VOLTIAMO PAGINA COMPETENZE LINGUISTICHE E TRASVERSALI 1

PROVA 4 Competenza linguistica: LETTURA (TESTO ESPOSITIVO MISTO) Traguardi per lo sviluppo delle competenze • L’allievo legge testi espositivi per ricercare, raccogliere e rielaborare dati, informazioni e concetti. Obiettivi di apprendimento • Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto strategie differenziate. • Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi espositivi per documentarsi su un argomento specifico. • Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo espositivo. • Comprendere e usare in modo appropriato termini specialistici di base. • Utilizzare la propria conoscenza delle relazioni di significato fra le parole per comprendere parole non note all’interno di un testo. CAPIRE E COMUNICARE LE EMOZIONI Comunicare i propri sentimenti significa dire ciò che si sente o si pensa senza ferire o turbare gli altri. Quando, per esempio, qualcosa va storto, e io mi sento ferita e delusa, non è necessario prendermela con gli altri per sfogarmi. Se dico a qualcuno «mi sento arrabbiata», senza accusarlo e senza offenderlo, questo non lo farà stare particolarmente male. Se un tuo amico ti dice «mi sento solo», ti aiuterà a conoscerlo meglio. Il segreto per cominciare a comunicare i propri sentimenti sta nell’iniziare la frase dicendo: «Mi sento…»; per continuare a comunicare bene i propri sentimenti dobbiamo evitare di parlare degli altri. Parliamo degli altri quando utilizziamo frasi come: «Tu sei…»; «Sei stato tu a…»; «Tu mi hai fatto arrabbiare…». Quando provi rabbia, fai sapere come ti senti senza dire nulla di offensivo sull’altro: «Quando ieri ha chiesto a tutti i miei compagni come stavano, dimenticandosi solo di me, mi sono sentita ferita e arrabbiata… È per questo che oggi sono così nervosa e imbronciata». Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo dovrebbe essere una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade. Capita che gli altri non ci ascoltino. Oppure, che noi non sappiamo descrivere con precisione ciò che ci sta succedendo. A questo proposito vorrei aprire con voi una breve parentesi su un’emozione molto particolare e molto gettonata: LA RABBIA. Spesso noi chiamiamo genericamente “RABBIA” una miriade di vissuti diversi, che se utilizzati adeguatamente saprebbero descrivere con più precisione, a noi stessi e agli altri, cosa ci sta succedendo. In realtà la RABBIA è un’emozione secondaria. È cioè un’emozione che viene provata subito dopo averne provata qualcun’altra. Sotto la rabbia ci sono: il dolore, la preoccupazione, la frustrazione, la paura, il sentirsi feriti, l’essere svalutati, dimenticati, usati, ecc. Nello schema a pagina seguente la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg, mentre la base corrisponde alle altre emozioni, probabilmente più rappresentative di noi e di ciò che ci sta succedendo, ma al tempo stesso meno visibili e accessibili se non con un atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza. Ecco allora che per comunicare agli altri cosa mi sta davvero succedendo è importante che io mi domandi: «Sì, sono arrabbiata e furibonda… ma perché? Cosa c’è sotto questa rabbia? Quali altre emozioni me l’hanno causata? Cosa causa e sorregge quest’emozione?». Ecco allora che, diventando più consapevole dei miei movimenti emotivi, saprò “comunicarmi” più efficacemente agli altri e diminuirò la probabilità di essere fraintesa e ignorata. (Tratto da: Monica Rebuffo, 5 percorsi di crescita psicologica, Erickson) ICEBERG RABBIA PAURA DELUSIONE RISENTIMENTO TRISTEZZA PREOCCUPAZIONE FERITA DOLORE Come tutti sappiamo, la punta è la parte più visibile dell’iceberg. In realtà, la vera e più significativa massa di ghiaccio rimane sotto il pelo dell’acqua, non visibile e nascosta, ma non per questo inesistente. 