VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Un Mediterraneo pieno di plastica Ricerca sull’inquinamento marino derivante dalla plastica e possibili soluzioni 1. L’inquinamento da plastica nei mari e negli oceani I materiali che chiamiamo “plastica” sono stati sviluppati negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso e la produzione di massa ha avuto inizio negli anni Cinquanta. Da allora, la diffusione e l’uso delle diverse materie plastiche sono in continuo aumento. Questo materiale leggero, resistente, conveniente e versatile1 ha degli svantaggi che non erano stati previsti. Molti oggetti di plastica sono monouso e ciò comporta la produzione di una montagna di rifiuti. La plastica scartata può finire nelle discariche, può essere incenerita o riciclata, ma una parte finisce nei corsi d’acqua e in mare attraverso la rete fognaria, gli scarichi, durante il trasporto verso le discariche, o per fuoriuscita accidentale dalle navi e dagli impianti di trattamento delle acque. O, semplicemente, la plastica viene intenzionalmente gettata in mare. La conseguenza è che i rifiuti di plastica sono diffusi in tutti i mari del mondo: rappresentano il 60-80 per cento di tutti i rifiuti marini e, come risulta da alcune indagini, è di plastica addirittura il 90 per cento dei rifiuti presenti in spiaggia. Studi recenti hanno stimato più di 50 mila miliardi di pezzi di plastica in mare, anche se è impossibile verificarlo con esattezza. Se le strategie di gestione dei rifiuti dovessero rimanere invariate, la quantità di plastica che entrerà negli oceani aumenterà di dieci volte entro il 2025. 1. versatile: adatto a molti usi diversi. 2. Stato dell’inquinamento da plastica nel mar Mediterraneo Il mar Mediterraneo è riconosciuto per la sua ricca biodiversità e ospita circa il 7,5 per cento delle specie marine conosciute. Le zone costiere sono densamente popolate (427 milioni di abitanti, circa il 7 per cento della popolazione mondiale) e durante i mesi estivi attirano un gran numero di turisti (il 25 per cento del turismo annuale internazionale). Inoltre il 30 per cento del traffico marittimo globale passa attraverso il Mediterraneo. Tutti questi fattori hanno portato nel Mediterraneo l’accumulo di rifiuti come la plastica, il vetro, il legno e la gomma. La plastica rappresenta il 96,87 per cento di tutti i detriti galleggianti nel mar Mediterraneo. La densità media di plastica prese 3. Danni dell’inquinamento da plastica alle specie marineL’inquinamento da plastica rappresenta un grave pericolo per gli animali. Molti animali marini, uccelli, ma anche animali randagi/ selvatici che si cibano nelle discariche, ingoiano la plastica, scambiandola per cibo. Una volta ingerita, la plastica spesso non riesce a passare dalla trachea, ostruisce la respirazione e causa il soffocamento. Se invece i residui di plastica passano nel tratto gastrointestinale, lo bloccano o possono accumularsi nello stomaco, causando un falso senso di sazietà che dissuade gli animali dal nutrirsi e li porta lentamente a morire di fame. PESCE E CETACEI L’analisi di 121 esemplari di specie commerciali provenienti dal Mediterraneo centrale, come pesce spada, tonno rosso e tonno alalunga, ha rivelato la presenza di frammenti di plastica nel 18,2 per cento dei campioni. Il tonno rosso e il tonno alalunga sono classificati Specie In Pericolo e Specie Quasi Minacciata. Le microplastiche sono state trovate in 21 dei 125 squali boccanera catturati al largo dell’isola di Maiorca (Spagna). A un grave rischio sono esposte le balenottere, una Specie Minacciata. L’area protetta del Mediterraneo in cui le balenottere si radunano in estate, il Santuario dei cetacei nel mar Ligure, ha un’alta concentrazione di microplastiche nell’acqua. TARTARUGA COMUNE Uno studio lungo 11 anni su 567 tartarughe marine del Mediterraneo centrale ha trovato che 201 animali avevano ingerito rifiuti marini. Gli studiosi hanno registrato un aumento nell’ingestione di rifiuti dall’inizio dello studio, nel 2005, fino alla sua conclusione nel 2015. Le plastiche rappresentavano il 97,3 per cento dei rifiuti ingeriti dalle tartarughe. MACROPLASTICHE > 25 mm Diametro o lunghezza maggiore di 25 mm Le macroplastiche sono oggetti delle dimensioni superiori ai 25 millimetri di lunghezza o larghezza, chiaramente visibili a occhio nudo, come sacchetti di plastica, reti da pesca e bottiglie. Gli effetti sugli animali marini sono numerosi: soffocamento, strozzamento, intrappolamento e malnutrizione possono coinvolgere mammiferi, rettili, uccelli marini e coralli. MESOPLASTICHE < 25 mm Diametro o lunghezza tra 25 mm e 5 mm MICROPLASTICHE < 5 mm Diametro o lunghezza fino a 5 mm compresi Le microplastiche sono di diametro o lunghezza inferiore ai 5 millimetri. Le mesoplastiche e soprattutto le microplastiche possono essere ingoiate da un maggior numero di organismi rispetto alle macroplastiche. Poiché i pezzi grandi di plastica si degradano in pezzi ancora più piccoli, ogni pezzo di macroplastica che galleggia in mare può dare origine a centinaia, se non migliaia di pezzi di microplastica. CHE COSA PUOI FARE DA SOLOEcco alcuni suggerimenti per cambiare le tue abitudini e salvare gli oceani.- Non usare sacchetti di plastica. Piuttosto, porta sempre con te una borsa riutilizzabile!- Abolisci gli usa e getta! Usa solo posate e bicchieri riutilizzabili.- Hai sete? Non usare cannucce o bottigliette di plastica!- Non usare prodotti cosmetici, come dentifrici o scrub, con microgranuli (se non sei sicuro/a, controlla che non contengano polyethylene e polypropylene).- Ricicla!Naturalmente... chiedi ai tuoi amici di fare lo stesso! CHE COSA PUOI FARE IN GRUPPO (A SCUOLA O IN UFFICIO)Che sia a scuola o che sia al lavoro, dovunque tu passi la maggior parte del tuo tempo, puoi fare la differenza e salvare il mare dalla plastica. È vero che molto deve essere fatto dai governi o dalle aziende, ma realizzare qualcosa di concreto nella tua piccola o grande comunità è il primo passo.Ecco 5 consigli per la tua squadra anti-plastica: se stai leggendo, sei già parte del cambiamento ed è un’ottima notizia per gli oceani!- Da’ un taglio agli usa e getta: scegli solo materiali riutilizzabili.- Servizi di mensa. Molte scuole hanno già scelto di evitare imballaggi di plastica nella propria mensa. Chiedi alla tua scuola di comprare i pasti solo da fornitori che usano imballaggi riutilizzabili e - in ogni caso - di servirli con posate “vere”, cioè riusabili. Meglio usare lo spazio per una lavastoviglie che per accumulare rifiuti usa e getta.- Sostituisci tutti i flaconi usa e getta, ad esempio quelli del sapone, con dei contenitori ricaricabili, sia in cucina sia in bagno.- Non usare plastica alle tue feste e in occasione di altri eventi: niente cannucce o posate usa e getta!- Usa sempre le fontanelle e i rubinetti con acqua potabile, piuttosto che prendere bottigliette di plastica nei distributori automatici.Uno degli aspetti cruciali per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica è cambiare il nostro atteggiamento rispetto alla cultura dell’usa e getta. COMPRENSIONE1. Sul totale dei rifiuti trovati in mare, quelli in plastica sonoA. meno della metàB. più della metàC. più del 90%D. circa un terzo2. Su 100 rifiuti trovati sulla spiaggia, quanti sono di plastica?3. Su 100 rifiuti galleggianti sulle acque del mar Mediterraneo, quanti sono di plastica?4. L’alto grado di inquinamento del mar Mediterraneo è collegatoA. a una ricca biodiversitàB. a un’alta densità di popolazione, che produce molti rifiutiC. alla presenza di industrie produttrici di plastica lungo le costeD. alle molte navi che trasportano merci con imballaggi di plastica5. Quali rischi corrono gli animali che ingeriscono oggetti o frammenti di plastica? Indicali con crocette nell’elenco seguente.A. AvvelenamentoB. SoffocamentoC. Ferite allo stomacoD. Morte per fame6. La “cultura usa e getta” è l’abitudine diA. usare oggetti che si buttano via dopo essere stati usati una volta solaB. usare oggetti che si buttano via dopo essere stati usati a lungoC. gettare oggetti che potrebbero ancora servireD. lasciare rifiuti sulle spiagge7. Tra la “cultura usa e getta” e l’inquinamento da plastica dei mari c’è un rapporto causaeffetto: quale?A. La cultura usa e getta è tipica delle popolazioni