VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

Lettere dal campeggio Angela Nanetti 19 giugno Alla signora Ketta Burgmaister, Zurigo Cara nonna, sono al campeggio come ha voluto papà. Ti mando tanti saluti e il mio indirizzo. Scrivimi presto. Ulrich 23 giugno Cara nonna, grazie per la tua lettera. Qui mi trovo abbastanza bene. Ho conosciuto un ragazzo che si chiama Adalberto ed è il mio compagno di tenda. Assomiglia un poco al mio amico Heinrich, soprattutto nel carattere. Con lui vado d’accordo perché è tranquillo e mi parla dei suoi problemi. Ieri mi ha chiamato papà da Ankara: ha detto che non può telefonare spesso, perché è sempre in giro, ma che quando torna mi porterà a pesca. Me l’aveva promesso anche prima. Ti mando tanti saluti. Ulrich 26 giugno Cara nonna, questa volta ti scrivo per chiederti se, quando vengo da te in vacanza, posso invitare Adalberto. Te lo volevo dire anche nella lettera precedente, ma siccome non ero ancora molto sicuro non l’ho fatto. Ora penso che mi piacerebbe e penso che Adalberto piacerebbe anche a te. È un ragazzo piccolo e biondo, e quando si emoziona balbetta un poco. Insomma, non è uno di quelli che tu chiami palloni gonfiati. Qui ce n’è uno di quel genere e gliele ho suonate. Non ci credi? Sono diventato coraggioso, lo sai? Non sono più il pulcino che papà non sopporta e lo vedrai. In questi mesi sono anche molto cresciuto e forse non mi riconoscerai, perché mi stanno spuntando i baffi. Davvero!! Me l’ha detto ieri Adalberto che incominciano a vedersi. Da lui invece niente, ma io ho tredici anni, lui solo dodici. Adalberto dice che se li taglio crescono più in fretta, ma io sono incerto. Mi piacerebbe fare questa sorpresa a papà. Cosa ne dici? Scrivimi presto. Ulrich 1° luglio Cara nonna, intanto ti ringrazio per il tuo sì, ma vorrei che con Adalberto venisse da te anche il suo amico Piero. Così saremmo in quattro: io, Heinrich e loro due. Cosa ne dici? Lo so che staremmo un po’ stretti, ma potremmo dormire in soffitta, magari nei sacchi a pelo. Qui mi sono abituato e sarebbe molto divertente. Su nonnina, non dirmi di no! Non sei sempre tu quella che dice che mi devo fare degli amici, che sono troppo solo? Fallo anche per il risultato degli esami. Contenta? Chissà se papà si convincerà adesso di avere un figlio intelligente, come tu hai sempre sostenuto, o se prima dovrò vincere un premio Nobel. Oggi comunque ho ricevuto una medaglia per un atto coraggioso: si chiama “la medaglia dell’amicizia”, perché ho salvato la vita di Adalberto. A dire la verità non ero solo, anzi, io ho semplicemente aiutato Denis1, che si è buttato in acqua per primo. Ma Jean-Jacques2 ha detto che il coraggio e l’amicizia non si misurano come l’arrivo a un traguardo, ma con il significato dei gesti che compiamo e che per questo avevamo meritato tutti e due la medaglia. Alla fine del discorso si era un po’ commosso e anche noi, così ci ha stretto la mano in silenzio e ha consegnato le medaglie a Paquita3, che ce le ha appuntate sul petto. Poi Adalberto si è alzato, intabarrato4 come un orso polare, e ci ha abbracciati: e tutti a battere le mani, a fischiare e a gridare urrà! Se ci fossi stata tu, di certo ti saresti messa a piangere. Perfino Denis, che fa sempre il duro, aveva una faccia strana. Quando poi Paquita l’ha baciato… Ora ti saluto, perché mi sono accorto di averti scritto la lettera più lunga della mia vita, e ti abbraccio. Se papà ti telefona, non dirgli niente, solo che ho delle belle notizie per lui. Ulrich 7 