VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Una tremenda riunione di famiglia Patrick Dennis Zia Mame si reca in Georgia1 con Beau (Beauregard), l’uomo che da poco è divenuto suo marito, per essere presentata alla suocera, Mrs Burnside, e agli altri parenti. L’accompagna Patrick, il nipote, che è anche l’ironico e impietoso narratore dell’evento… In Georgia ci andammo su un’enorme Dusenberg, l’auto dello zio Beau. Il panorama a me pareva una fetecchia, ma zia Mame, che aveva già avuto modo di ammirarlo in precedenza dai finestrini di un vagone letto, ci intrattenne a lungo sulle bellezze di quella terra. Quando la macchina si fermò davanti al colonnato di Peckerwood, l’abitazione dei Burnside, un meraviglioso, decrepito maggiordomo ci si fece incontro per occuparsi delle valigie. Lì per lì zia Mame non parve gradire fino in fondo la sua sistemazione: come da tradizione di famiglia, il primogenito e la sua sposa, infatti, erano stati alloggiati nel cosiddetto Cottage Nuziale, subito dietro il giardino, mentre lei avrebbe preferito la casa padronale. «Scusa, Beau, ciccino», cominciò a protestare già disfacendo le valigie «a quando l’incontro con quella deliziosa vecchiettina della tua mamma?». Ora, la madre di Beau si poteva definire in molti modi, ma «deliziosa » no, e qualsiasi forma di diminutivo suonava decisamente fuori luogo, se applicata a lei. Come impianto, la madre di Beau ricordava molto da vicino un frigorifero General Electric, e più in generale sembrava un incrocio fra Caligola e un cacatua2. Mamma Burnside aveva due occhietti a spillo, un imperioso naso aquilino, la pelle cadente e l’alito cattivo. Portava una parrucca nera dura come un baccalà e un vestito nero anch’esso, e non molto più morbido. Trascorreva le sue giornate in un soggiorno oscurato, le mani grassocce - con le dita tempestate di anelli, sotto la cui cracia3 a volte si intravedevano brillanti - appoggiate sul ventre pingue. Pur essendo una donna cupa e taciturna, qualora gliene saltasse il ghiribizzo era in grado di trattare i seguenti argomenti: a) i suoi leggendari antenati; b) la crescente testardaggine dei negri4; c) gli yankee5; d) lo squallore umano di chiunque avesse mai avuto modo di conoscere, a eccezione di se stessa; e) le deplorevoli condizioni dei suoi intestini. Ma in genere rimaneva in silenzio, le labbra serrate in segno di disapprovazione, gli occhietti neri e perfidi che dardeggiavano come quelli di una vecchia cocorita cattiva. La dimora di Peckerwood aveva anche un altro occupante. Si trattava dell’inevitabile parente povera, la cugina Fan - una scialba, timida, rinsecchita zitella che espiava la propria miseria sottoponendosi alle ininterrotte vessazioni di Mamma Burnside6. A suo modo - un modo assai masochistico - la cugina Fan era un esserino tenero e patetico. Avrà avuto un QI non superiore a trentacinque7, e nel poco tempo libero che le lasciava il soddisfacimento degli stolidi capricci di Mrs Burnside si divideva tra la beneficenza a favore dei neri e le preghiere a un suo Dio, forse anche benevolo, ma a quanto pare sordo come una campana. Dopo essere stato in bagno, e avere disfatto la valigia, sentii bussare alla porta. «Mi presento» disse. «Sono Fanny Burnside, la cugina di Beau. Mi spiace non essere venuta ad accogliervi, ma ero di sopra. La cugina Eufemia - scusate, volevo dire Mrs Burnside - aveva bisogno di me per la purga. Voi siete il nipotino di Beau, vero?». Risposi in senso affermativo, e le chiesi come andava. «Forse potremmo scendere in veranda a fare due chiacchiere. Fino alle quattro Mrs Burnside riposa». Così la cugina Fan e io andammo a sederci nel portico, ognuno sulla sua dondolo, e là rimanemmo fino a quando, dalla parte del cottage, vedemmo arrivare zia Mame e zio Beau. Zia Mame, spaventosamente su di giri, baciò più e più volte Miss Fan, chiamandola sempre e solo cugina Fanny. Il vecchio domestico di colore portò una