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L ira di Achille AUDIO gli eroi in guerra: l iliade L ANTEFATTO Il sacerdote troiano Crise, che si era recato all accampamento greco per riscattare la figlia Criseide, fatta schiava da Agamennone, viene cacciato e insultato. Offeso, chiede ad Apollo di vendicarlo. Il dio accoglie le sue preghiere, scende dall Olimpo e scatena la sua ira sui Greci. Il testo Ti presentiamo questo episodio, come anche i successivi, con i versi di Omero alternati a testi in prosa scritti da un autore dei giorni nostri, Alessandro Baricco: la prosa conserva le caratteristiche del linguaggio omerico, ma favorisce una lettura più scorrevole. L autore ha scelto di far parlare, nell ambito della narrazione, alcuni personaggi in prima persona. Allora, d improvviso, accadde che morte e dolore piombarono sugli Achei. Per nove giorni, molte frecce uccisero uomini e animali e i roghi dei morti brillarono senza tregua. Il decimo giorno, Achille convocò l esercito in assemblea. Davanti a tutti disse: Se continuerà così, per sfuggire alla morte saremo costretti a prendere le nostre navi e a tornarcene a casa. Interpelliamo un profeta, o un indovino, o un sacerdote che sappia spiegarci cosa sta accadendo e possa liberarci da questo flagello. Allora si alzò Calcante, che era il più famoso tra gli indovini. Sapeva le cose che furono, che sono, e che saranno. Era un uomo saggio. Disse: Tu vuoi sapere il perché di tutto questo, Achille, e io te lo dirò. Ma tu giura che mi difenderai, perché quello che dirò potrà offendere un uomo che ha potere su tutti gli Achei e al quale tutti gli Achei obbediscono. Io rischio la mia vita: tu giurami che la difenderai. Achille gli rispose che non doveva avere paura, a dire quello che sapeva. Disse: Finché io sarò vivo nessuno tra gli Achei oserà alzare la mano su di te. Nessuno. Neanche Agamennone. Allora l indovino si fece coraggio e disse: Quando abbiamo offeso quel vecchio, il dolore è caduto su di noi. Agamennone ha rifiutato il riscatto e non ha liberato la figlia di Crise: e il dolore è caduto su di noi. C è solo un modo di scacciarlo: restituire a Crise quella fanciulla dagli occhi lucenti, prima che sia troppo tardi. Così parlò e poi si sedette. Allora Agamennone si alzò, l animo colmo di nero furore e gli occhi incendiati da lampi di fuoco. Guardò con odio Calcante e disse: Profeta di sciagure, mai che tu abbia buone profezie per me, solo il male ti piace svelare, il bene mai. E adesso vuoi privarmi di Criseide, che mi è più gradita della mia stessa sposa, Clitemnestra, e che potrebbe rivaleggiare con lei in bellezza, intelligenza e in nobiltà d animo. Devo restituirla? Lo farò, perché voglio che l esercito si salvi. Lo farò, se così dev essere. Ma preparatemi subito un dono che la possa 114 5394B_MET Mi_Ep.indd 114 26/01/18 13:12
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