VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

Filemone e Bauci AUDIO I miti delle metamorfosi (mito greco) Il testo Un mito sul tema dell ospitalità, sacra per gli antichi Greci. Qui i protagonisti non sono dèi e neppure eroi, ma solo due vecchi coniugi che nella loro dimora umile e appartata hanno saputo conservare valori semplici e universali che nobilitano il genere umano anche di fronte agli dèi. 1. Frigia: regione dell Asia Minore nell odierna Turchia asiatica. 2. palustri: di palude. 3. Giove Mercurio: nella mitologia romana corrispondono agli dèi greci Zeus ed Ermes. 4. Minerva: la dea greca Atena. 5. corniole: frutti del corniolo, tipico albero mediterraneo. 6. cagliato: rappreso, in pratica una specie di ricotta. 7. cratere: ampio vaso per il vino. 8. empi: che disprezzano ciò che è sacro. C è, su un colle della Frigia1, una quercia vicino a un tiglio recintata da un muro di media altezza. Non lontano da lì si stende uno stagno, una volta terra abitabile, ora acque frequentate da uccelli palustri2 . Qui una volta venne Gio5 ve sotto spoglie mortali e con lui Mercurio3 . Andarono a chiedere a mille case un posto per riposarsi, ma mille case sprangarono le loro porte. Una sola li accolse, una casa piccola e con il tetto di paglia in cui vivevano la vecchia Bauci e Filemone della stessa età. In quella casa si erano uniti nella loro giovinezza e vi erano invecchiati in po10 vertà, sopportando con animo sereno la loro condizione. Quando i celesti arrivarono a quella piccola dimora e, piegando il capo, varcarono la porta bassa, il vecchio li invitò a riposarsi sui sedili che aveva sistemato e sopra i quali era stata stesa una ruvida coperta; Bauci, poi, ravvivò il fuoco del giorno precedente rimuovendo la cenere. 15 La vecchia, tremolante, preparava la tavola, ma uno dei piedi della mensa era più corto degli altri: con un coccio infilato sotto eliminò la pendenza. Vennero quindi servite le olive sacre alla casta Minerva4, bianche e nere, corniole5 autunnali conservate in una salsa liquida, indivia, ravanelli, una forma di latte cagliato6 e uova leggermente gi20 rate sulla cenere tiepida, tutto in piatti di terracotta; poi venne posto sulla tavola un cratere7 dello stesso materiale in cui era contenuto vino non troppo vecchio. Dopo una pausa, il focolare fornì vivande calde e frutta. Questa era composta di noci, di fichi secchi misti a datteri rugosi, di prugne e di mele odorose in larghi canestri e di uva; 25 nel mezzo stava uno splendido favo di miele. A tutto questo si aggiungeva un viso cordiale e un atteggiamento rispettoso. Nel frattempo il cratere tante volte svuotato si riempiva da solo e il vino ricresceva da sé: sbigottiti e impauriti per tale fatto, Bauci e il timido Filemone con le mani levate in alto innalzavano preghiere e chie30 devano perdono per il pasto e per la mensa malamente apparecchiata. Accortisi del loro stupore, i due ospiti divini decisero di svelare la loro identità. Noi siamo dèi rivelarono e i vostri empi8 vicini sconteranno la pena che meritano, ma a voi sarà concesso di essere immuni da 35 questa sciagura. Solo, lasciate la vostra casa e venite insieme a noi fino alla cima del monte. Ubbidirono entrambi e, sostenuti dai bastoni, si sforzarono di camminare per la ripida salita del monte. Erano lontani dalla cima lo 64 5394B_MET Mi_Ep.indd 64 26/01/18 13:09
VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO