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Teseo e il Minotauro AUDIO i Miti degli Dèi e degli Eroi (mito greco) Il testo Il mito che leggerai riflette molto probabilmente il ricordo di qualche evento storico: nella tarda Età del bronzo, alcune zone dell Attica furono per qualche tempo sotto il dominio cretese, ma i Greci achei riuscirono ad assumere il controllo di Creta intorno al 1500 a.C. Si pensa sempre al Minotauro come a una creatura mostruosa, cattiva e crudele. Ma è proprio così? Lo scrittore Mino Milani ci offre un affascinante versione dell antico mito. PER SAPERNE DI PI Il palazzo di Cnosso e il Labirinto 1. villose: ricoperte di peli. 2. troneggiava: spiccava per la sua mole. L ANTEFATTO Molti anni prima della nascita di Teseo, Androgeo, un giovane cretese, figlio del re di Creta Minosse, era stato ucciso ad Atene durante i giochi in onore della dea Atena. L invidia era stata la causa del delitto: Androgeo aveva battuto gli Ateniesi nelle gare cui aveva partecipato. Minosse, per vendicare il figlio, aveva scatenato una guerra, al termine della quale aveva imposto dure clausole di pace: ogni nove anni, Atene doveva mandare a Creta sette ragazzi e sette ragazze che sarebbero stati dati in pasto al Minotauro, un mostro dal corpo di uomo e dalla testa di toro. Era questi nato da Pasifae, moglie di Minosse, per una crudele vendetta del dio Poseidone, infuriato con il re di Creta. Per il terribile mostro, Minosse aveva fatto costruire da Dedalo uno strano palazzo, con un tale andirivieni di stanze e corridoi che chiunque vi si fosse avventurato non sarebbe più riuscito a uscirne e sarebbe finito in bocca al Minotauro. Assistiamo all incontro tra Dedalo, accompagnato da Minosse, e lo strano essere per cui dovrà essere costruito il Labirinto. Un mostro. Un uomo enorme, due volte almeno più alto e grosso e massiccio di Minosse. Dai piedi grandi, dalle gambe arcuate e villose1, come le braccia muscolose. Aveva mani le cui dita unghiate parevano artigli. Aveva spalle larghissime, e il petto s alzava e s abbassava 5 nel respiro profondo, e ogni respiro era come un minaccioso sussurro di vento. Un gigante, dunque Ma non era questo a tener Dedalo immobile, come pietrificato, e ad averlo riempito d orrore. Era che su quel corpo umano, troneggiava2 una nera ed enorme 10 testa di toro. Il respiro usciva, in fiati puzzolenti, da due umide nari; la bocca bavosa era aperta in una sorta di dolente sogghigno: i tondi occhi bianchi e iniettati di sangue si fissavano, attenti, sospettosi e malvagi su Minosse e Dedalo, da uno passando all altro. La testa si muoveva lentamente ondeggiando, e le corna formidabili pareva do15 vessero da un istante all altro puntarsi in avanti e ferire Plàcati, mio prediletto disse con solennità Minosse, alzando la destra l uomo che è con me non ti è destinato. mio ospite. Un muggito breve uscì da quelle fauci, e gli occhi della orribile creatura scintillarono. Continuò Minosse: 20 Io farò preparare per te, mio prediletto, una casa che, tranne in qualche stanza, non avrà tetto, in modo che tu possa finalmente vedere il cielo che ancora non conosci. 68 5394B_MET Mi_Ep.indd 68 26/01/18 13:09
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