luglio Caro papà, ieri è arrivata finalmente la tua lettera che ha fatto molta impressione, non solo per i francobolli, ma per tutti i timbri e controtimbri che aveva. Qualcuno mi ha chiesto perfino se sei un generale o un ammiraglio e se hai fatto di recente qualche guerra. Un ragazzo di nome Marcus mi ha detto che gli piacerebbe avere un padre come te, invece del suo che fa soltanto il dentista, e quando gli ho detto che ti vedo un paio di mesi all’anno, mi ha risposto che sono fortunato. Ma io penso che domani i miei amici e le mie amiche andranno a casa dai loro genitori e io tornerò in collegio fino a fine luglio. Per fortuna in agosto sarò dalla nonna con Adalberto e Piero! Credo che ci divertiremo molto e sono contento che lei mi abbia permesso di invitarli. Ma tu quando torni? Lo so che non te lo dovrei chiedere, che il figlio di un militare certe domande non le deve fare; ma avevamo in programma quella settimana di pesca sul lago, ti ricordi? E se arrivi tardi e intanto comincia la scuola? Qui mi sono trovato bene: ho fatto quasi subito amicizia col mio compagno di tenda e poi anche con altri ragazzi. Ho fatto parecchio sport, camminate, pallavolo, mountain-bike; ma quello che mi è piaciuto soprattutto di questo campo è il modo com’era organizzato. Jean-Jacques e Paquita non ci hanno mai imposto le cose, ma abbiamo sempre discusso tutto insieme e poi deciso a maggioranza. Così mi sono accorto, papà, che quando parlo non dico solo stupidaggini e che la nonna non è l’unica ad apprezzarmi. Insomma, spero che non ti arrabbierai, ma qui ho capito una cosa: che posso farcela senza il collegio e che là non ci voglio tornare. Ho già chiesto alla nonna e lei ha detto che sarebbe felice se andassi da lei. Che cosa ne dici? Vorrei che tu mi mettessi alla prova. E poi, papà, sei tu che hai insistito tanto perché venissi alle “Stelle cadenti”; e i campi come questo non servono soltanto a fare amicizia, ma a chiarirsi le idee, a fare nuovi progetti e a crescere. È il punto n. 1 della nostra Carta, non lo sapevi? Aspetto la tua risposta e spero che mi dirai di sì. Un bacio Ulrich (Tratto da: A. Nanetti, Cara Rachel… Caro Denis…, Edizioni EL) Il testo Un gruppo di ragazzi di diversa nazionalità trascorre una vacanza al campeggio. Alcuni raccontano le avventure della giornata ai propri cari e agli amici attraverso delle lettere, altri ne prendono nota per se stessi nel diario. Qui di seguito abbiamo raccolto alcune lettere che Ulrich, uno dei protagonisti, ha scritto alla nonna e al papà; nei suoi scritti possiamo notare il suo desiderio di conquistare la fiducia del padre e il suo percorso personale di crescita. L’autrice Angela Nanetti, nata nel 1942 in provincia di Bologna, è stata insegnante prima di dedicarsi esclusivamente a scrivere libri per ragazzi. Il suo maggiore successo è il romanzo Mio nonno era un ciliegio. Nel 2003 ha vinto il premio Andersen italiano. 1. Denis: è il ragazzo a cui Ulrich “le aveva suonate”. 2. Jean-Jacques: animatore del campeggio. 3. Paquita: animatrice del campeggio. 4. intabarrato: imbacuccato, infagottato. LIBRI PER TE Angela Nanetti, Cara Rachel… Caro Denis…, Edizioni EL Che cosa succede al campeggio estivo “Stelle cadenti”? Non ti resta che scoprirlo leggendo le lettere scritte da alcuni dei partecipanti. COMPRENDERE 1. Che tipo è Adalberto? Perché piacerà anche alla nonna? 2. Che cosa impara Ulrich sull’amicizia? 3. Perché Marcus considera Ulrich fortunato? Che cosa gli “invidia”? 