VOLTIAMO PAGINA PRIMI GIORNI

Solo, davanti al pubblicoCharlie Chaplin Fu a causa della voce di mia madre che all’età di cinque anni io feci la mia prima apparizione sul palcoscenico. Mia madre, di solito, preferiva portarmi con sé in teatro piuttosto che lasciarmi a casa solo. A quell’epoca lavorava nel teatro di Aldershot, un locale sporco frequentato soprattutto da militari. Era un pubblico chiassoso e attaccabrighe, e bastava poco per scatenarne i fischi. Quando la voce di mia madre si ruppe e si ridusse a un mormorio, il pubblico cominciò a ridere e a fischiare. Era tutto confuso e non capii che cosa stesse accadendo. Ma il baccano aumentò finché mia madre non fu costretta a lasciare il palcoscenico. Il direttore, che mi aveva visto recitare davanti agli amici di mia madre, propose di mandarmi in scena al posto suo.E ricordo che in tutto quel trambusto egli mi prese per mano e, dopo qualche parola di spiegazione rivolta al pubblico, mi lasciò solo al centro del palcoscenico. Allora davanti a un mare di facce confuse in mezzo al fumo, cominciai a cantare, accompagnato dall’orchestra che stentò un poco a trovare la mia tonalità. Era una canzone popolare, intitolata Jack Jones. A metà canzone una pioggia di monete investì il palcoscenico. Mi interruppi immediatamente per annunciare che prima avrei raccolto il denaro e poi mi sarei rimesso a cantare.Questa uscita provocò le risa del pubblico. Arrivò il direttore con un fazzoletto per aiutarmi a raccattare i soldi. Io credetti che volesse tenerseli lui. Il pubblico, evidentemente, comprese i miei timori e rise ancora più forte, specie quando egli uscì col denaro e io, preoccupato, gli tenni dietro. Non tornai in scena finché non l’ebbe consegnato a mia madre.Ero perfettamente a mio agio. Parlai al pubblico, ballai ed eseguii diverse imitazioni, compresa quella di mia madre mentre cantava una delle sue marcette irlandesi. E ripetendo il ritornello, imitai in tutta innocenza la voce di mia madre nel momento in cui si era spezzata. Rimasi sorpreso dalla reazione del pubblico.Echeggiarono applausi e risate, poi piovve sul palcoscenico una seconda ondata di monetine; e quando mia madre entrò in scena per portarmi via, la sua presenza suscitò un applauso fragoroso. Quella sera segnò la data della mia prima esibizione in teatro e dell’ultima di mia madre.(Tratto da: C. Chaplin, La mia autobiografia, Mondadori) COMPRENDERE E CONFRONTARE 1. Esprimi il tuo pensiero in relazione alle seguenti domande.• Chaplin inizia a esibirsi in teatro solo perché vi lavorava sua madre o anche per attitudine personale?• Conosci persone che svolgono lo stesso lavoro dei loro genitori?• Secondo te, la loro scelta è stata influenzata? Se sì, da che cosa?2. La naturale attitudine per un’attività si manifesta con segnali di vario tipo.Cerca e sottolinea in rosso, nel testo, le espressioni che segnalano la naturale attitudine (atteggiamenti, azioni, stati d’animo, reazioni del pubblico) di Chaplin a fare spettacolo.- Trascrivi i segnali che ti sembrano più evidenti.- Quindi pensa ad alcuni tuoi atteggiamenti: possono essere considerati indizi preziosi per scoprire in te un talento per un’attività specifica? Il testoHai mai visto le comiche o qualche celebre film di Charlie Chaplin, più noto come Charlot? Vediamo come avvenne la sua prima esibizione in teatro, in cui scoprì il talento che lo portò al successo.L’autoreCharlie Chaplin (1889-1977) è stato uno dei più importanti attori, registi e sceneggiatori inglesi, autore di quasi un centinaio di film.Il suo personaggio più famoso, nato ai tempi del cinema muto, è Charlot, l’ometto con la bombetta, i baffetti, le scarpe troppo grandi e il bastone da passeggio, diventato il simbolo dell’uomo che, pur se vittima delle avversità e delle ingiustizie della società moderna, riesce sempre a mantenere intatta la propria dignità e onestà. Il brano che segue è ambientato in Inghilterra alla fine dell’Ottocento.