grande caraffa di bourbon e qualche bottiglia di Coca. Col passare dei minuti, zia Mame diventava sempre più affabile. «Ma sapete cugina Fanny che siete proprio un’adorabile pulcettina?» trillò. Miss Fan rise per pochi secondi. Si vedeva benissimo che zio Beau era smisuratamente orgoglioso di zia Mame, la quale ricambiava chiamandolo micione e sistemandogli i capelli ramati in tanti artistici riccetti. In evidente imbarazzo, Miss Fan ridacchiava, dichiarandosi felice che suo cugino avesse trovato una mogliettina così deliziosa. Un istante dopo, dalle viscere della dimora arrivarono fino a noi dei colpi spaventosi, e il volto incolore di Miss Fan assunse una sfumatura grigiastra. «Spero che le nostre chiacchiere non abbiano svegliato la cugina Eufemia. Non si alza mai così presto». Ciò detto, si alzò ed entrò in casa. L’incontro fra zia Mame e sua suocera ebbe qualcosa di epico. Miss Fan infatti riapparve ciabattando in veranda, nel momento esatto in cui zio Beau proponeva un altro giro di bourbon. «È pronta a ricevervi, voialtri8». «Oh, Beau, ciccino, che emozione!» gongolò zia Mame. «Non posso aspettare un minuto di più». Per quanto mi riguardava avrei aspettato fino alla fine dei tempi, ma pazienza. Con qualche apprensione, Miss Fan ci scortò tutti e tre nel salone sul retro dove Mrs Burnside, assisa in trono, ci stava aspettando. «Oh mamma, mammina» squittì zia Mame, precipitandosi a baciarla. Nel caso il suo fiato pestilenziale non fosse bastato a spegnere gli ardori della nuora, Mrs Burnside esordì come segue: «Sembrate più vecchia di quanto pensassi». Zia Mame vacillò. Non diceva mai quanti anni aveva, e i suoi documenti, all’apposita voce, riportavano solo la dicitura «maggiorenne », cui nessuno trovava mai niente da ridire. Sospetto che all’epoca fosse fra i trentacinque e i quaranta, ma ne dimostrava molti meno. Mrs Burnside rivolse a suo figlio una delle sue occhiate più torve. «Sì, Beauregard, mi avevi indotto a ritenere che fosse più giovane, assai più giovane. E, figliolo mio, lascia che te lo dica, sembri stanco, stanco morto». Dopo averla baciata sulla fronte, Beau mi presentò. Io le agguantai quella sua mano grassoccia, producendomi in un inchino da scuola di ballo. «Sembri abbastanza a posto. Per essere uno yankee, chiaro» mi disse. Nel frattempo, ripresasi dalla prima bordata, zia Mame ripartì valorosamente alla carica. «Ma che bella, anzi, che magnifica casa mam… volevo dire Mrs Burnside». «A noi piace» disse piatta Mrs Burnside, voltandosi verso Beau. La cena fu una specie di veglia funebre. C’era una zuppa indicibilmente densa, un enorme arrosto di maiale, patate al forno, patate dolci, polenta d’avena, pane integrale e una torta di ananas scodellata a rovescio, tutte squisitezze che avremmo pagato io con incubi tremendi, zia Mame con un’acidità di stomaco a quanto pare molto fastidiosa. La conversazione, a tavola, procedeva a strappi. Zia Mame si lanciò impavida in una dissertazione sull’architettura delle case americane. Beau ripeté cinque o sei volte, senza molta convinzione, quanto fosse contento di trovarsi a casa. Miss Fan cinguettò parecchio, almeno fino a quando Mrs Burnside non la punse a tradimento con una forchetta, ingiungendole di tacere. E questo - oltre a una serie di rutti squassanti - fu il suo contributo più rimarchevole al buon andamento della serata. Appena ingurgitato l’ultimo boccone si alzò e prese congedo. Miss Fan le trotterellò dietro, per aiutarla a svestirsi e leggerle ad alta voce un passo della Bibbia. La visita di zia Mame non era cominciata sotto i migliori auspici. La sposina venne presentata in società la domenica successiva, nel corso di un immane barbecue cui il parentado presenziò in massa. A mezzogiorno eravamo già schierati in veranda. In vestito a pois gialli e cappello di paglia, zia Mame era un’incantevole bambolina, come con tutta evidenza e altrettanto compiacimento pensava zio Beau, in