VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 2

La figlia del Corsaro Nero Emilio Salgari La liberazione di Jolanda Jolanda, rapita dal conte di Medina che vuole impossessarsi della sua eredità, viene liberata da due corsari, Carmaux e Wan Stiller, con un attacco a sorpresa al convento dei Carmelitani dove era sorvegliata dal capitano. Dopo un breve scontro, il capitano si arrende e accetta di consegnare la figlia del Corsaro Nero in cambio della propria salvezza. Il capitano trasse dalla cintura di pelle, che portava ai fianchi, una chiave e si diresse verso una porta che si vedeva all’estremità della sala sotterranea. - Adagio, signore - disse Carmaux, che era sempre diffidente. - Eravate soli qui? - Non vi è nessun altro - rispose il capitano. - Al fracasso sarebbero già accorsi e allora le sorti del duello sarebbero forse cambiate. - Infatti avete ragione - disse Carmaux. Il capitano introdusse la chiave nella toppa e aprì la porta, avanzando in un’altra sala illuminata da un lampadario di stile veneziano, con il pavimento riparato da un tappeto assai fitto e arredata con una certa eleganza. All’estremità si vedeva un’alcova1, le cui tende rosse, con ricami d’oro sbiadito dal tempo e dall’umidità, erano abbassate. - Signora - disse il capitano. - Vi prego d’alzarvi. - Vi sono delle persone che hanno conosciuto vostro padre, che vi aspettano. Un grido si era udito dietro alle tende, un grido di stupore e anche di gioia, poi una fanciulla con una mossa fulminea2 si era lanciata fuori dall’alcova, fissando i suoi occhi sui due filibustieri3 che si erano levati i berretti.Era una bellissima fanciulla, di quindici o sedici anni, alta e flessuosa come un giunco, dalla pelle pallidissima, quasi alabastrina4, che ricordava suo padre, il Corsaro Nero, e due occhi grandi, d’un nero intenso, con lunghe palpebre che lasciavano cadere sul suo viso la loro ombra. I suoi capelli, neri come l’ala di un corvo, li teneva sciolti sulle spalle, legati solamente presso la nuca da una piccola fila di perle. Indossava un semplice accappatoio bianco, con guarnizioni di trine5 e un sottile ricamo d’oro sulle lunghe maniche. Vedendo i due corsari, un secondo grido le era sfuggito ed era rimasta a bocca aperta, mostrando due file di denti piccoli come granelli di riso e più splendenti dell’opale6. - Signorina di Ventimiglia - disse Carmaux, inchinandosi goffamente e con un certo imbarazzo - noi siamo due fedeli marinai di vostro padre, qui mandati dal suo antico luogotenente, il capitano Morgan… - Morgan! - esclamò la fanciulla. - Morgan… Il comandante in seconda della Folgore? - Sì, signorina. Avete udito parlare di lui? - Mio padre è morto troppo presto perché me ne parlasse - disse la fanciulla con profonda tristezza - ma, nelle sue memorie, ho trovato molte volte il nome di quel fedele e valoroso corsaro, che lo seguì sui mari e che lo aiutò a compiere le sue vendette. Dov’è ora? - Qui, in Maracaibo7, signorina. - Morgan qui? Allora i filibustieri della Tortue8 hanno preso la città! - Da stamattina. - E potrò vederlo? - Quando vorrete. - E voi, capitano, me lo permetterete? - chiese volgendosi verso lo spagnolo. - Voi siete libera, signora, da che il governatore è fuggito. - Ah! - fece la giovane, con accento un po’ ironico. - Il signor conte di Medina è scappato dinanzi ai filibustieri della Tortue? Lo credevo più valoroso. - Meglio la fuga che la prigionia. - Già, per coloro che non sanno morire combattendo. Sicché io sono libera? - E sotto la nostra protezione, signorina - disse Carmaux. - Carmaux e Wan Stiller, due devoti servitori di vostro padre, il Corsaro Nero. La giovane si passò una mano sulla fronte, come per risvegliare delle lontane memorie, poi disse: - Carmaux… Wan Stiller… voi dovete aver accompagnato mio padre nella Florida… dopo l’esplosione del vascello di mio nonno il duca… Nelle memorie lasciate da mio padre ho trovato molte volte i vostri nomi… Fece alcuni passi innanzi e tese le sue belle mani dalle dita affusolate9 verso i due filibustieri, dicendo: - Una stretta, eroi del mare, fedeli compagni di mio padre nella sua triste vita avventurosa. I due corsari, confusi, impacciati, chiusero le due manine fra le loro dita ruvide e callose, borbottando qualche parola. - Ed ora - disse la fanciulla - sono con voi, se il capitano non si oppone. Si gettò sulle spalle una lunga mantiglia10 di seta nera con pizzi di Venezia, prese un grazioso cappello di feltro11 scuro adorno d’una piuma nera e si mise fra i due corsari, dicendo al capitano con accento ironico: - I miei saluti al signor conte di Medina e Torres, e ditegli che se mi vorrà, bisognerà che venga a prendermi alla Tortue, se ne avrà il coraggio. Il capitano non rispose; ma appena Carmaux e Wan Stiller furono usciti con la fanciulla, disse: - Stupidi! Non mi avete ucciso! Avrete ben presto mie nuove12. IL ROMANZO - JOLANDA, LA FIGLIA DEL CORSARO NERO Autore Emilio Salgari 1ª ed. originale 1905 Genere romanzo d’avventura Lingua originale italiano Ambientazione Mar dei Caraibi, Tortuga, Maracaibo, metà XVII secolo Fa parte della trilogia I corsari delle Antille è preceduto da La regina dei Caraibi e seguito da Il figlio del Corsaro Rosso Il testo La giovane Jolanda ha il coraggio del padre, il Conte di Ventimiglia, il temuto Corsaro Nero. Lotta per riprendersi l’eredità e per conquistare l’amore di Morgan, amico fedele del Corsaro Nero. Ti presentiamo due tra gli episodi più significativi del romanzo. L’autore Emilio Salgari nacque a Verona nel 1862. Autore di tanti romanzi e racconti d’avventura ambientati in Paesi lontani, in realtà non uscì mai dall’Italia: viaggiò solo con l’immaginazione, documentandosi in biblioteca. Nonostante l’enorme popolarità dei suoi libri, fu oppresso dalle difficoltà economiche. Morì suicida a Torino nel 1911. Tra i suoi romanzi più famosi: I misteri della jungla nera, I pirati della Malesia, Il Corsaro Nero, Le tigri di Mompracem e Sandokan alla riscossa. 1. alcova: parte di una stanza dove si collocava il letto, chiusa da tendaggi. 2. mossa fulminea: mossa rapida e veloce come un fulmine. 3. filibustieri: pirati, corsari. 4. alabastrina: del colore dell’alabastro, cioè chiara, pallida. 5. guarnizioni di trine: ornamenti fatti di pizzi. 6. opale: pietra preziosa di lucentezza simile al vetro. 7. Maracaibo: porto del Venezuela. 8. Tortue: o Tortuga, isola facente parte di Haiti. 9. affusolate: sottili. 10. mantiglia: ampio scialle. 11. feltro: tessuto ottenuto da fibre di lana miste con altri peli animali. 12. nuove: notizie. Dove? Le vicende si svolgono tra le Antille, arcipelago dell’America centrale, e il Venezuela. L’intrepida corsara Jolanda, esplorando l’isola, scopre un isolotto che potrebbe essere usato come zattera, se riuscisse a liberarlo da un grande albero che lo trattiene. Jolanda con un salto fu sul margine dell’isolotto e si curvò prontamente allungando lo spadone, poi si ritrasse subito, facendo un gesto di terrore. Attraverso l’acqua trasparente aveva visto una forma umana nuotare velocemente e scomparire in mezzo alle larghe foglie dei mucumucu13 e delle victoria14. - Un uomo! - aveva esclamato. - E forse erano due! Che siano indiani antropofagi15? Si abbassò dietro le rizophore16 per non venire scorta e guardò il banco, che si trovava di fronte all’isolotto e su cui poco prima aveva veduto agitarsi i fusti di legno cannone. Non erano trascorsi cinque secondi, quando vide una testa coperta da lunghi capelli biondastri emergere, quindi un corpo seminudo scivolare fra le piante e scomparire. Poco dopo un altro ne sorgeva a breve distanza e pure si nascondeva fra le piante. «Sono due cannibali - mormorò tra sé la fanciulla, rabbrividendo. - Il colore dei loro capelli li ha traditi. Quei miserabili cercano di prendermi per divorarmi. Che siano due di quelli che ci hanno fatti fuggire? Il pericolo è grave e bisogna che mi affretti a liberare l’isolotto dall’ostacolo che lo tiene prigioniero». Per un momento ebbe il pensiero di avvertire Morgan, poi, riflettendoci meglio, vi rinunciò. Già non poteva esserle di alcun aiuto e poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia che l’aveva tanto spaventata. Quell’uomo, sapendola minacciata dagli antropofagi, era ben capace, anche così ferito, di tentare a nuoto la traversata della laguna, col pericolo di venire tagliato in due da qualche caimano o stritolato fra le spire possenti di qualche enorme colubro17 acquatico. Rimase in osservazione alcuni minuti poi, vedendo che i due indiani non si facevano vivi, quasi persuasa che non osassero affrontarla direttamente e che fossero privi d’armi, non avendo veduto indosso a loro alcun arco, anzi nemmeno un coltello, ritornò verso il centro dell’isola, riprendendo il duro lavoro18. Il tronco era già stato profondamente intaccato dalla grossa lama dello spadone, un’arma impareggiabile, forse di vero acciaio di Toledo19, temprato nelle acque del Guadalquivir20. Ci volle una buona ora prima che quel pezzo di legno fosse tagliato a sufficiente profondità per permettere all’ammasso di radici e di piante di potersi liberamente muovere. - Va’!… - esclamò Jolanda. - L’isolotto si muove! Sono salva! Quel grido l’aveva mandato troppo presto. La massa galleggiante si era appena messa in moto, quando s’inchinò bruscamente da un lato lasciando filtrare abbondantemente l’acqua attraverso le radici ed il terriccio, poi un urlo rauco, che sembrava l’urlo di guerra di un indiano, squarciò improvvisamente l’aria. Jolanda aveva fatto un salto indietro, mentre un uomo di alta statura, quasi interamente nudo, grondante d’acqua, le si precipitò addosso allungando le mani per afferrarla. La signora di Ventimiglia riconobbe subito nel suo assalitore uno di quei feroci abitatori delle selve interne del Venezuela, che si pascevano21 di carne umana: tuttavia non si smarrì. Aveva nelle vene il sangue del formidabile scorridore22 del mare e, quantunque sola e giovanissima, fece fronte all’impetuoso attacco del selvaggio. Questi d’altronde era inerme. - Indietro o t’uccido! - gridò la valorosa fanciulla, spingendo minacciosamente innanzi lo spadone. L’indiano, che si credeva abbastanza robusto per misurarsi con una creatura che gli pareva debole, invece di dare indietro spiccò un salto per strapparle l’arma. Jolanda con una mossa fulminea si sottrasse all’attacco, poi allungò il braccio armato, colpendo l’indiano sotto la gola e con tale violenza che la lama entrò nelle carni per parecchi pollici. Il ferito mandò un urlo feroce, si portò le mani sullo squarcio per arrestare il sangue che sfuggiva a fiotti, poi fuggì via come un pazzo, rantolando. Jolanda stava per slanciarglisi dietro per costringerlo ad abbandonare l’isolotto, quando udì dietro di sé le canne aprirsi violentemente. Ebbe appena il tempo di voltarsi e di rimettersi in guardia che vide apparire il secondo indiano, che teneva in mano un grosso bambù terminante in una rozza punta. Vedendo l’atteggiamento fiero e risoluto della fanciulla e soprattutto la spada che impugnava solidamente23, ebbe un momento di esitazione. Jolanda, che vedevasi dinanzi la morte, ne approfittò per incalzarlo vigorosamente, vibrando tre o quattro stoccate. La scherma non le era sconosciuta e sapeva valersi delle armi usate in quei tempi. - T’uccido!… - gli gridò. L’indiano, sorpreso di aver trovato quell’inaspettata resistenza e forse spaventato dal grido di morte del compagno, indietreggiava verso l’orlo della zattera, digrignando i denti e ruggendo come una belva. Due volte aveva tentato di colpire la fanciulla con la sua arma primitiva, senza riuscirvi. Anzi, nel secondo colpo, la punta era stata troncata da un colpo di spada. Vedendosi presso il margine cercò, con un salto improvviso, di fare inclinare quell’ammasso di radici e di piante, nella speranza di far cadere la valorosa fanciulla e di gettarsele poi addosso a tradimento. Venutogli meno anche quel tentativo, tentò di scagliarsi sull’avversaria a corpo perduto; invece cadde in acqua con una radice in mezzo al petto, che gli strappò un urlo di dolore. Quasi nel medesimo istante le acque si gonfiarono bruscamente presso di lui, due enormi mascelle apparvero munite di denti formidabili e si chiusero con un lugubre24 scricchiolìo intorno al suo corpo, tagliandolo in due. Il disgraziato ebbe appena il tempo di mandare un grido orribile e scomparve assieme al caimano, diventato inconsciamente alleato della giovane. Jolanda, atterrita da quell’atroce spettacolo, era rimasta muta con gli occhi sbarrati, fissi sul cerchio di sangue, che s’allargava a fior d’acqua. - Non supponevo che finisse così - disse, tergendosi il freddo sudore che le bagnava la fronte. - È orribile! È orribile… Cerchiamo almeno di soccorrere l’altro, se è possibile. Il primo indiano, fuggendo, aveva tracciato un largo solco fra le canne e le piante non si erano ancora rialzate. Lo seguì fino sul margine dell’isolotto senza trovare quel disgraziato, che probabilmente era balzato in acqua ed era morto in fondo alla palude. - L’hanno voluto - disse con voce triste. - Sarei stata ben felice di risparmiarli. Ritornò lentamente verso l’altro margine dell’isolotto e guardò verso la riva. Morgan non si scorgeva più e nemmeno l’accampamento. La zattera si era spostata e filava dolcemente attraverso un ampio canale tra la vegetazione, andando alla deriva. (Tratto da: E. Salgari, Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, Mursia) Il testo Una parte molto bella del romanzo è il racconto delle avventure di Jolanda e di Morgan nella giungla del Venezuela. Il pirata e Jolanda, che è diventata sua moglie, sono finiti su un’isola dalla quale non riescono a fuggire: Morgan è gravemente ferito e la giovane è costretta a misurarsi con una natura ostile e selvaggia, con la minaccia degli animali feroci e l’assalto di alcuni cannibali. 13. mucumucu: pianta tropicale caratteristica del Sudamerica. 14. victoria: pianta acquatica. 15. antropofagi: cannibali. 16. rizophore: piante tropicali. 17. colubro: genere di serpente. 18. duro lavoro: tagliare l’albero che teneva ancorato l’isolotto. 19. Toledo: città del centro della Spagna, celebre per la lavorazione delle lame da taglio. 20. Guadalquivir: fiume della Spagna. 21. si pascevano: si cibavano. 22. scorridore: termine militare, soldato. Qui fa riferimento al Corsaro Nero. 23. solidamente: in modo solido, fermo. 24. lugubre: che suscita immagini di dolore e di morte. USA IL DIZIONARIO Jolanda affronta l’indiano anche perché questi è “inerme”, cioè: ☐ solo ☐ innocuo ☐ disarmato ☐ impreparato LESSICO 1. Rileggi rapidamente il primo episodio e trascrivi le espressioni del testo corrispondenti alle parole sottolineate, come nell’esempio. • Jolanda esce dall’alcova con un rapido movimento .................................................................................... • Carmaux si inchina in modo poco disinvolto ................................................................................................... • Morgan fu un pirata leale e coraggioso .............................................................................................................. • Nel porgere la mano a Jolanda i due corsari sono imbarazzati, goffi ................................................ • Jolanda si rivolge al capitano in tono beffardo .............................................................................................. 2. Sempre nel primo episodio, l’autore ci presenta la protagonista con una descrizione ricca di aggettivi e paragoni. Completa con le espressioni del testo. 3. Nel secondo episodio, abbondano le espressioni che fanno capire come Jolanda sia la degna figlia del celebre Corsaro Nero. Rispondi o completa, con le parole del testo. • Con quale aggettivo è definita l’arma usata da Jolanda? ......................................................................... • Quando riconobbe il feroce assalitore non ....................................................................................................... • Jolanda affronta l’attacco del selvaggio quantunque ................................................................................. • Jolanda muove la sua grossa spada ...................................................................................................................... • Si libera dall’attacco con .............................................................................................................................................. • Davanti al secondo assalitore, si comporta in modo ................................................................................... • Approfitta dell’esitazione dell’avversario per ................................................................................................... ANALIZZARE 4. La vicenda si sviluppa nel Mare dei Caraibi, in Venezuela e in America centrale. I luoghi sono descritti in modo dettagliato, con ricchezza di particolari. Nel secondo episodio l’ambiente contribuisce (due risposte) ☐ a dare al lettore informazioni scientifiche ☐ a dare l’idea di una natura piena di insidie ☐ ad accrescere la pericolosità della situazione 5. Con quali stati d’animo la protagonista affronta la sua avventura nella giungla? Scegli fra quelli proposti e per ciascuno trova un esempio nel testo. disperata • piena di coraggio • impietosita • crudele • fiduciosa • scoraggiata • determinata 6. La frase «Stupidi! Non mi avete ucciso! Avrete ben presto mie nuove» (r. 85-86) costituisce un’anticipazione sulla narrazione e crea ☐ un momento di suspense ☐ un momento di terrore ☐ un colpo di scena Che cosa pensi succederà? 7. La narrazione è ricca soprattutto di sequenze ☐ dialogiche e narrative ☐ narrative e riflessive ☐ narrative e descrittive 8. Quesito INVALSI Individua nel testo il periodo «Già non poteva esserle di alcun aiuto e poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia che l’aveva tanto spaventata» (r. 112-114) e rispondi. a. Qual è il soggetto della frase «Già non poteva esserle di alcun aiuto»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia b. Qual è il soggetto della frase «poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia c. Qual è il soggetto della frase «che l’aveva tanto spaventata»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia 9. Quesito INVALSI Nella frase «non poteva esserle di alcun aiuto» che cosa significa e a chi si riferisce la particella “-le”? Significa ................................ e si riferisce ............................................................... ESPRIMERE E VALUTARE 10. Parlare In questo romanzo Salgari esalta la figura di una donna, facendone la protagonista imbattibile delle vicende narrate. Pensi che le ragazze e le donne possano comportarsi in modo eccezionale e coraggioso, anche nella vita quotidiana? Conosci qualche eroina reale? Chi è? Confronta la tua opinione in classe. LIBRI PER TE Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem, Signum Sicuramente conosci Sandokan, uno dei personaggi più famosi creati da Emilio Salgari. Capo di una schiera di pirati, è il signore indiscusso di Mompracem, un’isola della Malesia. Costantemente combattuto dagli Inglesi, cui ha giurato eterno odio per aver sterminato la sua famiglia, riesce a sottrarsi alla cattura grazie anche all’aiuto del fraterno amico Yanez e al valore dei suoi “tigrotti”, pronti a eseguire ogni ordine del loro capo anche a costo della morte. Ma nella vita dell’indomito pirata irrompe l’amore per Marianna, la bella fanciulla inglese che lo ha colpito così profondamente da trasformare il suo stesso carattere… Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro, Signum Ancora un grande classico delle avventure di pirati, che prende avvio però nella nebbiosa Inghilterra. Un giorno, l’adolescente Jim Hawkins trova una mappa nel baule di un misterioso pirata morto nella locanda di sua madre: è la carta di un’isola lontana, sulla quale è segnato il nascondiglio del tesoro di un famoso pirata. Jim si imbarca con alcuni amici alla ricerca del tesoro e da quel momento dovrà affrontare molti pericoli, sopportare la prigionia, uccidere per salvarsi. Alla fine potrà far ritorno a casa più abile e forte, ma soprattutto consapevole che la vita e l’onestà sono beni dal valore inestimabile. Patrizia Marzocchi, Avventure tra i pirati, Editrice Piccoli Dopo Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, puoi fare conoscenza con un’altra protagonista femminile di un romanzo d’avventure, creata dalla fantasia di un’autrice contemporanea. Caterina, rimasta orfana, è costretta a trasferirsi con la sorella Isabella alla corte del re di Francia, presso uno zio. Siamo nel Seicento, all’epoca del grande re Sole, Luigi XIV. Lo zio e la cugina, la perfida Adelaide, preparano per le due sorelle un futuro davvero angosciante. Caterina, però, ha un’idea geniale che manderà all’aria il progetto. Una serie incalzante di vicende conduce le due ragazze nel bel mezzo del Mediterraneo, su una nave di pirati… Il dolore, la paura, l’amore, l’avventura faranno capire a Caterina qual è la sua strada nella vita.
La figlia del Corsaro Nero Emilio Salgari La liberazione di Jolanda Jolanda, rapita dal conte di Medina che vuole impossessarsi della sua eredità, viene liberata da due corsari, Carmaux e Wan Stiller, con un attacco a sorpresa al convento dei Carmelitani dove era sorvegliata dal capitano. Dopo un breve scontro, il capitano si arrende e accetta di consegnare la figlia del Corsaro Nero in cambio della propria salvezza. Il capitano trasse dalla cintura di pelle, che portava ai fianchi, una chiave e si diresse verso una porta che si vedeva all’estremità della sala sotterranea. - Adagio, signore - disse Carmaux, che era sempre diffidente. - Eravate soli qui? - Non vi è nessun altro - rispose il capitano. - Al fracasso sarebbero già accorsi e allora le sorti del duello sarebbero forse cambiate. - Infatti avete ragione - disse Carmaux. Il capitano introdusse la chiave nella toppa e aprì la porta, avanzando in un’altra sala illuminata da un lampadario di stile veneziano, con il pavimento riparato da un tappeto assai fitto e arredata con una certa eleganza. All’estremità si vedeva un’alcova1, le cui tende rosse, con ricami d’oro sbiadito dal tempo e dall’umidità, erano abbassate. - Signora - disse il capitano. - Vi prego d’alzarvi. - Vi sono delle persone che hanno conosciuto vostro padre, che vi aspettano. Un grido si era udito dietro alle tende, un grido di stupore e anche di gioia, poi una fanciulla con una mossa fulminea2 si era lanciata fuori dall’alcova, fissando i suoi occhi sui due filibustieri3 che si erano levati i berretti.Era una bellissima fanciulla, di quindici o sedici anni, alta e flessuosa come un giunco, dalla pelle pallidissima, quasi alabastrina4, che ricordava suo padre, il Corsaro Nero, e due occhi grandi, d’un nero intenso, con lunghe palpebre che lasciavano cadere sul suo viso la loro ombra. I suoi capelli, neri come l’ala di un corvo, li teneva sciolti sulle spalle, legati solamente presso la nuca da una piccola fila di perle. Indossava un semplice accappatoio bianco, con guarnizioni di trine5 e un sottile ricamo d’oro sulle lunghe maniche. Vedendo i due corsari, un secondo grido le era sfuggito ed era rimasta a bocca aperta, mostrando due file di denti piccoli come granelli di riso e più splendenti dell’opale6. - Signorina di Ventimiglia - disse Carmaux, inchinandosi goffamente e con un certo imbarazzo - noi siamo due fedeli marinai di vostro padre, qui mandati dal suo antico luogotenente, il capitano Morgan… - Morgan! - esclamò la fanciulla. - Morgan… Il comandante in seconda della Folgore? - Sì, signorina. Avete udito parlare di lui? - Mio padre è morto troppo presto perché me ne parlasse - disse la fanciulla con profonda tristezza - ma, nelle sue memorie, ho trovato molte volte il nome di quel fedele e valoroso corsaro, che lo seguì sui mari e che lo aiutò a compiere le sue vendette. Dov’è ora? - Qui, in Maracaibo7, signorina. - Morgan qui? Allora i filibustieri della Tortue8 hanno preso la città! - Da stamattina. - E potrò vederlo? - Quando vorrete. - E voi, capitano, me lo permetterete? - chiese volgendosi verso lo spagnolo. - Voi siete libera, signora, da che il governatore è fuggito. - Ah! - fece la giovane, con accento un po’ ironico. - Il signor conte di Medina è scappato dinanzi ai filibustieri della Tortue? Lo credevo più valoroso. - Meglio la fuga che la prigionia. - Già, per coloro che non sanno morire combattendo. Sicché io sono libera? - E sotto la nostra protezione, signorina - disse Carmaux. - Carmaux e Wan Stiller, due devoti servitori di vostro padre, il Corsaro Nero. La giovane si passò una mano sulla fronte, come per risvegliare delle lontane memorie, poi disse: - Carmaux… Wan Stiller… voi dovete aver accompagnato mio padre nella Florida… dopo l’esplosione del vascello di mio nonno il duca… Nelle memorie lasciate da mio padre ho trovato molte volte i vostri nomi… Fece alcuni passi innanzi e tese le sue belle mani dalle dita affusolate9 verso i due filibustieri, dicendo: - Una stretta, eroi del mare, fedeli compagni di mio padre nella sua triste vita avventurosa. I due corsari, confusi, impacciati, chiusero le due manine fra le loro dita ruvide e callose, borbottando qualche parola. - Ed ora - disse la fanciulla - sono con voi, se il capitano non si oppone. Si gettò sulle spalle una lunga mantiglia10 di seta nera con pizzi di Venezia, prese un grazioso cappello di feltro11 scuro adorno d’una piuma nera e si mise fra i due corsari, dicendo al capitano con accento ironico: - I miei saluti al signor conte di Medina e Torres, e ditegli che se mi vorrà, bisognerà che venga a prendermi alla Tortue, se ne avrà il coraggio. Il capitano non rispose; ma appena Carmaux e Wan Stiller furono usciti con la fanciulla, disse: - Stupidi! Non mi avete ucciso! Avrete ben presto mie nuove12. IL ROMANZO - JOLANDA, LA FIGLIA DEL CORSARO NERO Autore Emilio Salgari 1ª ed. originale 1905 Genere romanzo d’avventura Lingua originale italiano Ambientazione Mar dei Caraibi, Tortuga, Maracaibo, metà XVII secolo Fa parte della trilogia I corsari delle Antille è preceduto da La regina dei Caraibi e seguito da Il figlio del Corsaro Rosso Il testo La giovane Jolanda ha il coraggio del padre, il Conte di Ventimiglia, il temuto Corsaro Nero. Lotta per riprendersi l’eredità e per conquistare l’amore di Morgan, amico fedele del Corsaro Nero. Ti presentiamo due tra gli episodi più significativi del romanzo. L’autore Emilio Salgari nacque a Verona nel 1862. Autore di tanti romanzi e racconti d’avventura ambientati in Paesi lontani, in realtà non uscì mai dall’Italia: viaggiò solo con l’immaginazione, documentandosi in biblioteca. Nonostante l’enorme popolarità dei suoi libri, fu oppresso dalle difficoltà economiche. Morì suicida a Torino nel 1911. Tra i suoi romanzi più famosi: I misteri della jungla nera, I pirati della Malesia, Il Corsaro Nero, Le tigri di Mompracem e Sandokan alla riscossa. 1. alcova: parte di una stanza dove si collocava il letto, chiusa da tendaggi. 2. mossa fulminea: mossa rapida e veloce come un fulmine. 3. filibustieri: pirati, corsari. 4. alabastrina: del colore dell’alabastro, cioè chiara, pallida. 5. guarnizioni di trine: ornamenti fatti di pizzi. 6. opale: pietra preziosa di lucentezza simile al vetro. 7. Maracaibo: porto del Venezuela. 8. Tortue: o Tortuga, isola facente parte di Haiti. 9. affusolate: sottili. 10. mantiglia: ampio scialle. 11. feltro: tessuto ottenuto da fibre di lana miste con altri peli animali. 12. nuove: notizie. Dove? Le vicende si svolgono tra le Antille, arcipelago dell’America centrale, e il Venezuela. L’intrepida corsara Jolanda, esplorando l’isola, scopre un isolotto che potrebbe essere usato come zattera, se riuscisse a liberarlo da un grande albero che lo trattiene. Jolanda con un salto fu sul margine dell’isolotto e si curvò prontamente allungando lo spadone, poi si ritrasse subito, facendo un gesto di terrore. Attraverso l’acqua trasparente aveva visto una forma umana nuotare velocemente e scomparire in mezzo alle larghe foglie dei mucumucu13 e delle victoria14. - Un uomo! - aveva esclamato. - E forse erano due! Che siano indiani antropofagi15? Si abbassò dietro le rizophore16 per non venire scorta e guardò il banco, che si trovava di fronte all’isolotto e su cui poco prima aveva veduto agitarsi i fusti di legno cannone. Non erano trascorsi cinque secondi, quando vide una testa coperta da lunghi capelli biondastri emergere, quindi un corpo seminudo scivolare fra le piante e scomparire. Poco dopo un altro ne sorgeva a breve distanza e pure si nascondeva fra le piante. «Sono due cannibali - mormorò tra sé la fanciulla, rabbrividendo. - Il colore dei loro capelli li ha traditi. Quei miserabili cercano di prendermi per divorarmi. Che siano due di quelli che ci hanno fatti fuggire? Il pericolo è grave e bisogna che mi affretti a liberare l’isolotto dall’ostacolo che lo tiene prigioniero». Per un momento ebbe il pensiero di avvertire Morgan, poi, riflettendoci meglio, vi rinunciò. Già non poteva esserle di alcun aiuto e poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia che l’aveva tanto spaventata. Quell’uomo, sapendola minacciata dagli antropofagi, era ben capace, anche così ferito, di tentare a nuoto la traversata della laguna, col pericolo di venire tagliato in due da qualche caimano o stritolato fra le spire possenti di qualche enorme colubro17 acquatico. Rimase in osservazione alcuni minuti poi, vedendo che i due indiani non si facevano vivi, quasi persuasa che non osassero affrontarla direttamente e che fossero privi d’armi, non avendo veduto indosso a loro alcun arco, anzi nemmeno un coltello, ritornò verso il centro dell’isola, riprendendo il duro lavoro18. Il tronco era già stato profondamente intaccato dalla grossa lama dello spadone, un’arma impareggiabile, forse di vero acciaio di Toledo19, temprato nelle acque del Guadalquivir20. Ci volle una buona ora prima che quel pezzo di legno fosse tagliato a sufficiente profondità per permettere all’ammasso di radici e di piante di potersi liberamente muovere. - Va’!… - esclamò Jolanda. - L’isolotto si muove! Sono salva! Quel grido l’aveva mandato troppo presto. La massa galleggiante si era appena messa in moto, quando s’inchinò bruscamente da un lato lasciando filtrare abbondantemente l’acqua attraverso le radici ed il terriccio, poi un urlo rauco, che sembrava l’urlo di guerra di un indiano, squarciò improvvisamente l’aria. Jolanda aveva fatto un salto indietro, mentre un uomo di alta statura, quasi interamente nudo, grondante d’acqua, le si precipitò addosso allungando le mani per afferrarla. La signora di Ventimiglia riconobbe subito nel suo assalitore uno di quei feroci abitatori delle selve interne del Venezuela, che si pascevano21 di carne umana: tuttavia non si smarrì. Aveva nelle vene il sangue del formidabile scorridore22 del mare e, quantunque sola e giovanissima, fece fronte all’impetuoso attacco del selvaggio. Questi d’altronde era inerme. - Indietro o t’uccido! - gridò la valorosa fanciulla, spingendo minacciosamente innanzi lo spadone. L’indiano, che si credeva abbastanza robusto per misurarsi con una creatura che gli pareva debole, invece di dare indietro spiccò un salto per strapparle l’arma. Jolanda con una mossa fulminea si sottrasse all’attacco, poi allungò il braccio armato, colpendo l’indiano sotto la gola e con tale violenza che la lama entrò nelle carni per parecchi pollici. Il ferito mandò un urlo feroce, si portò le mani sullo squarcio per arrestare il sangue che sfuggiva a fiotti, poi fuggì via come un pazzo, rantolando. Jolanda stava per slanciarglisi dietro per costringerlo ad abbandonare l’isolotto, quando udì dietro di sé le canne aprirsi violentemente. Ebbe appena il tempo di voltarsi e di rimettersi in guardia che vide apparire il secondo indiano, che teneva in mano un grosso bambù terminante in una rozza punta. Vedendo l’atteggiamento fiero e risoluto della fanciulla e soprattutto la spada che impugnava solidamente23, ebbe un momento di esitazione. Jolanda, che vedevasi dinanzi la morte, ne approfittò per incalzarlo vigorosamente, vibrando tre o quattro stoccate. La scherma non le era sconosciuta e sapeva valersi delle armi usate in quei tempi. - T’uccido!