VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

Tutti diversi, tutti bellissimi (mito filippino) Il mondo era ancora giovane, appena creato, e gli uomini non lo abitavano ancora. Ogni giorno Magbabaya, il dio della vita, guardava giù sulla Terra dalla sua casa nel Cielo: - Oh, come la Terra appare solitaria! Così grande e così deserta! Un giorno il dio della vita ebbe un’idea luminosa: - Devo creare della gente che viva sulla Terra. Il dio partì dalla sua casa nel Cielo e scese sulla Terra; qui giunto prese un pugno di argilla e lo mescolò con dell’acqua. Con questa creta modellò alcuni esseri umani, poi chiamò il sole perché li asciugasse. Il dio tornò a casa sua e passò tutto il giorno giocando con i fiori e gli uccelli del Cielo. A sera si ricordò, ad un tratto, degli uomini lasciati ad asciugare al sole. Ritornò quindi sulla Terra il più presto che poté e fece tramontare il sole, ma scoprì che i pezzi di creta erano rimasti troppo a lungo esposti ed erano diventati neri come il carbone. Il dio della vita scosse la testa: - Devo provare un’altra volta, ma starò più attento e non li lascerò troppo a lungo al sole. Il mattino seguente Magbabaya si mise di nuovo al lavoro e modellò altre statue di uomini e di donne, poi fece sorgere il sole. Questa volta, però, fece attenzione perché non vi rimanessero troppo a lungo e lo fece tramontare subito. Ma anche questa volta il dio della vita non fu troppo soddisfatto della sua opera; infatti le statue erano rimaste troppo pallide, bianche come la farina. - Domani modellerò altre statue e starò attento che arrivino al punto giusto di cottura, prima di toglierle dal sole. Il giorno seguente ancora una volta il dio mescolò terra e acqua, le lavorò e ne ricavò esseri umani. Poi, con molta cautela, li espose al sole. Di tanto in tanto Magbabaya girava un poco le statue in modo che prendessero un bel colore marrone come il cioccolato. Quando gli sembrò che il sole si stesse facendo troppo ardente, fece venire una nuvola dal cielo e rinfrescò le statue con della pioggia leggera, poi la brezza le asciugò lentamente. Quando il lavoro fu terminato, il dio raccolse tutte le statue modellate dalle sue mani: le statue bianche, quelle nere e quelle marroni. Le osservò per bene e se ne compiacque molto: - Sono tutte perfette - esclamò con orgoglio - sono tutte bellissime, ognuna con la sua diversità. Alla fine Magbabaya soffiò nelle statue la vita e le sparse nelle varie regioni della Terra. Ecco perché oggi nel mondo ci sono neri, bianchi e bruni. (Tratto da: www.rubenet.it/leggende/08-LaPelleColorCioccolato.htm) Il testo Come mai gli uomini che popolano la Terra hanno un diverso colore della pelle? Un mito filippino ce ne spiega il motivo, attribuendo la causa a un creatore un po’ sbadato… L’origine del mito Il popolo FILIPPINO vive nelle Filippine, uno Stato dell’Asia sudorientale costituito da un arcipelago di oltre 7000 isole. LESSICO 1. Quale espressione viene usata per indicare che il mondo è stato creato da poco? 2. Oltre a modellare le statue con la creta, Magbabaya dona anche loro la vita. Quale verbo sottolinea questa azione? 3. I ripetuti tentativi di Magbabaya nascondono un numero simbolico: quale? 4. «Le osservò per bene e se ne compiacque molto» (r. 53). Che cosa significa l’espressione “se ne compiacque”? (Puoi indicare più di una risposta) ☐ Ne provò piacere ☐ Si rallegrò ☐ Si insuperbì ☐ Ne fu molto soddisfatto 5. Più volte nel testo Magbabaya non è indicato con il suo nome proprio, ma con un insieme di parole che ne descrivono una caratteristica importante. Quali sono queste parole? Trascrivile. ANALIZZARE 6. Magbabaya è un essere soprannaturale che però, durante la creazione degli esseri umani, dimostra sentimenti, pregi e difetti tipici degli uomini. Scegli tra gli aggettivi che seguono quelli che ti sembrano descrivere meglio il personaggio di Magbabaya (se vuoi ne puoi aggiungere altri): ☐ cauto ☐ precipitoso ☐ preciso ☐ distratto ☐ paziente ☐ impaziente ☐ attento ☐ pasticcione ☐ ................................................................... 7. Nel testo si individuano alcuni elementi simbolici, in particolare il fango e il sole. Quale funzione hanno? (Per rispondere correttamente, consulta la Scheda a p. 9). 8. Fra tutte le statue modellate, di un gruppo in particolare si sottolinea che ha un bel colore: quale? Ti pare che questo giudizio possa darci qualche indicazione relativa al luogo nel quale il mito è nato? 9. Magbabaya sembra inizialmente scontento della sua opera, tanto da volerla rifare. Alla fine, però, il suo atteggiamento cambia e il dio esprime un importante giudizio sulle statue da lui modellate, giudizio che può essere considerato “la morale” del racconto. Quale? Trascrivi le parole di Magbabaya: ESPRIMERE E VALUTARE 10. Scrivere - Il mito ci dà una spiegazione fantasiosa del diverso colore della pelle degli uomini e delle donne del nostro pianeta e contiene un messaggio di tolleranza e di fratellanza. Magbabaya è orgoglioso delle sue creature e non fa distinzioni tra esse. Ti pare che gli uomini abbiano uguale rispetto per tutti i loro simili, indipendentemente dalle diversità che li contraddistinguono? Riporta qualche esempio significativo sul quaderno.
