VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL GENERE 2. LE CARATTERISTICHE DEL ROMANZO D’AVVENTURA Quando leggiamo una storia di avventura, siamo di fronte alla narrazione di vicende appassionanti e fuori del comune, i cui protagonisti sono donne e uomini forti e coraggiosi, in lotta contro elementi avversi della natura o nemici malvagi. • I LUOGHI in cui le vicende sono ambientate non costituiscono un semplice sfondo, ma sono in stretta relazione con lo sviluppo della storia stessa. Spesso i luoghi sono riconoscibili dal punto di vista geografico; in ogni caso gli ambienti scelti sono quasi sempre esotici e selvaggi e sono descritti con abbondanza di particolari. Giungle intricate, ghiacci estremi, deserti pietrificati, oceani tempestosi, abissi marini, sono gli scenari più frequenti delle storie d'avventura, perché questi paesaggi così inospitali e inusuali hanno lo scopo di trascinare il lettore verso il pericolo e l'ignoto insieme con i personaggi. Durante le loro avventure, i personaggi entrano in contatto con culture diverse dalla propria. • Il TEMPO in cui si svolgono le vicende è quasi sempre identificabile: grazie ad alcuni elementi del testo, possiamo capire se le avventure si svolgono in un passato lontano o in una precisa epoca storica più vicina ai giorni nostri. Alcuni indicatori di tempo ci danno anche un'idea della durata: talvolta l'avventura si svolge in poche ore, oppure occorrono giorni, mesi o anni prima che tutto si concluda felicemente. • Tra i PERSONAGGI emerge sempre almeno un eroe protagonista: una donna o un uomo ricca/o di qualità positive (senso del dovere, onestà, intelligenza, coraggio, forza, generosità...), che suscita nei lettori un atteggiamento di simpatia e di partecipazione emotiva alle sue vicende. Quasi sempre il protagonista è destinato a vincere. • Gli altri personaggi aiutano il protagonista o gli si oppongono. Spesso il pericolo è costituito da elementi naturali o da esseri malvagi. C’è sempre, comunque, una netta distinzione tra buoni e cattivi. • La trama ha l'articolazione tipica del testo narrativo, con: - un'introduzione, in cui vengono presentati l'ambiente e i personaggi; - una parte centrale, ossia lo sviluppo della vicenda, dove si delinea un obiettivo da raggiungere per realizzare il quale si incontrano imprevisti, incidenti, difficoltà che i personaggi sono costretti ad affrontare. Le azioni che compiono il protagonista e gli altri personaggi hanno sempre qualcosa di eccezionale e straordinario; lo svolgimento della narrazione è ricco di azioni mozzafiato, di colpi di scena e di sorprese: proprio quando tutto sembra perduto si presenta una possibilità di salvezza; - una conclusione, che quasi sempre prevede un lieto fine: dopo molte avventure, l'eroe si salva e il bene trionfa. • I TEMI possono essere immaginari, ispirati a fatti storici o a esperienze reali. Ricorrono con maggiore frequenza: - il viaggio, con cui si va incontro a eventi inusuali, a pericoli inattesi; - il pericolo, sempre in agguato, che mette a rischio la vita stessa dei protagonisti; - la ricerca di qualcuno o qualcosa particolarmente misterioso o prezioso; - il salvataggio di qualcuno o di qualcosa; - la lotta e la vittoria su un ambiente ostile e/o su personaggi cattivi; - la realizzazione di imprese straordinarie; - il bene che trionfa sul male. La tecnica narrativa • La narrazione può essere in prima o in terza persona. • Il racconto si sviluppa attraverso sequenze coinvolgenti: in misura prevalente compaiono quelle narrative d'azione, ma sono frequenti le sequenze descrittive, dialogiche e, seppure in misura minore, quelle riflessive. • Gli effetti di suspense, i colpi di scena, gli imprevisti sono creati da episodi inseriti all'interno della vicenda principale. • Il racconto