VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

Il teatro 1. sul capo e muore: Glauce, regina di Corinto, è la donna di cui Giasone si è innamorato e per la quale ha abbandonato la moglie. Medea vive nella sua mente il momento in cui Glauce indossa i doni che le ha mandato (la corona e l abito avvelenati) e muore. Ecco; sul capo ha la corona, è già avvolta nel peplo la giovane regina, e muore1: io lo so. Ora mi avvio sulla strada del dolore e manderò i miei figli verso un destino più doloroso ancora. Voglio salutarli. Datemi la mano, figli, date la mano a vostra madre, perché la baci. Come amo questa mano, e questa bocca e la figura e il bel volto dei miei figli! Siate felici, ma non qui: qui vostro padre vi ha tolto tutto. Com è dolce questo abbraccio e tenera la pelle e soave il respiro dei miei figli. Andate, andate via; non posso guardarvi, le sventure mi vincono. So quanto male sto per fare ma la passione dell animo che è causa delle sciagure più grandi in questo mondo è più forte in me della ragione. (Tratto e adattato da: Euripide, Medea, trad. M.G. Ciani, in G. Guidorizzi, Kosmos. L universo dei Greci, L età classica, Einaudi Scuola) COMPRENDERE 1. All inizio del monologo Medea si lamenta perché non potrà più condividere momenti felici con i suoi figli. A quali azioni in particolare la donna si riferisce? 2. Quali speranze Medea aveva riposto nei figli? 3. Medea alterna momenti in cui ha atteggiamenti materni e vuole salvare i suoi figli e momenti in cui è decisa a ucciderli. Sottolinea con due colori diversi questi due momenti. 4. In un punto del testo Medea esprime la ragione profonda che la spinge a uccidere i figli, cioè impedire che cadano nelle mani dei nemici la volontà di punire il padre facendo del male ai figli la volontà di impedire al padre di riprendersi i figli 313 5394B_MET Teatro.indd 313 21/02/18 09:59
VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO