VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

Rapiti dalla foresta Francesco Tomasinelli Addentrarsi nella fitta vegetazione dell’Amazzonia brasiliana, attraente quanto pericolosa, non è un gioco da ragazzi, ma con le dovute accortezze e accompagnati da guide esperte, si può vivere un’esperienza mozzafiato. L’Amazzonia vanta due record: è la foresta tropicale più estesa del pianeta, ampia quanto l’Europa occidentale, ed è attraversata dal Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo del mondo (6937 km) e il più grande per volume d’acqua, numero di affluenti e bacino idrografico1. Gli innumerevoli corsi idrici e la foresta sono un sistema unico, quindi visitare l’Amazzonia vuol dire avere a che fare con moltissima acqua: quella dei fiumi, del vapore che riempie l’aria di umidità e quella che cade con le piogge torrenziali. Certamente non manca il sole, che mantiene la temperatura tutto l’anno sopra i 20 °C - ma più spesso attorno ai 30 °C - creando un ambiente unico per la proliferazione2 della vita, in tutte le sue forme. Esplorare questi luoghi è sempre stato il sogno di ogni naturalista. Gli scienziati che per primi studiarono la grande foresta pluviale3 più di due secoli fa, furono profondamente colpiti dalla biodiversità4 dell’area. Tuttavia, come molte altre foreste tropicali nel mondo, l’Amazzonia è tutt’altro che un luogo accogliente. Il clima caldo e opprimente, e un certo numero di insetti nocivi, infatti, possono risultare intollerabili per molte persone. Inoltre, gli animali non sono in “bella mostra”, come nelle grandi pianure africane. Molti visitatori alla prima esperienza si aspettano di sprofondare in una sorta di bosco incantato dove grappoli di orchidee pendono da rami su cui si arrampicano scimmie e rane colorate. Ma la foresta non è così benevola: è scura, caotica e minacciosa, e nasconde, proteggendole, quasi tutte le infinite creature che ospita. Per entrare in sintonia con questo ambiente bisogna muoversi lentamente, con attenzione, e godersi le piccole cose, magari con l’aiuto di una guida. Allora, passo dopo passo, si scopre che ogni pianta, il tronco di un albero o una piccola pozza d’acqua sono un mondo a parte, ricco di organismi unici e stupefacenti. Singoli elementi del più complesso ecosistema del pianeta. Quello che colpisce di più, dopo un po’ di esperienza, è la difficoltà di incontrare più volte la stessa specie. La foresta è così strutturalmente intricata, soprattutto in altezza, che milioni di organismi diversi hanno potuto ricavarsi un proprio spazio vitale e diversificarsi. Per esempio, su un solo albero possono vivere decine di specie di formiche, da quelle piccole come capocchie di spillo alle tucandera, “bullet ants” in inglese, lunghe quasi 3 centimetri e dotate di un terribile pungiglione. Consigli pratici Equipaggiarsi per la foresta Usate calzoni lunghi e magliette/ camicie a maniche lunghe per proteggervi dai tagli e dalle punture degli insetti. Tenete sempre il repellente per gli insetti a portata di mano. Per camminare usate scarpe da trekking traspiranti e molto leggere. Gli stivali al ginocchio sono ottimi, ma vanno usati con moderazione per prevenire l’insorgere di funghi sui piedi. Portatevi sempre un berretto perché nelle radure e lungo i fiumi il sole può essere molto forte. Prima di ogni escursione, controllate sempre di avere con voi almeno un litro di acqua. Non girate da soli, neppure di giorno: in foresta ci si perde facilmente. Se decidete comunque di farlo, usate sempre un GPS con antenna a elevata sensibilità (quelli che prendono il segnale anche tra gli alberi) o almeno una bussola. Se vi bagnate fate asciugare rapidamente i vestiti al sole o al fuoco, soprattutto calze e mutande. Un binocolo è indispensabile per godersi lo spettacolo della foresta, anche perché molte specie si trovano in alto, sugli alberi. La maggior parte degli animali si vede di notte, quindi non rinunciate a un giro quando cala il buio. E portatevi una torcia frontale, per avere le mani libere. Il testo Un giornalista vive un’esperienza di viaggio e di scoperta e la racconta ai lettori, in un testo che chiamiamo “reportage”. 1. bacino idrografico: territorio in cui scorrono tutte le acque che confluiscono in uno stesso fiume. 2. proliferazione: espansione, aumento rapido e incontrollato. 3. foresta pluviale: foresta estremamente rigogliosa favorita dall’abbondanza di piogge. 4. biodiversità: coesistenza di molte diverse specie animali e vegetali in un determinato ecosistema. Corso di sopravvivenza La porta dell’Amazzonia brasiliana è la città di Manaus, nel cuore dello stato di Amazonas. Cresciuta a dismisura alla fine dell’Ottocento sull’onda del boom del caucciù - la gomma naturale - è oggi una città più estesa, ma meno gloriosa rispetto al passato. Chi vuole esplorare la foresta brasiliana deve per forza passare da qui. Molti lodge5 si trovano a qualche decina di chilometri dalla città e hanno prezzi competitivi (meno di 100 euro al giorno, comprese guide ed escursioni). A sud della città si trova la confluenza tra le acque scure del Rio Negro e quelle del Rio Solimoes, proveniente dalle Ande. Dalla loro fusione nasce il Rio delle Amazzoni. Passare qualche giorno lungo questi fiumi, immersi nel labirinto verde della foresta, è un’esperienza unica: si hanno a disposizione pochissime comodità, ci si sposta a piedi o su piccole imbarcazioni e si vive a stretto contatto con la natura. «La foresta può essere tua madre o può ucciderti», mi ha detto laconica6 una guida. Infatti, sono molte le piante in grado di fornire aiuto in caso di difficoltà; per esempio, aprendo le noci di una palma si trovano le larve di insetti molto nutrienti, da mangiare crude: sanno di latte condensato con un retrogusto di cocco. Altre piante, come l’albero dell’incenso, forniscono una resina altamente infiammabile e profumata, efficace quanto la “diavolina” dei nostri camini, che consente di accendere il fuoco in pochi minuti, anche sul territorio bagnato. Con una buona guida si può pensare di campeggiare sul posto, dormendo in una amaca avvolta in una zanzariera, cullati dai canti emessi da centinaia di raganelle. La notte è un momento magico. All’imbrunire, quando il cielo si tinge di arancio e viola, i richiami di uccelli e cicale lasciano spazio a quelli di rane, cavallette e rapaci notturni. Con il buio molti animali entrano in attività, soprattutto le specie più elusive7: ragni e gechi cacciano sui tronchi e sulle foglie degli alberi, mentre i fiumi si riempiono di caimani, i cui occhi brillano come fari se illuminati dalle torce. Grazie a una fonte luminosa potete avvistare facilmente molti altri animali, facendovi guidare dai riflessi degli occhi. Di solito quelli di rettili, anfibi, e mammiferi erbivori brillano di una luce rossastra, mentre è verdastra nei felini come il puma, il giaguaro, il margay e l’ocelot. Purtroppo, però, avvistare questi magnifici predatori non è semplice. 5. lodge: complessi abitativi con miniappartamenti per turisti. 6. laconica: sintetica, che parla poco. 7. elusive: sfuggenti. Sulle vette della foresta Prima di tornare alla civiltà c’è un’ultima imperdibile esperienza da testare8: arrampicarsi su un grande albero che si solleva dalla volta della foresta, svettando a oltre 40 metri di altezza. Osservando dal basso uno di questi patriarchi9, come un Ceiba pentandra vecchio di secoli, la “vetta” sembra incredibilmente distante, un grande ombrello verde sullo sfondo del cielo tropicale striato di nuvole. Salire fin lassù può apparire un’impresa impossibile e pericolosa, ma i ragazzi di Amazon Tree Climbing, che scalano alberi da una vita, sanno benissimo quel che fanno. E sembrano divertirsi quanto i turisti che si cimentano nell’impresa. Per arrampicarsi si utilizza un’attrezzatura sofisticata fabbricata ad hoc10, ma di derivazione alpinistica, che sfrutta staffe per i piedi e impugnature metalliche, che scorrono su una fune elastica. Quando si arriva in cima e ci si siede, sempre agganciati e in sicurezza, su uno dei rami sospesi sopra l’abisso verde, la sensazione è indescrivibile. Da lassù la vita assume forme e colori differenti rispetto all’osservazione del sottobosco: piccoli gruppi di scimmie scoiattolo si affacciano curiose tra i rami, mentre gli splendidi pappagalli Ara macao sorvolano in piccoli gruppi le nostre teste. E quando sarete tornati a terra, scivolando lentamente lungo la fune, non potrete che guardare quelle cime verdi con occhi diversi. (Tratto da: «Natura», Edinat) 8. testare: provare. 9. patriarchi: queste piante, vecchie di secoli, vengono paragonate ai patriarchi, cioè agli antichi progenitori del popolo ebraico, caratterizzati tra l’altro da un’eccezionale longevità. 10. ad hoc: appositamente, a questo scopo specifico (espressione latina). LESSICO 1. Nel reportage ci sono molti termini specifici del linguaggio geografico e scientifico. Collega ciascun termine con il rispettivo significato. sistema torrenziale organismo ecosistema confluenza predatore essere vivente, animale o vegetale, dotato di una propria forma e struttura cellulare il punto in cui si incontrano fiumi, valli o strade molto abbondante, fitto, violento l’insieme degli esseri viventi, dell’ambiente e delle condizioni fisiche e chimiche che, in un certo luogo, sono strettamente legati e hanno influenza l’uno sull’altro specie animale la cui base alimentare è rappresentata da altre specie animali (prede) gruppo di elementi coordinati per il funzionamento di un insieme 2. Il reportage è ricco anche di espressioni connotative e di paragoni efficaci. Scorri velocemente il testo alla ricerca delle parole e delle espressioni corrispondenti a quelle che ti elenchiamo. • gli animali non sono visibili facilmente = • trovarsi a proprio agio in questo ambiente = • minuscole come … = • proprio al centro dello stato di Amazonas = • sull’impulso dovuto all’improvvisa utilizzazione del caucciù = • intrico di vegetazione e di corsi d’acqua = • la parte superiore di un grande albero = • smisurata profondità della foresta = 3. Quesito INVALSI Leggi con attenzione la seguente definizione di dizionario, poi completa. rapire 1. Portare via con la forza, strappare con la violenza; condurre via con sé una o più persone distaccandole dalla propria famiglia o comunità con la violenza o con inganni (Elena fu rapita da Paride). 2. Trarre a sé, concentrare in sé il pensiero, il sentimento di una persona (Ormai la carriera lo ha rapito). 3. fig. Avvincere, entusiasmare, provocare una gioia intensa (Quel paesaggio ci rapisce per la sua bellezza). ♦ Part. pass. rapito, anche come agg. e s. m. (f. -a). Nel titolo Rapiti dalla foresta la parola “rapiti” è usata con il significato numero .......................... perciò è usata in senso .......................... 4. In base alle tue conoscenze, il titolo del testo ti sembra caldo o freddo? Per quale motivo? ANALIZZARE 5. Riconosci se le frasi seguenti contengono descrizioni oggettive (O) o soggettive (S). a. L’Amazzonia è la foresta tropicale più estesa del pianeta b. Immergersi nel labirinto verde della foresta è un’esperienza unica c. La foresta è strutturalmente intricata d. La foresta può essere tua madre oppure ucciderti e. La notte è un momento magico f. Quando si arriva in cima… la sensazione è indescrivibile g. Quando sarete tornati a terra… non potrete che guardare quelle cime con occhi diversi 6. Il testo è diviso in tre parti principali, più una scheda: • l’introduzione con la descrizione della foresta; • le indicazioni per la sopravvivenza; • le indicazioni per osservare la foresta dall’alto; • i consigli pratici sull’equipaggiamento. a. In quali parti ci sono più dati e informazioni oggettive? b. Quali tra le parti sono prevalentemente soggettive? 7. In quali delle situazioni descritte hai sentito maggiormente la partecipazione del reporter? ESPRIMERE E VALUTARE 8. Scrivere Immagina di essere sull’amaca, avvolto dalla zanzariera, accanto ai componenti della spedizione e scrivi le tue sensazioni nel trascorrere una notte nel folto della foresta. 9. Parlare Dopo aver letto queste pagine, faresti un viaggio in Amazzonia? Motiva la tua risposta, basandoti sulle informazioni del testo. AL CINEMA La foresta amazzonica a prima vista sembra un paradiso, ma bisogna stare molto attenti. Si impara così a (soprav)vivere, capendo che quel posto è effettivamente come lo si percepisce a prima vista: un paradiso da salvaguardare. • Un paradiso da salvaguardare (da Amazzonia di Thierry Ragobert)
Rapiti dalla foresta Francesco Tomasinelli Addentrarsi nella fitta vegetazione dell’Amazzonia brasiliana, attraente quanto pericolosa, non è un gioco da ragazzi, ma con le dovute accortezze e accompagnati da guide esperte, si può vivere un’esperienza mozzafiato. L’Amazzonia vanta due record: è la foresta tropicale più estesa del pianeta, ampia quanto l’Europa occidentale, ed è attraversata dal Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo del mondo (6937 km) e il più grande per volume d’acqua, numero di affluenti e bacino idrografico1. Gli innumerevoli corsi idrici e la foresta sono un sistema unico, quindi visitare l’Amazzonia vuol dire avere a che fare con moltissima acqua: quella dei fiumi, del vapore che riempie l’aria di umidità e quella che cade con le piogge torrenziali. Certamente non manca il sole, che mantiene la temperatura tutto l’anno sopra i 20 °C - ma più spesso attorno ai 30 °C - creando un ambiente unico per la proliferazione2 della vita, in tutte le sue forme. Esplorare questi luoghi è sempre stato il sogno di ogni naturalista. Gli scienziati che per primi studiarono la grande foresta pluviale3 più di due secoli fa, furono profondamente colpiti dalla biodiversità4 dell’area. Tuttavia, come molte altre foreste tropicali nel mondo, l’Amazzonia è tutt’altro che un luogo accogliente. Il clima caldo e opprimente, e un certo numero di insetti nocivi, infatti, possono risultare intollerabili per molte persone. Inoltre, gli animali non sono in “bella mostra”, come nelle grandi pianure africane. Molti visitatori alla prima esperienza si aspettano di sprofondare in una sorta di bosco incantato dove grappoli di orchidee pendono da rami su cui si arrampicano scimmie e rane colorate. Ma la foresta non è così benevola: è scura, caotica e minacciosa, e nasconde, proteggendole, quasi tutte le infinite creature che ospita. Per entrare in sintonia con questo ambiente bisogna muoversi lentamente, con attenzione, e godersi le piccole cose, magari con l’aiuto di una guida. Allora, passo dopo passo, si scopre che ogni pianta, il tronco di un albero o una piccola pozza d’acqua sono un mondo a parte, ricco di organismi unici e stupefacenti. Singoli elementi del più complesso ecosistema del pianeta. Quello che colpisce di più, dopo un po’ di esperienza, è la difficoltà di incontrare più volte la stessa specie. La foresta è così strutturalmente intricata, soprattutto in altezza, che milioni di organismi diversi hanno potuto ricavarsi un proprio spazio vitale e diversificarsi. Per esempio, su un solo albero possono vivere decine di specie di formiche, da quelle piccole come capocchie di spillo alle tucandera, “bullet ants” in inglese, lunghe quasi 3 centimetri e dotate di un terribile pungiglione. Consigli pratici Equipaggiarsi per la foresta Usate calzoni lunghi e magliette/ camicie a maniche lunghe per proteggervi dai tagli e dalle punture degli insetti. Tenete sempre il repellente per gli insetti a portata di mano. Per camminare usate scarpe da trekking traspiranti e molto leggere. Gli stivali al ginocchio sono ottimi, ma vanno usati con moderazione per prevenire l’insorgere di funghi sui piedi. Portatevi sempre un berretto perché nelle radure e lungo i fiumi il sole può essere molto forte. Prima di ogni escursione, controllate sempre di avere con voi almeno un litro di acqua. Non girate da soli, neppure di giorno: in foresta ci si perde facilmente. Se decidete comunque di farlo, usate sempre un GPS con antenna a elevata sensibilità (quelli che prendono il segnale anche tra gli alberi) o almeno una bussola. Se vi bagnate fate asciugare rapidamente i vestiti al sole o al fuoco, soprattutto calze e mutande. Un binocolo è indispensabile per godersi lo spettacolo della foresta, anche perché molte specie si trovano in alto, sugli alberi. La maggior parte degli animali si vede di notte, quindi non rinunciate a un giro quando cala il buio. E portatevi una torcia frontale, per avere le mani libere. Il testo Un giornalista vive un’esperienza di viaggio e di scoperta e la racconta ai lettori, in un testo che chiamiamo “reportage”. 