completo crema al suo fianco. Mrs Burnside invece si era vestita in previsione della prossima èra glaciale. Portava un voluminoso abito di seta nera, stivaletti neri, scialle nero, più occhiali neri, parasole nero, guanti neri e cappello nero, ed era sprofondata in una sedia a dondolo. E da quella postazione emise, vedendomi arrivare, un luttuoso rutto: subito dopo il quale spedì Miss Fan a prenderle la sua pozione. I parenti stavano lentamente affluendo. Le macchine risalivano il viale in fila indiana, andando poi a sistemarsi sul prato. «Rovinano l’erba» grugnì Mrs Burnside con un inquietante rumorino d’accompagnamento. Devo dire che non avevo mai visto tanti sudisti tutti insieme - né mi è più capitato di vederne, in seguito. Sembrava quasi impossibile che facessero tutti parte della stessa famiglia, ma effettivamente era così. Entro l’una i familiari a zonzo per Peckerwood ammontavano a circa centoventi. Parlavano tutti insieme, e tutti a voce alta - comportamento che Mrs Burnside riteneva di stigmatizzare9 con una sventagliata di flatulenze10. All’una e un quarto entrarono in scena i Clay-Pickett, che costituivano il ramo equestre della famiglia. Si presentarono tutti in completo da equitazione, accompagnati da un segugio pezzato che pensò bene di saltare subito in braccio a Mrs Burnside. «Giù, signore. Ho detto giù» urlò Van Buren Clay-Pickett, mollando al bracco un pattone sulle scapole che strappò a Mrs Burnside l’ennesimo ruttino. «Scusate, zia Eufemia. Siamo molto in ritardo, ma Sally Cato McDougall è stata disarcionata, e credevamo si fosse rotta l’osso del collo. Cuccia, signore». Ce l’aveva di nuovo col cane, che si diede alla fuga stendendo tre bambini, per poi alzare la zampa contro una delle sei colonne ioniche di Peckerwood. «Giù, signore, che cavolo - oh, scusate, zia Eufemia. Giù, ho detto». Mrs Burnside scuoteva la testa, cacciandosi in bocca a intervalli ravvicinati caramelle frizzanti alla menta. (Tratto da: P. Dennis, Zia Mame, Adelphi) 1. Georgia: stato del Sud degli USA. È uno degli Stati americani in cui era diffusa la schiavitù dei neri e che nel 1861 diedero inizio alla Guerra di Secessione. 2. un incrocio fra Caligola e un cacatua: l’aspetto di Mrs Burnside era un incrocio tra le sembianze dell’imperatore romano Caligola (noto per la corporatura enorme) e quelle di un cacatua, un pappagallo australiano con un grosso ciuffo di piume sul capo. 3. cracia: sporcizia. 4. negri: è la traduzione di niggers, termine spregiativo usato in ambienti razzisti per indicare i neri. 5. yankee: termine con cui, nel Sud degli Stati Uniti, venivano indicati gli abitanti del Nord. 6. espiava… Mamma Burnside: scontava la propria povertà sopportando i continui maltrattamenti di Mamma Burnside. 7. un QI non superiore a trentacinque: un quoziente intellettivo bassissimo. 8. voialtri: appellativo con cui gli americani del Sud si rivolgevano a quelli del Nord, per rimarcare la loro differenza (nel senso di superiorità) rispetto ai connazionali «nordisti». 9. stigmatizzare: criticare, biasimare. 10. flatulenze: presenza abnorme di gas nello stomaco e nell'intestino e conseguente loro emissione. COMPRENSIONE1. In viaggio verso la Georgia, il narratore definisce il panorama una “fetecchia” (riga 2), lasciando intendere cheA. è originale, a modo suoB. è grigio e deprimenteC. è decisamente bruttoD. è molto strano2. Arrivati a Peckerwood, si fa loro incontro «un meraviglioso, decrepito maggiordomo» (riga 6). Perché “meraviglioso”?A. Ispira grande simpatia e suscita piacevoli ricordiB. È l’esempio perfetto del maggiordomo, così come uno se lo immaginaC. L’età avanzata gli conferisce autorevolezza e ispira simpatiaD. Nonostante l’età avanzata, è dotato di grande efficienza e di una straordinaria cortesia3. Perché la madre di Beau non può definirsi una “deliziosa vecchiettina” (riga 13)?A. Perché zia Mame diceva della suocera “deliziosa vecchiettina” in tono