VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

leggere è bello - classici di oggi da gustare Elisa Puricelli Guerra CUORI DI CARTA Einaudi Ragazzi PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBRO Per scoprire una storia sorprendente, raccontata nei messaggi di carta che i due ragazzi protagonisti si scrivono ogni giorno e poi nascondono in un libro, senza incontrarsi mai. Non si firmano neppure con i loro veri nomi, ma via via cresce la curiosità reciproca, la voglia di incontrarsi. Che cosa li farà uscire allo scoperto? IL LIBRO IN BREVE Una ragazza scrive un messaggio su un foglio di carta e lo lascia in biblioteca, dentro un libro. Un compagno di scuola lo trova e lo legge, e i due cominciano a scambiarsi una serie di lettere, con tanto di P.S., che una dopo l’altra formano un diario personale nel quale i due protagonisti rivelano a poco a poco le loro sensazioni, paure, speranze. Però dalle loro parole emerge anche una realtà inquietante: dove si trovano davvero i due ragazzi? E perché tutti i giorni devono prendere una medicina che cancella i loro ricordi? IL LIBRO IN ASSAGGIO [Siamo proprio all’inizio dello scambio di messaggi tra i due ragazzi…] Ciao, chiunque tu sia! Ti avviso che questo non è un messaggio misterioso scritto in codice, è un’offerta di amicizia. Oggi la biblioteca è così vuota che mi sembra di sentire l’eco quando volto le pagine del libro di matematica… chissà dove se ne sono andati tutti. Sto cercando di risolvere un problema difficilissimo, ma non ci riesco, così ho strappato un foglio a quadretti dal quaderno e ti ho scritto. È un esperimento. Vediamo se funziona. Ehm, ciao, mi sento un po’ stupido a risponderti, ma ho trovato il tuo biglietto. Sei stato tu a mettere Puck il folletto di Kipling nello scaffale della «M»? È un po’ che mi domando che cosa ci fa lì. Oggi pomeriggio mi è venuta voglia di rimetterlo al posto giusto e, sorpresa, il tuo messaggio è caduto per terra! Chissà da quanto tempo lo hai scritto… magari ti sei stufato di venire in biblioteca, oppure te ne sei andato via dall’Istituto. Lo spero per te. Davvero non è un messaggio in codice? Peccato! Mi sa che matematica non è la tua materia preferita. Sei riuscito poi a risolvere il problema? Ciao, Chiunquetusia Evviva, Chiunquetusia! Sì, sono ancora qui e chissà per quanto tempo ancora… Che emozione trovare la tua risposta! Il tuo foglio è pulito e ripiegato in quattro, scommetto che sei un tipo preciso. Non ho messo io Puck il folletto nello scaffale della «M». È sempre stato lì e non lo legge mai nessuno. È l’unico libro coperto di polvere. Fa quasi pena, poverino. Mi piacerebbe ricevere un altro messaggio da te. O più messaggi, se vuoi. In questo caso, ti avviso, c’è una regola da rispettare: non possiamo incontrarci. Tu userai la biblioteca nelle ore pari e io in quelle dispari. Ci stai? Spero tanto di sì. P.S. Ho rinunciato a risolvere il problema. Ciao, Felicediconoscerti Cavolo, questo sì che è strano! Stamattina, quando ho aperto il libro senza farmi vedere e ho tirato fuori il tuo biglietto, mi sono sentito come un agente segreto! Ci sto, scriviamoci: giuro solennemente che da questo momento in poi andrò in biblioteca solo nelle ore pari. Una domanda: perché hai messo il tuo messaggio in un libro che non legge mai nessuno? Saluti, Chiunquetusia Ho pensato che così l’avrebbe trovato qualcuno di veramente speciale. O magari la persona a cui era destinato, come in una di quelle storie in cui i protagonisti si ritrovano per caso a bordo di un veliero o di una mongolfiera, o sull’Orient Express diretto a Istanbul, senza sapere ancora quello che li aspetta. La verità è che ho sempre desiderato infilare un messaggio in una bottiglia e lanciarla in mare. Quel giorno, in biblioteca, la matematica mi aveva talmente esasperato che me n’è venuta una gran voglia, così, giusto per fare qualcosa di diverso. Solo che qui non c’è il mare e così ho usato Puck il folletto. È uno dei miei libri preferiti. P.S. Per caso, sai cos’è un altocumulo lenticolare? Stammi bene, Felicediconoscerti Mmm… come facciamo a essere sicuri che sono io la persona a cui era veramente destinato il tuo messaggio? Ti avviso che non sono affatto speciale. E non sono mai stato a bordo di un veliero o di una mongolfiera e, per quanto riguarda i treni, conosco solo quelli dei pendolari, che si fermano in stazioni dai nomi banali. Mica Istanbul! Quindi, se vuoi, sei ancora in tempo a cambiare compagno di viaggio. Posso rimettere i messaggi nel libro e dimenticare tutto. P.S. Un cosa… lenticolare? Per rispondere alla tua domanda ho il permesso di guardare sul dizionario? Cos’è, una specie di test? Con simpatia, Chiunquetusia Guai a te se rimetti il messaggio nel libro! Ormai mi hai dato la tua parola, quindi non puoi più smettere di scrivermi. Sai che mi piace la tua calligrafia, è tutta inclinata verso destra come se avesse fretta di staccarsi dalla tua mano. Sei un ragazzo impetuoso, vero? Dimmi di sì. Con sollecitudine Felicediconoscerti Okay, okay, non ti arrabbiare, manterrò la mia parola! Però mi spiace dirti che non sono affatto impetuoso, anzi, credo di essere di una noia mortale. Questi messaggi sono la cosa più interessante che mi sia capitata ultimamente. Fai un po’ tu. Una domanda: questo non è uno scherzo, vero? Non è che ti stai facendo delle grasse risate alle mie spalle insieme ai tuoi amici? «Che idiota, c’è cascato in pieno, poverino!». PROMETTIMI che non mostrerai a nessuno i miei messaggi! Con affetto, Chiunquetusia Una domanda: anche se ti do la mia parola che non mostrerò a nessuno i tuoi messaggi, come fai a fidarti di me? Non hai scelta, devi rischiare. E perché dai per scontato che io sia un maschio? Con devozione, Felicediconoscerti Allora sei una ragazza? Scusa, non volevo offenderti, è che non ho amiche femmine… I miei amici sono maschi, non so perché. Forse perché sono timido. O troppo poco impetuoso. Perché non vuoi incontrarmi in biblioteca? Sei timida anche tu? Con curiosità, Chiunquetusia
leggere è bello - classici di oggi da gustare Elisa Puricelli Guerra CUORI DI CARTA Einaudi Ragazzi PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBRO Per scoprire una storia sorprendente, raccontata nei messaggi di carta che i due ragazzi protagonisti si scrivono ogni giorno e poi nascondono in un libro, senza incontrarsi mai. Non si firmano neppure con i loro veri nomi, ma via via cresce la curiosità reciproca, la voglia di incontrarsi. Che cosa li farà uscire allo scoperto? IL LIBRO IN BREVE Una ragazza scrive un messaggio su un foglio di carta e lo lascia in biblioteca, dentro un libro. Un compagno di scuola lo trova e lo legge, e i due cominciano a scambiarsi una serie di lettere, con tanto di P.S., che una dopo l’altra formano un diario personale nel quale i due protagonisti rivelano a poco a poco le loro sensazioni, paure, speranze. Però dalle loro parole emerge anche una realtà inquietante: dove si trovano davvero i due ragazzi? E perché tutti i giorni devono prendere una medicina che cancella i loro ricordi? IL LIBRO IN ASSAGGIO [Siamo proprio all’inizio dello scambio di messaggi tra i due ragazzi…] Ciao, chiunque tu sia! Ti avviso che questo non è un messaggio misterioso scritto in codice, è un’offerta di amicizia. Oggi la biblioteca è così vuota che mi sembra di sentire l’eco quando volto le pagine del libro di matematica… chissà dove se ne sono andati tutti. Sto cercando di risolvere un problema difficilissimo, ma non ci riesco, così ho strappato un foglio a quadretti dal quaderno e ti ho scritto. È un esperimento. Vediamo se funziona. Ehm, ciao, mi sento un po’ stupido a risponderti, ma ho trovato il tuo biglietto. Sei stato tu a mettere Puck il folletto di Kipling nello scaffale della «M»? È un po’ che mi domando che cosa ci fa lì. Oggi pomeriggio mi è venuta voglia di rimetterlo al posto giusto e, sorpresa, il tuo messaggio è caduto per terra! Chissà da quanto tempo lo hai scritto… magari ti sei stufato di