che vivono sulle coste del mar MediterraneoB. La gente, invece di usare gli oggetti, li getta in mareC. La gente getta in mare oggetti in plastica dopo averli usatiD. La cultura usa e getta produce molti rifiuti di plastica, parte dei quali finisce in mareLESSICO8. Alla riga 19 la voce verbale “dovessero rimanere” può essere sostituita conA. rimangonoB. rimarrannoC. rimarrebberoD. rimanevano9. Un oggetto “monouso” (riga 7)A. è fatto di materiale non riciclabileB. può essere usato da una sola personaC. è usato una volta e poi buttato viaD. è facile da usare10. Per “traffico marittimo globale” (riga 27) si intende il numero complessivo di imbarcazioni che viaggianoA. nel mar MediterraneoB. intorno al globo, cioè alla TerraC. su tutti i mari e oceaniD. per trasportare merci11. Il contrario di “dissuadere” (riga 42) èA. persuadereB. confermareC. rinunciareD. confortareANALISI DEL TESTO ESPOSITIVO MISTO12. L’infografica presente nel testo ha lo scopo diA. illustrare il metodo di produzione della plasticaB. illustrare i pericoli che corrono gli animali mariniC. elencare gli oggetti in plastica che si trovano nei mariD. illustrare le differenti categorie di rifiuti in plastica13. Indica con una crocetta l’affermazione esatta.A. Le macroplastiche possono produrre microplastiche.B. Le microplastiche possono produrre macroplastiche14. Quali elementi tipici del testo espositivo misto sono presenti nel testo che hai letto? Indicali con crocette.A. titoletti nel testo continuoB. diversi caratteri grafici nel testo continuoC. cifre, dati statistici, percentualiD. riferimenti a studi, ricerche, esperimentiE. citazioni da testi tecnici (ad esempio: leggi, regolamenti, manuali di istruzioni)F. carte tematicheG. graficiH. infograficheI. consigli pratici di comportamento15. Quali sono gli scopi del testo che hai letto?A. Descrivere un ambiente naturaleB. Dare informazioni scientifiche su un ambiente naturaleC. Suggerire regole di comportamentoD. Denunciare una situazioneE. Esporre un punto di vistaF. Raccontare fatti realmente accaduti AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Un Mediterraneo pieno di plastica Ricerca sull’inquinamento marino derivante dalla plastica e possibili soluzioni 1. L’inquinamento da plastica nei mari e negli oceani I materiali che chiamiamo “plastica” sono stati sviluppati negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso e la produzione di massa ha avuto inizio negli anni Cinquanta. Da allora, la diffusione e l’uso delle diverse materie plastiche sono in continuo aumento. Questo materiale leggero, resistente, conveniente e versatile1 ha degli svantaggi che non erano stati previsti. Molti oggetti di plastica sono monouso e ciò comporta la produzione di una montagna di rifiuti. La plastica scartata può finire nelle discariche, può essere incenerita o riciclata, ma una parte finisce nei corsi d’acqua e in mare attraverso la rete fognaria, gli scarichi, durante il trasporto verso le discariche, o per fuoriuscita accidentale dalle navi e dagli impianti di trattamento delle acque. O, semplicemente, la plastica viene intenzionalmente gettata in mare. La conseguenza è che i rifiuti di plastica sono diffusi in tutti i mari del mondo: rappresentano il 60-80 per cento di tutti i rifiuti marini e, come risulta da alcune indagini, è di plastica addirittura il 90 per cento dei rifiuti presenti in spiaggia. Studi recenti hanno stimato più di 50 mila miliardi di pezzi di plastica in mare, anche se è impossibile verificarlo con esattezza. Se le strategie di gestione dei rifiuti dovessero rimanere invariate, la quantità di plastica che entrerà negli oceani aumenterà di dieci volte entro il 2025. 1. versatile: adatto a molti usi diversi. 