VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

Coriandoli addio, arriva la app Michele Serra Dopo libri e giornali, anche stelle filanti e carte da gioco diventano digitali.A resistere rimane soltanto la carta igienica. Che futuro ha la carta?Per mettere un freno al calo di vendite di libri e giornali, basterà il suo uso massiccio nella preparazione delle tagliatelle preconfezionate (vendutissime in America)? E la carta da parati, usata soprattutto nelle ville di campagna inglesi, riuscirà a trovare nuovi mercati nelle ville di campagna cinesi? Per ora il solo settore che resiste è quello della carta igienica, non perché si registrino particolari impennate della dissenteria nel mondo, ma in virtù di fortunate campagne pubblicitarie che incitano a srotolarla per chilometri, usandola come linea di mezzeria stradale o come allegra scia dalla Terra alla Luna, divertendo i bambini che la inseguono, i cani che la azzannano e i direttori commerciali che non credono ai loro occhi. ObsoletaIl problema della carta è che, in un mondo ormai digitalizzato, viene considerata obsoleta, cioè superata, fuori moda. Le stelle filanti e i coriandoli di Carnevale, per esempio, sono sostituiti da una app che fa apparire sullo smartphone la scritta: «Stelle filanti! Coriandoli! », con festosi effetti luminosi intorno alle lettere multicolori. Il passaggio dei giornali dalla carta all’on line ha avuto il suo culmine con l’edizione digitale di «Cellulosa», il giornale ufficiale dell’Associazione Fabbricanti di Carta, d’ora in poi disponibile solo on line perché, come spiega il presidente onorario Fabriano Fabriani1, «la carta costa veramente troppo». E che dire delle tradizionali carte da gioco, gli amatissimi cartoncini unti di salame e macchiati di vino rosso usati da generazioni per giocare a tressette2 al bar? Non le usa più nessuno da quando è stata messa in vendita una app raffinatissima, che non solo imita alla perfezione le carte di qualunque mazzo, ma unge di salame e macchia di vino rosso lo smartphone, e volendo è anche in grado di spiegazzarlo sugli angoli. Di modaMa ogni rivoluzione ha la sua controrivoluzione. Aumentano nel mondo i maniaci della carta. I più tipici sono quelli che sfogliano vecchi libri prelevandoli da vecchi scaffali in vecchie case, e inalano avidamente gli acari3, con preferenza per gli acari vecchi. Poi si sta diffondendo la figura, molto caratteristica, del lettore che arrotola il suo quotidiano di carta, appena comperato in edicola, per percuotere i passanti che digitano per la strada, gridando loro «Si vergogni, asino!». Ci sono anche i filo-cartacei che progettano instancabilmente nuove tappe per la rinascita del materiale così amato: è quasi pronto il primo smartphone di carta, identico a quello elettronico, basta solo scrivere sullo schermo, con un lapis, le informazioni che si desidera avere, poi affrancarlo e spedirlo per posta a Google, che a sua volta ve lo rispedirà con le risposte richieste. Lo stesso per le mail e le telefonate. I collezionistiOltre ai bibliofili4, che accumulano lungo le pareti qualunque cosa sia stata pubblicata, compreso il libro natalizio della loro banca “I cornicioni della Valtellina”, gli accumulatori di carta sono una schiera. Si va dalle vecchie zie che riescono ad accumulare fino a due-trecento album di fotografie, con migliaia di immagini stinte di ogni parente diretto e indiretto, agli appassionati dei ritagli di giornale, i più abili dei quali riescono a impilare, in equilibrio precario, parecchi quintali di articoli. I vigili del fuoco hanno una mappa dettagliata delle loro abitazioni. Gli indifferenti Nella guerra di religione tra carta e pixel, non pochi rimangono indifferenti. Uno dei loro modelli ispiratori è Trump5, che tra i libri di carta e quelli elettronici ha più volte dichiarato di non avere preferenze perché non legge. «È un vecchio principio della filosofia - spiega un professore di una prestigiosa