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gli eroi in viaggio: l odissea 195 200 210 215 12. magnanimo: dall animo generoso e nobile. 230 13. ancelle: serve. 14. vengon i poveri: nella cultura greca l ospite era ritenuto sacro e protetto da Zeus. 15. non senza divini: Nausicaa ritiene la venuta di Ulisse opera degli dèi; d altronde è stata proprio Atena a suggerirle in sogno di recarsi alla foce del fiume e la stessa Atena è intervenuta per rendere più bello l aspetto di Ulisse. 240 245 Ora però, che sei giunto alla nostra terra, alla nostra città, né panno ti mancherà, né altra cosa, quanto è giusto ottenga il meschino, che supplica. La rocca t insegnerò e dirò il nome del popolo. I Feaci possiedono terra e città, e io son la figlia del magnanimo12 Alcìnoo, che tra i Feaci regge la forza e il potere . Disse, e gridò alle ancelle13 bei riccioli: «Fermatevi ancelle: dove fuggite alla vista d un uomo? Forse un nemico credete che sia? [ ] Ma questi è un misero naufrago, che c è capitato, e dobbiamo curarcene: vengon tutti da Zeus gli ospiti e i poveri14; e un dono, anche piccolo, è caro. Via, date all ospite, ancelle, da mangiare e da bere, e nel fiume lavatelo, dov è riparo dal vento . Disse così; si fermarono quelle, fra loro chiamandosi, e fecero sedere al riparo Odisseo, come ordinava Nausicaa, figlia del magnanimo Alcìnoo; vicino gli posero manto, e tunica e veste, e nell ampolla d oro gli diedero il limpido olio, e l invitavano a farsi lavare nelle correnti del fiume. [ ] Come fu tutto lavato, unto d olio abbondante, vestì le vesti che gli donò la giovane vergine; e Atena, la figlia di Zeus, venne a renderlo più grande e robusto a vedersi; dal capo folte fece scender le chiome, simili al fiore del giacinto. [ ] [Odisseo] Andò allora a sedersi in disparte sulla riva del mare, splendente di grazia e bellezza. Ne stupì la fanciulla, e subito disse alle ancelle bei riccioli: «Sentitemi, ancelle braccio bianco, che dica una cosa: non senza i numi tutti, che stanno in Olimpo, quest uomo è venuto tra i Feaci divini15. Prima m era sembrato che fosse brutto davvero, e ora somiglia ai numi che il cielo ampio possiedono. Oh se un uomo così potesse chiamarsi mio sposo, abitando fra noi, e gli piacesse restare! Su, date all ospite, ancelle, da mangiare e da bere . (Tratto da: Odissea, libro VI, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) 158 5394B_MET Mi_Ep.indd 158 26/01/18 13:15
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