PERCORSO 2 LO SPRECO DI CIBO

COMPETENZE TRASVERSALI 2. Lo spreco di cibo PERCORSO 2 Lo spreco di cibo Le regole per un uso responsabile e consapevole del cibo A. Entrare in tema La riduzione degli sprechi, ieri e oggi Ogni giorno, in molti paesi del mondo, migliaia di tonnellate di cibo vengono gettate nella spazzatura: non si tratta di alimenti avariati, anzi, sono assolutamente commestibili, potrebbero sfamare milioni di persone e far risparmiare grandi quantità di denaro e di risorse fondamentali, come l’acqua. La grave crisi economica che stiamo vivendo sta portando all’attenzione di tutti la gravità del problema dello spreco, e qualcosa si sta facendo per sensibilizzare il consumatore all’esigenza di non sprecare cibo. Seguendo il percorso che ti proponiamo, scoprirai come venivano utilizzati gli avanzi nell’antichità e come si spreca il cibo in Italia e nel mondo, esaminerai alcune campagne pubblicitarie che mirano alla riduzione dei rifiuti alimentari, infine potrai verificare se e quanto cibo si spreca a casa tua. A conclusione del percorso, con l’aiuto dell’insegnante e dei compagni, potrai realizzare una campagna pubblicitaria per la riduzione degli sprechi e un ricettario con ricette “virtuose”, in cui si utilizzano gli avanzi per preparare piatti appetitosi ed economici. Ma cominciamo davvero “dal principio”, cioè dalla preistoria e dalle civiltà antiche. TESTO 1 - Gli sprechi degli uomini primitivi Gli uomini preistorici producevano piccolissime quantità di scarti di cibo: i residui di ossa o di pelli e le foglie dure delle piante, che servivano come cibo per gli animali. Dopo la scoperta dell’agricoltura, gli scarti di cibo servivano da concime. I pochi rifiuti venivano gettati nei pressi delle case, in quello che di fatto era il letamaio, dove gli animali trovavano cibo e dove si accumulavano sostanze organiche, che oggi chiamiamo compost, utili per concimare i campi. (Tratto da: A come Ambiente, Editoriale Scienza) TESTO 2 - Odisseo alla mensa dei Proci Odisseo è finalmente tornato all’amata patria Itaca, da cui è lontano da 20 anni. Dopo aver rivelato la sua identità al figlio Telemaco e al porcaio Eumeo, si reca alla reggia dove i principi di Itaca, i Proci, banchettano a sue spese, attendendo che la regina Penelope decida chi di loro sposare. Odisseo si presenta come un povero mendicante a cui, com’è tradizione nella cultura greca antica, i ricchi gettano gli avanzi della loro tavola: nulla, così, va sprecato. Ed ecco che Atena, venuta accanto al Laerziade1 Odisseo, lo spinse a raccogliere tra i pretendenti2 gli avanzi, perché vedesse chi era giusto e ingiusto. […] Dunque si mosse per chiedere doni ad ogni principe, stendendo in giro la mano, come se fosse stato sempre un pitocco3. E quelli per compassione davano e di lui si stupivano, si chiedevan l’un l’altro chi fosse e da dove venisse. […] Così diceva e Antinoo4 rimproverò con parole il porcaio: “O tu, famoso porcaio, perché l’hai portato in città? Non ci bastavano gli altri accattoni, straccioni schifosi, divoratori di avanzi?”. (Tratto da: Odissea, libro XVII, trad. Rosa Calzecchi Onesti, Mondadori) 1. Laerziade: figlio di Laerte. 2. pretendenti: i principi di Itaca, ciascuno dei quali vorrebbe sposare Penelope per diventare re dell’isola. Quindi sono “pretendenti” alla mano di Penelope e, al tempo stesso, al trono di Itaca. 3. pitocco: povero, che chiede l’elemosina per vivere. 4. Antinoo: uno dei Proci. TESTO 3 - La cena di Trimalcione Il Satyricon è un romanzo della letteratura latina attribuito a Petronio Arbitro (I secolo d.C.). Il fatto che sia solo attribuito significa che non si è certi che il manoscritto sia proprio di questo scrittore. L’opera racconta le avventure del giovane Encolpio e dei suoi amici Gitone e Ascilto. Una sera i tre si recano a cena a casa del ricco Trimalcione. La cena è ricchissima di portate che si susseguono senza sosta, anche quando gli ospiti sono ormai sazi. Ma in questo caso lo scopo non è nutrirsi: i commensali devono stupirsi per la quantità e la ricercatezza delle portate, e soprattutto per l’enorme disponibilità di denaro del padrone di casa. Per antipasto, su un grande vassoio viene sistemato un asinello, di bronzo corinzio1, che porta una bisaccia a due tasche, delle quali l’una contiene olive chiare, l’altra scure. Dei piccoli sostegni, poi, saldati al piano del vassoio, sorreggono dei ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero. Non mancano anche delle salsicce che friggono sopra una griglia d’argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melograno. Segue una portata: si tratta di un vassoio rotondo che ha disposti, uno dopo l’altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina ha sistemato il cibo. Seguono vassoi con pollame e ventri di scrofa e in mezzo una lepre, un cinghiale di grande mole, e per giunta fornito di un cappello, dalle cui zanne pendono due cestini, fatti di foglie di palma intrecciate, ripieni l’uno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Intorno al cinghiale, poi, dei porcellini fatti di pasta biscottata, dando l’impressione di stare attaccati alle mammelle, indicano che il cinghiale è femmina. Mentre Trimalcione parla, arriva un altro vassoio enorme contenente un maiale gigantesco, che riempie la tavola centrale. Viene portato un vitello lesso e contemporaneamente già è stato sistemato sulla tavola un trionfo contornato da alcune focacce, il cui centro era occupato da un Priapo2 realizzato da un pasticcere, che tiene nel suo ampio grembo ogni sorta di frutti e di grappoli. Seguono degli stuzzica-appetito: al posto dei soliti tordi, vengono fatte girare delle galline ingrassate, una per ciascun commensale, e in più delle uova d’anatra. Concesso quindi un momento di calma, Trimalcione fa servire i dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci. Fanno loro seguito delle mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare. A un certo punto gli invitati si accorgono della mancanza della moglie del padrone di casa e gli chiedono notizie di lei. - Ma dì un po’, Gaio, ti prego, come mai Fortunata non è qui a tavola? - Sai lei com’è - esclamò Trimalcione - che, se non ha riposto l’argenteria, se non ha diviso quel che resta tra i ragazzi3, non mette dentro una goccia d’acqua! (Tratto da: Satyricon) 1. corinzio: proveniente dalla città greca di Corinto. 