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Argo, il fedele cane di Ulisse Il testo L ANTEFATTO Quella che ti presentiamo è forse una delle pagine più toccanti del poema, piena di nostalgia e malinconia. Ulisse ha finalmente fatto ritorno a Itaca, ma senza svelare la propria identità. Dopo vent anni di assenza egli è invecchiato, provato dalle molte avventure, profondamente mutato nell aspetto, tanto che nessuno lo riconosce. 290 295 1. essi: Ulisse ed Eumeo, il pastore rimastogli fedele, al quale l eroe non ha rivelato la propria identità. 2. costante Odisseo: Ulisse, chiamato costante per la perseveranza con cui ha voluto far ritorno alla sua isola. 3. ma non doveva goderne: Ulisse allevò Argo cucciolo, ma non poté godere della vista e della compagnia del cane adulto, in quanto era lontano da casa. 300 305 4. si terse: si asciugò. 5. facilmente sfuggendo a Eumeo: facendo in modo che Eumeo non lo vedesse. 310 6. per splendidezza: solo per la loro bellezza esteriore, senza che abbiano altre qualità. 7. bravissimo all usta: bravissimo nel fiutare l odore degli animali selvatici. AUDIO L Epica classica 315 Così essi1 tali parole fra loro dicevano: e un cane, sdraiato là, rizzò muso e orecchie, Argo, il cane del costante Odisseo2, che un giorno lo nutrì di sua mano (ma non doveva goderne3), prima che per Ilio sacra partisse; e in passato lo conducevano i giovani a caccia di capre selvatiche, di cervi, di lepri; ma ora giaceva là, trascurato, partito il padrone, sul molto letame di muli e buoi, che davanti alle porte ammucchiavano, perché poi lo portassero i servi a concimare il grande terreno d Odisseo; là giaceva il cane Argo, pieno di zecche. E allora, come sentì vicino Odisseo, mosse la coda, abbassò le due orecchie, ma non poté correre incontro al padrone. E il padrone, voltandosi, si terse4 una lagrima, facilmente sfuggendo a Eumeo5 ; e subito con parole chiedeva: «Eumeo, che meraviglia quel cane là sul letame! Bello di corpo, ma non posso capire se fu anche rapido a correre con questa bellezza, oppure se fu soltanto come i cani da mensa dei principi, per splendidezza6 i padroni li allevano . E tu rispondendogli, Eumeo porcaio, dicevi: «Purtroppo è il cane d un uomo morto lontano. Se per bellezza e vigore fosse rimasto come partendo per Troia lo lasciava Odisseo, t incanteresti a vederne la snellezza e la forza. Non gli sfuggiva, anche nel cupo di folta boscaglia, qualunque animale vedesse, era bravissimo all usta7. 169 5394B_MET Mi_Ep.indd 169 26/01/18 13:16
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