VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

SVILUPPO DELLE COMPETENZE DALLA LETTURA ALLA SCRITTURA SCRIVERE POESIE E USARE FIGURE RETORICHE Le parole sono perle tra le dita dei poeti che s’incantano a girarle come piccoli pianeti. (Chiara Carminati, in Rime Chiaroscure) Abbiamo analizzato e studiato come i poeti usano le parole: lavoriamo quindi sui diversi aspetti che il pensiero, attraverso il linguaggio figurato, può assumere nelle poesie, per trovare espressioni efficaci e vive che siano soddisfacenti per te e che non lascino indifferenti i lettori dei tuoi scritti. Allenarsi a usare le figure retoriche 1 Usa le figure retoriche di suono Ricordi queste figure retoriche di suono? allitterazione • consonanza • assonanza • onomatopea Esse vogliono creare un’atmosfera legata al suono delle parole, al di là del significato. Esse determinano il timbro della poesia. Scrivi tu una poesia, composta da due strofe, la prima di quattro versi e la seconda di tre, utilizzando almeno due figure di suono. RICORDA A seconda del messaggio che vuoi trasmettere e dell’argomento scelto, tieni conto che, in genere: • la lettera r dà il senso di qualcosa che si muove e produce un rumore più o meno percepibile; • la sc, suono dolce e sibilante, può dare l’idea del vento, dell’impercettibile crescita dei germogli, della carezza lieve del sole; • la p ha un suono statico, della sicurezza; • la a può sprizzare energia o dare un senso di ampiezza; la o può racchiudere un segreto; • le consonanti dal suono secco (g di gatto, c, r e s) evocano una sensazione di durezza (creste); • le consonanti dal suono dolce (v e l) evocano una sensazione di morbidezza, piacere (velluto); • la vocale u evoca un senso di gravezza e di cupezza (buio); • la vocale i evoca un senso di chiarezza, limpidezza. 2 Usa allitterazioni per comporre tautogrammi Con l’allitterazione della lettera iniziale è possibile creare tautogrammi poetici: testi in cui tutte le parole di ciascun verso hanno la stessa lettera iniziale. Ti proponiamo un esempio costruito sulla lettera s: Siamo sempre stupefatti sotto stellati segreti. Stasera silenzio! Sospira una solitaria speranza Sospesa a un sogno sottile. E uno con la p: Progettare poesie Panoramiche parole piacevoli periodi prodigiosi paragoni paesaggi profondi pagine palpitanti pregiati poemi… E ora inventa tu un tautogramma: scegli una lettera, un argomento e usa il dizionario! 3 Usa le figure retoriche di significato Scrivi una poesia, composta da tre strofe di quattro versi ciascuna di cui almeno due in rima, utilizzando similitudini e metafore. Ti proponiamo qui di seguito un esempio da completare: Tu Tu sei come un fiorellino rosso che raggiungere non posso Tu sei come le lucertoline paurose che scappano tra piante ..................................... Tu .......................................................................................... ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. Tu sei una nuvola che il sole sorvola fresca panna dolce come la manna. 4 Scrivi una poesia seguendo un modello (con largo uso dell’iperbole!) Leggi la seguente poesia e prendi spunto dai suoi versi, per scriverne una simile sia nel contenuto sia nella forma. Come vedi, l’autore non si tira indietro di fronte a nulla, e usa a piene mani l’iperbole, ovvero l’esagerazione. Com’è possibile che non mi ami se sono un pompiere eroico che ha appena salvato un gatto a cui stavano bruciando sei delle sue sette vite. Com’è possibile che non mi ami se sono il capitano dell’astronave che si posa dolcemente nel Sudamerica di un pianeta lontano. Com’è possibile che non mi ami se ho appena vinto, con largo distacco, il Giro di Colombia e il Tour de France. Infine com’è possibile che non mi ami se riesco a fare tutti i sogni, anche il più bello di tutti: sognare che tu mi ami. (J. A. Niño, Mi fa male la pancia del cuore, Sonzogno) Titolo Strofe: 4 di 5 versi ciascuna Rima: libera 5 Scrivi una poesia seguendo un modello (con molte similitudini) Partendo dalla lettura di questa celebre poesia di Neruda, scrivi anche tu lo stesso numero di versi, per esprimere un tuo momento di felicità. Sono felice Questa volta lasciami essere felice, non è successo nulla a nessuno non sono in nessun luogo, semplicemente sono felice nei quattro angoli del cuore, camminando, dormendo o scrivendo. Che posso farci, sono felice, sono più innumerabile dell’erba1 nelle praterie, sento la pelle come un albero rugoso, di sotto l’acqua, sopra gli uccelli, il mare come un anello intorno a me, fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra. (P. Neruda, Odi elementari, Guanda) 1. sono più innumerabile dell’erba: sono infinito, sono dovunque. 6A Dal “Bookblog” dei ragazzi fuorilegge…Sul sito www.fuorilegge.org da qualche tempo ragazzi della tua età presentano libri, scrivono testi e recensioni, partecipano agli incontri con gli autori… E naturalmente si occupano anche di poesia! Ecco che cosa scrivono, a proposito di amore e scuola.Lo sapete: arriva San Valentino e tutti si mettono a parlare d’amore. Lo sapete: in poesia, l’amore è trito e ritrito. Lo sapete: personalmente davvero non amo le poesie amorose… Però…Però quando Gur mi ha mandato quelle che ha scritto ho sentito un fremito di freschezza, un vento giocoso e gentile, un battito sincero e originale.Te sei tutto quello che vogliocome sulle alte cimec’è la bianca neve,come sugli scogli marinic’è il bianco sale,così anche nel mio cuore c’è felicitàgrazie alla visione di quel tuosplendido viso.Il tuo valore è molto di più di ogni cosa,la perdita di denaropotrò sopportare,la perdita di questa vitapotrò sopportare,ma la perdita di un’amica come te,non potrò mai sopportare.Gur non è un acronimo (Giovane Uomo Romantico?) ma il diminutivo di Gursewak, che dopo essere venuto a un incontro di Controversi ci ha mandato le sue poesie presentandosi così: “Sono Gursewak, di età 14 anni, proveniente dal Punjab, una regione dell’India.Sono in Italia da 5 anni e mi è nata la passione di scrivere le poesie”.Gli anni ormai sono quasi 15 e quelli in Italia quasi 6, ma Gur non ha timore a usare la sua nuova lingua per dire tutto quel che pensa alla sua innamorata.Eccoci qua, siamo Filippo, Riccardo, Davide, Piero e Niccolò.Oh sì, sì, sì, questa poesia rappresenta anche noi: “Ho bisogno di riposo”. E non solo oggi! Noi continuiamo con questo canto tradizionale Malawi, tratto da Tamburi parlanti, a cura di V. Tadjo, Giannino Stoppani Edizioni.ScansafaticheScansafatiche, andiamo nei campiVerrei, mi dispiace, ma ho male alla testaScansafatiche, andiamo a sgranareVerrei, mi dispiace, ma ho male a una gambaScansafatiche, la legna è finitaVai tu, mi dispiace, ho male alle bracciaScansafatiche, vieni a mangiareAspetta un momento, mi lavo le mani!Piero Tutte le volte che mi hanno detto scansafatiche, io mi sentivo scansafatiche. Devo dire che se non me lo dicessero i professori io non me ne accorgerei neanche e un po’ mi è servito a svegliarmi e a guardare fuori di me!(Tratto da: www.fuorilegge.org) 6B … alla tua poesia sull’amore e sulla scuola!Ora che hai avuto una buona quantità di spunti, prova a scrivere tu una poesia sull'amore o sulla scuola!