Tutti diversi, tutti bellissimi (mito filippino) Il mondo era ancora giovane, appena creato, e gli uomini non lo abitavano ancora. Ogni giorno Magbabaya, il dio della vita, guardava giù sulla Terra dalla sua casa nel Cielo: - Oh, come la Terra appare solitaria! Così grande e così deserta! Un giorno il dio della vita ebbe un’idea luminosa: - Devo creare della gente che viva sulla Terra. Il dio partì dalla sua casa nel Cielo e scese sulla Terra; qui giunto prese un pugno di argilla e lo mescolò con dell’acqua. Con questa creta modellò alcuni esseri umani, poi chiamò il sole perché li asciugasse. Il dio tornò a casa sua e passò tutto il giorno giocando con i fiori e gli uccelli del Cielo. A sera si ricordò, ad un tratto, degli uomini lasciati ad asciugare al sole. Ritornò quindi sulla Terra il più presto che poté e fece tramontare il sole, ma scoprì che i pezzi di creta erano rimasti troppo a lungo esposti ed erano diventati neri come il carbone. Il dio della vita scosse la testa: - Devo provare un’altra volta, ma starò più attento e non li lascerò troppo a lungo al sole. Il mattino seguente Magbabaya si mise di nuovo al lavoro e modellò altre statue di uomini e di donne, poi fece sorgere il sole. Questa volta, però, fece attenzione perché non vi rimanessero troppo a lungo e lo fece tramontare subito. Ma anche questa volta il dio della vita non fu troppo soddisfatto della sua opera; infatti le statue erano rimaste troppo pallide, bianche come la farina. - Domani modellerò altre statue e starò attento che arrivino al punto giusto di cottura, prima di toglierle dal sole. Il giorno seguente ancora una volta il dio mescolò terra e acqua, le lavorò e ne ricavò esseri umani. Poi, con molta cautela, li espose al sole. Di tanto in tanto Magbabaya girava un poco le statue in modo che prendessero un bel colore marrone come il cioccolato. Quando gli sembrò che il sole si stesse facendo troppo ardente, fece venire una nuvola dal cielo e rinfrescò le statue con della pioggia leggera, poi la brezza le asciugò lentamente. Quando il lavoro fu terminato, il dio raccolse tutte le statue modellate dalle sue mani: le statue bianche, quelle nere e quelle marroni. Le osservò per bene e se ne compiacque molto: - Sono tutte perfette - esclamò con orgoglio - sono tutte bellissime, ognuna con la sua diversità. Alla fine Magbabaya soffiò nelle statue la vita e le sparse nelle varie regioni della Terra. Ecco perché oggi nel mondo ci sono neri, bianchi e bruni. (Tratto da: www.rubenet.it/leggende/08-LaPelleColorCioccolato.htm) Il testo Come mai gli uomini che popolano la Terra hanno un diverso colore della pelle? Un mito filippino ce ne spiega il motivo, attribuendo la causa a un creatore un po’ sbadato… L’origine del mito Il popolo FILIPPINO vive nelle Filippine, uno Stato dell’Asia sudorientale costituito da un arcipelago di oltre 7000 isole. LESSICO 1. Quale espressione viene usata per indicare che il mondo è stato creato da poco? 2. Oltre a modellare le statue con la creta, Magbabaya dona anche loro la vita. Quale verbo sottolinea questa azione? 3. I ripetuti tentativi di Magbabaya nascondono un numero simbolico: quale? 4. «Le osservò per bene e se ne compiacque molto» (r. 53). Che cosa significa l’espressione “se ne compiacque”? (Puoi indicare più di una risposta) ☐ Ne provò piacere  ☐ Si rallegrò ☐ Si insuperbì  ☐ Ne fu molto soddisfatto 5. Più volte nel testo Magbabaya non è indicato con il suo nome proprio, ma con un insieme di parole che ne descrivono una caratteristica importante. Quali sono queste parole? Trascrivile. ANALIZZARE 6. Magbabaya è un essere soprannaturale che però, durante la creazione degli esseri umani, dimostra sentimenti, pregi e difetti tipici degli uomini. Scegli tra gli aggettivi che seguono quelli che ti sembrano descrivere meglio il personaggio di Magbabaya (se vuoi ne puoi aggiungere altri): ☐ cauto ☐ precipitoso ☐ preciso ☐ distratto ☐ paziente ☐ impaziente ☐ attento ☐ pasticcione ☐ ................................................................... 7. Nel testo si individuano alcuni elementi simbolici, in particolare il fango e il sole. Quale funzione hanno? (Per rispondere correttamente, consulta la Scheda a p. 9). 8. Fra tutte le statue modellate, di un gruppo in particolare si sottolinea che ha un bel colore: quale? Ti pare che questo giudizio possa darci qualche indicazione relativa al luogo nel quale il mito è nato? 9. Magbabaya sembra inizialmente scontento della sua opera, tanto da volerla rifare. Alla fine, però, il suo atteggiamento cambia e il dio esprime un importante giudizio sulle statue da lui modellate, giudizio che può essere considerato “la morale” del racconto. Quale? Trascrivi le parole di Magbabaya: ESPRIMERE E VALUTARE 10. Scrivere - Il mito ci dà una spiegazione fantasiosa del diverso colore della pelle degli uomini e delle donne del nostro pianeta e contiene un messaggio di tolleranza e di fratellanza. Magbabaya è orgoglioso delle sue creature e non fa distinzioni tra esse. Ti pare che gli uomini abbiano uguale rispetto per tutti i loro simili, indipendentemente dalle diversità che li contraddistinguono? Riporta qualche esempio significativo sul quaderno.