VOLTIAMO PAGINA PRIMI GIORNI

Come il mio sogno divenne realtàSalvatore Accardo Mio padre Vincenzo, nel lontano 1944, quando avevo tre anni, mi donò un violino per bambini che acquistò con grandi sacrifici.La mamma ne fu assai contrariata:- Ma quanto l’hai pagato? - gli chiese.E lui: - Mah, poco, mille lire.- Mille lire? Ma tu sei pazzo.Perché mille lire, a quei tempi, con la guerra e la povertà, erano un bel po’ di soldi.Ma con quel violino, con la musica, il mio sogno era divenuto realtà e il mio destino tracciato.Tutti furono meravigliati della mia capacità di ripetere sul piccolo strumento le melodie che ascoltavamo in casa.Dopo aver imparato a leggere la musica grazie a un amico di famiglia, che suonava la fisarmonica e il violino ai matrimoni, venni affidato agli insegnamenti privati di un insegnante esigente e severo e a 11 anni fui ammesso al Conservatorio di Napoli, dove mi diplomai nel 1956.Questo per dirvi quanto la musica, la famiglia e un bravo insegnante sono stati fondamentali per la mia vita.(Tratto da: «Il Venerdì di Repubblica») COMPRENDERE E CONFRONTARE 1. Da che cosa sono compensati i sacrifici del padre per acquistare il piccolo violino?2. Quali sono i tre fattori che Accardo considera fondamentali per la propria vita?3. Pensa ai tuoi ricordi d’infanzia: c’è qualche oggetto o strumento che hai desiderato e che ti ha fatto scoprire un’attitudine, un’abilità particolare? Il testoAll’inizio, per il piccolo Salvatore suonare era come giocare. Poi il suo sogno si è realizzato e la musica è diventata la sua vita.L’autoreSalvatore Accardo, violinista, è tra i più grandi musicisti contemporanei. È nato nel 1941 a Torino, da una famiglia originaria di Torre del Greco, in provincia di Napoli.
Come il mio sogno divenne realtàSalvatore Accardo Mio padre Vincenzo, nel lontano 1944, quando avevo tre anni, mi donò un violino per bambini che acquistò con grandi sacrifici.La mamma ne fu assai contrariata:- Ma quanto l’hai pagato? - gli chiese.E lui: - Mah, poco, mille lire.- Mille lire? Ma tu sei pazzo.Perché mille lire, a quei tempi, con la guerra e la povertà, erano un bel po’ di soldi.Ma con quel violino, con la musica, il mio sogno era divenuto realtà e il mio destino tracciato.Tutti furono meravigliati della mia capacità di ripetere sul piccolo strumento le melodie che ascoltavamo in casa.Dopo aver imparato a leggere la musica grazie a un amico di famiglia, che suonava la fisarmonica e il violino ai matrimoni, venni affidato agli insegnamenti privati di un insegnante esigente e severo e a 11 anni fui ammesso al Conservatorio di Napoli, dove mi diplomai nel 1956.Questo per dirvi quanto la musica, la famiglia e un bravo insegnante sono stati fondamentali per la mia vita.(Tratto da: «Il Venerdì di Repubblica») COMPRENDERE E CONFRONTARE 1. Da che cosa sono compensati i sacrifici del padre per acquistare il piccolo violino?2. Quali sono i tre fattori che Accardo considera fondamentali per la propria vita?3. Pensa ai tuoi ricordi d’infanzia: c’è qualche oggetto o strumento che hai desiderato e che ti ha fatto scoprire un’attitudine, un’abilità particolare? Il testoAll’inizio, per il piccolo Salvatore suonare era come giocare. Poi il suo sogno si è realizzato e la musica è diventata la sua vita.L’autoreSalvatore Accardo, violinista, è tra i più grandi musicisti contemporanei. È nato nel 1941 a Torino, da una famiglia originaria di Torre del Greco, in provincia di Napoli.