VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

verso una nuova patria: l eneide 8. ramingo dalla città: lontano dalla propria città ed errante, senza una meta. 615 9. Iulo: figlioletto di Enea, noto anche con il nome di Ascanio. 10. dell amabile luce: la luce del sole, che noi amiamo; è un simbolo della vita stessa. 11. ma cada giorno: ma muoia prematuramente. 12. effondo: spargo, diffondo. 620 625 13. Tirii: sono i Cartaginesi, che Didone chiama così perché originari della città di Tiro. 14. queste offrite: questo sacrificio (inferie) offrite alle mie ceneri. 660 15. vendicatore: Didone evoca l immagine di Annibale che, molti secoli dopo, infliggerà dure sconfitte ai Romani. 16. quando bastin le forze: quando vi saranno forze adeguate. 665 oppresso però dalla guerra d un popolo audace, ramingo dalla città8, strappato all abbraccio di Iulo9, mendichi aiuto, veda strazio orrendo dei suoi. E quando anche di pace umiliante ai patti si pieghi, non goda del regno, non dell amabile luce10, ma cada avanti il suo giorno11, su nuda terra, insepolto. Chiedo questo, quest ultima voce col mio sangue effondo12 . E voi, Tirii13, per sempre la stirpe e tutta la razza tormentate con l odio, queste inferie al mio cenere offrite14. Nessun amore, mai, nessun patto tra i popoli. E sorgi, vendicatore15, oh, dalle mie ossa, col ferro, col fuoco perseguita i coloni Troiani, ora, poi, non importa: quando bastin le forze16. I lidi ai lidi contrari, all onde supplico l onde, l armi all armi: essi e i nipoti combattono17 . [ ] Disse, e premendo sul letto le labbra: «Morirò invendicata, ma voglio morire, gridò, così voglio scendere all ombre18. Beva cogli occhi dal mare questo fuoco il crudele Dàrdano19, maledizione la morte mia con sé porti! . Parlava, e fra tali parole sul ferro la vedono gettarsi le ancelle, e scorrer la spada di sangue schiumante, e piene le mani. (Tratto da: Eneide, libro IV, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) 17. I lidi combattono: Didone, nell invocare eterna inimicizia tra Cartagine e i discendenti di Enea, cioè i Romani, chiede anche alle coste (lidi) e ai mari (onde) dei due paesi di opporsi violentemente. 18. all ombre: tra le ombre dei defunti. 19. Beva Dàrdano: Didone auspica che Enea, qui chiamato Dàrdano dal nome del mitico re troiano, possa vedere le fiamme del rogo che lei ha fatto preparare e su cui brucerà il suo corpo. 208 5394B_MET Mi_Ep.indd 208 26/01/18 13:20
VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO