VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

STRUMENTI PER CONOSCERE L’ENEIDE L’AUTOBIOGRAFIA L'autobiografia (dal greco autós, "se stesso", + bios, "vita", + graphein, "scrivere") è il racconto in prima persona della propria vita. Chi scrive decide di ricordare le fasi già vissute e che sono state particolarmente importanti. L'autore parla di sé attraverso i ricordi ed è protagonista delle vicende narrate. Le caratteristiche dell’autobiografia • Non sono presenti tutti i fatti della vita dell'autore, ma soltanto quelli che chi racconta vuol far conoscere per presentarsi in un certo modo. • Infatti, nello scrivere la propria autobiografia l'autore-protagonista fa un bilancio della propria vita, ripensa agli episodi, alle situazioni, alle persone importanti per le sue scelte, per la sua formazione, per i suoi comportamenti successivi. • Se l'autore ritiene che alcune esperienze della sua vita siano state significative per lo sviluppo delle sue convinzioni sociali e politiche, si sofferma in modo particolare a raccontare e spiegare, perché possano essere di esempio per chi legge. • Spesso le autobiografie contengono anche la descrizione di eventi storici ai quali ha partecipato o di cui è stato testimone. La tecnica narrativa • È scritta in prima persona singolare. • L'autore è il protagonista. • L'autore riporta espressioni o citazioni di persone che ha conosciuto. • Fa uso del tempo passato, spesso anche del passato remoto. A volte, però, l'autore anticipa qualche avvenimento posteriore e usa anche il futuro o il condizionale. Il linguaggio• Lo stile è generalmente curato e vi sono poche sequenze dialogate, molte invece sono le riflessioni personali. FLIPPED CLASSROOM BIOGRAFIA E AUTOBIOGRAFIA A CLASSE CAPOVOLTA A CASA Guarda la Lezione interattiva La biografia e l’autobiografia (link a p. 23) e osserva molto bene gli esempi, per capire caratteristiche e differenze. IN CLASSE Leggi il testo Vivere per un grande ideale (pp. 6-8) e svolgi tutti gli esercizi, poi correggili con l’insegnante. A CASA Guarda più volte la Mappa interattiva e poi PROVA TU a completare i vari passaggi. Scegli un testo tra quelli proposti da p. 24 a p. 42, leggilo e preparati a spiegare in classe perché è un brano autobiografico. IN CLASSE A turno con i tuoi compagni, esprimi a voce alta la tua scelta e la spiegazione, poi mettiti alla prova con la Verifica formativa di p. 52. Vediamo un esempio tratto dall’autobiografia di Erri De Luca, un noto scrittore contemporaneo. Finiva l’infanzia Finite le scuole elementari con un anno di anticipo, in quell’estate ero già uscito dalla prima media. Era ammessa finalmente la penna a sfera, tolto il grembiule nero, niente più calamaio, pennino e carta assorbente, detta carta zuca in dialetto, carta succhia. Ero cambiato in testa e mi sembrava in peggio. Nell’età in cui i bambini hanno smesso di piangere, invece cominciavo. […] Quell’anno primo delle medie ero stato rimandato a ottobre in matematica. Scoprii l’evidenza della mia inferiorità. Non seguivo i passaggi da una operazione all’altra. Senza saper chiedere, rimanevo indietro. Vedevo gli altri correre sui numeri e io fermo alla partenza. La scoperta dell’inferiorità serve a decidere di sé. L’accettai senza umiliazione , era solo da ammettere. C’erano campi sconfinati del sapere che non avrei sfiorato. A ottobre superai l’esame, non la lezione della mia incapacità. Nessuna abilità in qualcosa ha potuto correggere la notizia di scarsità che ho di me stesso. Mi dava ripetizioni al tavolo di un bar un giovane maestro dell’isola di Ischia. Calvo, con un riporto di capelli da una tempia all’altra, gli usciva una vocina dal naso più che dalla bocca. Prendeva in giro la mia difficoltà e mi fece bene la sua variante della mortificazione: «Tu si’ ’nu guaglione a posto, com’è che si’ accussì scemo in matematica?». Mi accosto attraverso la scrittura al me stesso di cinquant’anni fa. L’età dei dieci non mi ha attirato a scrivere, finora. Non ha la folla interiore dell’infanzia né la scoperta fisica del corpo adolescente. (Erri De Luca, I pesci non chiudono gli occhi, Feltrinelli) uso della prima persona uso del passato fatti narrati secondo un ordine cronologico l’autore è il protagonista riflessioni personali (carattere soggettivo della narrazione) fatti accaduti realmente persone descritte in modo dettagliato citazione, con uso di linguaggio quotidiano linguaggio ricercato è trascorso del tempo tra gli avvenimenti e la stesura del racconto
STRUMENTI PER CONOSCERE L’ENEIDE L’AUTOBIOGRAFIA L'autobiografia (dal greco autós, "se stesso", + bios, "vita", + graphein, "scrivere") è il racconto in prima persona della propria vita. Chi scrive decide di ricordare le fasi già vissute e che sono state particolarmente importanti. L'autore parla di sé attraverso i ricordi ed è protagonista delle vicende narrate. Le caratteristiche dell’autobiografia • Non sono presenti tutti i fatti della vita dell'autore, ma soltanto quelli che chi racconta vuol far conoscere per presentarsi in un certo modo. • Infatti, nello scrivere la propria autobiografia l'autore-protagonista fa un bilancio della propria vita, ripensa agli episodi, alle situazioni, alle persone importanti per le sue scelte, per la sua formazione, per i suoi comportamenti successivi. • Se l'autore ritiene che alcune esperienze della sua vita siano state significative per lo sviluppo delle sue convinzioni sociali e politiche, si sofferma in modo particolare a raccontare e spiegare, perché possano essere di esempio per chi legge. • Spesso le autobiografie contengono anche la descrizione di eventi storici ai quali ha partecipato o di cui è stato testimone. La tecnica narrativa • È scritta in prima persona singolare. • L'autore è il protagonista. • L'autore riporta espressioni o citazioni di persone che ha conosciuto. • Fa uso del tempo passato, spesso anche del passato remoto. A volte, però, l'autore anticipa qualche avvenimento posteriore e usa anche il futuro o il condizionale. Il linguaggio• Lo stile è generalmente curato e vi sono poche sequenze dialogate, molte invece sono le riflessioni personali. FLIPPED CLASSROOM BIOGRAFIA E AUTOBIOGRAFIA A CLASSE CAPOVOLTA A CASA Guarda la Lezione interattiva La biografia e l’autobiografia (link a p. 23) e osserva molto bene gli esempi, per capire caratteristiche e differenze. IN CLASSE Leggi il testo Vivere per un grande ideale (pp. 6-8) e svolgi tutti gli esercizi, poi correggili con l’insegnante. A CASA Guarda più volte la Mappa interattiva e poi PROVA TU a completare i vari passaggi. Scegli un testo tra quelli proposti da p. 24 a p. 42, leggilo e preparati a spiegare in classe perché è un brano autobiografico. IN CLASSE A turno con i tuoi compagni, esprimi a voce alta la tua scelta e la spiegazione, poi mettiti alla prova con la Verifica formativa di p. 52. Vediamo un esempio tratto dall’autobiografia di Erri De Luca, un noto scrittore contemporaneo. Finiva l’infanzia Finite le scuole elementari con un anno di anticipo, in quell’estate  ero  già uscito dalla prima media.  Era ammessa  finalmente la penna a sfera, tolto il grembiule nero, niente più calamaio, pennino e carta assorbente, detta carta zuca in dialetto, carta succhia.  Ero  cambiato in testa e mi  sembrava  in peggio. Nell’età in cui i bambini hanno smesso di piangere, invece cominciavo. […] Quell’anno primo delle medie ero stato rimandato a ottobre in matematica. Scoprii l’evidenza della mia inferiorità. Non seguivo i passaggi da una operazione all’altra. Senza saper chiedere, rimanevo indietro. Vedevo gli altri correre sui numeri e io fermo alla partenza.  La scoperta dell’inferiorità serve a decidere di sé. L’accettai senza umiliazione , era solo da ammettere. C’erano campi sconfinati del sapere che non avrei sfiorato. A ottobre superai l’esame, non la lezione della mia incapacità. Nessuna abilità in qualcosa ha potuto correggere la notizia di scarsità che ho di me stesso.  Mi dava ripetizioni al tavolo di un bar un giovane maestro dell’isola di Ischia. Calvo, con un riporto di capelli da una tempia all’altra, gli usciva una vocina dal naso più che dalla bocca. Prendeva in giro la mia difficoltà e mi fece bene la sua variante della mortificazione:  «Tu si’ ’nu guaglione a posto, com’è che si’ accussì scemo in matematica?».   Mi accosto attraverso la scrittura al me stesso di cinquant’anni fa. L’età dei dieci non mi ha attirato a scrivere, finora.  Non ha la folla interiore dell’infanzia né la scoperta fisica del corpo adolescente.  (Erri De Luca, I pesci non chiudono gli occhi, Feltrinelli) uso della prima persona uso del passato fatti narrati secondo un ordine cronologico l’autore è il protagonista riflessioni personali (carattere soggettivo della narrazione) fatti accaduti realmente persone descritte in modo dettagliato citazione, con uso di linguaggio quotidiano linguaggio ricercato è trascorso del tempo tra gli avvenimenti e la stesura del racconto