si sviluppa secondo un ritmo per lo più veloce e incalzante (spesso le sequenze narrative concentrano in poche righe fatti accaduti in giorni interi), ma talvolta questo ritmo diventa lento, nel caso delle sequenze descrittive e di sequenze narrative che raccontano dettagliatamente, per diverse pagine, ciò che è accaduto in pochi minuti o poche ore. Il linguaggio • C'è un uso abbondante di espressioni particolari e aggettivi (tinte forti, elementi di grandiosità, superlativi) che stimolano l'immaginazione. • Per sottolineare l'azione vi sono molti verbi di movimento. • I dialoghi sono piuttosto frequenti. • Vengono spesso usati i punti esclamativi, espressione dell'emotività: sorpresa, amore, rabbia, gioia per un successo, odio per un nemico. Un esempio, per capire meglio. Due ragazzi e un orso Griska e la sua compagna Iakù giunsero ansimanti al fiume, e si avviarono lungo la riva. Il Ciapkai1 scorreva in mezzo a una corona di stagni gelati cosparsi di canneti. Qualche coppia di anatre, disturbata dai ragazzi, spiccò il volo fischiando. - Griska - chiamò Iakù. - Vieni a vedere le tracce: è passato di qui. Iakù sapeva quel che il suo amico Griska cercava sulla riva: il punto dove il grande alce aveva sfondato il ghiaccio con gli zoccoli per poter bere insieme col suo branco. - Aiutami, Iakù. - Il ghiaccio si sta formando di nuovo. - Prendi il mio coltello, ma stai attenta a non tagliarti e a non rompere la lama. Il coltello era di osso di renna, lucido, ben arrotato e col manico di corno di capriolo. Inginocchiati l’uno accanto all’altro, i due ragazzi incominciarono a spezzare il ghiaccio per allargare il buco nel quale aveva bevuto l’alce. Ben presto apparve l’acqua: uno strato sottile d’un verde scuro, che si copriva subito di una fragile pellicola di ghiaccio incrostata nelle pareti del foro. - Ora bisogna aspettare - disse Griska. Il ghiaccio si formava rapidamente: sondandolo ai lati con la punta del coltello, si poteva misurare lo spessore che lo strato trasparente, pian piano, andava acquistando. D’inverno le capanne prendono luce soltanto dalla stretta finestra del tetto chiusa da una lastra di ghiaccio incastrata e cementata con la neve. I cani avevano rotto la finestra della capanna di Orsok2 e Griska aveva trascinato la sua amica fino al fiume per procurarsi una lastra di ghiaccio compatta e liscia; fra poco, anzi, non appena avesse raggiunto lo spessore di un dito , sarebbe stata pronta per essere tagliata , nel foro che il grande alce aveva aperto per abbeverarsi. Tutt’a un tratto un grido di spavento: - Griska, guarda! Là… là. Intento a staccare delicatamente il suo cristallo di ghiaccio, il ragazzo ebbe un sobbalzo: Iakù, spaventata, tremava di paura, ma Griska non aveva visto la sagoma nera che s’era levata in mezzo al canneto. - Dove vuoi andare? - gridò vedendo che la fanciulla stava per fuggire. - Attenta! Ecco: sei soddisfatta? Una bella lastra di ghiaccio rotta per colpa tua. Bisogna ricominciare. - Guarda, Griska! - disse Iakù con il cuore in gola: - Guarda là. Ci ha visti e viene. Ci viene addosso. La belva non aveva ancora visto i ragazzi, ma li aveva fiutati. Era un orso enorme, ora tendeva il muso e annusava l’aria. - Zitta, Iakù - mormorò Griska. - E soprattutto non muoverti. - Ci ucciderà! - Non muoverti. Vado io, a parlargli. Iakù s’era rannicchiata in mezzo ai giunchi col viso nella neve. L’orso si avvicinava dondolandosi e spezzando le canne; poi si alzò battendosi il petto con le grosse braccia pelose; i piccoli occhi selvaggi brillavano come palle rosse, il muso gli si torceva in una smorfia terribile. Tutt’a un tratto, inchiodato al suolo dalla sorpresa, l’orso si fermò. Spalancò e chiuse le fauci facendo battere le mascelle irte di zanne : sembrava che masticasse i suoi