1. bacino idrografico: territorio in cui scorrono tutte le acque che confluiscono in uno stesso fiume. 2. proliferazione: espansione, aumento rapido e incontrollato. 3. foresta pluviale: foresta estremamente rigogliosa favorita dall’abbondanza di piogge. 4. biodiversità: coesistenza di molte diverse specie animali e vegetali in un determinato ecosistema. Corso di sopravvivenza La porta dell’Amazzonia brasiliana è la città di Manaus, nel cuore dello stato di Amazonas. Cresciuta a dismisura alla fine dell’Ottocento sull’onda del boom del caucciù - la gomma naturale - è oggi una città più estesa, ma meno gloriosa rispetto al passato. Chi vuole esplorare la foresta brasiliana deve per forza passare da qui. Molti lodge5 si trovano a qualche decina di chilometri dalla città e hanno prezzi competitivi (meno di 100 euro al giorno, comprese guide ed escursioni). A sud della città si trova la confluenza tra le acque scure del Rio Negro e quelle del Rio Solimoes, proveniente dalle Ande. Dalla loro fusione nasce il Rio delle Amazzoni. Passare qualche giorno lungo questi fiumi, immersi nel labirinto verde della foresta, è un’esperienza unica: si hanno a disposizione pochissime comodità, ci si sposta a piedi o su piccole imbarcazioni e si vive a stretto contatto con la natura. «La foresta può essere tua madre o può ucciderti», mi ha detto laconica6 una guida. Infatti, sono molte le piante in grado di fornire aiuto in caso di difficoltà; per esempio, aprendo le noci di una palma si trovano le larve di insetti molto nutrienti, da mangiare crude: sanno di latte condensato con un retrogusto di cocco. Altre piante, come l’albero dell’incenso, forniscono una resina altamente infiammabile e profumata, efficace quanto la “diavolina” dei nostri camini, che consente di accendere il fuoco in pochi minuti, anche sul territorio bagnato. Con una buona guida si può pensare di campeggiare sul posto, dormendo in una amaca avvolta in una zanzariera, cullati dai canti emessi da centinaia di raganelle. La notte è un momento magico. All’imbrunire, quando il cielo si tinge di arancio e viola, i richiami di uccelli e cicale lasciano spazio a quelli di rane, cavallette e rapaci notturni. Con il buio molti animali entrano in attività, soprattutto le specie più elusive7: ragni e gechi cacciano sui tronchi e sulle foglie degli alberi, mentre i fiumi si riempiono di caimani, i cui occhi brillano come fari se illuminati dalle torce. Grazie a una fonte luminosa potete avvistare facilmente molti altri animali, facendovi guidare dai riflessi degli occhi. Di solito quelli di rettili, anfibi, e mammiferi erbivori brillano di una luce rossastra, mentre è verdastra nei felini come il puma, il giaguaro, il margay e l’ocelot. Purtroppo, però, avvistare questi magnifici predatori non è semplice. 5. lodge: complessi abitativi con miniappartamenti per turisti. 6. laconica: sintetica, che parla poco. 7. elusive: sfuggenti. Sulle vette della foresta Prima di tornare alla civiltà c’è un’ultima imperdibile esperienza da testare8: arrampicarsi su un grande albero che si solleva dalla volta della foresta, svettando a oltre 40 metri di altezza. Osservando dal basso uno di questi patriarchi9, come un Ceiba pentandra vecchio di secoli, la “vetta” sembra incredibilmente distante, un grande ombrello verde sullo sfondo del cielo tropicale striato di nuvole. Salire fin lassù può apparire un’impresa impossibile e pericolosa, ma i ragazzi di Amazon Tree Climbing, che scalano alberi da una vita, sanno benissimo quel che fanno. E sembrano divertirsi quanto i turisti che si cimentano nell’impresa. Per arrampicarsi si utilizza un’attrezzatura sofisticata fabbricata ad hoc10, ma di derivazione alpinistica, che sfrutta staffe per i piedi e impugnature metalliche, che scorrono su una fune elastica. Quando si arriva in cima e ci si siede, sempre agganciati e in sicurezza, su uno dei rami sospesi sopra l’abisso verde, la sensazione è indescrivibile. Da lassù la vita assume forme e colori differenti rispetto all’osservazione del sottobosco: piccoli gruppi di scimmie scoiattolo si affacciano curiose tra i rami, mentre gli splendidi pappagalli Ara macao sorvolano in piccoli gruppi le nostre teste. E quando sarete tornati a terra, scivolando lentamente lungo la fune, non potrete che guardare quelle cime verdi con occhi diversi. (Tratto da: «Natura», Edinat) 8. testare: provare. 