2. Stato dell’inquinamento da plastica nel mar Mediterraneo Il mar Mediterraneo è riconosciuto per la sua ricca biodiversità e ospita circa il 7,5 per cento delle specie marine conosciute. Le zone costiere sono densamente popolate (427 milioni di abitanti, circa il 7 per cento della popolazione mondiale) e durante i mesi estivi attirano un gran numero di turisti (il 25 per cento del turismo annuale internazionale). Inoltre il 30 per cento del traffico marittimo globale passa attraverso il Mediterraneo. Tutti questi fattori hanno portato nel Mediterraneo l’accumulo di rifiuti come la plastica, il vetro, il legno e la gomma. La plastica rappresenta il 96,87 per cento di tutti i detriti galleggianti nel mar Mediterraneo. La densità media di plastica prese 3. Danni dell’inquinamento da plastica alle specie marineL’inquinamento da plastica rappresenta un grave pericolo per gli animali. Molti animali marini, uccelli, ma anche animali randagi/ selvatici che si cibano nelle discariche, ingoiano la plastica, scambiandola per cibo. Una volta ingerita, la plastica spesso non riesce a passare dalla trachea, ostruisce la respirazione e causa il soffocamento. Se invece i residui di plastica passano nel tratto gastrointestinale, lo bloccano o possono accumularsi nello stomaco, causando un falso senso di sazietà che dissuade gli animali dal nutrirsi e li porta lentamente a morire di fame. PESCE E CETACEI L’analisi di 121 esemplari di specie commerciali provenienti dal Mediterraneo centrale, come pesce spada, tonno rosso e tonno alalunga, ha rivelato la presenza di frammenti di plastica nel 18,2 per cento dei campioni. Il tonno rosso e il tonno alalunga sono classificati Specie In Pericolo e Specie Quasi Minacciata. Le microplastiche sono state trovate in 21 dei 125 squali boccanera catturati al largo dell’isola di Maiorca (Spagna). A un grave rischio sono esposte le balenottere, una Specie Minacciata. L’area protetta del Mediterraneo in cui le balenottere si radunano in estate, il Santuario dei cetacei nel mar Ligure, ha un’alta concentrazione di microplastiche nell’acqua. TARTARUGA COMUNE Uno studio lungo 11 anni su 567 tartarughe marine del Mediterraneo centrale ha trovato che 201 animali avevano ingerito rifiuti marini. Gli studiosi hanno registrato un aumento nell’ingestione di rifiuti dall’inizio dello studio, nel 2005, fino alla sua conclusione nel 2015. Le plastiche rappresentavano il 97,3 per cento dei rifiuti ingeriti dalle tartarughe. MACROPLASTICHE > 25 mm Diametro o lunghezza maggiore di 25 mm Le macroplastiche sono oggetti delle dimensioni superiori ai 25 millimetri di lunghezza o larghezza, chiaramente visibili a occhio nudo, come sacchetti di plastica, reti da pesca e bottiglie. Gli effetti sugli animali marini sono numerosi: soffocamento, strozzamento, intrappolamento e malnutrizione possono coinvolgere mammiferi, rettili, uccelli marini e coralli. MESOPLASTICHE Diametro o lunghezza tra 25 mm e 5 mm MICROPLASTICHE Diametro o lunghezza fino a 5 mm compresi Le microplastiche sono di diametro o lunghezza inferiore ai 5 millimetri. Le mesoplastiche e soprattutto le microplastiche possono essere ingoiate da un maggior numero di organismi rispetto alle macroplastiche. Poiché i pezzi grandi di plastica si degradano in pezzi ancora più piccoli, ogni pezzo di macroplastica che galleggia in mare può dare origine a centinaia, se non migliaia di pezzi di microplastica. CHE COSA PUOI FARE DA SOLOEcco alcuni suggerimenti per cambiare le tue abitudini e salvare gli oceani.- Non usare sacchetti di plastica. Piuttosto, porta sempre con te una borsa riutilizzabile!- Abolisci gli usa e getta! Usa solo posate e bicchieri riutilizzabili.- Hai sete? Non usare cannucce o bottigliette di plastica!- Non usare prodotti cosmetici, come dentifrici o scrub, con microgranuli (se non sei sicuro/a, controlla che non contengano polyethylene e polypropylene).- Ricicla!Naturalmente... chiedi ai tuoi amici di fare lo stesso! CHE COSA PUOI FARE IN GRUPPO (A SCUOLA O IN UFFICIO)Che sia a scuola o che sia al lavoro, dovunque tu passi la maggior parte del tuo tempo, puoi fare la differenza e salvare il mare dalla plastica. È vero che molto deve essere fatto dai governi o dalle aziende, ma realizzare qualcosa di concreto nella tua piccola o grande comunità è il primo passo.Ecco 5 consigli per la tua squadra anti-plastica: se stai leggendo, sei già parte del cambiamento ed è un’ottima notizia per gli oceani!- Da’ un taglio agli usa e getta: scegli solo materiali riutilizzabili.