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I miti dei fenomeni naturali Nessuna luce allora fu più accesa e la notte diventò insopportabilmente 40 buia; gli uomini e i loro bambini non potevano scaldarsi in nessun modo ed erano costretti a mangiare crudo il loro cibo. Sulla terra calò la più cupa disperazione e gli uomini persero anche il ricordo dell uso del fuoco. Prometeo non riuscì a tollerare la sofferenza delle sue creature. Risalì sull Olimpo con l aiuto di Atena dagli occhi lampeggianti e accese una torcia 45 al carro del Sole. Poi prese una brace, la nascose dentro un grosso gambo di finocchio, ritornò sulla Terra e restituì il fuoco al genere umano. La collera di Zeus fu immensa e nessuno poteva più contrastarla, neppure Atena, perché la superbia di Prometeo era stata troppo grande. Tutti quelli che lo amavano lo supplicarono di pentirsi, di chiedere perdono per il suo af50 fronto, ma Prometeo rimase irremovibile nella sua convinzione di aver agito giustamente. Zeus, allora, lo fece incatenare a una roccia sugli aspri monti del Caucaso e mandò un aquila a divorargli il fegato. La pena però non poteva avere fine, perché durante la notte il fegato ricresceva, ma all alba l aquila tornava a di55 vorarlo. (Tratto da: Laura Manaresi - Giovanni Manna, Eroi e dèi. Le grandi storie dell Antica Grecia, Leonardo) COMPRENDERE 1. Il mito di Prometeo appartiene a una civiltà antica ma molto evoluta. Nel testo sono elencate numerose arti che Prometeo insegna agli uomini: trovale e trascrivile. 2. Zeus viene ingannato due volte e in entrambi i casi reagisce vendicandosi crudelmente. Completa: 1° inganno: reazione di Zeus: 2° inganno: reazione di Zeus: 44 5394B_MET Mi_Ep.indd 44 26/01/18 13:08
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