1. «Comunicare i propri sentimenti» (riga 1) significaA. esprimere i propri stati d’animo senza offendere chi ci ascoltaB. non esprimere sentimenti personali per non offendere gli altriC. stare molto attenti a non offendere o aggredire le altre personeD. non prendersela con gli altri per sfogare le proprie emozioni2. Secondo l’autrice del testo, c’è un modo ideale per iniziare a comunicare i propri sentimenti.a) Trascrivi le parole suggerite: ...........................................................................b) Perché sono le parole adatte? Perché in questo modo• gli altri non si sentono male o particolarmente colpevoli• si fanno star male le persone che ci ascoltano• si analizza meglio se stessi e i motivi del sentimento• permettiamo agli altri di esprimersi come vogliono• le altre persone sono costrette ad ascoltarci3. Nella frase «Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo dovrebbe essere una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade» (righe 14-15) con quale parola si può sostituire “Tuttavia”?A. ComunqueB. PerciòC. InfattiD. Però4. La rabbia è definita un’emozione “molto gettonata” (riga 17) cioè moltoA. apprezzataB. detestataC. frequenteD. richiesta5. La rabbia è un’emozione “secondaria” perchéA. si scatena prima delle altre emozioniB. è meno importante di altri sentimentiC. sono altre emozioni che la provocanoD. è composta da differenti stati d’animo6. Riscrivi questi termini nello schema e metti in relazione le due parti con una freccia.conseguenze • rabbia • cause • altri sentimenti (paura, delusione…)7. Indica le emozioni che possono nascondersi sotto la rabbia.EMOZIONIa) provare gioiab) sentire dolorec) avere paurad) essere serenie) essere preoccupatif) provare delusioneg) sentirsi poco apprezzatih) ispirare fiducia8. Nella frase «Nel nostro schema la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg, mentre la base corrisponde alle altre emozioni» (righe 25-26) la parola “mentre” si può sostituire conA. inveceB. dunqueC. tuttaviaD. infatti9. A quali parole del testo si riferisce l’espressione “meno visibili e accessibili”? (riga 27)10. L’espressione “un atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza” (righe 27-28) significaA. un comportamento dettato da una forte volontà e conoscenza di séB. una maggiore conoscenza dei propri stati d’animo e azioniC. una più evidente intenzione di avere libertà di sceltaD. il superamento della timidezza nel comunicare i sentimenti11. Per riuscire a comunicare in modo efficace i miei stati d’animo agli altri, ad esempio la rabbia, io possoA. capire che la rabbia è un’emozione nociva ed è da controllareB. analizzare le cause che hanno portato gli altri a trattarmi maleC. farmi delle domande rispetto al comportamento degli altriD. cercare di capire quali emozioni mi hanno portato ad arrabbiarmi12. Osserva con attenzione il disegno di pagina 50 e completa la tabella trascrivendo le espressioni seguenti:altre emozioni • punta dell’iceberg • tenuta nascosta • visibile agli altri • grande massa di ghiaccio • rabbia13. Nella conclusione del testo, l’autrice usa per due volte l’espressione “Ecco allora che” (righe 29 e 32). Per evitare la ripetizione, la seconda espressione (riga 32) si potrebbe sostituire conA. perciòB. infattiC. sebbeneD. anche se14. Se una persona è “fraintesa” (riga 33) significa cheA. non è graditaB. non è capitaC. è interrottaD. è frastornata15. Quale delle seguenti affermazioni esprime il significato complessivo del testo?A. Per comunicare i nostri sentimenti o stati d’animo in modo efficace è importante essere chiari e precisiB. Perché i nostri stati d’animo siano compresi dagli altri è fondamentale che noi stessi ne diventiamo consapevoliC. Nei rapporti con gli altri, quando esprimiamo i nostri sentimenti, è probabile essere fraintesi e ignoratiD. Nel comunicare i propri cambiamenti emotivi bisogna sapersi esprimere in modo efficace e spontaneo16. Il testo che hai letto è stato scritto perA. raccontareB. informareC. descrivereD. dare istruzioni
PROVA 4 Competenza linguistica: LETTURA (TESTO ESPOSITIVO MISTO) Traguardi per lo sviluppo delle competenze • L’allievo legge testi espositivi per ricercare, raccogliere e rielaborare dati, informazioni e concetti. Obiettivi di apprendimento • Leggere in modalità silenziosa applicando tecniche di supporto alla comprensione e mettendo in atto strategie differenziate. • Ricavare informazioni esplicite e implicite da testi espositivi per documentarsi su un argomento specifico. • Riconoscere le caratteristiche e le strutture del testo espositivo. • Comprendere e usare in modo appropriato termini specialistici di base. • Utilizzare la propria conoscenza delle relazioni di significato fra le parole per comprendere parole non note all’interno di un testo. CAPIRE E COMUNICARE LE EMOZIONI Comunicare i propri sentimenti significa dire ciò che si sente o si pensa senza ferire o turbare gli altri. Quando, per esempio, qualcosa va storto, e io mi sento ferita e delusa, non è necessario prendermela con gli altri per sfogarmi. Se dico a qualcuno «mi sento arrabbiata», senza accusarlo e senza offenderlo, questo non lo farà stare particolarmente male. Se un tuo amico ti dice «mi sento solo», ti aiuterà a conoscerlo meglio. Il segreto per cominciare a comunicare i propri sentimenti sta nell’iniziare la frase dicendo: «Mi sento…»; per continuare a comunicare bene i propri sentimenti dobbiamo evitare di parlare degli altri. Parliamo degli altri quando utilizziamo frasi come: «Tu sei…»; «Sei stato tu a…»; «Tu mi hai fatto arrabbiare…». Quando provi rabbia, fai sapere come ti senti senza dire nulla di offensivo sull’altro: «Quando ieri ha chiesto a tutti i miei compagni come stavano, dimenticandosi solo di me, mi sono sentita ferita e arrabbiata… È per questo che oggi sono così nervosa e imbronciata». Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo dovrebbe essere una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade. Capita che gli altri non ci ascoltino. Oppure, che noi non sappiamo descrivere con precisione ciò che ci sta succedendo. A questo proposito vorrei aprire con voi una breve parentesi su un’emozione molto particolare e molto gettonata: LA RABBIA. Spesso noi chiamiamo genericamente “RABBIA” una miriade di vissuti diversi, che se utilizzati adeguatamente saprebbero descrivere con più precisione, a noi stessi e agli altri, cosa ci sta succedendo. In realtà la RABBIA è un’emozione secondaria. È cioè un’emozione che viene provata subito dopo averne provata qualcun’altra. Sotto la rabbia ci sono: il dolore, la preoccupazione, la frustrazione, la paura, il sentirsi feriti, l’essere svalutati, dimenticati, usati, ecc. Nello schema a pagina seguente la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg, mentre la base corrisponde alle altre emozioni, probabilmente più rappresentative di noi e di ciò che ci sta succedendo, ma al tempo stesso meno visibili e accessibili se non con un atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza. Ecco allora che per comunicare agli altri cosa mi sta davvero succedendo è importante che io mi domandi: «Sì, sono arrabbiata e furibonda… ma perché? Cosa c’è sotto questa rabbia? Quali altre emozioni me l’hanno causata? Cosa causa e sorregge quest’emozione?». Ecco allora che, diventando più consapevole dei miei movimenti emotivi, saprò “comunicarmi” più efficacemente agli altri e diminuirò la probabilità di essere fraintesa e ignorata. (Tratto da: Monica Rebuffo, 5 percorsi di crescita psicologica, Erickson) ICEBERG RABBIA PAURA DELUSIONE RISENTIMENTO TRISTEZZA PREOCCUPAZIONE FERITA DOLORE Come tutti sappiamo, la punta è la parte più visibile dell’iceberg. In realtà, la vera e più significativa massa di ghiaccio rimane sotto il pelo dell’acqua, non visibile e nascosta, ma non per questo inesistente. 