ironicoB. Perché la suocera è una persona sgradevole e di robusta corporaturaC. Perché la madre di Beau non ama i diminutivi e le smancerieD. Perché alla madre di Beau non piacciono i diminutivi4. Che tipo di donna è Mrs Burnside?A. SocievoleB. ScontrosaC. Socievole e comunicativa, sempre e comunqueD. Chiusa e perennemente critica verso chiunque5. La cena si svolgeA. nell’allegria generaleB. in una noia mortaleC. in un mutismo assolutoD. fra chiacchiere e risateTrascrivi la frase del testo che conferma la tua scelta:LESSICO6. Indica, tra le seguenti, l’espressione corrispondente a «dalle viscere della dimora» (riga 67):A. dalla parte più interna della casaB. dalla parte esterna della casaC. dalle cavità della casaD. dai sotterranei della casa7. I Clay-Pickett costituivano «il ramo equestre della famiglia» (riga 141), cioè erano deditiA. alla cavalleriaB. all’allevamento dei cavalliC. all’equitazioneD. alle puntate nelle corse dei cavalliANALISI DEL TESTO UMORISTICO8. Secondo il narratore, il Dio a cui si rivolge Fanny è «forse anche benevolo, ma… sordo come una campana» (righe 43-44). Che cosa lascia intendere affermando ciò?A. Nonostante le continue preghiere, Dio non ha concesso a Fanny nulla di quanto desideravaB. Fanny è un’opportunista, prega solo per ottenere qualcosa ed è inevitabile che Dio non l’esaudiscaC. Lo squallore della vita di Fanny è la dimostrazione che le sue preghiere restano inascoltateD. La cugina Fanny prega di rado, dunque non è degna di essere ascoltata9. Chi è Fanny (Fan) Burnside? Quali sono i suoi tratti caratteristici? Indica se ciascuna affermazione è vera o falsa.a. È una cugina di Mrs Burnside e di Beau.b. È la sorella minore di Beau.c. È una signorina allegra e vivace, amica di Mrs Burnside.d. È timida e molto apprensiva.e. Dimostra grande simpatia per Mrs Burnside.f. Subisce con rassegnazione i maltrattamenti di Mrs Burnside.g. È orgogliosa e fronteggia i capricci di Mrs Burnside.h. Nel tempo libero ama fare lunghe passeggiate.i. Non è particolarmente intelligente.j. Nel tempo libero si dedica alla preghiera e alla beneficenza.10. L’incontro fra zia Mame e Mrs Burnside «ebbe qualcosa di epico» (riga 72) perché:A. lo scontro fra l’entusiasmo di zia Mame e la freddezza glaciale di Mrs Burnside ha un’intensità straordinariaB. si svolge secondo una precisa strategia, fatta di sguardi e battute prudentiC. è giocato sulla cortesia e sulle buone maniereD. zia Mame e Mrs Burnside si fronteggiano come duellanti in un memorabile incontro11. Mrs Burnside, rivolgendosi a zia Mame, la fa “vacillare” (riga 85): perché?A. Per l’alito pestilenzialeB. Per i modi bruschi e sgarbatiC. Per il commento che fa sulla sua etàD. Per lo sguardo che rivolge al figlio12. In questo racconto, l’autore fa largo uso di un linguaggio spesso figurato e delle più tipiche tecniche della narrazione umoristica. Per ogni parte elencata individua la tecnica o le tecniche della narrazione umoristica, elencate qui di seguito, e scrivile sui puntini (alcune tecniche vengono usate più volte).caricatura • esagerazione • contrattempi • contrasti • ripetizione di situazionia. Descrizione di Mrs Burnside. ..................................................................b. Descrizione della cugina Fanny. ..................................................................c. Incontro fra zia Mame e Mrs Burnside. ..................................................................d. La cena dopo l’arrivo a Peckerwood. ..................................................................e. Aspetto di zia Mame e di Mrs Burnside. ..................................................................f. Comportamento di Mrs Burnside durante tutto l’episodio. ..................................................................g. Il comportamento del segugio pezzato. .................................................................. AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Una tremenda