2. Priapo: divinità greca e romana, che protegge la fertilità della natura. 3. i ragazzi: i servi. TESTO 4 - La conservazione degli alimenti nell’antichità Nelle civiltà antiche si pone molta attenzione alla conservazione degli alimenti per evitarne il deterioramento1 e di conseguenza lo spreco. I cereali sono spesso immagazzinati in silos2 sotterranei, alla cui costruzione viene posta molta attenzione per evitare che vengano infestati da parassiti e microrganismi. La carne e la frutta sono sottoposti alla tecnica dell’essiccazione. Il pesce viene salato e molte vivande si mettono al riparo dell’aria rivestendole di grasso, di miele, di zucchero, o conservandole in bagni antisettici3: salamoie o soluzioni con aceto. (Tratto da: www.taccuinistorici.it) 1. deterioramento: danneggiamento. Nel caso del cibo il deterioramento lo rende non più commestibile per la presenza di muffe o parassiti. 2. silos: costruzione per lo più cilindrica, destinata al deposito e alla conservazione di cereali. 3. antisettici: che eliminano i microrganismi ed evitano infezioni. COMPRENDERE 1. Come venivano utilizzati i resti di cibo dagli uomini primitivi? 2. Nella scena del banchetto alla reggia di Itaca a chi vengono gettati gli avanzi di cibo? 3. Chi è Trimalcione? 4. A chi vengono dati gli avanzi del ricco banchetto di Trimalcione? 5. In che modo gli antichi cercavano di evitare che parassiti e microrganismi attaccassero le riserve di cibo? 6. In base ai testi che hai letto puoi affermare che nell’antichità non vi era sostanzialmente spreco di cibo? Per quale motivo? 7. Antinoo, pretendente alla mano di Penelope, si adira con il porcaio perché A. teme che il nuovo arrivato sia un altro concorrente al trono di Itaca B. teme che il nuovo arrivato gli sottragga il cibo C. ritiene che i mendicanti siano già troppo numerosi D. vuole dare un’immagine di sé come di un uomo forte e violento 8. Fortunata, la moglie di Trimalcione, non si aggiunge al gruppo dei commensali perché A. non ritiene dignitoso sedersi a tavola con gli amici del marito B. preferisce cenare con i servi C. teme che gli ospiti rubino l’argenteria D. vuole distribuire gli avanzi di cibo ai servi 9. I cibi, nell’antichità, si mettevano a riparo dall’aria ricoprendoli di A. burro, farina, zucchero B. sale, burro, miele C. grasso, miele, zucchero D. grasso, sale, burro LESSICO 10. I termini “giusto ed ingiusto” nei versi di Omero indicano giustizia o generosità? Motiva la tua risposta. 11. Completa la parafrasi dei versi di Omero, scegliendo dall’elenco le espressioni adatte. poco sensibile • stendeva la mano • guardiano di porci • reggia • ribrezzo • mossi da pietà • si avvicinò • l’elemosina • volevano sposare Allora Atena, ......................................................................... a Odisseo, figlio di Laerte, e lo incitò a raccogliere resti di cibo dai giovani che ......................................................................... Penelope, affinché egli potesse rendersi conto di chi fosse tra loro generoso e chi, al contrario, ..................................................................... nei confronti dei poveri. Perciò Ulisse si accinse a camminare in mezzo ai tavoli per chiedere gli avanzi a ciascuno dei principi e ........................................................................., proprio come se fosse stato sempre un uomo che chiedeva .......................................................................... I principi, ........................................................................., gli davano cibo, ma erano stupiti perché non lo conoscevano e ognuno chiedeva all’altro chi fosse quel povero. Antinoo, allora, si rivolse al ......................................................................... per sgridarlo duramente e gli disse: - Tu, che badi ai maiali e sei molto conosciuto, perché hai portato quest’uomo alla .........................................................................? Non erano sufficienti gli altri poveracci, uomini che provocano ......................................................................... e che divorano gli avanzi del cibo? 12. Nell’introduzione al brano tratto dal Satyricon si parla di “portata di cibo” per indicare i piatti portati in tavola durante la cena. Il termine “portata”, però, è usato nella lingua italiana anche in un altro significato legato alla grandezza di un fiume: cercalo sul dizionario e scrivilo nelle righe sottostanti. CONFRONTARE 13. Nel testo 4 si elencano alcuni sistemi di conservazione usati nell’antichità. Dopo averli sottolineati, elenca nelle righe sottostanti quali tecniche sono attualmente utilizzate per conservare i cibi (per svolgere correttamente questo esercizio sarà utile chiedere l’aiuto dell’insegnante di Scienze). B. Informarsi e approfondire TESTO 5 - Che cos’è lo spreco Il termine spreco è definito come l’insieme di quei prodotti alimentari che hanno perso valore commerciale e che vengono scartati dalla catena agroalimentare1, ma che potrebbero essere ancora destinati al consumo umano. Si tratta di prodotti perfettamente utilizzabili, ma non più vendibili, e che sono destinati a essere eliminati e smaltiti, in assenza di un possibile uso alternativo. I prodotti così classificati perdono le caratteristiche di “merce“, ma non quelle di “alimento”, quindi sono prodotti invenduti ma non invendibili. Lo spreco alimentare è un fenomeno che per lungo tempo è stato molto sottovalutato. Negli ultimi anni invece è cresciuta l’attenzione su tale problema, a causa della crisi economica globale, dell’abbassamento costante dei prezzi dei prodotti agricoli e del crescente allarme per il cambiamento climatico. Perdite di prodotti alimentari si possono verificare a ogni livello della catena agroalimentare, dalla produzione al consumo. Alcuni di queste perdite non possono essere previste né talvolta evitate (come le perdite che dipendono dal clima o da malattie delle piante). Altre potrebbero invece essere almeno in parte contenute con una migliore gestione delle aziende produttrici o con una migliore educazione del consumatore. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. catena agroalimentare: il percorso che un prodotto agricolo compie per arrivare dal campo al consumatore. Praticamente questa catena comprende l’azienda agricola che ha coltivato il prodotto e tutti i rivenditori (dal commerciante all’ingrosso fino al supermercato o alla bottega in cui noi acquistiamo frutta e verdura). TESTO 6 - I paradossi dell’alimentazione umana Viviamo in un tempo caratterizzato da forti paradossi, cioè da forti contraddizioni, in ambito alimentare: la FAO1, nei rapporti sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, ricorda come il numero di denutriti sulla Terra si aggiri, da qualche anno, intorno al miliardo di persone e potrebbe subire nuovi aumenti legati agli effetti provocati dagli sbalzi dei prezzi dei beni alimentari sui mercati internazionali. Nell’altra parte del mondo, gli obesi hanno raggiunto numeri analoghi. Ne consegue che oltre 2 miliardi di persone sono malnutrite, cioè mangiano troppo o troppo poco con gravi problemi economici, ambientali, sociali e sanitari. Passando dal produttore al consumatore, una gran quantità di cibo va sprecata. Il cibo sprecato permetterebbe di sfamare due terzi della popolazione mondiale. Invece tutto questo cibo diventa rifiuto, provocando problemi ambientali oltre che economici. Nel 2011 la FAO ha pubblicato dati sul cibo letteralmente “buttato via” da noi abitanti dei paesi ricchi. Questi dati devono farci riflettere. Ogni anno nel mondo si perdono un miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo; ogni anno i consumatori dei paesi ricchi buttano via una quantità di cibo, stimato in 222 milioni di tonnellate: è una quantità all’incirca uguale all’intera produzione alimentare dell’Africa sub-sahariana, calcolata in 230 milioni di tonnellate. Quasi la metà della produzione agricola mondiale viene utilizzata come mangime per gli animali usati nell’alimentazione umana. Si prevede che il consumo medio di carne passerà dai 37,4 kg/annui a persona a oltre 52 nel 2050. La situazione, quindi, si aggraverà. I prezzi degli alimenti hanno subìto forti spinte al rialzo e continui andamenti imprevedibili, sostenuti dalla crescita della domanda di carne in Asia, di grano in Africa, di biocombustibili2 in Europa e America del Nord e da altri fattori. In futuro, è poi probabile che il cambiamento climatico possa aggravarsi, rendendo più difficile la situazione per gli agricoltori e per tutto il genere umano. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. FAO: organismo internazionale che si occupa di risolvere i problemi della fame e della denutrizione nel mondo. 2. biocombustibili: combustibili ottenuti da sostanze organiche, cioè da vegetali (come, ad esempio, il mais o le barbabietole). È chiaro che, se grandi quantità di queste piante alimentari vengono coltivate per produrre carburanti, resterà meno terreno destinato alla produzione di cibo. TESTO 7 - Da dove derivano gli sprechi Nei paesi ricchi la maggior quota di sprechi - oltre il 40% dello spreco totale - avviene a livello della distribuzione e soprattutto dei consumi, ossia quando il cibo è ancora perfettamente consumabile, mentre nei paesi in via di sviluppo le perdite e gli sprechi maggiori si verificano a livello agricolo e nelle prime fasi di trasformazione. Nei vari passaggi che vanno dalla produzione al consumo, lo spreco arriva fino al 50% del cibo: pari a circa 179 kg pro capite1 come media europea, senza contare gli sprechi a livello di produzione agricola o i pesci pescati e poi gettati in mare per non far scendere troppo il prezzo. Il tutto, mentre ancora 79 milioni di persone in Europa vivono al di sotto della soglia di povertà. È stato stimato come il 90% di ciò che viene sprecato potrebbe essere ancora utilmente recuperato e utilizzato per l’alimentazione umana. La ricetta consiste nel migliorare l’efficienza della catena agroalimentare, promuovendo modelli di produzione e consumo più efficienti e sostenibili. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. pro capite: espressione latina che significa «a testa». COMPRENDERE 1. Che cosa s’intende con il termine “spreco” in ambito alimentare? 2. Un prodotto commestibile ma non più vendibile, a quale fine è destinato? 3. Quali sono i fattori che, recentemente, hanno portato l’attenzione sul problema dello spreco alimentare? 4. Quando si possono verificare le perdite di prodotti alimentari? 5. Secondo la FAO, a quanto ammonta il numero di persone denutrite sulla Terra? 6. Quante sono, complessivamente nel mondo, le persone malnutrite? 7. Quante tonnellate di cibo si perdono in un anno? E quante tonnellate ne buttano via i consumatori dei paesi ricchi? 8. Oggi per quale uso viene impiegata la metà della produzione agricola mondiale? 9. Per quale motivo negli ultimi anni i prezzi degli alimenti hanno subìto un forte aumento? 10. Da dove derivano gli sprechi nei paesi ricchi? E in quelli poveri? 11. Qual è la ricetta per ridurre questi sprechi? ANALIZZARE 12. Dopo aver letto la sintesi del TESTO 5, prova a elaborare anche tu brevi riassunti (max. 5 righe per brano) che mettano in evidenza i concetti chiave dei TESTI 6 e 7. Per facilitarti il compito, sono stati sottolineati i passaggi più importanti. SINTESI TESTO 5: Lo spreco alimentare è definito come l’insieme di quei prodotti che non sono più vendibili ma che potrebbero essere tranquillamente consumati, non più merce ma ancora cibo. Negli ultimi anni il tema dello spreco alimentare è diventato molto importante e si è cercato di comprendere dove e come trovare strategie per ridurlo. SINTESI TESTO 6 .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... SINTESI TESTO 7 .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... 13. In base ai testi letti, indica se le seguenti affermazioni sono vere V o false F 1. Negli ultimi anni si è accresciuta l’attenzione sullo spreco alimentare. 2. Il cibo che si spreca ogni anno potrebbe sfamare 1/3 della popolazione mondiale. 3. Nei paesi ricchi il 40% degli sprechi si verifica a livello della distribuzione e dei consumi. 4. Il numero delle persone denutrite nel mondo è più del doppio rispetto a quello degli obesi. 5. Un maggior consumo di carne potrebbe ridurre gli sprechi e risolvere in parte il problema della denutrizione. 6. In Europa il 79% della popolazione vive in condizione di povertà. LESSICO 14. Aggettivi come “utilizzabile, mangiabile, vendibile” sono tutti caratterizzati da suffisso -BILE, che indica un qualcosa che si può fare: utilizzabile = che si può usare; mangiabile = che si può mangiare. Trova almeno altri 5 aggettivi con il suffisso “-BILE”, spiegane il significato e costruisci una frase con ciascuno di essi. 1. .......................................................................................................................... 2. .......................................................................................................................... 3. .......................................................................................................................... 4. .......................................................................................................................... 5. .......................................................................................................................... 15. Leggendo i testi, hai appreso il significato di alcune espressioni: prova a usarle componendo alcune frasi. 1. catena agroalimentare: ................................................................................................................................................. 2. biocombustibili: ................................................................................................................................................................ 3. consumatore: ............................................................................................................................... C. Leggere e interpretare i dati Ti proponiamo ora alcune infografiche che mettono in evidenza il danno provocato dallo spreco alla Terra e ai suoi abitanti. INFOGRAFICA 1 Osserva l’infografica a p. 98: nel primo riquadro, illustra la quantità di cibo sprecato e il numero di persone che potrebbe sfamare se non venisse gettato via. Nel secondo riquadro si mette in evidenza quanto lo spreco alimentare influisca sull’ambiente. Infine, nel terzo riquadro, si pone l’attenzione sulla situazione italiana. ALIMENTARE LO SPRECO O SFAMARE GLI AFFAMATI? SPRECO ALIMENTARE: DIMENSIONI E IMPATTO SULL’AMBIENTE INFOGRAFICA 2 La seconda infografica analizza nel dettaglio la situazione dello spreco in Italia mostrando quanto cibo va perduto, come e perché. INFOGRAFICA 3 La terza infografica sintetizza e chiarisce le cause dello spreco e le sue conseguenze in campo ambientale, economico e sociale. PERDITA E SPRECO: CAUSE E IMPATTI• LE CAUSE • GLI IMPATTI AMBIENTALI • Emissione gas effetto serra • Degrado del suolo • Spreco di risorse idriche • Consumo di energia In Italia la frutta e gli ortaggi gettati via nei punti vendita comportano il consumo di più di 73 milioni di metri cubi di acqua ECONOMICI • Costo/valore del cibo sprecato • Costo-opportunità della superficie agricola In media, negli USA una famiglia di quattro persone spreca cibo per un valore equivalente a 1.600 dollari l’anno. ETICO/SOCIALI • Spreco di cibo • Eccesso di alimentazione • Spreco di nutrienti Difficoltà di accesso al cibo Denutrizione Carenze nutrizionali COMPRENDERE Dopo aver esaminato con attenzione le tre infografiche, rispondi alle domande che seguono. 1. In totale quanto spreca una persona ogni giorno? Si tratta di un valore di minima entità o è un quantitativo davvero molto levato? 2. In base ai dati della infografica 2, a quanto ammonta lo spreco di cibo in euro in un anno per ogni famiglia italiana? 3. Qual è la festività in cui gli italiani sprecano più cibo? 4. Qual è la motivazione principale per cui si spreca il cibo in Italia? 5. Quali possono essere le strategie per consumare di meno, secondo l’infografica 2? 6. Quali sono le fasi della catena alimentare in cui si verificano le maggiori perdite? ANALIZZARE E CONFRONTARE 7. Osserva l’infografica 2, relativa all’Italia, e rispondi. Lo spreco di cibo è colpa dei A. produttori B. venditori C. consumatori D. smaltitori di rifiuti 8. L’infografica 3, invece, evidenzia che lo spreco di cibo è responsabilità A. dei produttori B. dei venditori C. dei consumatori D. sia dei produttori sia dei venditori sia dei consumatori 9. In base all’infografica 2, esegui questo calcolo. In media una famiglia spreca 600 euro di cibo l’anno, corrispondente al 12% della spesa. Ciò significa che la spesa media di una famiglia italiana per il cibo ammonta a A. 72 euro l’anno B. 5000 euro l’anno C. 7200 euro l’anno D. 50 000 euro l’anno 10. Nell’infografica 1 si parla di CO2: sai che cos’è? Se non lo sai, cerca la risposta su un testo di scienze o su Internet. 11. Perché la produzione di un’elevata quantità di CO2 è dannosa? 12. L’infografica 3 conferma o smentisce la 1, a proposito dei danni ambientali causati dallo spreco di cibo? conferma smentisce
COMPETENZE TRASVERSALI 2. Lo spreco di cibo PERCORSO 2 Lo spreco di cibo Le regole per un uso responsabile e consapevole del cibo A. Entrare in tema La riduzione degli sprechi, ieri e oggi Ogni giorno, in molti paesi del mondo, migliaia di tonnellate di cibo vengono gettate nella spazzatura: non si tratta di alimenti avariati, anzi, sono assolutamente commestibili, potrebbero sfamare milioni di persone e far risparmiare grandi quantità di denaro e di risorse fondamentali, come l’acqua. La grave crisi economica che stiamo vivendo sta portando all’attenzione di tutti la gravità del problema dello spreco, e qualcosa si sta facendo per sensibilizzare il consumatore all’esigenza di non sprecare cibo. Seguendo il percorso che ti proponiamo, scoprirai come venivano utilizzati gli avanzi nell’antichità e come si spreca il cibo in Italia e nel mondo, esaminerai alcune campagne pubblicitarie che mirano alla riduzione dei rifiuti alimentari, infine potrai verificare se e quanto cibo si spreca a casa tua. A conclusione del percorso, con l’aiuto dell’insegnante e dei compagni, potrai realizzare una campagna pubblicitaria per la riduzione degli sprechi e un ricettario con ricette “virtuose”, in cui si utilizzano gli avanzi per preparare piatti appetitosi ed economici. Ma cominciamo davvero “dal principio”, cioè dalla preistoria e dalle civiltà antiche. TESTO 1 - Gli sprechi degli uomini primitivi Gli uomini preistorici producevano piccolissime quantità di scarti di cibo: i residui di ossa o di pelli e le foglie dure delle piante, che servivano come cibo per gli animali. Dopo la scoperta dell’agricoltura, gli scarti di cibo servivano da concime. I pochi rifiuti venivano gettati nei pressi delle case, in quello che di fatto era il letamaio, dove gli animali trovavano cibo e dove si accumulavano sostanze organiche, che oggi chiamiamo compost, utili per concimare i campi. (Tratto da: A come Ambiente, Editoriale Scienza) TESTO 2 - Odisseo alla mensa dei Proci Odisseo è finalmente tornato all’amata patria Itaca, da cui è lontano da 20 anni. Dopo aver rivelato la sua identità al figlio Telemaco e al porcaio Eumeo, si reca alla reggia dove i principi di Itaca, i Proci, banchettano a sue spese, attendendo che la regina Penelope decida chi di loro sposare. Odisseo si presenta come un povero mendicante a cui, com’è tradizione nella cultura greca antica, i ricchi gettano gli avanzi della loro tavola: nulla, così, va sprecato. Ed ecco che Atena, venuta accanto al Laerziade1 Odisseo, lo spinse a raccogliere tra i pretendenti2 gli avanzi, perché vedesse chi era giusto e ingiusto. […] Dunque si mosse per chiedere doni ad ogni principe, stendendo in giro la mano, come se fosse stato sempre un pitocco3. E quelli per compassione davano e di lui si stupivano, si chiedevan l’un l’altro chi fosse e da dove venisse. […] Così diceva e Antinoo4 rimproverò con parole il porcaio: “O tu, famoso porcaio, perché l’hai portato in città? Non ci bastavano gli altri accattoni, straccioni schifosi, divoratori di avanzi?”. (Tratto da: Odissea, libro XVII, trad. Rosa Calzecchi Onesti, Mondadori) 1. Laerziade: figlio di Laerte. 2. pretendenti: i principi di Itaca, ciascuno dei quali vorrebbe sposare Penelope per diventare re dell’isola. Quindi sono “pretendenti” alla mano di Penelope e, al tempo stesso, al trono di Itaca. 3. pitocco: povero, che chiede l’elemosina per vivere. 4. Antinoo: uno dei Proci. TESTO 3 - La cena di Trimalcione Il Satyricon è un romanzo della letteratura latina attribuito a Petronio Arbitro (I secolo d.C.). Il fatto che sia solo attribuito significa che non si è certi che il manoscritto sia proprio di questo scrittore. L’opera racconta le avventure del giovane Encolpio e dei suoi amici Gitone e Ascilto. Una sera i tre si recano a cena a casa del ricco Trimalcione. La cena è ricchissima di portate che si susseguono senza sosta, anche quando gli ospiti sono ormai sazi. Ma in questo caso lo scopo non è nutrirsi: i commensali devono stupirsi per la quantità e la ricercatezza delle portate, e soprattutto per l’enorme disponibilità di denaro del padrone di casa. Per antipasto, su un grande vassoio viene sistemato un asinello, di bronzo corinzio1, che porta una bisaccia a due tasche, delle quali l’una contiene olive chiare, l’altra scure. Dei piccoli sostegni, poi, saldati al piano del vassoio, sorreggono dei ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero. Non mancano anche delle salsicce che friggono sopra una griglia d’argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melograno. Segue una portata: si tratta di un vassoio rotondo che ha disposti, uno dopo l’altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina ha sistemato il cibo. Seguono vassoi con pollame e ventri di scrofa e in mezzo una lepre, un cinghiale di grande mole, e per giunta fornito di un cappello, dalle cui zanne pendono due cestini, fatti di foglie di palma intrecciate, ripieni l’uno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Intorno al cinghiale, poi, dei porcellini fatti di pasta biscottata, dando l’impressione di stare attaccati alle mammelle, indicano che il cinghiale è femmina. Mentre Trimalcione parla, arriva un altro vassoio enorme contenente un maiale gigantesco, che riempie la tavola centrale. Viene portato un vitello lesso e contemporaneamente già è stato sistemato sulla tavola un trionfo contornato da alcune focacce, il cui centro era occupato da un Priapo2 realizzato da un pasticcere, che tiene nel suo ampio grembo ogni sorta di frutti e di grappoli. Seguono degli stuzzica-appetito: al posto dei soliti tordi, vengono fatte girare delle galline ingrassate, una per ciascun commensale, e in più delle uova d’anatra. Concesso quindi un momento di calma, Trimalcione fa servire i dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci. Fanno loro seguito delle mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare. A un certo punto gli invitati si accorgono della mancanza della moglie del padrone di casa e gli chiedono notizie di lei. - Ma dì un po’, Gaio, ti prego, come mai Fortunata non è qui a tavola? - Sai lei com’è - esclamò Trimalcione - che, se non ha riposto l’argenteria, se non ha diviso quel che resta tra i ragazzi3, non mette dentro una goccia d’acqua! (Tratto da: Satyricon) 1. corinzio: proveniente dalla città greca di Corinto. 