VOLTIAMO PAGINA PRIMI GIORNI

Posso scegliere il posto che voglio! Luigi Garlando La mia scuola è una scatola di mattoni rossi, una vecchia scatola che cade a pezzi. Abbiamo i muratori più istruiti del mondo, perché sono sempre in classe per aggiustare un pezzo di soffitto che cade, una tubatura che gocciola o cose del genere. Sono la prima! Non è arrivato ancora nessuno in classe! Posso scegliere il posto che voglio! Quest’anno mi siederò qui, al penultimo banco della fila di destra, a una bella distanza dal prof e vicino alla finestra. Vedrò le lucertole e i gatti che scalano l’albero, i germogli che si aprono sui rami, il sole illuminerà i miei quaderni e magari sistemerà i miei strafalcioni di grammatica… Osserverò le nuvole, che mi fanno sempre sorridere. Hanno delle forme così buffe. Le nuvole sono le boccacce del cielo. Papà mi ha lasciato questa voglia di guardare in alto, anche se sui marciapiedi cammino a testa bassa per non pestare le formiche. Di colpo il sole sparisce. L’ha cancellato Giambi, che si è piazzato proprio davanti al mio banco, con i suoi odiosi capelli a spaghetto unti di gel e l’apparecchio ai denti, che sembra una trappola per topi. - Palla, rotola al tuo posto - mi ordina, posando lo zaino sul banco. - È questo il mio posto - replico, senza paura. - Ti sbagli, è il mio - ribatte. - Chi ci stava l’anno scorso? - Chi ci stava l’anno scorso? - ripete l’Eco. È stata la Giusy a battezzare Eco quel pappagallo di Dario Cometti. Ha ragione. Dario ripete sempre ciò che dice Giambi e fa tutto quello che fa il figlio del sindaco. Giambi si compra una cintura di pitone e se la compra anche Dario; Giambi s’inzuppa di gel e lo fa anche Dario; Giambi prende il raffreddore e a Dario viene la febbre… - L’anno scorso c’eri tu e quest’anno ci sto io - gli spiego. - Mica te lo sei comprato il banco. - Lo vediamo subito se ci stai tu. Aiutami, Dario… - dice minaccioso, afferrando due gambe della mia sedia. L’Eco afferra le altre due, sbuffando: «Non so se ce la facciamo a sollevarla. Pesa troppo…». Osservo Martino, che sta a guardare senza muovere un dito. Vigliacco, mi hai anche baciata… Meno male che Alessio si affaccia in classe. Salva! Gesticolo immediatamente con le mani la mia richiesta di aiuto. Alessio si avvicina. I due testa-a-spaghetto mollano la sedia e si allontanano, buoni buoni, come gattini. Fanno sempre così quando il mio amicone li squadra dall’alto in basso, con i pugni sui fianchi. - Non finisce qui - minaccia Giambi, squagliandosela. - Non finisce qui - ripete l’Eco. Ringrazio Alessio e gli chiedo di aspettarmi fuori dal cancello alla fine delle lezioni. Meglio se torniamo a casa insieme. Tira brutta aria, oggi. - Cosa ci fai nella fila dei maschi? - mi chiede sorpresa Sonia, entrando in classe. - E chi l’ha detto che è la fila dei maschi? - Be’, loro hanno sempre occupato la fila di destra, noi quella di sinistra - risponde Sonia. - Non è scritto da nessuna parte che non si può cambiare - faccio notare. - Anche noi abbiamo diritto di stare vicino alle finestre. - Giusto - commenta Betta. - Loro si abbronzano e noi restiamo bianche. - Mica male l’idea di mescolarci coi maschi! - ridacchia Pamela, appoggiando lo zaino sul banco accanto al mio. L’idea del cambiamento invece appare strana al prof di italiano, che è entrato per la prima ora di lezione. Giambi si alza per protestare, io per ribattere. Scoppia una discussione a mille voci, poi il prof batte una mano sulla cattedra e urla: - Per questa settimana restate così, poi vedremo! Decido io! (Tratto da: L. Garlando, Camilla che odiava la politica, BUR) COMPRENDERE E CONFRONTARE • Il posto nel banco e il compagno di banco sono sicuramente due aspetti molto importanti della vita scolastica. 1. Anche tu come Camilla eri abituato a lottare per conquistarti il banco vicino alla finestra o quello dell’amico del cuore? Racconta. 2. E adesso che frequenti la scuola media chi decide l’assegnazione dei posti? 3. Racconta a tal proposito la tua esperienza nella scuola primaria in un breve testo, che leggerai ai tuoi compagni. Il testo Camilla nel suo primo giorno di scuola, dopo le vacanze estive, deve affrontare la dura lotta per conquistarsi il posto che le piace di più… e sembra esserci riuscita! L’autore Luigi Garlando, nato a Milano, è giornalista e scrittore. Ha pubblicato libri per ragazzi, trattando temi sportivi e di attualità.
