VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 4. LA PARAFRASI DI UN TESTO POETICO Probabilmente hai già imparato a scrivere una parafrasi con l’epica, ma è utile rivedere i passaggi per saper trascrivere un testo poetico in prosa. Per capire e ricordare meglio il contenuto di una poesia è necessario “tradurre” il ricco linguaggio poetico in un linguaggio più semplice e comune. Questo tipo di lavoro si chiama parafrasare. Il termine “parafrasi” significa riformulazione, indica appunto la riscrittura di un testo secondo un “codice” linguistico diverso da quello originale. Il processo di parafrasi prevede le seguenti operazioni: • la comprensione approfondita della poesia; • la ricostruzione sintattica dei versi; • la sostituzione delle parole troppo letterarie o antiche; • la spiegazione delle figure retoriche. L’ordine e la struttura non devono essere alterati, ma si possono introdurre dei chiarimenti di alcuni punti del testo. Una buona parafrasi è dettagliata e rende più chiara la comprensione del testo originale; ovviamente la parafrasi risulterà normalmente più ampia del testo di partenza. Inevitabile effetto negativo della parafrasi di una poesia è la perdita dell’armonia e della musicalità delle parole e del loro significato più profondo. Quel che produciamo con la parafrasi, dunque, è un testo più chiaro e utile per imparare, ma non è più poesia. Lo scopo della parafrasi non è tanto la bellezza finale del testo, quanto la comprensione del linguaggio poetico e l’esercizio della competenza di riformulazione lessicale e sintattica. Per fare una parafrasi corretta devi quindi capire il senso della poesia e dei singoli versi. Ti proponiamo di lavorare insieme alla parafrasi della poesia L’arboscello di Umberto Saba. a) Leggi la poesia, prima silenziosamente e poi a voce alta. L’arboscello Oggi il tempo è di pioggia. Sembra il giorno una sera, sembra la primavera un autunno, ed un gran vento devasta l’arboscello che sta - e non pare - saldo; par tra le piante un giovanetto alto troppo per la sua troppo verde età. Tu1 lo guardi. Hai pietà forse di tutti quei candidi fiori che la bora2 gli toglie; e sono frutta, sono dolci conserve per l’inverno quei fiori che tra l’erbe cadono. E se ne duole la tua vasta maternità3. (U. Saba, Il Canzoniere, Einaudi) 1. Tu: il poeta si rivolge alla moglie. 2. bora: vento impetuoso e gelido che soffia da nord-est sull’alto Adriatico. 3. vasta maternità: profondo senso di protezione materna. b) Rispondi alle seguenti domande di comprensione. Com’è il tempo? Il tempo è piovoso. Che cosa sembrano il giorno e la primavera? Il giorno sembra sera e la primavera sembra autunno. Che cosa fa il vento? A chi è simile l’arboscello? Per che cosa prova pietà chi guarda? Che cosa sarebbero potuti diventare i fiori? Dove cadono i fiori? Perché la donna a cui si rivolge il poeta è dispiaciuta? c) Riscrivi infine le risposte in un testo omogeneo, utilizzando elementi grammaticali di collegamento (per esempio: mentre, invece, perché…) e pronomi dove lo ritieni necessario. Esempio: «Il tempo è piovoso, tanto che il giorno sembra sera e la primavera sembra autunno». Procediamo ora con la parafrasi della seguente poesia di Sandro Penna. Il lavoro è guidato, tu dovrai completare. Sul molo il vento soffia forte Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi hanno un calmo spettacolo di luce. Va una vela piegata, e nel silenzio la guida un uomo quasi orizzontale. Silenzioso vola dalla testa di un ragazzo un berretto, e tocca il mare come un pallone il cielo. Fiamma resta entro il freddo spettacolo di luce la sua testa arruffata. (S. Penna, Tutte le poesie, Garzanti) Il vento soffia ..................................................... Gli occhi del poeta sono abbagliati dalla luminosità dell’aria e del mare. Una vela ....................................................... Un berretto, strappato dal vento, vola via ......................................................... e compie, in silenzio, la sua traiettoria sul mare come ..................................................... spinto verso il cielo. Rimane la testa rossa del ragazzo, arruffata e illuminata dal sole come in quel freddo spettacolo luminoso. In questi ultimi versi la metafora “fiamma”, riferita ai ............................... del ragazzo, e l’accostamento dell’aggettivo “freddo”, sensazione percepibile con il ......................................................, al nome “spettacolo”, percepibile con la ..................................................., creano una sovrapposizione di sensazioni diverse, in un’atmosfera quasi irreale di silenzio. Rispettare l’ordine di esposizione Impostare la frase con soggetto, predicato e complemento Individuare e spiegare le figure retoriche
STRUMENTI PER ANALIZZARE IL TESTO POETICO 4. LA PARAFRASI DI UN TESTO POETICO Probabilmente hai già imparato a scrivere una parafrasi con l’epica, ma è utile rivedere i passaggi per saper trascrivere un testo poetico in prosa. Per capire e ricordare meglio il contenuto di una poesia è necessario “tradurre” il ricco linguaggio poetico in un linguaggio più semplice e comune. Questo tipo di lavoro si chiama parafrasare. Il termine “parafrasi” significa riformulazione, indica appunto la riscrittura di un testo secondo un “codice” linguistico diverso da quello originale. Il processo di parafrasi prevede le seguenti operazioni: • la comprensione approfondita della poesia; • la ricostruzione sintattica dei versi; • la sostituzione delle parole troppo letterarie o antiche; • la spiegazione delle figure retoriche. L’ordine e la struttura non devono essere alterati, ma si possono introdurre dei chiarimenti di alcuni punti del testo. Una buona parafrasi è dettagliata e rende più chiara la comprensione del testo originale; ovviamente la parafrasi risulterà normalmente più ampia del testo di partenza. Inevitabile effetto negativo della parafrasi di una poesia è la perdita dell’armonia e della musicalità delle parole e del loro significato più profondo. Quel che produciamo con la parafrasi, dunque, è un testo più chiaro e utile per imparare, ma non è più poesia. Lo scopo della parafrasi non è tanto la bellezza finale del testo, quanto la comprensione del linguaggio poetico e l’esercizio della competenza di riformulazione lessicale e sintattica. Per fare una parafrasi corretta devi quindi capire il senso della poesia e dei singoli versi. Ti proponiamo di lavorare insieme alla parafrasi della poesia L’arboscello di Umberto Saba. a) Leggi la poesia, prima silenziosamente e poi a voce alta. L’arboscello Oggi il tempo è di pioggia. Sembra il giorno una sera, sembra la primavera un autunno, ed un gran vento devasta l’arboscello che sta - e non pare - saldo; par tra le piante un giovanetto alto troppo per la sua troppo verde età. Tu1 lo guardi. Hai pietà forse di tutti quei candidi fiori che la bora2 gli toglie; e sono frutta, sono dolci conserve per l’inverno quei fiori che tra l’erbe cadono. E se ne duole la tua vasta maternità3. (U. Saba, Il Canzoniere, Einaudi) 1. Tu: il poeta si rivolge alla moglie. 2. bora: vento impetuoso e gelido che soffia da nord-est sull’alto Adriatico. 3. vasta maternità: profondo senso di protezione materna. b) Rispondi alle seguenti domande di comprensione. Com’è il tempo? Il tempo è piovoso. Che cosa sembrano il giorno e la primavera? Il giorno sembra sera e la primavera sembra autunno. Che cosa fa il vento? A chi è simile l’arboscello? Per che cosa prova pietà chi guarda? Che cosa sarebbero potuti diventare i fiori? Dove cadono i fiori? Perché la donna a cui si rivolge il poeta è dispiaciuta? c) Riscrivi infine le risposte in un testo omogeneo, utilizzando elementi grammaticali di collegamento (per esempio: mentre, invece, perché…) e pronomi dove lo ritieni necessario. Esempio: «Il tempo è piovoso, tanto che il giorno sembra sera e la primavera sembra autunno». Procediamo ora con la parafrasi della seguente poesia di Sandro Penna. Il lavoro è guidato, tu dovrai completare. Sul molo il vento soffia forte Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi hanno un calmo spettacolo di luce. Va una vela piegata, e nel silenzio la guida un uomo quasi orizzontale. Silenzioso vola dalla testa di un ragazzo un berretto, e tocca il mare come un pallone il cielo. Fiamma resta entro il freddo spettacolo di luce la sua testa arruffata. (S. Penna, Tutte le poesie, Garzanti) Il vento soffia ..................................................... Gli occhi del poeta sono abbagliati dalla luminosità dell’aria e del mare. Una vela ....................................................... Un berretto, strappato dal vento, vola via ......................................................... e compie, in silenzio, la sua traiettoria sul mare come ..................................................... spinto verso il cielo. Rimane la testa rossa del ragazzo, arruffata e illuminata dal sole come in quel freddo spettacolo luminoso. In questi ultimi versi la metafora “fiamma”, riferita ai ............................... del ragazzo, e l’accostamento dell’aggettivo “freddo”, sensazione percepibile con il ......................................................, al nome “spettacolo”, percepibile con la ..................................................., creano una sovrapposizione di sensazioni diverse, in un’atmosfera quasi irreale di silenzio. Rispettare l’ordine di esposizione Impostare la frase con soggetto, predicato e complemento Individuare e spiegare le figure retoriche