9. patriarchi: queste piante, vecchie di secoli, vengono paragonate ai patriarchi, cioè agli antichi progenitori del popolo ebraico, caratterizzati tra l’altro da un’eccezionale longevità. 10. ad hoc: appositamente, a questo scopo specifico (espressione latina). LESSICO 1. Nel reportage ci sono molti termini specifici del linguaggio geografico e scientifico. Collega ciascun termine con il rispettivo significato. sistema torrenziale organismo ecosistema confluenza predatore essere vivente, animale o vegetale, dotato di una propria forma e struttura cellulare il punto in cui si incontrano fiumi, valli o strade molto abbondante, fitto, violento l’insieme degli esseri viventi, dell’ambiente e delle condizioni fisiche e chimiche che, in un certo luogo, sono strettamente legati e hanno influenza l’uno sull’altro specie animale la cui base alimentare è rappresentata da altre specie animali (prede) gruppo di elementi coordinati per il funzionamento di un insieme 2. Il reportage è ricco anche di espressioni connotative e di paragoni efficaci. Scorri velocemente il testo alla ricerca delle parole e delle espressioni corrispondenti a quelle che ti elenchiamo. • gli animali non sono visibili facilmente =  • trovarsi a proprio agio in questo ambiente =  • minuscole come … =  • proprio al centro dello stato di Amazonas =  • sull’impulso dovuto all’improvvisa utilizzazione del caucciù =  • intrico di vegetazione e di corsi d’acqua =  • la parte superiore di un grande albero =  • smisurata profondità della foresta =  3. Quesito INVALSI Leggi con attenzione la seguente definizione di dizionario, poi completa. rapire 1. Portare via con la forza, strappare con la violenza; condurre via con sé una o più persone distaccandole dalla propria famiglia o comunità con la violenza o con inganni (Elena fu rapita da Paride). 2. Trarre a sé, concentrare in sé il pensiero, il sentimento di una persona (Ormai la carriera lo ha rapito). 3. fig. Avvincere, entusiasmare, provocare una gioia intensa (Quel paesaggio ci rapisce per la sua bellezza). ♦ Part. pass. rapito, anche come agg. e s. m. (f. -a). Nel titolo Rapiti dalla foresta la parola “rapiti” è usata con il significato numero .......................... perciò è usata in senso .......................... 4. In base alle tue conoscenze, il titolo del testo ti sembra caldo o freddo? Per quale motivo? ANALIZZARE 5. Riconosci se le frasi seguenti contengono descrizioni oggettive (O) o soggettive (S). a. L’Amazzonia è la foresta tropicale più estesa del pianeta b. Immergersi nel labirinto verde della foresta è un’esperienza unica c. La foresta è strutturalmente intricata d. La foresta può essere tua madre oppure ucciderti e. La notte è un momento magico f. Quando si arriva in cima… la sensazione è indescrivibile g. Quando sarete tornati a terra… non potrete che guardare quelle cime con occhi diversi 6. Il testo è diviso in tre parti principali, più una scheda: • l’introduzione con la descrizione della foresta; • le indicazioni per la sopravvivenza; • le indicazioni per osservare la foresta dall’alto; • i consigli pratici sull’equipaggiamento. a. In quali parti ci sono più dati e informazioni oggettive? b. Quali tra le parti sono prevalentemente soggettive? 7. In quali delle situazioni descritte hai sentito maggiormente la partecipazione del reporter? ESPRIMERE E VALUTARE 8. Scrivere Immagina di essere sull’amaca, avvolto dalla zanzariera, accanto ai componenti della spedizione e scrivi le tue sensazioni nel trascorrere una notte nel folto della foresta. 9. Parlare Dopo aver letto queste pagine, faresti un viaggio in Amazzonia? Motiva la tua risposta, basandoti sulle informazioni del testo. AL CINEMA La foresta amazzonica a prima vista sembra un paradiso, ma bisogna stare molto attenti. Si impara così a (soprav)vivere, capendo che quel posto è effettivamente come lo si percepisce a prima vista: un paradiso da salvaguardare. • Un paradiso da salvaguardare (da Amazzonia di Thierry Ragobert)