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L Epica classica 165 16. Rùtuli: il popolo latino di cui Turno è principe. 170 17. ha solo amato troppo l infelice amico suo: è stata di Niso l idea di penetrare nel campo nemico. Originariamente Niso voleva compiere l impresa da solo, ma poi aveva ceduto alle preghiere di Eurialo, che voleva condividere con lui la gloria e i rischi. 175 18. purpureo: rosso come la porpora. 180 «Io, io, sono io che ho colpito, contro di me rivolgete il ferro, o Rùtuli16! la colpa è mia; nulla ha osato costui, né l avrebbe potuto (chiamo a testimoni cielo e stelle); ha solo amato troppo l infelice amico suo17 . Così gridava, ma la spada spinta a tutta forza trafigge a Eurìalo il costato, rompendo il suo candido petto. Cade riverso nella morte, scorre il sangue per il bel corpo e, reclinando, il capo s abbandona sulla spalla: come un fiore purpureo18 che, reciso dall aratro, langue morendo, o come i papaveri che chinano il capo sul collo stanco, quando la pioggia li opprime. Niso allora si getta nella mischia e cerca in mezzo a tutti solo Volcente, solo di Volcente si dà cura. I nemici gli si stringono intorno, tentano con ogni mezzo di respingerlo, ma lui imperterrito li incalza, ruota come un fulmine la spada, finché in gola del Rùtulo che grida non la immerge, togliendo, ormai morente, la vita al nemico. Ma poi, trafitto, sull amico esanime si getta e nella placida morte trova alfine riposo. (Tratto da: Virgilio, Eneide, libro IX, trad. di M. Ramous, Edizioni il capitello) COMPRENDERE 1. Che cosa tradisce la presenza dei due amici? 2. Come reagisce Niso alla cattura di Eurialo? 3. Perché Eurialo viene ucciso? 4. Come si conclude l episodio? 213 5394B_MET Mi_Ep.indd 213 26/01/18 13:20
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