riunione di famiglia Patrick Dennis Zia Mame si reca in Georgia1 con Beau (Beauregard), l’uomo che da poco è divenuto suo marito, per essere presentata alla suocera, Mrs Burnside, e agli altri parenti. L’accompagna Patrick, il nipote, che è anche l’ironico e impietoso narratore dell’evento… In Georgia ci andammo su un’enorme Dusenberg, l’auto dello zio Beau. Il panorama a me pareva una fetecchia, ma zia Mame, che aveva già avuto modo di ammirarlo in precedenza dai finestrini di un vagone letto, ci intrattenne a lungo sulle bellezze di quella terra. Quando la macchina si fermò davanti al colonnato di Peckerwood, l’abitazione dei Burnside, un meraviglioso, decrepito maggiordomo ci si fece incontro per occuparsi delle valigie. Lì per lì zia Mame non parve gradire fino in fondo la sua sistemazione: come da tradizione di famiglia, il primogenito e la sua sposa, infatti, erano stati alloggiati nel cosiddetto Cottage Nuziale, subito dietro il giardino, mentre lei avrebbe preferito la casa padronale. «Scusa, Beau, ciccino», cominciò a protestare già disfacendo le valigie «a quando l’incontro con quella deliziosa vecchiettina della tua mamma?». Ora, la madre di Beau si poteva definire in molti modi, ma «deliziosa » no, e qualsiasi forma di diminutivo suonava decisamente fuori luogo, se applicata a lei. Come impianto, la madre di Beau ricordava molto da vicino un frigorifero General Electric, e più in generale sembrava un incrocio fra Caligola e un cacatua2. Mamma Burnside aveva due occhietti a spillo, un imperioso naso aquilino, la pelle cadente e l’alito cattivo. Portava una parrucca nera dura come un baccalà e un vestito nero anch’esso, e non molto più morbido. Trascorreva le sue giornate in un soggiorno oscurato, le mani grassocce - con le dita tempestate di anelli, sotto la cui cracia3 a volte si intravedevano brillanti - appoggiate sul ventre pingue. Pur essendo una donna cupa e taciturna, qualora gliene saltasse il ghiribizzo era in grado di trattare i seguenti argomenti: a) i suoi leggendari antenati; b) la crescente testardaggine dei negri4; c) gli yankee5; d) lo squallore umano di chiunque avesse mai avuto modo di conoscere, a eccezione di se stessa; e) le deplorevoli condizioni dei suoi intestini. Ma in genere rimaneva in silenzio, le labbra serrate in segno di disapprovazione, gli occhietti neri e perfidi che dardeggiavano come quelli di una vecchia cocorita cattiva. La dimora di Peckerwood aveva anche un altro occupante. Si trattava dell’inevitabile parente povera, la cugina Fan - una scialba, timida, rinsecchita zitella che espiava la propria miseria sottoponendosi alle ininterrotte vessazioni di Mamma Burnside6. A suo modo - un modo assai masochistico - la cugina Fan era un esserino tenero e patetico. Avrà avuto un QI non superiore a trentacinque7, e nel poco tempo libero che le lasciava il soddisfacimento degli stolidi capricci di Mrs Burnside si divideva tra la beneficenza a favore dei neri e le preghiere a un suo Dio, forse anche benevolo, ma a quanto pare sordo come una campana. Dopo essere stato in bagno, e avere disfatto la valigia, sentii bussare alla porta. «Mi presento» disse. «Sono Fanny Burnside, la cugina di Beau. Mi spiace non essere venuta ad accogliervi, ma ero di sopra. La cugina Eufemia - scusate, volevo dire Mrs Burnside - aveva bisogno di me per la purga. Voi siete il nipotino di Beau, vero?». Risposi in senso affermativo, e le chiesi come andava. «Forse potremmo scendere in veranda a fare due chiacchiere. Fino alle quattro Mrs Burnside riposa». Così la cugina Fan e io andammo a sederci nel portico, ognuno sulla sua dondolo, e là rimanemmo fino a quando, dalla parte del cottage, vedemmo arrivare zia Mame e zio Beau. Zia Mame, spaventosamente su di giri, baciò più e più volte Miss Fan, chiamandola sempre e solo cugina Fanny. Il vecchio domestico di colore portò una grande caraffa di bourbon e qualche bottiglia di Coca. Col passare