università americana - c’è una tesi, la carta, c’è una tesi contraria, i pixel, e c’è una sintesi che supera entrambe: l’analfabetismo». (Tratto e adatt. da: M. Serra, Satira preventiva, in «L’Espresso») Il testo Che fine farà la carta? Tablet e smartphone stanno sostituendo libri, giornali e lettere. Ma gruppi di irriducibili innamorati della carta resistono. L’autore Michele Serra (1954) è un giornalista, romanziere e autore televisivo. Attualmente collabora con il quotidiano «Repubblica» e con il settimanale «L’Espresso», dove cura la rubrica «Satira preventiva», da cui è tratto questo testo. Fare “satira” significa criticare con umorismo personaggi e comportamenti diffusi nella società, mettendone in risalto gli aspetti ridicoli e talvolta assurdi. 1. Fabriano Fabriani: è un nome inventato, che fa riferimento a Fabriano, città delle Marche famosa fin dal Medioevo per la produzione della carta e tuttora sede di cartiere. 2. tressette: uno dei più popolari giochi di carte. 3. acari: piccolissimi parassiti, invisibili a occhio nudo, che si possono trovare nella carta. 4. bibliofili: appassionati e collezionisti di libri. 5. Trump: Donald Trump, presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio 2017. COMPRENDERE 1. Perché l’uso della carta è in diminuzione? 2. Comunicazioni e informazioni su carta (giornali, lettere, libri) sono state sostituite dalle comunicazioni e informazioni ☐ verbali ☐ via telefono ☐ on line 3. Qual è l’unico settore della carta che non è in crisi e perché? ☐ Il settore delle carte da gioco, usate per giocare a tressette nei bar ☐ Il settore della carta igienica, grazie a un celebre spot pubblicitario ☐ Il settore dei coriandoli e delle stelle filanti, che si vendono molto a Carnevale 4. Il testo mette ironicamente a confronto due categorie di maniaci: quali? LESSICO 5. Perché il giornale dell’Associazione Fabbricanti di Carta si chiama «Cellulosa»? 6. Come forse sai già, -filo è un prefisso e suffisso usato in alcune parole della lingua italiana. Deriva dal greco e significa “amico”. Ricerca nel testo e trascrivi sui puntini due parole che contengono il prefisso o suffisso -filo e spiega il loro significato. 7. L’autore prende in giro gli eccessi sia dei maniaci della carta sia dei maniaci delle app e delle altre tecnologie informatiche, facendoci capire che è uno scontro tra fanatici. Per definire questo contrasto di opinioni, l’autore usa vocaboli ed espressioni tipici del linguaggio dei testi storici: quali sono queste parole ed espressioni? ANALIZZARE 8. Quale tecnica umoristica è usata? Per ogni situazione o personaggio, rispondi con una crocetta nella colonna giusta. ☐ Il signore che acquista il giornale solo per percuotere i passanti che digitano per strada ☐ Guerra di religione tra carta e pixel ☐ Una app che unge di salame e macchia di vino lo smartphone ☐ I bibliofili che inalano gli acari ☐ Le vecchie zie che accumulano 200-300 album di fotografie 9. Quali tecniche umoristiche sono utilizzate in prevalenza nel testo che hai letto? ☐ Catene di equivoci ☐ Descrizione di situazioni e comportamenti esagerati e assurdi ☐ Continui ribaltamenti di ruolo dei personaggi ☐ Ripetizione con piccole varianti della stessa situazione comica 10. Un particolare tipo di satira è la satira politica, che prende di mira personaggi politici molto conosciuti, mettendone in ridicolo affermazioni, idee e comportamenti. C’è satira politica nel brano che hai letto? Chi prende di mira? Quale difetto attribuisce all’uomo politico preso di mira? ESPRIMERE E VALUTARE 11. Scrivere Come sai, una delle tecniche umoristiche più efficaci è la personificazione. Prova a riscrivere il testo di Michele Serra, o una sua parte, dal punto di vista di un libro oppure di un tablet (o di uno smartphone). Naturalmente il libro loderà le qualità della carta e farà dell’ironia sul digitale; il tablet o lo smartphone farà il contrario, e metterà in caricatura i nostalgici della carta.
