VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

C’È SPERANZA PER I BAMBINI, NEL MILLENNIO IN CUI VIVIAMO?Bambini nel XXI secoloPaolo Garimberti Nel XXI secolo la Terra è ancora divisa tra «paesi del benessere» e «paesi della povertà»Secondo quanto afferma Jim Hoagland, vincitore di un Premio Pulitzer di giornalismo per le sue analisi di politica internazionale, il XXI secolo ha trovato una buona parte della popolazione mondiale «più ricca, più prospera, più istruita e più sicura che mai nella storia dell’umanità»; ma, al tempo stesso, «una parte ancora più grande, più povera e più disperata che mai». La divaricazione cresce se l’osservazione si restringe dal mondo degli adulti a quello dei bambini e degli adolescenti, seguendo le tracce e le statistiche dell’ultimo rapporto dell’Unicef. Mentre nell’Occidente sono ingrassati dalle merendine, bombardati dalla televisione, ossessionati dai capi firmati e dai telefonini, nell’Africa sub-sahariana, nelle aree di sottosviluppo latino-americane e asiatiche, fame e ignoranza assoluta piagano la popolazione sotto i 15 anni. Nel 2050 gli abitanti del pianeta saranno nove miliardi. In una parte, quella più prospera finanziariamente e più curata medicalmente, aumenteranno gli anziani; nell’altra, la più povera e la più esposta alle malattie, cresceranno a dismisura gli adolescenti senza cibo per nutrirsi e senza istruzione per riscattarsi dal degrado ambientale e dalle prevaricazioni di governi dittatoriali. I bambini - pur in un mondo economicamente globalizzato e tecnologicamente supersviluppato - continueranno a essere le vittime primarie dell’indigenza, della schiavitù morale, della violenza e della discriminazione. Il 30 per cento della popolazione dei Paesi più poveri vive con meno di un dollaro al giorno e in una dozzina di Stati africani questa cifra è più alta del 50 per cento: un totale di 1,2 miliardi di persone, di cui 600 milioni sono bambini. Nell’Africa sub-sahariana l’accesso alle scuole elementari risulta in costante declino da vent’anni a questa parte e, in generale, nei Paesi più poveri meno della metà degli adolescenti arriva ad avere un’istruzione di livello paragonabile alla nostra scuola media. Mi sono soffermato sulle statistiche sulla nutrizione e istruzione, trascurando quelle della mortalità infantile per le malattie o per le guerre. Non perché siano meno orribili o meno significative. Ma perché è soltanto attraverso una politica mondiale per invertire la tendenza delle prime che si può incidere radicalmente anche sulle seconde.(Tratto da: P. Garimberti, in «il venerdì di Repubblica») Il testo Che cos’è un bambino? È la stessa persona nel mondo occidentale e nei Paesi del Terzo mondo oppure la sua considerazione sociale cambia in base alla fortuna o alla sfortuna, che l’ha fatto nascere in un posto invece che in un altro? L’autore Paolo Garimberti (Levanto, 1943) è un giornalista italiano che ha lavorato a lungo con i quotidiani «La Stampa» e «la Repubblica». LESSICO 1. Collega ciascuno dei seguenti termini, presenti nel testo, alla definizione corretta.divaricazione (r. 9)prevaricazioni (r. 25-26)discriminazione (r. 34)prepotenze, soprusidisparità di trattamentodistanza, grande apertura2. Nella frase «fame e ignoranza assoluta piagano la popolazione sotto i 15 anni» (r. 14-15) il verbo “piagano” significa☐ affliggono☐ feriscono☐ ricoprono3. Il sostantivo «indigenza» (r. 33) è sinonimo di☐ grave indisposizione☐ profonda miseria☐ completa indisponibilità4. Quesito INVALSI L’espressione «incidere radicalmente» (r. 46) vuol direA. ☐ registrare in modo duraturoB. ☐ avere un effetto risolutivoC. ☐ tagliare profondamenteD. ☐ praticare un’incisione definitiva COMPRENDERE 5. Nel mondo di oggi è più numerosa la parte di popolazione misera e disperata o quella più ricca?6. In quale caso la distanza tra le due parti di popolazione aumenta ulteriormente?7. Nelle ultime due righe del testo, a che cosa si riferiscono le parole “prime” e “seconde”?a. “prime” si riferisce a ...b. “seconde” si riferisce a ... ANALIZZARE 8. Rileggi il paragrafo dalla riga 16 alla 27 e completa lo schema. ESPRIMERE E VALUTARE 9. Parlare Nell’ultimo capoverso dell’articolo, l’autore afferma di aver parlato volutamente di alimentazione e di istruzione e non della mortalità infantile causata dalle malattie o dalle guerre.