampo, nascose i pezzi sotto il chador.Anche sua madre era a terra: i soldati la picchiavano sulla schiena con i loro bastoni.Parvana balzò in piedi: - Basta! Smettetela! Ce ne andiamo!Afferrò per un braccio uno degli assalitori di sua madre. Lui la allontanò come se fosse una mosca.- Fuori di qui! - urlò una guardia, e sputò addosso a Parvana e sua madre.Parvana si inginocchiò, prese sua madre per il braccio e la aiutò ad alzarsi. Lentamente, con la mamma che si appoggiava a lei, si allontanarono zoppicando dalla prigione.(Tratto da: D. Ellis, Sotto il burqa, Rizzoli) Il testo Parvana ha 11 anni e vive a Kabul, la capitale dell’Afghanistan. Un tempo era felice: andava a scuola, aveva amici, la sua famiglia era benestante. Adesso abita in un’unica stanza con i genitori, la sorella maggiore Nooria e i due fratellini. Non frequenta più la scuola, perché i talebani la vietano alle ragazze. Un giorno, senza motivo, i talebani irrompono in casa, picchiano le donne e prendono prigioniero il padre. Parvana e la mamma si mettono alla sua ricerca, sfidando la legge che vieta alle donne di uscire senza la compagnia di un uomo. L’autrice Deborah Ellis (1960), canadese, ha viaggiato a lungo nei Paesi devastati da guerre, malattie e calamità naturali. Ha incontrato molti bambini e ha preso spunto dai loro racconti per scrivere i suoi libri. La storia di Parvana, la protagonista del brano che stai per leggere, è raccontata in tre romanzi (Trilogia di Parvana). 1. talebani: appartenenti al gruppo religioso e politico che governò l’Afghanistan dal 1996 al 2001. 2. chador: copricapo femminile che copre interamente il volto, lasciando scoperti soltanto gli occhi. 3. burqa: indumento femminile lungo dalla testa ai piedi. All’altezza degli occhi vi è una rete, che permette alla donna di vedere senza esporre gli occhi alla vista di altre persone. COMPRENDERE 1. Perché, per Parvana e sua madre, è pericoloso uscire di casa?☐ Perché c’è la guerra☐ Perché i talebani proibiscono a una donna di uscire senza essere accompagnata da un uomo☐ Perché i talebani proibiscono a una ragazza minorenne di uscire senza essere accompagnata da entrambi i genitori2. Per limitare questo pericolo, Parvana e Nooria ricorrono a un trucco: quale?3. Quando sono in strada, Parvana teme di allontanarsi da sua madre e non riuscire più a ritrovarla. Perché?4. L’atteggiamento delle guardie del carcere nei confronti delle due donne diventa sempre più violento. Ricostruisci questa parte del testo, numerando da 1 a 7 le sequenze elencate.☐ Una guardia colpisce la madre con un bastone.☐ Le guardie ignorano Parvana e sua madre.☐ Alcune guardie picchiano la madre che è caduta a terra.☐ Una guardia strappa la fotografia.☐ Le guardie urlano alle due donne di tornare a casa.☐ Una guardia urla «Fuori di qui!» e sputa addosso alle due donne.☐ Una guardia colpisce Parvana. LESSICO 5. Parvana “trattiene il fiato” ogni volta che la madre mostra la fotografia a qualcuno (r. 38). Perché?☐ Per l’emozione, in quanto ogni volta spera che la persona interpellata riconosca il padre☐ Per la paura, perché in Afghanistan le fotografie sono illegali6. «Sua madre si levò in tutta la sua altezza, raddrizzò le spalle e si tuffò per le strade di Kabul» (r. 29-30). Questa breve descrizione fa capire lo stato d’animo della madre: qual è?☐ Esitazione☐ Decisione☐ Fretta☐ Insicurezza ANALIZZARE 7. Il testo trasmette il clima di oppressione e di paura che regna nei Paesi dove c’è una dittatura, che nega i più elementari diritti alla popolazione o a una parte di essa. Completa la tabella.OPPRESSIONE SU TUTTI I CITTADINIDIVIETI E OBBLIGHI PER LE DONNEPossibilità di .....................................................................Divieto di ...........................................................................Divieto di ...........................................................................Divieto di ...........................................................................Possibilità delle guardie di ...........................................Obbligo di ........................................................................8. Nella prima parte del testo ci sono alcuni dialoghi, alternati a parti riflessive. Nella parte conclusiva del brano si confrontano le grida di chi chiede giustizia (Parvana e sua madre) e le urla minacciose delle guardie. Nella parte centrale, invece, c’è una scena che si svolge completamente in silenzio: qual è?Questa scena è molto significativa, perché☐ fa capire che i talebani proibivano anche di parlare☐ fa capire che la maggioranza degli afghani è fedele ai talebani e disapprova l’iniziativa della madre di Parvana☐ suggerisce che il silenzio è l’unico modo in cui le vittime di una dittatura possono esprimere solidarietà tra loro ESPRIMERE E VALUTARE 9. Scrivere Il tentativo di liberare il papà di Parvana fallisce. Tuttavia questa esperienza permette a Parvana di crescere e maturare. Infatti l’esempio della mamma, a poco a poco, trasmette coraggio a Parvana. Scrivi un breve commento per illustrare come cambia Parvana nel corso dell’episodio.