Coriandoli addio, arriva la app Michele Serra Dopo libri e giornali, anche stelle filanti e carte da gioco diventano digitali.A resistere rimane soltanto la carta igienica. Che futuro ha la carta?Per mettere un freno al calo di vendite di libri e giornali, basterà il suo uso massiccio nella preparazione delle tagliatelle preconfezionate (vendutissime in America)? E la carta da parati, usata soprattutto nelle ville di campagna inglesi, riuscirà a trovare nuovi mercati nelle ville di campagna cinesi? Per ora il solo settore che resiste è quello della carta igienica, non perché si registrino particolari impennate della dissenteria nel mondo, ma in virtù di fortunate campagne pubblicitarie che incitano a srotolarla per chilometri, usandola come linea di mezzeria stradale o come allegra scia dalla Terra alla Luna, divertendo i bambini che la inseguono, i cani che la azzannano e i direttori commerciali che non credono ai loro occhi. ObsoletaIl problema della carta è che, in un mondo ormai digitalizzato, viene considerata obsoleta, cioè superata, fuori moda. Le stelle filanti e i coriandoli di Carnevale, per esempio, sono sostituiti da una app che fa apparire sullo smartphone la scritta: «Stelle filanti! Coriandoli! », con festosi effetti luminosi intorno alle lettere multicolori. Il passaggio dei giornali dalla carta all’on line ha avuto il suo culmine con l’edizione digitale di «Cellulosa», il giornale ufficiale dell’Associazione Fabbricanti di Carta, d’ora in poi disponibile solo on line perché, come spiega il presidente onorario Fabriano Fabriani1, «la carta costa veramente troppo». E che dire delle tradizionali carte da gioco, gli amatissimi cartoncini unti di salame e macchiati di vino rosso usati da generazioni per giocare a tressette2 al bar? Non le usa più nessuno da quando è stata messa in vendita una app raffinatissima, che non solo imita alla perfezione le carte di qualunque mazzo, ma unge di salame e macchia di vino rosso lo smartphone, e volendo è anche in grado di spiegazzarlo sugli angoli. Di modaMa ogni rivoluzione ha la sua controrivoluzione. Aumentano nel mondo i maniaci della carta. I più tipici sono quelli che sfogliano vecchi libri prelevandoli da vecchi scaffali in vecchie case, e inalano avidamente gli acari3, con preferenza per gli acari vecchi. Poi si sta diffondendo la figura, molto caratteristica, del lettore che arrotola il suo quotidiano di carta, appena comperato in edicola, per percuotere i passanti che digitano per la strada, gridando loro «Si vergogni, asino!». Ci sono anche i filo-cartacei che progettano instancabilmente nuove tappe per la rinascita del materiale così amato: è quasi pronto il primo smartphone di carta, identico a quello elettronico, basta solo scrivere sullo schermo, con un lapis, le informazioni che si desidera avere, poi affrancarlo e spedirlo per posta a Google, che a sua volta ve lo rispedirà con le risposte richieste. Lo stesso per le mail e le telefonate. I collezionistiOltre ai bibliofili4, che accumulano lungo le pareti qualunque cosa sia stata pubblicata, compreso il libro natalizio della loro banca “I cornicioni della Valtellina”, gli accumulatori di carta sono una schiera. Si va dalle vecchie zie che riescono ad accumulare fino a due-trecento album di fotografie, con migliaia di immagini stinte di ogni parente diretto e indiretto, agli appassionati dei ritagli di giornale, i più abili dei quali riescono a impilare, in equilibrio precario, parecchi quintali di articoli. I vigili del fuoco hanno una mappa dettagliata delle loro abitazioni. Gli indifferenti Nella guerra di religione tra carta e pixel, non pochi rimangono indifferenti. Uno dei loro modelli ispiratori è Trump5, che tra i libri di carta e quelli elettronici ha più volte dichiarato di non avere preferenze perché non legge. «È un vecchio principio della filosofia - spiega un professore di una prestigiosa università americana - c’è una