brontolii. Ma non si mosse. Guardava curiosamente, inclinando la testa da una parte, quel pezzetto d’uomo che gli stava davanti, fieramente eretto. Griska, accanto all’orso che avrebbe potuto lanciarglisi addosso e stritolarlo, non ebbe un attimo di smarrimento. Con la testa alta, guardava la bestia dritto negli occhi. - Ebbene, Miska - disse il ragazzo con voce squillante. - Sei venuto qui con l’intenzione di farci del male? - Och… och… - brontolò l’orso. - Mi capisci, vero? Ah! Guardi là fra le canne? È Iakù, una mia amica. Ha paura: è una bambina. L’orso distese lentamente il grosso braccio peloso e quasi con timore sfiorò con la punta degli unghioni il berretto di lontra di Griska. Poi, immobile di nuovo, fiutò rumorosamente. - Così… annusami per bene. Più vicino. Vieni più vicino. Ah! Sei tu che hai paura, adesso! Quel che spaventava un po’ la bestia era la sonora, limpida risata di Griska; e scuoteva le zampe davanti al suo muso nero per scacciare quegli scoppi di riso come si scacciano le mosche. Poi indietreggiò prudentemente, brontolando più forte. - Hai paura - disse Griska sempre ridendo - ma hai capito di aver incontrato un amico. Sei molto lontano dalla tua montagna: qui sei nel clan dei Kia. I Kia sono conosciuti fra i tuoi. - Och… och… - brontolò l’orso che indietreggiava sempre più davanti a Griska. - Vattene; ritorna lassù. Vattene subito. Vattene; via! L’orso si lasciò ricadere sulle zampe. Con la testa bassa, con i piccoli occhi che sbattevano, brontolando si mosse, sollevando la neve intorno a sé. Poi, con la testa appoggiata alla spalla per seguire con lo sguardo lo strano cucciolo d’uomo che batteva le mani, s’allontanò. Ben presto, dopo un ultimo balzo, la grossa massa bruna scomparve fra le canne. (René Guillot, Griska e l’orso, Giunti Junior) altro personaggio: aiuta il protagonista protagonista introduzione, ambiente e personaggi descrizione di luoghi naturali e selvaggi obiettivo da raggiungere dialoghi informazioni su usi e costumi descrizione di luoghi naturali estremi uso abbondante degli aggettivi per rendere più realistica la descrizione parole che creano suspense colpo di scena 1. Ciapkai: fiume della Siberia. 2. Orsok: è il padre di Griska. emozioni suspense e conseguente coinvolgimento del lettore imprevisto verbo che crea suspense sentimento di paura descrizione dell’antagonista coraggio del protagonista qualità positive dell’eroe: coraggio, altruismo e generosità lieto fine: vittoria dell’eroe FLIPPED CLASSROOM UN PO’ DI AVVENTURA A CLASSE CAPOVOLTAA CASAGuarda la Lezione interattiva Il romanzo d’avventura. Guarda anche le due scene cinematografiche di p. 80 e di p. 109, per entrare meglio nell’atmosfera avventurosa! IN CLASSE Dividete la classe a metà. La prima metà legge un testo di avventure di ragazzi, Inghiottita dalla miniera (da p. 70 oppure da p. 74) e svolge gli esercizi di comprensione e di analisi. L’altra metà legge un classico dell’avventura, Dentro le tenebre del vulcano (da p. 96 oppure da p. 100) e svolge gli esercizi di lessico e di analisi. Correzione collettiva dei rispettivi esercizi, poi tutta la classe completa la tabella dell’es. 14 a p. 108, che mette a confronto i due testi. A CASA Guarda più volte la Mappa interattiva e poi prova tu a completare i vari passaggi. Leggi le pagine Ripassiamo insieme alle pp. 136-137. IN CLASSE Completa e correggi la Mappa per ricordare a p. 138. Svolgi gli esercizi 1 e 2 sul lessico dell’avventura (p. 139 e 140). Leggete a voce alta il classico da gustare, che ha come protagonista uno dei personaggi più celebri del genere (alle pp. 154-157). Infine, individualmente o in gruppo, svolgete l’esercizio di scrittura 2 di p. 143: completato il lavoro, ciascuno leggerà al resto della classe il testo inventato.
