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Il filtro magico Il testo Leggiamo alcune pagine del Romanzo di Tristano e Isotta, pubblicate nel 1900 da uno studioso francese che si è servito con fedeltà e scrupolo di fonti originali. Prima della partenza per la Cornovaglia, la madre di Isotta consegna alla fedele servitrice Brangean un filtro magico da far bere agli sposi subito dopo le nozze, in modo che si innamorino perdutamente l uno dell altra. Per un tragico errore il filtro sarà però bevuto da Isotta assieme a Tristano, durante il viaggio in nave. Si sviluppa così il tema degli amanti infelici , che tanta fortuna ebbe nel Medioevo. 1. vino speziato: vino aromatizzato con spezie; in questo caso si tratta anche di un filtro magico. 2. Amorold: un gigante, fratello di Isotta. AUDIO L Epica medievale L ANTEFATTO Giunto in Irlanda, Tristano uccide un drago che terrorizza il Paese; in cambio il re, nonostante Tristano abbia in precedenza ucciso suo figlio Amorold, acconsente alle nozze della figlia Isotta la Bionda con re Marco di Cornovaglia, in nome del quale Tristano ha combattuto. Quando giunse il tempo di consegnare Isotta ai cavalieri di Cornovaglia, sua madre colse erbe, fiori e radici, le fece macerare nel vino e preparò una potente pozione. Versato in una fiala il composto, che era frutto della scienza non meno che della magia, disse segretamente 5 all ancella Brangean: Figliola, tu che le sei fedele, devi seguire Isotta nel paese di re Marco. Prendi dunque con te questa fiala di vino e rammentati delle mie parole. Nascondila in modo tale che occhio non la veda né labbro le si possa accostare. Ma all avvicinarsi della notte delle nozze, nell i10 stante in cui gli sposi saranno lasciati soli, tu verserai questo vino speziato1 nella coppa, la presenterai a re Marco e alla regina Isotta perché la vuotino insieme. Bada bene, figlia mia, che essi soli possano gustarne il contenuto. Siccome è magico il potere contenuto in questa pozione, coloro che ne berranno insieme si ameranno con tutto il 15 cuore e con la mente per sempre, in vita e in morte. Brangean promise alla regina che la sua volontà sarebbe stata fatta. La nave, solcando le onde profonde, portava via con sé Isotta. Ma più si allontanava dalla terra d Irlanda, più tristemente la fanciulla rompeva in lamenti. Seduta sotto la tenda dove era stata relegata con la sua an20 cella Brangean, ella piangeva al ricordo della terra natale. Ove l avrebbero condotta quegli stranieri? Da chi e verso quale destino? Quando Tristano le si avvicinava volendola allietare con dolci parole, ella ancor più si adirava, lo respingeva e il rancore le gonfiava il cuore. Come osava starle intorno proprio lui, il rapitore, l uccisore di Amorold2? 25 Un giorno i venti caddero e le vele si afflosciarono lungo l albero. Tristano fece gettare l ancora presso un isola e, stanchi della lunga navigazione, i cento cavalieri di Cornovaglia e i marinai scesero sulla riva. Solo Isotta con una giovane ancella rimase sulla nave. Tristano si recò dalla regina, per cercare di sollevarle lo spirito. Il sole scottava 30 ed essi avevano sete, chiesero qualcosa da bere per mitigare la sete. La giovinetta, andando alla ricerca di qualche bevanda, finì per trovare la fiala, affidata a Brangean dalla madre di Isotta. 267 5394B_MET Mi_Ep.indd 267 26/01/18 13:27
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