2. Priapo: divinità greca e romana, che protegge la fertilità della natura. 3. i ragazzi: i servi. TESTO 4 - La conservazione degli alimenti nell’antichità Nelle civiltà antiche si pone molta attenzione alla conservazione degli alimenti per evitarne il deterioramento1 e di conseguenza lo spreco. I cereali sono spesso immagazzinati in silos2 sotterranei, alla cui costruzione viene posta molta attenzione per evitare che vengano infestati da parassiti e microrganismi. La carne e la frutta sono sottoposti alla tecnica dell’essiccazione. Il pesce viene salato e molte vivande si mettono al riparo dell’aria rivestendole di grasso, di miele, di zucchero, o conservandole in bagni antisettici3: salamoie o soluzioni con aceto. (Tratto da: www.taccuinistorici.it) 1. deterioramento: danneggiamento. Nel caso del cibo il deterioramento lo rende non più commestibile per la presenza di muffe o parassiti. 2. silos: costruzione per lo più cilindrica, destinata al deposito e alla conservazione di cereali. 3. antisettici: che eliminano i microrganismi ed evitano infezioni. COMPRENDERE 1. Come venivano utilizzati i resti di cibo dagli uomini primitivi? 2. Nella scena del banchetto alla reggia di Itaca a chi vengono gettati gli avanzi di cibo? 3. Chi è Trimalcione? 4. A chi vengono dati gli avanzi del ricco banchetto di Trimalcione? 5. In che modo gli antichi cercavano di evitare che parassiti e microrganismi attaccassero le riserve di cibo? 6. In base ai testi che hai letto puoi affermare che nell’antichità non vi era sostanzialmente spreco di cibo? Per quale motivo? 7. Antinoo, pretendente alla mano di Penelope, si adira con il porcaio perché A. teme che il nuovo arrivato sia un altro concorrente al trono di Itaca B. teme che il nuovo arrivato gli sottragga il cibo C. ritiene che i mendicanti siano già troppo numerosi D. vuole dare un’immagine di sé come di un uomo forte e violento 8. Fortunata, la moglie di Trimalcione, non si aggiunge al gruppo dei commensali perché A. non ritiene dignitoso sedersi a tavola con gli amici del marito B. preferisce cenare con i servi C. teme che gli ospiti rubino l’argenteria D. vuole distribuire gli avanzi di cibo ai servi 9. I cibi, nell’antichità, si mettevano a riparo dall’aria ricoprendoli di A. burro, farina, zucchero B. sale, burro, miele C. grasso, miele, zucchero D. grasso, sale, burro LESSICO 10. I termini “giusto ed ingiusto” nei versi di Omero indicano giustizia o generosità? Motiva la tua risposta. 11. Completa la parafrasi dei versi di Omero, scegliendo dall’elenco le espressioni adatte. poco sensibile • stendeva la mano • guardiano di porci • reggia • ribrezzo • mossi da pietà • si avvicinò • l’elemosina • volevano sposare Allora Atena, ......................................................................... a Odisseo, figlio di Laerte, e lo incitò a raccogliere resti di cibo dai giovani che ......................................................................... Penelope, affinché egli potesse rendersi conto di chi fosse tra loro generoso e chi, al contrario, ..................................................................... nei confronti dei poveri. Perciò Ulisse si accinse a camminare in mezzo ai tavoli per chiedere gli avanzi a ciascuno dei principi e ........................................................................., proprio come se fosse stato sempre un uomo che chiedeva .......................................................................... I principi, ........................................................................., gli davano cibo, ma erano stupiti perché non lo conoscevano e ognuno chiedeva all’altro chi fosse quel povero. Antinoo, allora, si rivolse al ......................................................................... per sgridarlo duramente e gli disse: - Tu, che badi ai maiali e sei molto conosciuto, perché hai portato quest’uomo alla .........................................................................? Non erano sufficienti gli altri poveracci, uomini che provocano ......................................................................... e che divorano gli avanzi del cibo? 12. Nell’introduzione al brano tratto dal Satyricon si parla di “portata di cibo” per indicare i piatti portati in tavola durante la cena. Il termine “portata”, però, è usato nella lingua italiana anche in un altro significato legato alla grandezza di un fiume: cercalo sul dizionario e scrivilo nelle righe sottostanti. CONFRONTARE 13. Nel testo 4 si elencano alcuni sistemi di conservazione usati nell’antichità. Dopo averli sottolineati, elenca nelle righe sottostanti quali tecniche sono attualmente utilizzate per conservare i cibi (per svolgere correttamente questo esercizio sarà utile chiedere l’aiuto dell’insegnante di Scienze). B. Informarsi e approfondire TESTO 5 - Che cos’è lo spreco Il termine spreco è definito come l’insieme di quei prodotti alimentari che hanno perso valore commerciale e che vengono scartati dalla catena agroalimentare1, ma che potrebbero essere ancora destinati al consumo umano. Si tratta di prodotti perfettamente utilizzabili, ma non più vendibili, e che sono destinati a essere eliminati e smaltiti, in assenza di un possibile uso alternativo. I prodotti così classificati perdono le caratteristiche di “merce“, ma non quelle di “alimento”, quindi sono prodotti invenduti ma non invendibili. Lo spreco alimentare è un fenomeno che per lungo tempo è stato molto sottovalutato. Negli ultimi anni invece è cresciuta l’attenzione su tale problema, a causa della crisi economica globale, dell’abbassamento costante dei prezzi dei prodotti agricoli e del crescente allarme per il cambiamento climatico. Perdite di prodotti alimentari si possono verificare a ogni livello della catena agroalimentare, dalla produzione al consumo. Alcuni di queste perdite non possono essere previste né talvolta evitate (come le perdite che dipendono dal clima o da malattie delle piante). Altre potrebbero invece essere almeno in parte contenute con una migliore gestione delle aziende produttrici o con una migliore educazione del consumatore. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. catena agroalimentare: il percorso che un prodotto agricolo compie per arrivare dal campo al consumatore. Praticamente questa catena comprende l’azienda agricola che ha coltivato il prodotto e tutti i rivenditori (dal commerciante all’ingrosso fino al supermercato o alla bottega in cui noi acquistiamo frutta e verdura). TESTO 6 - I paradossi dell’alimentazione umana Viviamo in un tempo caratterizzato da forti paradossi, cioè da forti contraddizioni, in ambito alimentare: la FAO1, nei rapporti sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, ricorda come il numero di denutriti sulla Terra si aggiri, da qualche anno, intorno al miliardo di persone e potrebbe subire nuovi aumenti legati agli effetti provocati dagli sbalzi dei prezzi dei beni alimentari sui mercati internazionali. Nell’altra parte del mondo, gli obesi hanno raggiunto numeri analoghi. Ne consegue che oltre 2 miliardi di persone sono malnutrite, cioè mangiano troppo o troppo poco con gravi problemi economici, ambientali, sociali e sanitari. Passando dal produttore al consumatore, una gran quantità di cibo va sprecata. Il cibo sprecato permetterebbe di sfamare due terzi della popolazione mondiale. Invece tutto questo cibo diventa rifiuto, provocando problemi ambientali oltre che economici. Nel 2011 la FAO ha pubblicato dati sul cibo letteralmente “buttato via” da noi abitanti dei paesi ricchi. Questi dati devono farci riflettere. Ogni anno nel mondo si perdono un miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo; ogni anno i consumatori dei paesi ricchi buttano via una quantità di cibo, stimato in 222 milioni di tonnellate: è una quantità all’incirca uguale all’intera produzione alimentare dell’Africa sub-sahariana, calcolata in 230 milioni di tonnellate. Quasi la metà della produzione agricola mondiale viene utilizzata come mangime per gli animali usati nell’alimentazione umana. Si prevede che il consumo medio di carne passerà dai 37,4 kg/annui a persona a oltre 52 nel 2050. La situazione, quindi, si aggraverà. I prezzi degli alimenti hanno subìto forti spinte al rialzo e continui andamenti imprevedibili, sostenuti dalla crescita della domanda di carne in Asia, di grano in Africa, di biocombustibili2 in Europa e America del Nord e da altri fattori. In futuro, è poi probabile che il cambiamento climatico possa aggravarsi, rendendo più difficile la situazione per gli agricoltori e per tutto il genere umano. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. FAO: organismo internazionale che si occupa di risolvere i problemi della fame e della denutrizione nel mondo. 2. biocombustibili: combustibili ottenuti da sostanze organiche, cioè da vegetali (come, ad esempio, il mais o le barbabietole). È chiaro che, se grandi quantità di queste piante alimentari vengono coltivate per produrre carburanti, resterà meno terreno destinato alla produzione di cibo. TESTO 7 - Da dove derivano gli sprechi Nei paesi ricchi la maggior quota di sprechi - oltre il 40% dello spreco totale - avviene a livello della distribuzione e soprattutto dei consumi, ossia quando il cibo è ancora perfettamente consumabile, mentre nei paesi in via di sviluppo le perdite e gli sprechi maggiori si verificano a livello agricolo e nelle prime fasi di trasformazione. Nei vari passaggi che vanno dalla produzione al consumo, lo spreco arriva fino al 50% del cibo: pari a circa 179 kg pro capite1 come media europea, senza contare gli sprechi a livello di produzione agricola o i pesci pescati e poi gettati in mare per non far scendere troppo il prezzo. Il tutto, mentre ancora 79 milioni di persone in Europa vivono al di sotto della soglia di povertà. È stato stimato come il 90% di ciò che viene sprecato potrebbe essere ancora utilmente recuperato e utilizzato per l’alimentazione umana. La ricetta consiste nel migliorare l’efficienza della catena agroalimentare, promuovendo modelli di produzione e consumo più efficienti e sostenibili. (Tratto da: www.planetfood.info) 1. pro capite: espressione latina che significa «a testa». COMPRENDERE 1. Che cosa s’intende con il termine “spreco” in ambito alimentare? 2. Un prodotto commestibile ma non più vendibile, a quale fine è destinato? 3. Quali sono i fattori che, recentemente, hanno portato l’attenzione sul problema dello spreco alimentare? 4. Quando si possono verificare le perdite di prodotti alimentari? 5. Secondo la FAO, a quanto ammonta il numero di persone denutrite sulla Terra? 6. Quante sono, complessivamente nel mondo, le persone malnutrite? 7. Quante tonnellate di cibo si perdono in un anno? E quante tonnellate ne buttano via i consumatori dei paesi ricchi? 8. Oggi per quale uso viene impiegata la metà della produzione agricola mondiale? 9. Per quale motivo negli ultimi anni i prezzi degli alimenti hanno subìto un forte aumento? 10. Da dove derivano gli sprechi nei paesi ricchi? E in quelli poveri? 11. Qual è la ricetta per ridurre questi sprechi? ANALIZZARE 12. Dopo aver letto la sintesi del TESTO 5, prova a elaborare anche tu brevi riassunti (max. 5 righe per brano) che mettano in evidenza i concetti chiave dei TESTI 6 e 7. Per facilitarti il compito, sono stati sottolineati i passaggi più importanti. SINTESI TESTO 5: Lo spreco alimentare è definito come l’insieme di quei prodotti che non sono più vendibili ma che potrebbero essere tranquillamente consumati, non più merce ma ancora cibo. Negli ultimi anni il tema dello spreco alimentare è diventato molto importante e si è cercato di comprendere dove e come trovare strategie per ridurlo. SINTESI TESTO 6 .