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL GENERE 2. LE CARATTERISTICHE DEL ROMANZO D’AVVENTURA Quando leggiamo una storia di avventura, siamo di fronte alla narrazione di vicende appassionanti e fuori del comune, i cui protagonisti sono donne e uomini forti e coraggiosi, in lotta contro elementi avversi della natura o nemici malvagi. • I LUOGHI in cui le vicende sono ambientate non costituiscono un semplice sfondo, ma sono in stretta relazione con lo sviluppo della storia stessa. Spesso i luoghi sono riconoscibili dal punto di vista geografico; in ogni caso gli ambienti scelti sono quasi sempre esotici e selvaggi e sono descritti con abbondanza di particolari. Giungle intricate, ghiacci estremi, deserti pietrificati, oceani tempestosi, abissi marini, sono gli scenari più frequenti delle storie d'avventura, perché questi paesaggi così inospitali e inusuali hanno lo scopo di trascinare il lettore verso il pericolo e l'ignoto insieme con i personaggi. Durante le loro avventure, i personaggi entrano in contatto con culture diverse dalla propria. • Il TEMPO in cui si svolgono le vicende è quasi sempre identificabile: grazie ad alcuni elementi del testo, possiamo capire se le avventure si svolgono in un passato lontano o in una precisa epoca storica più vicina ai giorni nostri. Alcuni indicatori di tempo ci danno anche un'idea della durata: talvolta l'avventura si svolge in poche ore, oppure occorrono giorni, mesi o anni prima che tutto si concluda felicemente. • Tra i PERSONAGGI emerge sempre almeno un eroe protagonista: una donna o un uomo ricca/o di qualità positive (senso del dovere, onestà, intelligenza, coraggio, forza, generosità...), che suscita nei lettori un atteggiamento di simpatia e di partecipazione emotiva alle sue vicende. Quasi sempre il protagonista è destinato a vincere. • Gli altri personaggi aiutano il protagonista o gli si oppongono. Spesso il pericolo è costituito da elementi naturali o da esseri malvagi. C’è sempre, comunque, una netta distinzione tra buoni e cattivi. • La trama ha l'articolazione tipica del testo narrativo, con: - un'introduzione, in cui vengono presentati l'ambiente e i personaggi; - una parte centrale, ossia lo sviluppo della vicenda, dove si delinea un obiettivo da raggiungere per realizzare il quale si incontrano imprevisti, incidenti, difficoltà che i personaggi sono costretti ad affrontare. Le azioni che compiono il protagonista e gli altri personaggi hanno sempre qualcosa di eccezionale e straordinario; lo svolgimento della narrazione è ricco di azioni mozzafiato, di colpi di scena e di sorprese: proprio quando tutto sembra perduto si presenta una possibilità di salvezza; - una conclusione, che quasi sempre prevede un lieto fine: dopo molte avventure, l'eroe si salva e il bene trionfa. • I TEMI possono essere immaginari, ispirati a fatti storici o a esperienze reali. Ricorrono con maggiore frequenza: - il viaggio, con cui si va incontro a eventi inusuali, a pericoli inattesi; - il pericolo, sempre in agguato, che mette a rischio la vita stessa dei protagonisti; - la ricerca di qualcuno o qualcosa particolarmente misterioso o prezioso; - il salvataggio di qualcuno o di qualcosa; - la lotta e la vittoria su un ambiente ostile e/o su personaggi cattivi; - la realizzazione di imprese straordinarie; - il bene che trionfa sul male. La tecnica narrativa • La narrazione può essere in prima o in terza persona. • Il racconto si sviluppa attraverso sequenze coinvolgenti: in misura prevalente compaiono quelle narrative d'azione, ma sono frequenti le sequenze descrittive, dialogiche e, seppure in misura minore, quelle riflessive. • Gli effetti di suspense, i colpi di scena, gli imprevisti sono creati da episodi inseriti all'interno della vicenda principale. • Il racconto si sviluppa secondo un ritmo per lo più veloce e incalzante (spesso le sequenze narrative concentrano in poche righe fatti accaduti in giorni interi), ma talvolta questo ritmo diventa lento, nel caso delle sequenze descrittive e di sequenze narrative che raccontano dettagliatamente, per diverse pagine, ciò che è accaduto in pochi minuti o poche ore. Il linguaggio • C'è un uso abbondante di espressioni particolari e aggettivi (tinte forti, elementi di grandiosità, superlativi) che stimolano l'immaginazione. • Per sottolineare l'azione vi sono molti verbi di movimento. • I dialoghi sono piuttosto frequenti. • Vengono spesso usati i punti esclamativi, espressione dell'emotività: sorpresa, amore, rabbia, gioia per un successo, odio per un nemico. Un esempio, per capire meglio. Due ragazzi e un orso  Griska e la sua compagna Iakù giunsero ansimanti al fiume, e si avviarono lungo la riva.  Il Ciapkai1 scorreva in mezzo a una corona di stagni gelati cosparsi di canneti. Qualche coppia di anatre, disturbata dai ragazzi, spiccò il volo fischiando. - Griska - chiamò Iakù. - Vieni a vedere le tracce: è passato di qui.  Iakù sapeva quel che il suo amico Griska cercava sulla riva: il punto dove il grande alce aveva sfondato il ghiaccio con gli zoccoli per poter bere insieme col suo branco.   - Aiutami, Iakù.   - Il ghiaccio si sta formando di nuovo.   - Prendi il mio coltello, ma stai attenta a non tagliarti e a non rompere la lama.   Il coltello era di osso di renna, lucido, ben arrotato e col manico di corno di capriolo.  Inginocchiati l’uno accanto all’altro, i due ragazzi incominciarono a spezzare il ghiaccio per allargare il buco nel quale aveva bevuto l’alce. Ben presto apparve l’acqua: uno strato sottile d’un verde scuro, che si copriva subito di una fragile pellicola di ghiaccio incrostata nelle pareti del foro. - Ora bisogna aspettare - disse Griska.  Il ghiaccio si formava rapidamente: sondandolo ai lati con la punta del coltello, si poteva misurare lo spessore che lo strato trasparente, pian piano, andava acquistando.   D’inverno le capanne prendono luce soltanto dalla stretta finestra del tetto chiusa da una lastra di ghiaccio incastrata e cementata con la neve.  I cani  avevano rotto la finestra della capanna di Orsok2 e Griska  aveva trascinato la sua amica fino al fiume per procurarsi una lastra di ghiaccio compatta e liscia; fra poco, anzi, non appena avesse raggiunto lo  spessore di un dito , sarebbe stata  pronta per essere tagliata , nel foro che il grande alce aveva aperto per abbeverarsi.  Tutt’a un tratto un grido di spavento: - Griska, guarda! Là… là. Intento a staccare delicatamente il suo cristallo di ghiaccio, il ragazzo ebbe un sobbalzo: Iakù, spaventata, tremava di paura, ma Griska non aveva visto la sagoma nera che s’era levata in mezzo al canneto.  - Dove vuoi andare? - gridò vedendo che la fanciulla stava per fuggire. - Attenta! Ecco: sei soddisfatta? Una bella lastra di ghiaccio rotta per colpa tua. Bisogna ricominciare.   - Guarda, Griska! - disse Iakù con il cuore in gola: - Guarda là. Ci ha visti e viene. Ci viene addosso.  La belva non aveva ancora visto i ragazzi, ma li aveva fiutati.  Era un orso enorme, ora tendeva il muso e annusava l’aria.  - Zitta, Iakù - mormorò Griska. - E soprattutto non muoverti. - Ci  ucciderà!  - Non muoverti. Vado io, a parlargli. Iakù  s’era rannicchiata in mezzo ai giunchi col viso nella neve.  L’orso si avvicinava dondolandosi e spezzando le canne; poi si alzò battendosi il petto con le grosse braccia pelose; i piccoli occhi selvaggi brillavano come palle rosse, il muso gli si torceva in una smorfia terribile.  Tutt’a un tratto, inchiodato al suolo dalla sorpresa, l’orso si fermò.  Spalancò e chiuse le fauci facendo battere le mascelle irte di zanne : sembrava che masticasse i suoi brontolii. Ma non si mosse. Guardava curiosamente, inclinando la testa da una parte, quel pezzetto d’uomo che gli stava davanti, fieramente eretto.  Griska, accanto all’orso che avrebbe potuto lanciarglisi addosso e stritolarlo, non ebbe un attimo di smarrimento.  Con la testa alta, guardava la bestia dritto negli occhi.  - Ebbene, Miska - disse il ragazzo con voce squillante. - Sei venuto qui con l’intenzione di farci del male? - Och… och… - brontolò l’orso. - Mi capisci, vero? Ah! Guardi là fra le canne? È Iakù, una mia amica. Ha paura: è una bambina. L’orso distese lentamente il grosso braccio peloso e quasi con timore sfiorò con la punta degli unghioni il berretto di lontra di Griska. Poi, immobile di nuovo, fiutò rumorosamente.  - Così… annusami per bene. Più vicino. Vieni più vicino. Ah! Sei tu che hai paura, adesso!  Quel che spaventava un po’ la bestia era la sonora, limpida risata di Griska; e scuoteva le zampe davanti al suo muso nero per scacciare quegli scoppi di riso come si scacciano le mosche. Poi indietreggiò prudentemente, brontolando più forte.  - Hai paura - disse Griska sempre ridendo - ma hai capito di aver incontrato un amico. Sei molto lontano dalla tua montagna: qui sei nel clan dei Kia. I Kia sono conosciuti fra i tuoi.  - Och… och… - brontolò l’orso che indietreggiava sempre più davanti a Griska.  - Vattene; ritorna lassù. Vattene subito. Vattene; via!   L’orso si lasciò ricadere sulle zampe. Con la testa bassa, con i piccoli occhi che sbattevano, brontolando si mosse, sollevando la neve intorno a sé. Poi, con la testa appoggiata alla spalla per seguire con lo sguardo lo strano cucciolo d’uomo che batteva le mani, s’allontanò. Ben presto, dopo un ultimo balzo, la grossa massa bruna scomparve fra le canne.  (René Guillot, Griska e l’orso, Giunti Junior) altro personaggio: aiuta il protagonista protagonista introduzione, ambiente e personaggi descrizione di luoghi naturali e selvaggi obiettivo da raggiungere dialoghi informazioni su usi e costumi descrizione di luoghi naturali estremi uso abbondante degli aggettivi per rendere più realistica la descrizione parole che creano suspense colpo di scena 1. Ciapkai: fiume della Siberia. 2. Orsok: è il padre di Griska. emozioni suspense e conseguente coinvolgimento del lettore imprevisto verbo che crea suspense sentimento di paura descrizione dell’antagonista coraggio del protagonista qualità positive dell’eroe: coraggio, altruismo e generosità lieto fine: vittoria dell’eroe FLIPPED CLASSROOM UN PO’ DI AVVENTURA A CLASSE CAPOVOLTAA CASAGuarda la Lezione interattiva Il romanzo d’avventura. Guarda anche le due scene cinematografiche di p. 80 e di p. 109, per entrare meglio nell’atmosfera avventurosa! IN CLASSE Dividete la classe a metà. La prima metà legge un testo di avventure di ragazzi, Inghiottita dalla miniera (da p. 70 oppure da p. 74) e svolge gli esercizi di comprensione e di analisi. L’altra metà legge un classico dell’avventura, Dentro le tenebre del vulcano (da p. 96 oppure da p. 100) e svolge gli esercizi di lessico e di analisi. Correzione collettiva dei rispettivi esercizi, poi tutta la classe completa la tabella dell’es. 14 a p. 108, che mette a confronto i due testi. A CASA Guarda più volte la Mappa interattiva e poi prova tu a completare i vari passaggi. Leggi le pagine Ripassiamo insieme alle pp. 136-137. IN CLASSE Completa e correggi la Mappa per ricordare a p. 138. Svolgi gli esercizi 1 e 2 sul lessico dell’avventura (p. 139 e 140). Leggete a voce alta il classico da gustare, che ha come protagonista uno dei personaggi più celebri del genere (alle pp. 154-157). Infine, individualmente o in gruppo, svolgete l’esercizio di scrittura 2 di p. 143: completato il lavoro, ciascuno leggerà al resto della classe il testo inventato.