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Il duello finale Il testo Accecato dal desiderio di vendetta per la morte dell amico Patroclo, Achille riprende la guerra. Il suo odio verso Ettore è violento e irremovibile. All apparire di Achille, i Troiani si rifugiano precipitosamente all interno della città. Soltanto Ettore resta fuori delle mura, incurante delle invocazioni del padre Priamo e della madre Ecuba. 1. non fuggo intorno alle mura: in un primo momento, atterrito dalla vista di Achille, Ettore si era dato alla fuga, inseguito dal suo avversario. 2. sconciarti: infierire sul tuo corpo senza vita. 3. Ares massacratore: Ares (o Marte) è il dio della guerra. 4. asta: lancia. 5. oracoli: profezie. 6. lavoro mortale: opera di uomini; come sappiamo, le armi di Achille sono state costruite dal dio Efesto. 7. rintuzzò: respinse. 8. Deìfobo: in precedenza, la dea Atena aveva preso le sembianze di Deìfobo, fratello di Ettore, promettendogli di aiutarlo durante il duello; ora Ettore si accorge dell inganno. AUDIO gli eroi in guerra: l iliade L ANTEFATTO Il dramma, ora, si concentra attorno ai due eroi. Tacciono i Greci allineati in lunga schiera, rimangono con il fiato sospeso i Troiani, che, angosciati, si apprestano a seguire il duello dall alto delle loro mura. Appreso il volere del Fato, anche gli dèi abbandonano Ettore al suo destino. Ettore si avanzò verso Achille: Eccomi, figlio di Peleo: non fuggo più davanti a te, come finora sono fuggito, girando tre volte intorno alle mura1. Voglio affrontarti, che debba vincere o esser vinto. Invochiamo gli dèi testimoni garanti di questo duello, che combattiamo qui soli. Io non intendo sconciarti2 orrendamente, se Zeus mi dà la vittoria, ma solo spogliarti delle armi, e poi renderti ai compagni, perché ti diano l onore della sepoltura. Prometti lo stesso anche tu! Maledetto! Tu mi parli di patti? Nessun patto fra noi, come non c è fra uomo e leone, fra lupo e agnello: lo stesso odio è fra me e te! Nessun patto, fino a che uno dei due non cada e non sazi con il suo sangue Ares massacratore3. Adesso ricorda tutta la tua bravura, adesso è il momento di essere perfetto con l asta4 e audace a lottare. Non hai via di scampo: Pallade Atena ti ucciderà con la mia lancia: pagherai tutte insieme le sofferenze dei miei che hai ucciso! E per primo bilanciò l asta e tirò: ma Ettore la vide venire, si rannicchiò sollevando lo scudo, e fu salvo. L asta volò sopra di lui e s infisse nella terra. Pallade Atena accorse a sollevarla e la rese ad Achille. Ma Ettore si sentì pieno di speranza: Dunque parlavi a vuoto! Ti vantavi per spaventarmi, non sapevi oracoli5, sicuri sulla mia sorte. Se credevi di farmi fuggire, hai sbagliato. La tua lancia non si pianterà nella mia schiena. Devi piantarmela in petto, se ci riesci! E tirò a sua volta, pieno di ardire: Che tu possa portarla tutta intera in corpo! augurò. L asta colse proprio nel mezzo lo scudo tutto rotondo di Achille, e l avrebbe sfondato se fosse stato lavoro mortale6: ma il bronzo lavorato da Efesto rintuzzò7 il colpo. L asta ricadde di lato, sonoramente. Ettore si irritò che il colpo gli fosse uscito inutile dalla mano, tanto più che non aveva altre aste con sé. Ma si ricordò di Deìfobo8: Presto, fratello, un asta lunga! 130 5394B_MET Mi_Ep.indd 130 26/01/18 13:13
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