VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

STRUMENTI PER SCOPRIRE LA POESIA 2. CHE COSA RICORDI? La struttura del testo poetico Prima di cominciare la lettura di nuovi testi poetici, verifica che cosa ricordi. Un passerotto Dal gracile rametto d’uno spoglio nocciolo spiccò l’ardito volo d’un tratto un passerotto e tenne aperte l’ale tra i fiocchi della neve finché si posò lieve sul bianco davanzale. (Marino Moretti, Sentimento) • Il verso è ....................................................... • Il verso si misura in base al numero di ....................................................... • Nel contare il numero di sillabe, si deve fare attenzione alla sinalèfe. Osserva e completa. Dal / gra/ci/le / ra/met/to (sette sillabe) d’u/no / spo/glio / noc/cio/lo (.........................) spic/cò / l’ar/di/to / vo/lo (.........................) d’un / trat/tun (sinalèfe to+un) / pas/se/rot/to (.........................) e / ten/na (sinalèfe ne+a) /per/te / l’a/le (.........................) ................................................................................................. (.........................) ................................................................................................. (.........................) ................................................................................................. (.........................) Il calcolo del numero delle sillabe è un’operazione piuttosto complessa in cui bisogna tener conto di un certo numero di regole metriche, che conoscerai in modo più approfondito il prossimo anno. Per ora tieni presente questa regola generale: nel contare le sillabe di un verso si deve calcolare l’ultima sillaba su cui cade l’accento tonico, più una. Osserva i seguenti esempi. 7 sillabe (settenario) Nel / ve/spe/ro / mi/grár (Giosue Carducci) Il verso termina con una parola tronca (accento tonico sull’ultima sillaba): occorre contare una sillaba in più dopo l’accento finale: le sillabe effettive sono 6, una in meno. 9 sillabe (novenario) O / fal/ce / di / lu/na / ca/lán/te (Gabriele D’Annunzio) Il verso termina con una parola piana (una parola cioè che ha l’accento sulla penultima sillaba): il numero delle sillabe è quello effettivo, cioè il novenario è realmente composto da 9 sillabe. Dei / ful/mi/ni / fra/gi/li / ré/stano (Giovanni Pascoli) Il verso termina con una parola sdrùcciola (accento tonico sulla terzultima sillaba): vale la regola generale per cui occorre calcolare l’ultima sillaba su cui cade l’accento tonico, più una (in realtà le sillabe sarebbero 10). • I versi si raggruppano in periodi ritmici chiamati • Le strofe più tipiche sono: - i distici: strofe di due versi; - le terzine: strofe di tre versi; - le quartine: strofe di quattro versi; - le sestine: strofe di sei versi; - le ottave: strofe di otto versi. I versi di una strofa possono essere in rima tra loro quando vi è la ripetizione degli stessi suoni finali a partire dalla vocale su cui cade l’accento tonico, su cui cioè la voce assume una maggiore intensità. • La rima può essere (completa tu dove occorre)… baciata AABB Ho la rima nel sangue. A Con la rima divento un purosangue. A Ringiovanisco, sono come prima. B Perché siete anche voi contro la rima? B (Marino Moretti, Ancora la rima) alternata ............................. Paranzelle in alto mare A bianche bianche, .......... io vedevo palpitare .......... come stanche. B (Giovanni Pascoli, Speranze e memorie) ................................................. ABBA Il farmacista nella farmacia A m’elogiava un farmaco sagace: B «Vedrà che dorme le sue notti in pace: B un sonnifero d’oro, in fede mia!». A (Guido Gozzano, La signorina Felicita ovvero La Felicità) incatenata ........................................... Ed ecco verso noi venir per nave A un vecchio, bianco per antico pelo, .......... gridando: «Guai a voi, anime prave! .......... Non isperate mai veder lo cielo: B i’ vengo per menarvi a l’altra riva .......... ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo. B E tu che se’ costì, anima viva, .......... pàrtiti da codesti che son morti». .......... (Dante, Inferno, Canto III) La rima non è un elemento indispensabile della poesia. Osserva. Allegria di naufragi E subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare. (Giuseppe Ungaretti, Vita d’un uomo. L’allegria) Vi sono delle rime? I versi ti sembrano tutti lunghi uguali? La poesia di Ungaretti costituisce un esempio di verso sciolto, non vincolato cioè dalla rima. Si tratta di un tipo di componimento poetico che si è andato diffondendo alla fine dell’Ottocento. I versi sono sciolti, liberi dall’osservanza di regole precise, quali la lunghezza e la rima. Anche l’organizzazione delle strofe non è rigida, possono esserci o no, oppure presentare un vario numero di versi.
STRUMENTI PER SCOPRIRE LA POESIA 2. CHE COSA RICORDI? La struttura del testo poetico Prima di cominciare la lettura di nuovi testi poetici, verifica che cosa ricordi. Un passerotto Dal gracile rametto d’uno spoglio nocciolo spiccò l’ardito volo d’un tratto un passerotto e tenne aperte l’ale tra i fiocchi della neve finché si posò lieve sul bianco davanzale. (Marino Moretti, Sentimento) • Il verso è ....................................................... • Il verso si misura in base al numero di ....................................................... • Nel contare il numero di sillabe, si deve fare attenzione alla sinalèfe. Osserva e completa. Dal / gra/ci/le / ra/met/to (sette sillabe) d’u/no / spo/glio / noc/cio/lo (.........................) spic/cò / l’ar/di/to / vo/lo (.........................) d’un / trat/tun (sinalèfe to+un) / pas/se/rot/to (.........................) e / ten/na (sinalèfe ne+a) /per/te / l’a/le (.........................) ................................................................................................. (.........................) ................................................................................................. (.........................) ................................................................................................. (.........................) Il calcolo del numero delle sillabe è un’operazione piuttosto complessa in cui bisogna tener conto di un certo numero di regole metriche, che conoscerai in modo più approfondito il prossimo anno. Per ora tieni presente questa regola generale: nel contare le sillabe di un verso si deve calcolare l’ultima sillaba su cui cade l’accento tonico, più una. Osserva i seguenti esempi. 7 sillabe (settenario) Nel / ve/spe/ro / mi/grár (Giosue Carducci) Il verso termina con una parola tronca (accento tonico sull’ultima sillaba): occorre contare una sillaba in più dopo l’accento finale: le sillabe effettive sono 6, una in meno. 9 sillabe (novenario) O / fal/ce / di / lu/na / ca/lán/te (Gabriele D’Annunzio) Il verso termina con una parola piana (una parola cioè che ha l’accento sulla penultima sillaba): il numero delle sillabe è quello effettivo, cioè il novenario è realmente composto da 9 sillabe. Dei / ful/mi/ni / fra/gi/li / ré/stano (Giovanni Pascoli) Il verso termina con una parola sdrùcciola (accento tonico sulla terzultima sillaba): vale la regola generale per cui occorre calcolare l’ultima sillaba su cui cade l’accento tonico, più una (in realtà le sillabe sarebbero 10). • I versi si raggruppano in periodi ritmici chiamati • Le strofe più tipiche sono: - i distici: strofe di due versi; - le terzine: strofe di tre versi; - le quartine: strofe di quattro versi; - le sestine: strofe di sei versi; - le ottave: strofe di otto versi. I versi di una strofa possono essere in rima tra loro quando vi è la ripetizione degli stessi suoni finali a partire dalla vocale su cui cade l’accento tonico, su cui cioè la voce assume una maggiore intensità. • La rima può essere (completa tu dove occorre)… baciata AABB Ho la rima nel sangue. A Con la rima divento un purosangue. A Ringiovanisco, sono come prima. B Perché siete anche voi contro la rima? B (Marino Moretti, Ancora la rima) alternata ............................. Paranzelle in alto mare A bianche bianche, .......... io vedevo palpitare .......... come stanche. B (Giovanni Pascoli, Speranze e memorie) ................................................. ABBA Il farmacista nella farmacia A m’elogiava un farmaco sagace: B «Vedrà che dorme le sue notti in pace: B un sonnifero d’oro, in fede mia!». A (Guido Gozzano, La signorina Felicita ovvero La Felicità) incatenata ........................................... Ed ecco verso noi venir per nave A un vecchio, bianco per antico pelo, .......... gridando: «Guai a voi, anime prave! .......... Non isperate mai veder lo cielo: B i’ vengo per menarvi a l’altra riva .......... ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo. B E tu che se’ costì, anima viva, .......... pàrtiti da codesti che son morti». .......... (Dante, Inferno, Canto III) La rima non è un elemento indispensabile della poesia. Osserva. Allegria di naufragi E subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare. (Giuseppe Ungaretti, Vita d’un uomo. L’allegria) Vi sono delle rime? I versi ti sembrano tutti lunghi uguali? La poesia di Ungaretti costituisce un esempio di verso sciolto, non vincolato cioè dalla rima. Si tratta di un tipo di componimento poetico che si è andato diffondendo alla fine dell’Ottocento. I versi sono sciolti, liberi dall’osservanza di regole precise, quali la lunghezza e la rima. Anche l’organizzazione delle strofe non è rigida, possono esserci o no, oppure presentare un vario numero di versi.