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L Epica classica 12. libero giorno: la libertà. 830 13. i garretti: la parte posteriore della zampa dei quadrupedi, dal ginocchio in giù. 14. Teucri: Troiani. 15. ma mangeranno: gli avvoltoi mangeranno il tuo corpo insepolto. Lasciare il corpo insepolto significava impedire al defunto di trovare pace per l eternità. 16. O Patroclo cuore: Ettore immagina che sia stato Achille a incitare Patroclo ad attaccare la città, e gli dice le parole che suppone Achille abbia detto all amico. 835 840 845 17. Cronide: patronimico di Zeus, figlio di Crono. 18. me uccise terzo: mi hanno ucciso il destino e il dio Apollo, e poi Euforbo; tu, Ettore, mi uccidi solo per terzo. Patroclo dice a Ettore che non è stato veramente lui a ucciderlo. 19. ti s appressa: si avvicina per te. Nei testi omerici, chi è in punto di morte è in grado di conoscere e di profetizzare il futuro. 20. Eacide: Achille nipote di Eaco, che era figlio di Zeus e della ninfa Egina. 850 855 «Patroclo, tu speravi d abbattere la nostra città, e alle donne troiane togliendo libero giorno12, condurle sopra le navi alla tua terra patria, stolto! Per esse i veloci cavalli d Ettore si tendono sopra i garretti13 a combattere: io con l asta eccello fra i Teucri14 amanti di guerra: e così li difendo dal giorno fatale; ma te qui gli avvoltoi mangeranno15. Pazzo! Achille, per forte che sia, non ti potrà proteggere, egli che, forse, restando, a te che partivi raccomandò molte cose: O Patroclo cavaliere, non mi tornare davanti, alle concave navi, prima che d Ettore massacratore l insanguinata tunica intorno al petto tu stracci . Così, certo, ti disse, stolto, e persuase il tuo cuore 16. E tu rispondesti, sfinito, Patroclo cavaliere: «Sì, Ettore, adesso vàntati: a te hanno dato vittoria Zeus Cronide17 e Apollo, che m abbatterono facilmente: essi l armi dalle spalle mi tolsero. Se anche venti guerrieri come te m assalivano, tutti perivano qui, vinti dalla mia lancia; me uccise destino fatale e il figliuolo di Latona, e tra gli uomini Euforbo: tu m uccidi per terzo18. Altro ti voglio dire e tientelo in mente: davvero tu non andrai molto lontano, ma ecco ti s appressa19 la morte e il destino invincibile: cadrai per mano d Achille, dell Eacide20 perfetto . Mentre parlava così la morte l avvolse, la vita volò via dalle membra e scese nell Ade21, piangendo il suo destino, lasciando la giovinezza e il vigore. (Tratto da: Omero, Iliade, libro XVI, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) 21. Ade: il regno dei morti, l aldilà. Antoine Wiertz, Lotta tra troiani e greci per il corpo di Patroclo, 1844-1845. 123 5394B_MET Mi_Ep.indd 123 26/01/18 13:12
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