venire in biblioteca, oppure te ne sei andato via dall’Istituto. Lo spero per te. Davvero non è un messaggio in codice? Peccato! Mi sa che matematica non è la tua materia preferita. Sei riuscito poi a risolvere il problema? Ciao, Chiunquetusia Evviva, Chiunquetusia! Sì, sono ancora qui e chissà per quanto tempo ancora… Che emozione trovare la tua risposta! Il tuo foglio è pulito e ripiegato in quattro, scommetto che sei un tipo preciso. Non ho messo io Puck il folletto nello scaffale della «M». È sempre stato lì e non lo legge mai nessuno. È l’unico libro coperto di polvere. Fa quasi pena, poverino. Mi piacerebbe ricevere un altro messaggio da te. O più messaggi, se vuoi. In questo caso, ti avviso, c’è una regola da rispettare: non possiamo incontrarci. Tu userai la biblioteca nelle ore pari e io in quelle dispari. Ci stai? Spero tanto di sì. P.S. Ho rinunciato a risolvere il problema. Ciao, Felicediconoscerti Cavolo, questo sì che è strano! Stamattina, quando ho aperto il libro senza farmi vedere e ho tirato fuori il tuo biglietto, mi sono sentito come un agente segreto! Ci sto, scriviamoci: giuro solennemente che da questo momento in poi andrò in biblioteca solo nelle ore pari. Una domanda: perché hai messo il tuo messaggio in un libro che non legge mai nessuno? Saluti, Chiunquetusia Ho pensato che così l’avrebbe trovato qualcuno di veramente speciale. O magari la persona a cui era destinato, come in una di quelle storie in cui i protagonisti si ritrovano per caso a bordo di un veliero o di una mongolfiera, o sull’Orient Express diretto a Istanbul, senza sapere ancora quello che li aspetta. La verità è che ho sempre desiderato infilare un messaggio in una bottiglia e lanciarla in mare. Quel giorno, in biblioteca, la matematica mi aveva talmente esasperato che me n’è venuta una gran voglia, così, giusto per fare qualcosa di diverso. Solo che qui non c’è il mare e così ho usato Puck il folletto. È uno dei miei libri preferiti. P.S. Per caso, sai cos’è un altocumulo lenticolare? Stammi bene, Felicediconoscerti Mmm… come facciamo a essere sicuri che sono io la persona a cui era veramente destinato il tuo messaggio? Ti avviso che non sono affatto speciale. E non sono mai stato a bordo di un veliero o di una mongolfiera e, per quanto riguarda i treni, conosco solo quelli dei pendolari, che si fermano in stazioni dai nomi banali. Mica Istanbul! Quindi, se vuoi, sei ancora in tempo a cambiare compagno di viaggio. Posso rimettere i messaggi nel libro e dimenticare tutto. P.S. Un cosa… lenticolare? Per rispondere alla tua domanda ho il permesso di guardare sul dizionario? Cos’è, una specie di test? Con simpatia, Chiunquetusia Guai a te se rimetti il messaggio nel libro! Ormai mi hai dato la tua parola, quindi non puoi più smettere di scrivermi. Sai che mi piace la tua calligrafia, è tutta inclinata verso destra come se avesse fretta di staccarsi dalla tua mano. Sei un ragazzo impetuoso, vero? Dimmi di sì. Con sollecitudine Felicediconoscerti Okay, okay, non ti arrabbiare, manterrò la mia parola! Però mi spiace dirti che non sono affatto impetuoso, anzi, credo di essere di una noia mortale. Questi messaggi sono la cosa più interessante che mi sia capitata ultimamente. Fai un po’ tu. Una domanda: questo non è uno scherzo, vero? Non è che ti stai facendo delle grasse risate alle mie spalle insieme ai tuoi amici? «Che idiota, c’è cascato in pieno, poverino!». PROMETTIMI che non mostrerai a nessuno i miei messaggi! Con affetto, Chiunquetusia Una domanda: anche se ti do la mia parola che non mostrerò a nessuno i tuoi messaggi, come fai a fidarti di me? Non hai scelta, devi rischiare. E perché dai per scontato che io sia un maschio? Con devozione, Felicediconoscerti Allora sei una ragazza? Scusa, non volevo offenderti, è che non ho amiche femmine… I miei amici sono maschi, non so perché. Forse perché sono timido. O troppo poco impetuoso. Perché non vuoi incontrarmi in biblioteca? Sei timida anche tu? Con curiosità, Chiunquetusia