tesi, la carta, c’è una tesi contraria, i pixel, e c’è una sintesi che supera entrambe: l’analfabetismo». (Tratto e adatt. da: M. Serra, Satira preventiva, in «L’Espresso») Il testo Che fine farà la carta? Tablet e smartphone stanno sostituendo libri, giornali e lettere. Ma gruppi di irriducibili innamorati della carta resistono. L’autore Michele Serra (1954) è un giornalista, romanziere e autore televisivo. Attualmente collabora con il quotidiano «Repubblica» e con il settimanale «L’Espresso», dove cura la rubrica «Satira preventiva», da cui è tratto questo testo. Fare “satira” significa criticare con umorismo personaggi e comportamenti diffusi nella società, mettendone in risalto gli aspetti ridicoli e talvolta assurdi. 1. Fabriano Fabriani: è un nome inventato, che fa riferimento a Fabriano, città delle Marche famosa fin dal Medioevo per la produzione della carta e tuttora sede di cartiere. 2. tressette: uno dei più popolari giochi di carte. 3. acari: piccolissimi parassiti, invisibili a occhio nudo, che si possono trovare nella carta. 4. bibliofili: appassionati e collezionisti di libri. 5. Trump: Donald Trump, presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio 2017. COMPRENDERE 1. Perché l’uso della carta è in diminuzione? 2. Comunicazioni e informazioni su carta (giornali, lettere, libri) sono state sostituite dalle comunicazioni e informazioni ☐ verbali ☐ via telefono ☐ on line 3. Qual è l’unico settore della carta che non è in crisi e perché? ☐ Il settore delle carte da gioco, usate per giocare a tressette nei bar ☐ Il settore della carta igienica, grazie a un celebre spot pubblicitario ☐ Il settore dei coriandoli e delle stelle filanti, che si vendono molto a Carnevale 4. Il testo mette ironicamente a confronto due categorie di maniaci: quali? LESSICO 5. Perché il giornale dell’Associazione Fabbricanti di Carta si chiama «Cellulosa»? 6. Come forse sai già, -filo è un prefisso e suffisso usato in alcune parole della lingua italiana. Deriva dal greco e significa “amico”. Ricerca nel testo e trascrivi sui puntini due parole che contengono il prefisso o suffisso -filo e spiega il loro significato. 7. L’autore prende in giro gli eccessi sia dei maniaci della carta sia dei maniaci delle app e delle altre tecnologie informatiche, facendoci capire che è uno scontro tra fanatici. Per definire questo contrasto di opinioni, l’autore usa vocaboli ed espressioni tipici del linguaggio dei testi storici: quali sono queste parole ed espressioni? ANALIZZARE 8. Quale tecnica umoristica è usata? Per ogni situazione o personaggio, rispondi con una crocetta nella colonna giusta. ☐ Il signore che acquista il giornale solo per percuotere i passanti che digitano per strada ☐ Guerra di religione tra carta e pixel ☐ Una app che unge di salame e macchia di vino lo smartphone ☐ I bibliofili che inalano gli acari ☐ Le vecchie zie che accumulano 200-300 album di fotografie 9. Quali tecniche umoristiche sono utilizzate in prevalenza nel testo che hai letto? ☐ Catene di equivoci ☐ Descrizione di situazioni e comportamenti esagerati e assurdi ☐ Continui ribaltamenti di ruolo dei personaggi ☐ Ripetizione con piccole varianti della stessa situazione comica 10. Un particolare tipo di satira è la satira politica, che prende di mira personaggi politici molto conosciuti, mettendone in ridicolo affermazioni, idee e comportamenti. C’è satira politica nel brano che hai letto? Chi prende di mira? Quale difetto attribuisce all’uomo politico preso di mira? ESPRIMERE E VALUTARE 11. Scrivere Come sai, una delle tecniche umoristiche più efficaci è la personificazione. Prova a riscrivere il testo di Michele Serra, o una sua parte, dal punto di vista di un libro oppure di un tablet (o di uno smartphone). Naturalmente il libro loderà le qualità della carta e farà dell’ironia sul digitale; il tablet o lo smartphone farà il contrario, e metterà in caricatura i nostalgici della carta.