• Come spiega questa sua scelta?• Sei d’accordo? Esprimi la tua opinione.10. Scrivere Scrivi anche tu un elenco di richieste sul modello di quelle di Eliza, una ragazza della Bosnia-Erzegovina che si è rivolta all’ONU per chiedere di fermare le guerre e le violenze nel mondo. VOGLIAMO… UN MONDO A MISURA DI BAMBINOSiamo ragazzi le cui voci non vengono ascoltate: è ora di prenderci in considerazione.- Vogliamo un mondo a misura di bambino, perché un mondo a nostra misura è un mondo a misura umana per tutti.- Vogliamo rispetto per i diritti dell’infanzia.- Vogliamo la fine di sfruttamento, abusi e violenze.- Vogliamo la fine della guerra.- Vogliamo il disarmo, l’eliminazione del commercio delle armi e la fine dell’impiego di bambini come soldati.- Vogliamo poter avere assistenza sanitaria.- Vogliamo l’eliminazione dell’Hiv/Aids.- Vogliamo la protezione dell’ambiente.- Vogliamo la fine del circolo vizioso1 della povertà.- Vogliamo che sia fornita un’istruzione.- Vogliamo la partecipazione attiva dei ragazzi.Ci impegniamo a lavorare insieme in modo paritario in questa lotta per i diritti dell’infanzia. E mentre promettiamo di sostenere le azioni che intraprenderete a favore dei bambini, vi chiediamo anche sostegno e impegno per le azioni che noi intraprenderemo, perché i bambini del mondo non sono compresi bene.- Non siamo la fonte del problema: siamo le risorse necessarie per risolverlo.(Tratto da: La condizione dell’infanzia nel mondo, a cura dell’UNICEF)1. circolo vizioso: situazione senza via d’uscita.
C’È SPERANZA PER I BAMBINI, NEL MILLENNIO IN CUI VIVIAMO?Bambini nel XXI secoloPaolo Garimberti Nel XXI secolo la Terra è ancora divisa tra «paesi del benessere» e «paesi della povertà»Secondo quanto afferma Jim Hoagland, vincitore di un Premio Pulitzer di giornalismo per le sue analisi di politica internazionale, il XXI secolo ha trovato una buona parte della popolazione mondiale «più ricca, più prospera, più istruita e più sicura che mai nella storia dell’umanità»; ma, al tempo stesso, «una parte ancora più grande, più povera e più disperata che mai». La divaricazione cresce se l’osservazione si restringe dal mondo degli adulti a quello dei bambini e degli adolescenti, seguendo le tracce e le statistiche dell’ultimo rapporto dell’Unicef. Mentre nell’Occidente sono ingrassati dalle merendine, bombardati dalla televisione, ossessionati dai capi firmati e dai telefonini, nell’Africa sub-sahariana, nelle aree di sottosviluppo latino-americane e asiatiche, fame e ignoranza assoluta piagano la popolazione sotto i 15 anni. Nel 2050 gli abitanti del pianeta saranno nove miliardi. In una parte, quella più prospera finanziariamente e più curata medicalmente, aumenteranno gli anziani; nell’altra, la più povera e la più esposta alle malattie, cresceranno a dismisura gli adolescenti senza cibo per nutrirsi e senza istruzione per riscattarsi dal degrado ambientale e dalle prevaricazioni di governi dittatoriali. I bambini - pur in un mondo economicamente globalizzato e tecnologicamente supersviluppato - continueranno a essere le vittime primarie dell’indigenza, della schiavitù morale, della violenza e della discriminazione. Il 30 per cento della popolazione dei Paesi più poveri vive con meno di un dollaro al giorno e in una dozzina di Stati africani questa cifra è più alta del 50 per cento: un totale di 1,2 miliardi di persone, di cui 600 milioni sono bambini. Nell’Africa sub-sahariana l’accesso alle scuole elementari risulta in costante declino da vent’anni a questa parte e, in generale, nei Paesi più poveri meno della metà degli adolescenti arriva ad avere un’istruzione di livello paragonabile alla nostra scuola media. Mi sono soffermato sulle statistiche sulla nutrizione e istruzione, trascurando quelle della mortalità infantile per le malattie o per le guerre. Non perché siano meno orribili o meno significative. Ma perché è soltanto attraverso una politica mondiale per invertire la tendenza delle prime che si può incidere radicalmente anche sulle seconde.(Tratto da: P. Garimberti, in «il venerdì di Repubblica») Il testo Che cos’è un bambino? È la stessa persona nel mondo occidentale e nei Paesi del Terzo mondo oppure la sua considerazione sociale cambia in base alla fortuna o alla sfortuna, che l’ha fatto nascere in un posto invece che in un altro? L’autore Paolo Garimberti (Levanto, 1943) è un giornalista italiano che ha lavorato a lungo con i quotidiani «La Stampa» e «la Repubblica». LESSICO 1. Collega ciascuno dei seguenti termini, presenti nel testo, alla definizione corretta.divaricazione (r. 9)prevaricazioni (r. 25-26)discriminazione (r. 34)prepotenze, soprusidisparità di trattamentodistanza, grande apertura2. Nella frase «fame e ignoranza assoluta piagano la popolazione sotto i 15 anni» (r. 14-15) il verbo “piagano” significa☐ affliggono☐ feriscono☐ ricoprono3. Il sostantivo «indigenza» (r. 33) è sinonimo di☐ grave indisposizione☐ profonda miseria☐ completa indisponibilità4. Quesito INVALSI L’espressione «incidere radicalmente» (r. 46) vuol direA. ☐ registrare in modo duraturoB. ☐ avere un effetto risolutivoC. ☐ tagliare profondamenteD. ☐ praticare un’incisione definitiva COMPRENDERE 5. Nel mondo di oggi è più numerosa la parte di popolazione misera e disperata o quella più ricca?6. In quale caso la distanza tra le due parti di popolazione aumenta ulteriormente?7. Nelle ultime due righe del testo, a che cosa si riferiscono le parole “prime” e “seconde”?a. “prime” si riferisce a ...b. “seconde” si riferisce a ... ANALIZZARE 8. Rileggi il paragrafo dalla riga 16 alla 27 e completa lo schema. ESPRIMERE E VALUTARE 9. Parlare Nell’ultimo capoverso dell’articolo, l’autore afferma di aver parlato volutamente di alimentazione e di istruzione e non della mortalità infantile causata dalle malattie o dalle guerre.• Come spiega questa sua scelta?• Sei d’accordo? Esprimi la tua opinione.10. Scrivere Scrivi anche tu un elenco di richieste sul modello di quelle di Eliza, una ragazza della Bosnia-Erzegovina che si è rivolta all’ONU per chiedere di fermare le guerre e le violenze nel mondo. VOGLIAMO… UN MONDO A MISURA DI BAMBINOSiamo ragazzi le cui voci non vengono ascoltate: è ora di prenderci in considerazione.- Vogliamo un mondo a misura di bambino, perché un mondo a nostra misura è un mondo a misura umana per tutti.- Vogliamo rispetto per i diritti dell’infanzia.- Vogliamo la fine di sfruttamento, abusi e violenze.- Vogliamo la fine della guerra.- Vogliamo il disarmo, l’eliminazione del commercio delle armi e la fine dell’impiego di bambini come soldati.- Vogliamo poter avere assistenza sanitaria.- Vogliamo l’eliminazione dell’Hiv/Aids.- Vogliamo la protezione dell’ambiente.- Vogliamo la fine del circolo vizioso1 della povertà.- Vogliamo che sia fornita un’istruzione.- Vogliamo la partecipazione attiva dei ragazzi.Ci impegniamo a lavorare insieme in modo paritario in questa lotta per i diritti dell’infanzia. E mentre promettiamo di sostenere le azioni che intraprenderete a favore dei bambini, vi chiediamo anche sostegno e impegno per le azioni che noi intraprenderemo, perché i bambini del mondo non sono compresi bene.- Non siamo la fonte del problema: siamo le risorse necessarie per risolverlo.(Tratto da: La condizione dell’infanzia nel mondo, a cura dell’UNICEF)1. circolo vizioso: situazione senza via d’uscita.