- Servizi di mensa. Molte scuole hanno già scelto di evitare imballaggi di plastica nella propria mensa. Chiedi alla tua scuola di comprare i pasti solo da fornitori che usano imballaggi riutilizzabili e - in ogni caso - di servirli con posate “vere”, cioè riusabili. Meglio usare lo spazio per una lavastoviglie che per accumulare rifiuti usa e getta.- Sostituisci tutti i flaconi usa e getta, ad esempio quelli del sapone, con dei contenitori ricaricabili, sia in cucina sia in bagno.- Non usare plastica alle tue feste e in occasione di altri eventi: niente cannucce o posate usa e getta!- Usa sempre le fontanelle e i rubinetti con acqua potabile, piuttosto che prendere bottigliette di plastica nei distributori automatici.Uno degli aspetti cruciali per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica è cambiare il nostro atteggiamento rispetto alla cultura dell’usa e getta. COMPRENSIONE1. Sul totale dei rifiuti trovati in mare, quelli in plastica sonoA. meno della metàB. più della metàC. più del 90%D. circa un terzo2. Su 100 rifiuti trovati sulla spiaggia, quanti sono di plastica?3. Su 100 rifiuti galleggianti sulle acque del mar Mediterraneo, quanti sono di plastica?4. L’alto grado di inquinamento del mar Mediterraneo è collegatoA. a una ricca biodiversitàB. a un’alta densità di popolazione, che produce molti rifiutiC. alla presenza di industrie produttrici di plastica lungo le costeD. alle molte navi che trasportano merci con imballaggi di plastica5. Quali rischi corrono gli animali che ingeriscono oggetti o frammenti di plastica? Indicali con crocette nell’elenco seguente.A. AvvelenamentoB. SoffocamentoC. Ferite allo stomacoD. Morte per fame6. La “cultura usa e getta” è l’abitudine diA. usare oggetti che si buttano via dopo essere stati usati una volta solaB. usare oggetti che si buttano via dopo essere stati usati a lungoC. gettare oggetti che potrebbero ancora servireD. lasciare rifiuti sulle spiagge7. Tra la “cultura usa e getta” e l’inquinamento da plastica dei mari c’è un rapporto causaeffetto: quale?A. La cultura usa e getta è tipica delle popolazioni che vivono sulle coste del mar MediterraneoB. La gente, invece di usare gli oggetti, li getta in mareC. La gente getta in mare oggetti in plastica dopo averli usatiD. La cultura usa e getta produce molti rifiuti di plastica, parte dei quali finisce in mareLESSICO8. Alla riga 19 la voce verbale “dovessero rimanere” può essere sostituita conA. rimangonoB. rimarrannoC. rimarrebberoD. rimanevano9. Un oggetto “monouso” (riga 7)A. è fatto di materiale non riciclabileB. può essere usato da una sola personaC. è usato una volta e poi buttato viaD. è facile da usare10. Per “traffico marittimo globale” (riga 27) si intende il numero complessivo di imbarcazioni che viaggianoA. nel mar MediterraneoB. intorno al globo, cioè alla TerraC. su tutti i mari e oceaniD. per trasportare merci11. Il contrario di “dissuadere” (riga 42) èA. persuadereB. confermareC. rinunciareD. confortareANALISI DEL TESTO ESPOSITIVO MISTO12. L’infografica presente nel testo ha lo scopo diA. illustrare il metodo di produzione della plasticaB. illustrare i pericoli che corrono gli animali mariniC. elencare gli oggetti in plastica che si trovano nei mariD. illustrare le differenti categorie di rifiuti in plastica13. Indica con una crocetta l’affermazione esatta.A. Le macroplastiche possono produrre microplastiche.B. Le microplastiche possono produrre macroplastiche14. Quali elementi tipici del testo espositivo misto sono presenti nel testo che hai letto? Indicali con crocette.A. titoletti nel testo continuoB. diversi caratteri grafici nel testo continuoC. cifre, dati statistici, percentualiD. riferimenti a studi, ricerche, esperimentiE. citazioni da testi tecnici (ad esempio: leggi, regolamenti, manuali di istruzioni)F. carte tematicheG. graficiH. infograficheI. consigli pratici di comportamento15. Quali sono gli scopi del testo che hai letto?A. Descrivere un ambiente naturaleB. Dare informazioni scientifiche su un ambiente naturaleC. Suggerire regole di comportamentoD. Denunciare una situazioneE. Esporre un punto di vistaF. Raccontare fatti realmente accaduti AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........