Solo, davanti al pubblicoCharlie Chaplin Fu a causa della voce di mia madre che all’età di cinque anni io feci la mia prima apparizione sul palcoscenico. Mia madre, di solito, preferiva portarmi con sé in teatro piuttosto che lasciarmi a casa solo. A quell’epoca lavorava nel teatro di Aldershot, un locale sporco frequentato soprattutto da militari. Era un pubblico chiassoso e attaccabrighe, e bastava poco per scatenarne i fischi. Quando la voce di mia madre si ruppe e si ridusse a un mormorio, il pubblico cominciò a ridere e a fischiare. Era tutto confuso e non capii che cosa stesse accadendo. Ma il baccano aumentò finché mia madre non fu costretta a lasciare il palcoscenico. Il direttore, che mi aveva visto recitare davanti agli amici di mia madre, propose di mandarmi in scena al posto suo.E ricordo che in tutto quel trambusto egli mi prese per mano e, dopo qualche parola di spiegazione rivolta al pubblico, mi lasciò solo al centro del palcoscenico. Allora davanti a un mare di facce confuse in mezzo al fumo, cominciai a cantare, accompagnato dall’orchestra che stentò un poco a trovare la mia tonalità. Era una canzone popolare, intitolata Jack Jones. A metà canzone una pioggia di monete investì il palcoscenico. Mi interruppi immediatamente per annunciare che prima avrei raccolto il denaro e poi mi sarei rimesso a cantare.Questa uscita provocò le risa del pubblico. Arrivò il direttore con un fazzoletto per aiutarmi a raccattare i soldi. Io credetti che volesse tenerseli lui. Il pubblico, evidentemente, comprese i miei timori e rise ancora più forte, specie quando egli uscì col denaro e io, preoccupato, gli tenni dietro. Non tornai in scena finché non l’ebbe consegnato a mia madre.Ero perfettamente a mio agio. Parlai al pubblico, ballai ed eseguii diverse imitazioni, compresa quella di mia madre mentre cantava una delle sue marcette irlandesi. E ripetendo il ritornello, imitai in tutta innocenza la voce di mia madre nel momento in cui si era spezzata. Rimasi sorpreso dalla reazione del pubblico.Echeggiarono applausi e risate, poi piovve sul palcoscenico una seconda ondata di monetine; e quando mia madre entrò in scena per portarmi via, la sua presenza suscitò un applauso fragoroso. Quella sera segnò la data della mia prima esibizione in teatro e dell’ultima di mia madre.(Tratto da: C. Chaplin, La mia autobiografia, Mondadori) COMPRENDERE E CONFRONTARE 1. Esprimi il tuo pensiero in relazione alle seguenti domande.• Chaplin inizia a esibirsi in teatro solo perché vi lavorava sua madre o anche per attitudine personale?• Conosci persone che svolgono lo stesso lavoro dei loro genitori?• Secondo te, la loro scelta è stata influenzata? Se sì, da che cosa?2. La naturale attitudine per un’attività si manifesta con segnali di vario tipo.Cerca e sottolinea in rosso, nel testo, le espressioni che segnalano la naturale attitudine (atteggiamenti, azioni, stati d’animo, reazioni del pubblico) di Chaplin a fare spettacolo.- Trascrivi i segnali che ti sembrano più evidenti.- Quindi pensa ad alcuni tuoi atteggiamenti: possono essere considerati indizi preziosi per scoprire in te un talento per un’attività specifica? Il testoHai mai visto le comiche o qualche celebre film di Charlie Chaplin, più noto come Charlot? Vediamo come avvenne la sua prima esibizione in teatro, in cui scoprì il talento che lo portò al successo.L’autoreCharlie Chaplin (1889-1977) è stato uno dei più importanti attori, registi e sceneggiatori inglesi, autore di quasi un centinaio di film.Il suo personaggio più famoso, nato ai tempi del cinema muto, è Charlot, l’ometto con la bombetta, i baffetti, le scarpe troppo grandi e il bastone da passeggio, diventato il simbolo dell’uomo che, pur se vittima delle avversità e delle ingiustizie della società moderna, riesce sempre a mantenere intatta la propria dignità e onestà. Il brano che segue è ambientato in Inghilterra alla fine dell’Ottocento.