1. «Comunicare i propri sentimenti» (riga 1) significaA. esprimere i propri stati d’animo senza offendere chi ci ascoltaB. non esprimere sentimenti personali per non offendere gli altriC. stare molto attenti a non offendere o aggredire le altre personeD. non prendersela con gli altri per sfogare le proprie emozioni2. Secondo l’autrice del testo, c’è un modo ideale per iniziare a comunicare i propri sentimenti.a) Trascrivi le parole suggerite: ...........................................................................b) Perché sono le parole adatte? Perché in questo modo• gli altri non si sentono male o particolarmente colpevoli• si fanno star male le persone che ci ascoltano• si analizza meglio se stessi e i motivi del sentimento• permettiamo agli altri di esprimersi come vogliono• le altre persone sono costrette ad ascoltarci3. Nella frase «Comunicare i propri sentimenti, i propri vissuti, i propri stati d’animo dovrebbe essere una cosa spontanea. Tuttavia, non sempre accade» (righe 14-15) con quale parola si può sostituire “Tuttavia”?A. ComunqueB. PerciòC. InfattiD. Però4. La rabbia è definita un’emozione “molto gettonata” (riga 17) cioè moltoA. apprezzataB. detestataC. frequenteD. richiesta5. La rabbia è un’emozione “secondaria” perchéA. si scatena prima delle altre emozioniB. è meno importante di altri sentimentiC. sono altre emozioni che la provocanoD. è composta da differenti stati d’animo6. Riscrivi questi termini nello schema e metti in relazione le due parti con una freccia.conseguenze • rabbia • cause • altri sentimenti (paura, delusione…)7. Indica le emozioni che possono nascondersi sotto la rabbia.EMOZIONIa) provare gioiab) sentire dolorec) avere paurad) essere serenie) essere preoccupatif) provare delusioneg) sentirsi poco apprezzatih) ispirare fiducia8. Nella frase «Nel nostro schema la rabbia viene identificata con la punta di un iceberg, mentre la base corrisponde alle altre emozioni» (righe 25-26) la parola “mentre” si può sostituire conA. inveceB. dunqueC. tuttaviaD. infatti9. A quali parole del testo si riferisce l’espressione “meno visibili e accessibili”? (riga 27)10. L’espressione “un atto di maggiore intenzionalità e consapevolezza” (righe 27-28) significaA. un comportamento dettato da una forte volontà e conoscenza di séB. una maggiore conoscenza dei propri stati d’animo e azioniC. una più evidente intenzione di avere libertà di sceltaD. il superamento della timidezza nel comunicare i sentimenti11. Per riuscire a comunicare in modo efficace i miei stati d’animo agli altri, ad esempio la rabbia, io possoA. capire che la rabbia è un’emozione nociva ed è da controllareB. analizzare le cause che hanno portato gli altri a trattarmi maleC. farmi delle domande rispetto al comportamento degli altriD. cercare di capire quali emozioni mi hanno portato ad arrabbiarmi12. Osserva con attenzione il disegno di pagina 50 e completa la tabella trascrivendo le espressioni seguenti:altre emozioni • punta dell’iceberg • tenuta nascosta • visibile agli altri • grande massa di ghiaccio • rabbia13. Nella conclusione del testo, l’autrice usa per due volte l’espressione “Ecco allora che” (righe 29 e 32). Per evitare la ripetizione, la seconda espressione (riga 32) si potrebbe sostituire conA. perciòB. infattiC. sebbeneD. anche se14. Se una persona è “fraintesa” (riga 33) significa cheA. non è graditaB. non è capitaC. è interrottaD. è frastornata15. Quale delle seguenti affermazioni esprime il significato complessivo del testo?A. Per comunicare i nostri sentimenti o stati d’animo in modo efficace è importante essere chiari e precisiB. Perché i nostri stati d’animo siano compresi dagli altri è fondamentale che noi stessi ne diventiamo consapevoliC. Nei rapporti con gli altri, quando esprimiamo i nostri sentimenti, è probabile essere fraintesi e ignoratiD. Nel comunicare i propri cambiamenti emotivi bisogna sapersi esprimere in modo efficace e spontaneo16. Il testo che hai letto è stato scritto perA. raccontareB. informareC. descrivereD. dare istruzioni