SVILUPPO DELLE COMPETENZE DALLA LETTURA ALLA SCRITTURA SCRIVERE POESIE E USARE FIGURE RETORICHE Le parole sono perle tra le dita dei poeti che s’incantano a girarle come piccoli pianeti. (Chiara Carminati, in Rime Chiaroscure) Abbiamo analizzato e studiato come i poeti usano le parole: lavoriamo quindi sui diversi aspetti che il pensiero, attraverso il linguaggio figurato, può assumere nelle poesie, per trovare espressioni efficaci e vive che siano soddisfacenti per te e che non lascino indifferenti i lettori dei tuoi scritti. Allenarsi a usare le figure retoriche  1  Usa le figure retoriche di suono Ricordi queste figure retoriche di suono? allitterazione • consonanza • assonanza • onomatopea Esse vogliono creare un’atmosfera legata al suono delle parole, al di là del significato. Esse determinano il timbro della poesia. Scrivi tu una poesia, composta da due strofe, la prima di quattro versi e la seconda di tre, utilizzando almeno due figure di suono. RICORDA A seconda del messaggio che vuoi trasmettere e dell’argomento scelto, tieni conto che, in genere: • la lettera r dà il senso di qualcosa che si muove e produce un rumore più o meno percepibile; • la sc, suono dolce e sibilante, può dare l’idea del vento, dell’impercettibile crescita dei germogli, della carezza lieve del sole; • la p ha un suono statico, della sicurezza; • la a può sprizzare energia o dare un senso di ampiezza; la o può racchiudere un segreto; • le consonanti dal suono secco (g di gatto, c, r e s) evocano una sensazione di durezza (creste); • le consonanti dal suono dolce (v e l) evocano una sensazione di morbidezza, piacere (velluto); • la vocale u evoca un senso di gravezza e di cupezza (buio); • la vocale i evoca un senso di chiarezza, limpidezza.  2  Usa allitterazioni per comporre tautogrammi Con l’allitterazione della lettera iniziale è possibile creare tautogrammi poetici: testi in cui tutte le parole di ciascun verso hanno la stessa lettera iniziale. Ti proponiamo un esempio costruito sulla lettera s: Siamo sempre stupefatti sotto stellati segreti. Stasera silenzio! Sospira una solitaria speranza Sospesa a un sogno sottile. E uno con la p: Progettare poesie Panoramiche parole piacevoli periodi prodigiosi paragoni paesaggi profondi pagine palpitanti pregiati poemi… E ora inventa tu un tautogramma: scegli una lettera, un argomento e usa il dizionario!  3  Usa le figure retoriche di significato Scrivi una poesia, composta da tre strofe di quattro versi ciascuna di cui almeno due in rima, utilizzando similitudini e metafore. Ti proponiamo qui di seguito un esempio da completare: Tu Tu sei come un fiorellino rosso che raggiungere non posso Tu sei come le lucertoline paurose che scappano tra piante ..................................... Tu .......................................................................................... ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. Tu sei una nuvola che il sole sorvola fresca panna dolce come la manna.  4  Scrivi una poesia seguendo un modello (con largo uso dell’iperbole!) Leggi la seguente poesia e prendi spunto dai suoi versi, per scriverne una simile sia nel contenuto sia nella forma. Come vedi, l’autore non si tira indietro di fronte a nulla, e usa a piene mani l’iperbole, ovvero l’esagerazione. Com’è possibile che non mi ami se sono un pompiere eroico che ha appena salvato un gatto a cui stavano bruciando sei delle sue sette vite. Com’è possibile che non mi ami se sono il capitano dell’astronave che si posa dolcemente nel Sudamerica di un pianeta lontano. Com’è possibile che non mi ami se ho appena vinto, con largo distacco, il Giro di Colombia e il Tour de France. Infine com’è possibile che non mi ami se riesco a fare tutti i sogni, anche il più bello di tutti: sognare che tu mi ami. (J. A. Niño, Mi fa male la pancia del cuore, Sonzogno) Titolo Strofe: 4 di 5 versi ciascuna Rima: libera  5  Scrivi una poesia seguendo un modello (con molte similitudini) Partendo dalla lettura di questa celebre poesia di Neruda, scrivi anche tu lo stesso numero di versi, per esprimere un tuo momento di felicità. Sono felice Questa volta lasciami essere felice, non è successo nulla a nessuno non sono in nessun luogo, semplicemente sono felice nei quattro angoli del cuore, camminando, dormendo o scrivendo. Che posso farci, sono felice, sono più innumerabile dell’erba1 nelle praterie, sento la pelle come un albero rugoso, di sotto l’acqua, sopra gli uccelli, il mare come un anello intorno a me, fatta di pane e pietra la terra l’aria canta come una chitarra. (P. Neruda, Odi elementari, Guanda) 1. sono più innumerabile dell’erba: sono infinito, sono dovunque.  6A  Dal “Bookblog” dei ragazzi fuorilegge…Sul sito www.fuorilegge.org da qualche tempo ragazzi della tua età presentano libri, scrivono testi e recensioni, partecipano agli incontri con gli autori… E naturalmente si occupano anche di poesia! Ecco che cosa scrivono, a proposito di amore e scuola.Lo sapete: arriva San Valentino e tutti si mettono a parlare d’amore. Lo sapete: in poesia, l’amore è trito e ritrito. Lo sapete: personalmente davvero non amo le poesie amorose… Però…Però quando Gur mi ha mandato quelle che ha scritto ho sentito un fremito di freschezza, un vento giocoso e gentile, un battito sincero e originale.Te sei tutto quello che vogliocome sulle alte cimec’è la bianca neve,come sugli scogli marinic’è il bianco sale,così anche nel mio cuore c’è felicitàgrazie alla visione di quel tuosplendido viso.Il tuo valore è molto di più di ogni cosa,la perdita di denaropotrò sopportare,la perdita di questa vitapotrò sopportare,ma la perdita di un’amica come te,non potrò mai sopportare.Gur non è un acronimo (Giovane Uomo Romantico?) ma il diminutivo di Gursewak, che dopo essere venuto a un incontro di Controversi ci ha mandato le sue poesie presentandosi così: “Sono Gursewak, di età 14 anni, proveniente dal Punjab, una regione dell’India.Sono in Italia da 5 anni e mi è nata la passione di scrivere le poesie”.Gli anni ormai sono quasi 15 e quelli in Italia quasi 6, ma Gur non ha timore a usare la sua nuova lingua per dire tutto quel che pensa alla sua innamorata.Eccoci qua, siamo Filippo, Riccardo, Davide, Piero e Niccolò.Oh sì, sì, sì, questa poesia rappresenta anche noi: “Ho bisogno di riposo”. E non solo oggi! Noi continuiamo con questo canto tradizionale Malawi, tratto da Tamburi parlanti, a cura di V. Tadjo, Giannino Stoppani Edizioni.ScansafaticheScansafatiche, andiamo nei campiVerrei, mi dispiace, ma ho male alla testaScansafatiche, andiamo a sgranareVerrei, mi dispiace, ma ho male a una gambaScansafatiche, la legna è finitaVai tu, mi dispiace, ho male alle bracciaScansafatiche, vieni a mangiareAspetta un momento, mi lavo le mani!Piero Tutte le volte che mi hanno detto scansafatiche, io mi sentivo scansafatiche. Devo dire che se non me lo dicessero i professori io non me ne accorgerei neanche e un po’ mi è servito a svegliarmi e a guardare fuori di me!(Tratto da: www.fuorilegge.org) 6B  … alla tua poesia sull’amore e sulla scuola!Ora che hai avuto una buona quantità di spunti, prova a scrivere tu una poesia sull'amore o sulla scuola!