4. Che cosa ha imparato Ulrich soggiornando alle “Stelle cadenti”? LESSICO 5. Il lessico della lettera personale, soprattutto se è confidenziale, è semplice e quotidiano. Riporta sul tuo quaderno almeno un esempio per ciascuna lettera. 6. Quale tempo verbale predomina nelle lettere di Ulrich? ANALIZZARE 7. Una lettera personale è una forma di comunicazione tra due persone: chi scrive (mittente) e chi riceve e legge la lettera (destinatario). Prendi in esame l’ultima lettera e stabilisci chi è il mittente e chi il destinatario. 8. Per ciascuna delle lettere sottolinea con colori diversi: mittente • destinatario • data e luogo • formula di apertura • introduzione • testo vero e proprio • chiusura • firma Fai attenzione: non è detto che siano sempre presenti tutti gli elementi! 9. Tra le righe delle lettere di Ulrich compaiono alcune informazioni implicite. Per ciascuna di queste che ti riportiamo, scrivi sul tuo quaderno quale deduzione si può fare. a. Sono al campeggio come ha voluto papà (r. 5). ⇒ Perché il papà lo avrà mandato al campeggio? b. Ho conosciuto un ragazzo che si chiama Adalberto. […] Assomiglia un poco a Heinrich, soprattutto nel carattere (r. 11-13). ⇒ Chi sarà Heinrich? c. Ieri mi ha chiamato papà da Ankara: ha detto […] che quando torna mi porterà a pesca. Me l’aveva promesso anche prima (r. 15-17). ⇒ Lo aveva portato a pesca? Perché? d. Non sono più il pulcino che papà non sopporta e lo vedrai (r. 29-30). ⇒ Quale aspetto del carattere di Ulrich non sopporterà il papà? e. Fallo anche per il risultato degli esami (r. 46). ⇒ Come sarà stato il risultato? f. Perfino Denis, che fa sempre il duro, aveva una faccia strana (r. 62). ⇒ Che rapporto ci sarà stato tra Ulrich e Denis? g. Ma tu quando torni? Lo so […] che il figlio di un militare certe domande non le deve fare (r. 81-83). ⇒ Perché il figlio di un militare non può chiedere a suo padre quando tornerà? h. Mi sono accorto… che quando parlo non dico solo stupidaggini (r. 92-93). ⇒ Quale opinione avrà avuto di sé Ulrich prima della vacanza in campeggio? 10. Qual è lo scopo di questo testo? ☐ Riportare le vicende vissute e scrivere le proprie riflessioni ☐ Farsi conoscere dal pubblico dei lettori ☐ Comunicare con l’altro per stringere una nuova amicizia ESPRIMERE E VALUTARE 11. Scrivere Dopo aver riletto con attenzione l’ultima lettera e aver colto il tipo di rapporto che c’è tra Ulrich e suo padre, mettiti nei panni dell’uomo e scrivi una lettera personale di risposta al figlio. 12. Scrivere Prova a scrivere la lettera con cui la nonna risponde a quella in cui Ulrich le chiede di invitare ben tre amici. Come avrai notato, la nonna ha un carattere e un atteggiamento ben diversi dal papà di Ulrich. 13. Parlare In queste lettere, forse per la prima volta, Ulrich mostra di aver riflettuto in autonomia, grazie all’esperienza maturante del campeggio, e di aver preso delle decisioni (ad esempio di non tornare in collegio). Adesso però si tratterà di “negoziare” con il padre. Ti ritrovi in questa situazione? Hai già fatto delle esperienze formative per la tua vita (partire per una vacanza, entrare in un gruppo, praticare uno sport, suonare uno strumento…)? Ti sei trovato a fare delle scelte importanti? E come hai fatto a ottenere il consenso dei genitori? Racconta. AL CINEMA Tre adolescenti davanti a un fuoco, sotto la pioggia, nei boschi vicino a un fiume, immersi in una chiacchierata notturna… Che cosa si dicono? È un momento importante per la loro crescita? • Diventare amici: condividere anche le difficoltà (da Un’estate da giganti di Bouli Lanners)