dei minuti, zia Mame diventava sempre più affabile. «Ma sapete cugina Fanny che siete proprio un’adorabile pulcettina?» trillò. Miss Fan rise per pochi secondi. Si vedeva benissimo che zio Beau era smisuratamente orgoglioso di zia Mame, la quale ricambiava chiamandolo micione e sistemandogli i capelli ramati in tanti artistici riccetti. In evidente imbarazzo, Miss Fan ridacchiava, dichiarandosi felice che suo cugino avesse trovato una mogliettina così deliziosa. Un istante dopo, dalle viscere della dimora arrivarono fino a noi dei colpi spaventosi, e il volto incolore di Miss Fan assunse una sfumatura grigiastra. «Spero che le nostre chiacchiere non abbiano svegliato la cugina Eufemia. Non si alza mai così presto». Ciò detto, si alzò ed entrò in casa. L’incontro fra zia Mame e sua suocera ebbe qualcosa di epico. Miss Fan infatti riapparve ciabattando in veranda, nel momento esatto in cui zio Beau proponeva un altro giro di bourbon. «È pronta a ricevervi, voialtri8». «Oh, Beau, ciccino, che emozione!» gongolò zia Mame. «Non posso aspettare un minuto di più». Per quanto mi riguardava avrei aspettato fino alla fine dei tempi, ma pazienza. Con qualche apprensione, Miss Fan ci scortò tutti e tre nel salone sul retro dove Mrs Burnside, assisa in trono, ci stava aspettando. «Oh mamma, mammina» squittì zia Mame, precipitandosi a baciarla. Nel caso il suo fiato pestilenziale non fosse bastato a spegnere gli ardori della nuora, Mrs Burnside esordì come segue: «Sembrate più vecchia di quanto pensassi». Zia Mame vacillò. Non diceva mai quanti anni aveva, e i suoi documenti, all’apposita voce, riportavano solo la dicitura «maggiorenne », cui nessuno trovava mai niente da ridire. Sospetto che all’epoca fosse fra i trentacinque e i quaranta, ma ne dimostrava molti meno. Mrs Burnside rivolse a suo figlio una delle sue occhiate più torve. «Sì, Beauregard, mi avevi indotto a ritenere che fosse più giovane, assai più giovane. E, figliolo mio, lascia che te lo dica, sembri stanco, stanco morto». Dopo averla baciata sulla fronte, Beau mi presentò. Io le agguantai quella sua mano grassoccia, producendomi in un inchino da scuola di ballo. «Sembri abbastanza a posto. Per essere uno yankee, chiaro» mi disse. Nel frattempo, ripresasi dalla prima bordata, zia Mame ripartì valorosamente alla carica. «Ma che bella, anzi, che magnifica casa mam… volevo dire Mrs Burnside». «A noi piace» disse piatta Mrs Burnside, voltandosi verso Beau. La cena fu una specie di veglia funebre. C’era una zuppa indicibilmente densa, un enorme arrosto di maiale, patate al forno, patate dolci, polenta d’avena, pane integrale e una torta di ananas scodellata a rovescio, tutte squisitezze che avremmo pagato io con incubi tremendi, zia Mame con un’acidità di stomaco a quanto pare molto fastidiosa. La conversazione, a tavola, procedeva a strappi. Zia Mame si lanciò impavida in una dissertazione sull’architettura delle case americane. Beau ripeté cinque o sei volte, senza molta convinzione, quanto fosse contento di trovarsi a casa. Miss Fan cinguettò parecchio, almeno fino a quando Mrs Burnside non la punse a tradimento con una forchetta, ingiungendole di tacere. E questo - oltre a una serie di rutti squassanti - fu il suo contributo più rimarchevole al buon andamento della serata. Appena ingurgitato l’ultimo boccone si alzò e prese congedo. Miss Fan le trotterellò dietro, per aiutarla a svestirsi e leggerle ad alta voce un passo della Bibbia. La visita di zia Mame non era cominciata sotto i migliori auspici. La sposina venne presentata in società la domenica successiva, nel corso di un immane barbecue cui il parentado presenziò in massa. A mezzogiorno eravamo già schierati in veranda. In vestito a pois gialli e cappello di paglia, zia Mame era un’incantevole bambolina, come con tutta evidenza e altrettanto compiacimento pensava zio Beau, in completo crema al suo fianco. Mrs Burnside invece si era vestita in previsione della prossima èra glaciale. Portava un voluminoso abito di seta nera, stivaletti neri, scialle nero, più occhiali neri, parasole nero, guanti neri e cappello nero, ed era sprofondata in una sedia a dondolo. E da quella postazione emise, vedendomi arrivare, un luttuoso rutto: subito dopo il quale spedì Miss Fan a prenderle la sua pozione. I parenti stavano lentamente affluendo. Le macchine risalivano il viale in fila indiana, andando poi a sistemarsi sul prato. «Rovinano l’erba» grugnì Mrs Burnside con un inquietante rumorino d’accompagnamento. Devo dire che non avevo mai visto tanti sudisti tutti insieme - né mi è più capitato di vederne, in seguito. Sembrava quasi impossibile che facessero tutti parte della stessa famiglia, ma effettivamente era così. Entro l’una i familiari a zonzo per Peckerwood ammontavano a circa centoventi. Parlavano tutti insieme, e tutti a voce alta - comportamento che Mrs Burnside riteneva di stigmatizzare9 con una sventagliata di flatulenze10. All’una e un quarto entrarono in scena i Clay-Pickett, che costituivano il ramo equestre della famiglia. Si presentarono tutti in completo da equitazione, accompagnati da un segugio pezzato che pensò bene di saltare subito in braccio a Mrs Burnside. «Giù, signore. Ho detto giù» urlò Van Buren Clay-Pickett, mollando al bracco un pattone sulle scapole che strappò a Mrs Burnside l’ennesimo ruttino. «Scusate, zia Eufemia. Siamo molto in ritardo, ma Sally Cato McDougall è stata disarcionata, e credevamo si fosse rotta l’osso del collo. Cuccia, signore». Ce l’aveva di nuovo col cane, che si diede alla fuga stendendo tre bambini, per poi alzare la zampa contro una delle sei colonne ioniche di Peckerwood. «Giù, signore, che cavolo - oh, scusate, zia Eufemia. Giù, ho detto». Mrs Burnside scuoteva la testa, cacciandosi in bocca a intervalli ravvicinati caramelle frizzanti alla menta. (Tratto da: P. Dennis, Zia Mame, Adelphi) 1. Georgia: stato del Sud degli USA. È uno degli Stati americani in cui era diffusa la schiavitù dei neri e che nel 1861 diedero inizio alla Guerra di Secessione. 2. un incrocio fra Caligola e un cacatua: l’aspetto di Mrs Burnside era un incrocio tra le sembianze dell’imperatore romano Caligola (noto per la corporatura enorme) e quelle di un cacatua, un pappagallo australiano con un grosso ciuffo di piume sul capo. 3. cracia: sporcizia. 4. negri: è la traduzione di niggers, termine spregiativo usato in ambienti razzisti per indicare i neri. 5. yankee: termine con cui, nel Sud degli Stati Uniti, venivano indicati gli abitanti del Nord. 6. espiava… Mamma Burnside: scontava la propria povertà sopportando i continui maltrattamenti di Mamma Burnside. 7. un QI non superiore a trentacinque: un quoziente intellettivo bassissimo. 8. voialtri: appellativo con cui gli americani del Sud si rivolgevano a quelli del Nord, per rimarcare la loro differenza (nel senso di superiorità) rispetto ai connazionali «nordisti». 9. stigmatizzare: criticare, biasimare. 10. flatulenze: presenza abnorme di gas nello stomaco e nell'intestino e conseguente loro emissione.  COMPRENSIONE1. In viaggio verso la Georgia, il narratore definisce il panorama una “fetecchia” (riga 2), lasciando intendere cheA. è originale, a modo suoB. è grigio e deprimenteC. è decisamente bruttoD. è molto strano2. Arrivati a Peckerwood, si fa loro incontro «un meraviglioso, decrepito maggiordomo» (riga 6). Perché “meraviglioso”?A. Ispira grande simpatia e suscita piacevoli ricordiB. È l’esempio perfetto del maggiordomo, così come uno se lo immaginaC. L’età avanzata gli conferisce autorevolezza e ispira simpatiaD. Nonostante l’età avanzata, è dotato di grande efficienza e di una straordinaria cortesia3. Perché la madre di Beau non può definirsi una “deliziosa vecchiettina” (riga 13)?A. Perché zia Mame diceva della suocera “deliziosa vecchiettina” in tono ironicoB. Perché la suocera è una persona sgradevole e di robusta