Posso scegliere il posto che voglio! Luigi Garlando La mia scuola è una scatola di mattoni rossi, una vecchia scatola che cade a pezzi. Abbiamo i muratori più istruiti del mondo, perché sono sempre in classe per aggiustare un pezzo di soffitto che cade, una tubatura che gocciola o cose del genere. Sono la prima! Non è arrivato ancora nessuno in classe! Posso scegliere il posto che voglio! Quest’anno mi siederò qui, al penultimo banco della fila di destra, a una bella distanza dal prof e vicino alla finestra. Vedrò le lucertole e i gatti che scalano l’albero, i germogli che si aprono sui rami, il sole illuminerà i miei quaderni e magari sistemerà i miei strafalcioni di grammatica… Osserverò le nuvole, che mi fanno sempre sorridere. Hanno delle forme così buffe. Le nuvole sono le boccacce del cielo. Papà mi ha lasciato questa voglia di guardare in alto, anche se sui marciapiedi cammino a testa bassa per non pestare le formiche. Di colpo il sole sparisce. L’ha cancellato Giambi, che si è piazzato proprio davanti al mio banco, con i suoi odiosi capelli a spaghetto unti di gel e l’apparecchio ai denti, che sembra una trappola per topi. - Palla, rotola al tuo posto - mi ordina, posando lo zaino sul banco. - È questo il mio posto - replico, senza paura. - Ti sbagli, è il mio - ribatte. - Chi ci stava l’anno scorso? - Chi ci stava l’anno scorso? - ripete l’Eco. È stata la Giusy a battezzare Eco quel pappagallo di Dario Cometti. Ha ragione. Dario ripete sempre ciò che dice Giambi e fa tutto quello che fa il figlio del sindaco. Giambi si compra una cintura di pitone e se la compra anche Dario; Giambi s’inzuppa di gel e lo fa anche Dario; Giambi prende il raffreddore e a Dario viene la febbre… - L’anno scorso c’eri tu e quest’anno ci sto io - gli spiego. - Mica te lo sei comprato il banco. - Lo vediamo subito se ci stai tu. Aiutami, Dario… - dice minaccioso, afferrando due gambe della mia sedia. L’Eco afferra le altre due, sbuffando: «Non so se ce la facciamo a sollevarla. Pesa troppo…». Osservo Martino, che sta a guardare senza muovere un dito. Vigliacco, mi hai anche baciata… Meno male che Alessio si affaccia in classe. Salva! Gesticolo immediatamente con le mani la mia richiesta di aiuto. Alessio si avvicina. I due testa-a-spaghetto mollano la sedia e si allontanano, buoni buoni, come gattini. Fanno sempre così quando il mio amicone li squadra dall’alto in basso, con i pugni sui fianchi. - Non finisce qui - minaccia Giambi, squagliandosela. - Non finisce qui - ripete l’Eco. Ringrazio Alessio e gli chiedo di aspettarmi fuori dal cancello alla fine delle lezioni. Meglio se torniamo a casa insieme. Tira brutta aria, oggi. - Cosa ci fai nella fila dei maschi? - mi chiede sorpresa Sonia, entrando in classe. - E chi l’ha detto che è la fila dei maschi? - Be’, loro hanno sempre occupato la fila di destra, noi quella di sinistra - risponde Sonia. - Non è scritto da nessuna parte che non si può cambiare - faccio notare. - Anche noi abbiamo diritto di stare vicino alle finestre. - Giusto - commenta Betta. - Loro si abbronzano e noi restiamo bianche. - Mica male l’idea di mescolarci coi maschi! - ridacchia Pamela, appoggiando lo zaino sul banco accanto al mio. L’idea del cambiamento invece appare strana al prof di italiano, che è entrato per la prima ora di lezione. Giambi si alza per protestare, io per ribattere. Scoppia una discussione a mille voci, poi il prof batte una mano sulla cattedra e urla: - Per questa settimana restate così, poi vedremo! Decido io! (Tratto da: L. Garlando, Camilla che odiava la politica, BUR) COMPRENDERE E CONFRONTARE • Il posto nel banco e il compagno di banco sono sicuramente due aspetti molto importanti della vita scolastica. 1. Anche tu come Camilla eri abituato a lottare per conquistarti il banco vicino alla finestra o quello dell’amico del cuore? Racconta. 2. E adesso che frequenti la scuola media chi decide l’assegnazione dei posti? 3. Racconta a tal proposito la tua esperienza nella scuola primaria in un breve testo, che leggerai ai tuoi compagni. Il testo Camilla nel suo primo giorno di scuola, dopo le vacanze estive, deve affrontare la dura lotta per conquistarsi il posto che le piace di più… e sembra esserci riuscita! L’autore Luigi Garlando, nato a Milano, è giornalista e scrittore. Ha pubblicato libri per ragazzi, trattando temi sportivi e di attualità.