Lettere dal campeggio Angela Nanetti 19 giugno Alla signora Ketta Burgmaister, Zurigo Cara nonna, sono al campeggio come ha voluto papà. Ti mando tanti saluti e il mio indirizzo. Scrivimi presto. Ulrich 23 giugno Cara nonna, grazie per la tua lettera. Qui mi trovo abbastanza bene. Ho conosciuto un ragazzo che si chiama Adalberto ed è il mio compagno di tenda. Assomiglia un poco al mio amico Heinrich, soprattutto nel carattere. Con lui vado d’accordo perché è tranquillo e mi parla dei suoi problemi. Ieri mi ha chiamato papà da Ankara: ha detto che non può telefonare spesso, perché è sempre in giro, ma che quando torna mi porterà a pesca. Me l’aveva promesso anche prima. Ti mando tanti saluti. Ulrich 26 giugno Cara nonna, questa volta ti scrivo per chiederti se, quando vengo da te in vacanza, posso invitare Adalberto. Te lo volevo dire anche nella lettera precedente, ma siccome non ero ancora molto sicuro non l’ho fatto. Ora penso che mi piacerebbe e penso che Adalberto piacerebbe anche a te. È un ragazzo piccolo e biondo, e quando si emoziona balbetta un poco. Insomma, non è uno di quelli che tu chiami palloni gonfiati. Qui ce n’è uno di quel genere e gliele ho suonate. Non ci credi? Sono diventato coraggioso, lo sai? Non sono più il pulcino che papà non sopporta e lo vedrai. In questi mesi sono anche molto cresciuto e forse non mi riconoscerai, perché mi stanno spuntando i baffi. Davvero!! Me l’ha detto ieri Adalberto che incominciano a vedersi. Da lui invece niente, ma io ho tredici anni, lui solo dodici. Adalberto dice che se li taglio crescono più in fretta, ma io sono incerto. Mi piacerebbe fare questa sorpresa a papà. Cosa ne dici? Scrivimi presto. Ulrich 1° luglio Cara nonna, intanto ti ringrazio per il tuo sì, ma vorrei che con Adalberto venisse da te anche il suo amico Piero. Così saremmo in quattro: io, Heinrich e loro due. Cosa ne dici? Lo so che staremmo un po’ stretti, ma potremmo dormire in soffitta, magari nei sacchi a pelo. Qui mi sono abituato e sarebbe molto divertente. Su nonnina, non dirmi di no! Non sei sempre tu quella che dice che mi devo fare degli amici, che sono troppo solo? Fallo anche per il risultato degli esami. Contenta? Chissà se papà si convincerà adesso di avere un figlio intelligente, come tu hai sempre sostenuto, o se prima dovrò vincere un premio Nobel. Oggi comunque ho ricevuto una medaglia per un atto coraggioso: si chiama “la medaglia dell’amicizia”, perché ho salvato la vita di Adalberto. A dire la verità non ero solo, anzi, io ho semplicemente aiutato Denis1, che si è buttato in acqua per primo. Ma Jean-Jacques2 ha detto che il coraggio e l’amicizia non si misurano come l’arrivo a un traguardo, ma con il significato dei gesti che compiamo e che per questo avevamo meritato tutti e due la medaglia. Alla fine del discorso si era un po’ commosso e anche noi, così ci ha stretto la mano in silenzio e ha consegnato le medaglie a Paquita3, che ce le ha appuntate sul petto. Poi Adalberto si è alzato, intabarrato4 come un orso polare, e ci ha abbracciati: e tutti a battere le mani, a fischiare e a gridare urrà! Se ci fossi stata tu, di certo ti saresti messa a piangere. Perfino Denis, che fa sempre il duro, aveva una faccia strana. Quando poi Paquita l’ha baciato… Ora ti saluto, perché mi sono accorto di averti scritto la lettera più lunga della mia vita, e ti abbraccio. Se papà ti telefona, non dirgli niente, solo che ho delle belle notizie per lui. Ulrich 7 luglio Caro papà, ieri è arrivata finalmente la tua lettera che ha fatto molta impressione, non solo per i francobolli, ma per tutti i timbri e controtimbri che aveva. Qualcuno mi ha chiesto perfino se sei un generale o un ammiraglio e se hai fatto di recente qualche guerra. Un ragazzo di nome Marcus mi ha detto che gli piacerebbe avere un padre come te, invece del suo che fa soltanto il dentista, e quando gli ho detto che ti vedo un paio di mesi all’anno, mi ha risposto che sono fortunato. Ma io penso che domani i miei amici e le mie amiche andranno a casa dai loro genitori e io tornerò in collegio fino a fine luglio. Per fortuna in agosto sarò dalla nonna con Adalberto e Piero! Credo che ci divertiremo molto e sono contento che lei mi abbia permesso di invitarli. Ma tu quando torni? Lo so che non te lo dovrei chiedere, che il figlio di un militare certe domande non le deve fare; ma avevamo in programma quella settimana di pesca sul lago, ti ricordi? E se arrivi tardi e intanto comincia la scuola? Qui mi sono trovato bene: ho fatto quasi subito amicizia col mio compagno di tenda e poi anche con altri ragazzi. Ho fatto parecchio sport, camminate, pallavolo, mountain-bike; ma quello che mi è piaciuto soprattutto di questo campo è il modo com’era organizzato. Jean-Jacques e Paquita non ci hanno mai imposto le cose, ma abbiamo sempre discusso tutto insieme e poi deciso a maggioranza. Così mi sono accorto, papà, che quando parlo non dico solo stupidaggini e che la nonna non è l’unica ad apprezzarmi. Insomma, spero che non ti arrabbierai, ma qui ho capito una cosa: che posso farcela senza il collegio e che là non ci voglio tornare. Ho già chiesto alla nonna e lei ha detto che sarebbe felice se andassi da lei. Che cosa ne dici? Vorrei che tu mi mettessi alla prova. E poi, papà, sei tu che hai insistito tanto perché venissi alle “Stelle cadenti”; e i campi come questo non servono soltanto a fare amicizia, ma a chiarirsi le idee, a fare nuovi progetti e a crescere. È il punto n. 1 della nostra Carta, non lo sapevi? Aspetto la tua risposta e spero che mi dirai di sì. Un bacio Ulrich (Tratto da: A. Nanetti, Cara Rachel… Caro Denis…, Edizioni EL) Il testo Un gruppo di ragazzi di diversa nazionalità trascorre una vacanza al campeggio. Alcuni raccontano le avventure della giornata ai propri cari e agli amici attraverso delle lettere, altri ne prendono nota per se stessi nel diario. Qui di seguito abbiamo raccolto alcune lettere che Ulrich, uno dei protagonisti, ha scritto alla nonna e al papà; nei suoi scritti possiamo notare il suo desiderio di conquistare la fiducia del padre e il suo percorso personale di crescita. L’autrice Angela Nanetti, nata nel 1942 in provincia di Bologna, è stata insegnante prima di dedicarsi esclusivamente a scrivere libri per ragazzi. Il suo maggiore successo è il romanzo Mio nonno era un ciliegio. Nel 2003 ha vinto il premio Andersen italiano. 1. Denis: è il ragazzo a cui Ulrich “le aveva suonate”. 2. Jean-Jacques: animatore del campeggio. 3. Paquita: animatrice del campeggio. 4. intabarrato: imbacuccato, infagottato. LIBRI PER TE Angela Nanetti, Cara Rachel… Caro Denis…, Edizioni EL Che cosa succede al campeggio estivo “Stelle cadenti”? Non ti resta che scoprirlo leggendo le lettere scritte da alcuni dei partecipanti. COMPRENDERE 1. Che tipo è Adalberto? Perché piacerà anche alla nonna? 2. Che cosa impara Ulrich sull’amicizia? 3. Perché Marcus considera Ulrich fortunato? Che cosa gli “invidia”? 4. Che cosa ha imparato Ulrich soggiornando alle “Stelle cadenti”? LESSICO 5. Il lessico della lettera personale, soprattutto se è confidenziale, è semplice e quotidiano. Riporta sul tuo quaderno almeno un esempio per ciascuna lettera. 6. Quale tempo verbale predomina nelle lettere di Ulrich? ANALIZZARE 7. Una lettera personale è una forma di comunicazione tra due persone: chi scrive (mittente) e chi riceve e legge la lettera (destinatario). Prendi in esame l’ultima lettera e stabilisci chi è il mittente e chi il destinatario.  8. Per ciascuna delle lettere sottolinea con colori diversi: mittente • destinatario • data e luogo • formula di apertura • introduzione • testo vero e proprio • chiusura • firma Fai attenzione: non è detto che siano sempre presenti tutti gli elementi! 9. Tra le righe delle lettere di Ulrich compaiono alcune informazioni implicite. Per ciascuna di queste che ti riportiamo, scrivi sul tuo quaderno quale deduzione si può fare. a. Sono al campeggio come ha voluto papà (r. 5). ⇒ Perché il papà lo avrà mandato al campeggio? b. Ho conosciuto un ragazzo che si chiama Adalberto. […] Assomiglia un poco a Heinrich, soprattutto nel carattere (r. 11-13). ⇒ Chi sarà Heinrich? c. Ieri mi ha chiamato papà da Ankara: ha detto […] che quando torna mi porterà a pesca. Me l’aveva promesso anche prima (r. 15-17). ⇒ Lo aveva portato a pesca? Perché? d. Non sono più il pulcino che papà non sopporta e lo vedrai (r. 29-30). ⇒ Quale aspetto del carattere di Ulrich non sopporterà il papà? e. Fallo anche per il risultato degli esami (r. 46). ⇒ Come sarà stato il risultato? f. Perfino Denis, che fa sempre il duro, aveva una faccia strana (r. 62). ⇒ Che rapporto ci sarà stato tra Ulrich e Denis? g. Ma tu quando torni? Lo so […] che il figlio di un militare certe domande non le deve fare (r. 81-83). ⇒ Perché il figlio di un militare non può chiedere a suo padre quando tornerà? h. Mi sono accorto… che quando parlo non dico solo stupidaggini (r. 92-93). ⇒ Quale opinione avrà avuto di sé Ulrich prima della vacanza in campeggio? 10. Qual è lo scopo di questo testo? ☐ Riportare le vicende vissute e scrivere le proprie riflessioni ☐ Farsi conoscere dal pubblico dei lettori ☐ Comunicare con l’altro per stringere una nuova amicizia ESPRIMERE E VALUTARE 11. Scrivere Dopo aver riletto con attenzione l’ultima lettera e aver colto il tipo di rapporto che c’è tra Ulrich e suo padre, mettiti nei panni dell’uomo e scrivi una lettera personale di risposta al figlio. 12. Scrivere Prova a scrivere la lettera con cui la nonna risponde a quella in cui Ulrich le chiede di invitare ben tre amici. Come avrai notato, la nonna ha un carattere e un atteggiamento ben diversi dal papà di Ulrich. 13. Parlare In queste lettere, forse per la prima volta, Ulrich mostra di aver riflettuto in autonomia, grazie all’esperienza maturante del campeggio, e di aver preso delle decisioni (ad esempio di non tornare in collegio). Adesso però si tratterà di “negoziare” con il padre. Ti ritrovi in questa situazione? Hai già fatto delle esperienze formative per la tua vita (partire per una vacanza, entrare in un gruppo, praticare uno sport, suonare uno strumento…)? Ti sei trovato a fare delle scelte importanti? E come hai fatto a ottenere il consenso dei genitori? Racconta. AL CINEMA Tre adolescenti davanti a un fuoco, sotto la pioggia, nei boschi vicino a un fiume, immersi in una chiacchierata notturna… Che cosa si dicono? È un momento importante per la loro crescita? • Diventare amici: condividere anche le difficoltà (da Un’estate da giganti di Bouli Lanners)