… - gli gridò. L’indiano, sorpreso di aver trovato quell’inaspettata resistenza e forse spaventato dal grido di morte del compagno, indietreggiava verso l’orlo della zattera, digrignando i denti e ruggendo come una belva. Due volte aveva tentato di colpire la fanciulla con la sua arma primitiva, senza riuscirvi. Anzi, nel secondo colpo, la punta era stata troncata da un colpo di spada. Vedendosi presso il margine cercò, con un salto improvviso, di fare inclinare quell’ammasso di radici e di piante, nella speranza di far cadere la valorosa fanciulla e di gettarsele poi addosso a tradimento. Venutogli meno anche quel tentativo, tentò di scagliarsi sull’avversaria a corpo perduto; invece cadde in acqua con una radice in mezzo al petto, che gli strappò un urlo di dolore. Quasi nel medesimo istante le acque si gonfiarono bruscamente presso di lui, due enormi mascelle apparvero munite di denti formidabili e si chiusero con un lugubre24 scricchiolìo intorno al suo corpo, tagliandolo in due. Il disgraziato ebbe appena il tempo di mandare un grido orribile e scomparve assieme al caimano, diventato inconsciamente alleato della giovane. Jolanda, atterrita da quell’atroce spettacolo, era rimasta muta con gli occhi sbarrati, fissi sul cerchio di sangue, che s’allargava a fior d’acqua. - Non supponevo che finisse così - disse, tergendosi il freddo sudore che le bagnava la fronte. - È orribile! È orribile… Cerchiamo almeno di soccorrere l’altro, se è possibile. Il primo indiano, fuggendo, aveva tracciato un largo solco fra le canne e le piante non si erano ancora rialzate. Lo seguì fino sul margine dell’isolotto senza trovare quel disgraziato, che probabilmente era balzato in acqua ed era morto in fondo alla palude. - L’hanno voluto - disse con voce triste. - Sarei stata ben felice di risparmiarli. Ritornò lentamente verso l’altro margine dell’isolotto e guardò verso la riva. Morgan non si scorgeva più e nemmeno l’accampamento. La zattera si era spostata e filava dolcemente attraverso un ampio canale tra la vegetazione, andando alla deriva. (Tratto da: E. Salgari, Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, Mursia) Il testo Una parte molto bella del romanzo è il racconto delle avventure di Jolanda e di Morgan nella giungla del Venezuela. Il pirata e Jolanda, che è diventata sua moglie, sono finiti su un’isola dalla quale non riescono a fuggire: Morgan è gravemente ferito e la giovane è costretta a misurarsi con una natura ostile e selvaggia, con la minaccia degli animali feroci e l’assalto di alcuni cannibali. 13. mucumucu: pianta tropicale caratteristica del Sudamerica. 14. victoria: pianta acquatica. 15. antropofagi: cannibali. 16. rizophore: piante tropicali. 17. colubro: genere di serpente. 18. duro lavoro: tagliare l’albero che teneva ancorato l’isolotto. 19. Toledo: città del centro della Spagna, celebre per la lavorazione delle lame da taglio. 20. Guadalquivir: fiume della Spagna. 21. si pascevano: si cibavano. 22. scorridore: termine militare, soldato. Qui fa riferimento al Corsaro Nero. 23. solidamente: in modo solido, fermo. 24. lugubre: che suscita immagini di dolore e di morte. USA IL DIZIONARIO Jolanda affronta l’indiano anche perché questi è “inerme”, cioè: ☐ solo ☐ innocuo ☐ disarmato ☐ impreparato LESSICO 1. Rileggi rapidamente il primo episodio e trascrivi le espressioni del testo corrispondenti alle parole sottolineate, come nell’esempio. • Jolanda esce dall’alcova con un rapido movimento .................................................................................... • Carmaux si inchina in modo poco disinvolto ................................................................................................... • Morgan fu un pirata leale e coraggioso .............................................................................................................. • Nel porgere la mano a Jolanda i due corsari sono imbarazzati, goffi ................................................ • Jolanda si rivolge al capitano in tono beffardo .............................................................................................. 2. Sempre nel primo episodio, l’autore ci presenta la protagonista con una descrizione ricca di aggettivi e paragoni. Completa con le espressioni del testo. 3. Nel secondo episodio, abbondano le espressioni che fanno capire come Jolanda sia la degna figlia del celebre Corsaro Nero. Rispondi o completa, con le parole del testo. • Con quale aggettivo è definita l’arma usata da Jolanda? ......................................................................... • Quando riconobbe il feroce assalitore non ....................................................................................................... • Jolanda affronta l’attacco del selvaggio quantunque ................................................................................. • Jolanda muove la sua grossa spada ...................................................................................................................... • Si libera dall’attacco con .............................................................................................................................................. • Davanti al secondo assalitore, si comporta in modo ................................................................................... • Approfitta dell’esitazione dell’avversario per ................................................................................................... ANALIZZARE 4. La vicenda si sviluppa nel Mare dei Caraibi, in Venezuela e in America centrale. I luoghi sono descritti in modo dettagliato, con ricchezza di particolari. Nel secondo episodio l’ambiente contribuisce (due risposte) ☐ a dare al lettore informazioni scientifiche ☐ a dare l’idea di una natura piena di insidie ☐ ad accrescere la pericolosità della situazione 5. Con quali stati d’animo la protagonista affronta la sua avventura nella giungla? Scegli fra quelli proposti e per ciascuno trova un esempio nel testo. disperata • piena di coraggio • impietosita • crudele • fiduciosa • scoraggiata • determinata 6. La frase «Stupidi! Non mi avete ucciso! Avrete ben presto mie nuove» (r. 85-86) costituisce un’anticipazione sulla narrazione e crea ☐ un momento di suspense ☐ un momento di terrore ☐ un colpo di scena Che cosa pensi succederà? 7. La narrazione è ricca soprattutto di sequenze ☐ dialogiche e narrative ☐ narrative e riflessive ☐ narrative e descrittive 8. Quesito INVALSI Individua nel testo il periodo «Già non poteva esserle di alcun aiuto e poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia che l’aveva tanto spaventata» (r. 112-114) e rispondi. a. Qual è il soggetto della frase «Già non poteva esserle di alcun aiuto»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia b. Qual è il soggetto della frase «poi l’avrebbe spinto a commettere la pazzia»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia c. Qual è il soggetto della frase «che l’aveva tanto spaventata»? A. Jolanda B. Morgan C. aiuto D. pazzia 9. Quesito INVALSI Nella frase «non poteva esserle di alcun aiuto» che cosa significa e a chi si riferisce la particella “-le”? Significa ................................ e si riferisce ............................................................... ESPRIMERE E VALUTARE 10. Parlare In questo romanzo Salgari esalta la figura di una donna, facendone la protagonista imbattibile delle vicende narrate. Pensi che le ragazze e le donne possano comportarsi in modo eccezionale e coraggioso, anche nella vita quotidiana? Conosci qualche eroina reale? Chi è? Confronta la tua opinione in classe. LIBRI PER TE Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem, Signum Sicuramente conosci Sandokan, uno dei personaggi più famosi creati da Emilio Salgari. Capo di una schiera di pirati, è il signore indiscusso di Mompracem, un’isola della Malesia. Costantemente combattuto dagli Inglesi, cui ha giurato eterno odio per aver sterminato la sua famiglia, riesce a sottrarsi alla cattura grazie anche all’aiuto del fraterno amico Yanez e al valore dei suoi “tigrotti”, pronti a eseguire ogni ordine del loro capo anche a costo della morte. Ma nella vita dell’indomito pirata irrompe l’amore per Marianna, la bella fanciulla inglese che lo ha colpito così profondamente da trasformare il suo stesso carattere… Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro, Signum Ancora un grande classico delle avventure di pirati, che prende avvio però nella nebbiosa Inghilterra. Un giorno, l’adolescente Jim Hawkins trova una mappa nel baule di un misterioso pirata morto nella locanda di sua madre: è la carta di un’isola lontana, sulla quale è segnato il nascondiglio del tesoro di un famoso pirata. Jim si imbarca con alcuni amici alla ricerca del tesoro e da quel momento dovrà affrontare molti pericoli, sopportare la prigionia, uccidere per salvarsi. Alla fine potrà far ritorno a casa più abile e forte, ma soprattutto consapevole che la vita e l’onestà sono beni dal valore inestimabile. Patrizia Marzocchi, Avventure tra i pirati, Editrice Piccoli Dopo Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, puoi fare conoscenza con un’altra protagonista femminile di un romanzo d’avventure, creata dalla fantasia di un’autrice contemporanea. Caterina, rimasta orfana, è costretta a trasferirsi con la sorella Isabella alla corte del re di Francia, presso uno zio. Siamo nel Seicento, all’epoca del grande re Sole, Luigi XIV. Lo zio e la cugina, la perfida Adelaide, preparano per le due sorelle un futuro davvero angosciante. Caterina, però, ha un’idea geniale che manderà all’aria il progetto. Una serie incalzante di vicende conduce le due ragazze nel bel mezzo del Mediterraneo, su una nave di pirati… Il dolore, la paura, l’amore, l’avventura faranno capire a Caterina qual è la sua strada nella vita.