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VERIFICA FORMATIVA Nel palazzo della maga Circe AUDIO VERSIONE INTERATTIVA con autovalutazione Omero Ulisse con un unica nave e i pochi compagni sfuggiti ai terribili Lestrigoni riesce a raggiungere la solitaria isola di Eea. Un gruppo di uomini, guidati da Eurìloco, va in esplorazione e trova un palazzo di marmo attorniato da belve mansuete: è la dimora della maga Circe che diffonde il suo dolce canto 1. lucido sasso: marmo levigato. 2. farmachi tristi: filtri malefici. 3. desco: tavola imbandita. 4. s arrampavano a quelli: si alzavano sulle zampe posteriori dinanzi agli uomini. 5. fulgidi: splendenti. 6. a me: chi parla è Ulisse che, alla corte di Alcinoo, sta rievocando le avventure sue e dei suoi compagni. 7. prese: cominciò. 8. suona: risuona. 9. diamole presto una voce!: chiamiamola subito ad alta voce. 10. stolti: sciocchi. 11. celasse: nascondesse. 12. troni seggi: sedili imponenti con alti schienali e braccioli. 13. vino di Pramno: vino particolarmente forte proveniente da Pramno, città dell Asia Minore. E videro in valli profonde di boschi il palazzo di Circe, fatto di lucido sasso1, aperto allo sguardo. C erano intorno lupi montani e leoni ammansiti da lei con farmachi tristi2; 215 e non s avventarono agli uomini, anzi le lunghe code movendo si alzarono dritti. Come i cani si strusciano intorno al padrone che viene dal desco3 portando buoni bocconi, così s arrampavano a quelli4 coi forti 220 artigli le belve, ed essi tremarono sgomenti davanti a quei mostri terribili. Nel portico or della dea dai lunghi capelli sostavano; e udirono Circe che dentro con bella voce cantava tessendo una tela 225 grande, immortale, come sono i lavori che fanno le dee: delicati, fulgidi5, fini. Polìte, capo di prodi e il più saggio, il più caro a me6 dei compagni, prese7 tra loro a parlare: «Amici, là dentro c è una che tesse una tela 230 grande, una dea o forse una donna: dolcemente essa canta, e intorno ne suona8 la valle; e noi diamole presto una voce!9 . Disse; e levarono insieme la voce a chiamare. 235 E quella, subito uscendo, le fulgide porte apriva e dentro li invita; e tutti le andarono dietro stolti10: di fuori si tenne Eurìloco solo temendo che insidie celasse11 l invito. Entrati, la dea li faceva su troni sedere 240 e su seggi12; e cacio e farina e miele per loro in vino di Pramno13 mischiò e v infuse 2 L Epica classica 5394B_MET Mi_Ep.indd 189 189 26/01/18 13:18
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