corporaturaC. Perché la madre di Beau non ama i diminutivi e le smancerieD. Perché alla madre di Beau non piacciono i diminutivi4. Che tipo di donna è Mrs Burnside?A. SocievoleB. ScontrosaC. Socievole e comunicativa, sempre e comunqueD. Chiusa e perennemente critica verso chiunque5. La cena si svolgeA. nell’allegria generaleB. in una noia mortaleC. in un mutismo assolutoD. fra chiacchiere e risateTrascrivi la frase del testo che conferma la tua scelta:LESSICO6. Indica, tra le seguenti, l’espressione corrispondente a «dalle viscere della dimora» (riga 67):A. dalla parte più interna della casaB. dalla parte esterna della casaC. dalle cavità della casaD. dai sotterranei della casa7. I Clay-Pickett costituivano «il ramo equestre della famiglia» (riga 141), cioè erano deditiA. alla cavalleriaB. all’allevamento dei cavalliC. all’equitazioneD. alle puntate nelle corse dei cavalliANALISI DEL TESTO UMORISTICO8. Secondo il narratore, il Dio a cui si rivolge Fanny è «forse anche benevolo, ma… sordo come una campana» (righe 43-44). Che cosa lascia intendere affermando ciò?A. Nonostante le continue preghiere, Dio non ha concesso a Fanny nulla di quanto desideravaB. Fanny è un’opportunista, prega solo per ottenere qualcosa ed è inevitabile che Dio non l’esaudiscaC. Lo squallore della vita di Fanny è la dimostrazione che le sue preghiere restano inascoltateD. La cugina Fanny prega di rado, dunque non è degna di essere ascoltata9. Chi è Fanny (Fan) Burnside? Quali sono i suoi tratti caratteristici? Indica se ciascuna affermazione è vera o falsa.a. È una cugina di Mrs Burnside e di Beau.b. È la sorella minore di Beau.c. È una signorina allegra e vivace, amica di Mrs Burnside.d. È timida e molto apprensiva.e. Dimostra grande simpatia per Mrs Burnside.f. Subisce con rassegnazione i maltrattamenti di Mrs Burnside.g. È orgogliosa e fronteggia i capricci di Mrs Burnside.h. Nel tempo libero ama fare lunghe passeggiate.i. Non è particolarmente intelligente.j. Nel tempo libero si dedica alla preghiera e alla beneficenza.10. L’incontro fra zia Mame e Mrs Burnside «ebbe qualcosa di epico» (riga 72) perché:A. lo scontro fra l’entusiasmo di zia Mame e la freddezza glaciale di Mrs Burnside ha un’intensità straordinariaB. si svolge secondo una precisa strategia, fatta di sguardi e battute prudentiC. è giocato sulla cortesia e sulle buone maniereD. zia Mame e Mrs Burnside si fronteggiano come duellanti in un memorabile incontro11. Mrs Burnside, rivolgendosi a zia Mame, la fa “vacillare” (riga 85): perché?A. Per l’alito pestilenzialeB. Per i modi bruschi e sgarbatiC. Per il commento che fa sulla sua etàD. Per lo sguardo che rivolge al figlio12. In questo racconto, l’autore fa largo uso di un linguaggio spesso figurato e delle più tipiche tecniche della narrazione umoristica. Per ogni parte elencata individua la tecnica o le tecniche della narrazione umoristica, elencate qui di seguito, e scrivile sui puntini (alcune tecniche vengono usate più volte).caricatura • esagerazione • contrattempi • contrasti • ripetizione di situazionia. Descrizione di Mrs Burnside. ..................................................................b. Descrizione della cugina Fanny. ..................................................................c. Incontro fra zia Mame e Mrs Burnside. ..................................................................d. La cena dopo l’arrivo a Peckerwood. ..................................................................e. Aspetto di zia Mame e di Mrs Burnside. ..................................................................f. Comportamento di Mrs Burnside durante tutto l’episodio. ..................................................................g. Il comportamento del segugio pezzato. .................................................................. AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo narrativo ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........