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... SINTESI TESTO 7 .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... .......................................................................................................................................................................................................... 13. In base ai testi letti, indica se le seguenti affermazioni sono vere V o false F 1. Negli ultimi anni si è accresciuta l’attenzione sullo spreco alimentare. 2. Il cibo che si spreca ogni anno potrebbe sfamare 1/3 della popolazione mondiale. 3. Nei paesi ricchi il 40% degli sprechi si verifica a livello della distribuzione e dei consumi. 4. Il numero delle persone denutrite nel mondo è più del doppio rispetto a quello degli obesi. 5. Un maggior consumo di carne potrebbe ridurre gli sprechi e risolvere in parte il problema della denutrizione. 6. In Europa il 79% della popolazione vive in condizione di povertà. LESSICO 14. Aggettivi come “utilizzabile, mangiabile, vendibile” sono tutti caratterizzati da suffisso -BILE, che indica un qualcosa che si può fare: utilizzabile = che si può usare; mangiabile = che si può mangiare. Trova almeno altri 5 aggettivi con il suffisso “-BILE”, spiegane il significato e costruisci una frase con ciascuno di essi. 1. .......................................................................................................................... 2. .......................................................................................................................... 3. .......................................................................................................................... 4. .......................................................................................................................... 5. .......................................................................................................................... 15. Leggendo i testi, hai appreso il significato di alcune espressioni: prova a usarle componendo alcune frasi. 1. catena agroalimentare: ................................................................................................................................................. 2. biocombustibili: ................................................................................................................................................................ 3. consumatore: ............................................................................................................................... C. Leggere e interpretare i dati Ti proponiamo ora alcune infografiche che mettono in evidenza il danno provocato dallo spreco alla Terra e ai suoi abitanti. INFOGRAFICA 1 Osserva l’infografica a p. 98: nel primo riquadro, illustra la quantità di cibo sprecato e il numero di persone che potrebbe sfamare se non venisse gettato via. Nel secondo riquadro si mette in evidenza quanto lo spreco alimentare influisca sull’ambiente. Infine, nel terzo riquadro, si pone l’attenzione sulla situazione italiana. ALIMENTARE LO SPRECO O SFAMARE GLI AFFAMATI? SPRECO ALIMENTARE: DIMENSIONI E IMPATTO SULL’AMBIENTE INFOGRAFICA 2 La seconda infografica analizza nel dettaglio la situazione dello spreco in Italia mostrando quanto cibo va perduto, come e perché. INFOGRAFICA 3 La terza infografica sintetizza e chiarisce le cause dello spreco e le sue conseguenze in campo ambientale, economico e sociale. PERDITA E SPRECO: CAUSE E IMPATTI• LE CAUSE • GLI IMPATTI AMBIENTALI • Emissione gas effetto serra • Degrado del suolo • Spreco di risorse idriche • Consumo di energia In Italia la frutta e gli ortaggi gettati via nei punti vendita comportano il consumo di più di 73 milioni di metri cubi di acqua ECONOMICI • Costo/valore del cibo sprecato • Costo-opportunità della superficie agricola In media, negli USA una famiglia di quattro persone spreca cibo per un valore equivalente a 1.600 dollari l’anno. ETICO/SOCIALI • Spreco di cibo • Eccesso di alimentazione • Spreco di nutrienti Difficoltà di accesso al cibo Denutrizione Carenze nutrizionali COMPRENDERE Dopo aver esaminato con attenzione le tre infografiche, rispondi alle domande che seguono. 1. In totale quanto spreca una persona ogni giorno? Si tratta di un valore di minima entità o è un quantitativo davvero molto levato? 2. In base ai dati della infografica 2, a quanto ammonta lo spreco di cibo in euro in un anno per ogni famiglia italiana? 3. Qual è la festività in cui gli italiani sprecano più cibo? 4. Qual è la motivazione principale per cui si spreca il cibo in Italia? 5. Quali possono essere le strategie per consumare di meno, secondo l’infografica 2? 6. Quali sono le fasi della catena alimentare in cui si verificano le maggiori perdite? ANALIZZARE E CONFRONTARE 7. Osserva l’infografica 2, relativa all’Italia, e rispondi. Lo spreco di cibo è colpa dei A. produttori  B. venditori  C. consumatori  D. smaltitori di rifiuti 8. L’infografica 3, invece, evidenzia che lo spreco di cibo è responsabilità A. dei produttori B. dei venditori C. dei consumatori D. sia dei produttori sia dei venditori sia dei consumatori 9. In base all’infografica 2, esegui questo calcolo. In media una famiglia spreca 600 euro di cibo l’anno, corrispondente al 12% della spesa. Ciò significa che la spesa media di una famiglia italiana per il cibo ammonta a A. 72 euro l’anno B. 5000 euro l’anno C. 7200 euro l’anno D. 50 000 euro l’anno 10. Nell’infografica 1 si parla di CO2: sai che cos’è? Se non lo sai, cerca la risposta su un testo di scienze o su Internet. 11. Perché la produzione di un’elevata quantità di CO2 è dannosa? 12. L’infografica 3 conferma o smentisce la 1, a proposito dei danni ambientali causati dallo spreco di cibo? conferma smentisce