VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

Le ossessioni di un avaroPlauto L’ANTEFATTONonostante il ritrovamento della pentola piena d’oro, l’avarissimo Euclione ha deciso che sua figlia sposerà il vecchio e ricco Megadoro, disposto a prenderla senza dote. È il giorno del matrimonio, ma Euclione pensa soltanto alla sua preziosa pentola, ossessionato dal timore di essere derubato.Megadoro Euclione, vorrei darti un consiglio: faresti proprio una cosa giusta se ti mettessi un po’ più in ordine per il matrimonio della figlia.Euclione Chi è elegante in proporzione al patrimonio di cui dispone, dimostra di non dimenticare le proprie origini. Io non ho in casa, come del resto nessun povero, nulla di più di quanto ci si possa aspettare.Megadoro Comunque c’è quel che basta; e gli dèi provvedano che sempre ci sia e conservino con crescente cura quello che ora hai.Euclione (tra sé) Non mi piace l’espressione «quello che ora hai». Costui sa bene quanto me che ho questo tesoro. È stata certo la vecchia1 a spifferare tutto.Megadoro Perché ti apparti, perché ti sottrai al colloquio?Euclione Mi preparavo ad accusarti come ti meriti!Megadoro Come mai?Euclione E me lo domandi? Tu hai riempito di ladri tutti gli angoli della mia casa! Povero me! Hai mandato in casa mia cinquecento cuochi con sei mani ciascuno, come Gerione! Nemmeno Argo, quel mostro tutto occhi che Giunone mise a guardia di Io2, saprebbe tenere a bada costoro! E poi mi hai mandato quella suonatrice che potrebbe sorbirsi da sola la fonte Pirene di Corinto3, se quella buttasse vino! Per non parlare del cibo…Megadoro Ma quello basterebbe perfino per una legione! Ho mandato anche un agnello!Euclione Oh! Quanto a quell’agnello, mi risulta che non esista bestia più… preoccupata di quella!Megadoro Vorrei proprio che mi spiegassi che cos’è un agnello preoccupato.Euclione Uno tutto ossa e pelle, logorato dalle preoccupazioni! Mettendolo contro luce, gli si possono vedere le interiora, anche se non è ancora squartato; è trasparente come una lanterna punica.Megadoro L’ho comprato per macellarlo.Euclione Allora la miglior cosa sarebbe che ti occupassi anche del suo trasporto funebre: credo che sia già morto.Megadoro Io voglio bere con te, oggi, Euclione!Euclione E io no, per Ercole!Megadoro Io ti farò lo stesso portare da casa mia un barile di vino vecchio.Euclione Non lo voglio, per Ercole! Ho deciso di bere solo acqua.Megadoro Be’! Quanto è vero che son vivo, oggi ti ridurrò ubriaco fradicio, sì, proprio te che hai deciso di bere solo acqua.Euclione (tra sé) So ben io che cosa sta facendo: tenta questa strada per farmi perdere la ragione con il vino, perché poi il mio tesoro cambi sede. Ma io prenderò le mie precauzioni, lo porterò fuori e lo nasconderò da qualche parte. Il risultato sarà che costui sprecherà sia la fatica che il vino.Megadoro Se non hai bisogno di me, vado a lavarmi per il sacrificio.Euclione Per Polluce4, quanti nemici hai, pentola mia, tu e quest’oro che ti è stato affidato! Ora ho una bella idea: portarti, o mia pentola, nel tempio della Fede. Lì ti nasconderò con ogni cura. O Fede, tu mi conosci e io ti conosco: bada, per favore, a non cambiare nome se ti affido questo tesoro. È confidando nella fiducia che tu mi ispiri, o Fede, che sto per venire da te.(Tratto e adattato da: Plauto, Aulularia, trad. di G. Faranda, Mondadori) Il testoL’Aulularia è una commedia di Plauto che prende il nome da una pentola (in latino aula o aulla) piena d’oro, che il vecchio avaro Euclione trova sotterrata presso il focolare della sua casa. Il lare domestico (lar familiaris), divinità protettrice della casa, ha voluto il ritrovamento affinché la figlia di Euclione, Fedria, abbia la dote necessaria al matrimonio. Nonostante le precauzioni dell’avaro, la pentola sparisce. Se ne impadronisce il giovane innamorato di Fedria, che la utilizzerà per sposare la fanciulla. 1. la vecchia: la vecchia serva di Euclione. 2. Gerione… Io: Euclione fa numerosi riferimenti a personaggi della mitologia greco-romana, come se egli stesso, per difendere la sua pentola, fosse impegnato in un’impresa mitica. Gerione è un gigante a tre teste, mentre Argo è un gigante con cento occhi che la gelosa Giunone mise di guardia alla ninfa Io, che Giove voleva sedurre. 3. fonte Pirene di Corinto: secondo un mito greco, Pirene versò così tante lacrime per la morte del figlio da trasformarsi in una fonte alle porte della città di Corinto. 4. Polluce: un semidio, figlio di Zeus e di una donna mortale, protagonista di miti greci presenti anche nella cultura romana.Una rappresentazione dell’Aulularia di Plauto. COMPRENDERE 1. Che cosa consiglia Megadoro a Euclione? Perché Euclione non gli dà retta?2. Euclione accusa Megadoro: di che cosa?3. Euclione non è soddisfatto del cibo che Megadoro ha mandato per il pranzo di nozze: perché?4. Perché Euclione rifiuta il vino offerto da Megadoro?5. Euclione decide di nascondere la pentola in luogo sicuro: quale? IL LINGUAGGIO DELLA COMMEDIA 6. Il dialogo tra i due personaggi è interrotto in due punti dalle battute che Euclione rivolge a se stesso, come se esprimesse a voce alta i suoi pensieri. Quale didascalia indica questi punti? Trascrivila. 7. Spesso Euclione conclude le sue battute con un’esclamazione in cui compare il nome di un dio o di un eroe della mitologia greco-romana. Ritrova nel testo queste esclamazioni e trascrivile.8. Nelle battute conclusive del brano Euclione parla☐ con Megadoro☐ tra sé☐ con la pentola ANALIZZARE 9. Riordina numerando le sequenze.☐ Megadoro esce di scena allo scopo di andare a lavarsi per il sacrificio.☐ Megadoro augura a Euclione che gli dèi gli consentano di conservare ciò che possiede.☐ Euclione dichiara di non avere quasi niente in casa.☐ Megadoro consiglia a Euclione di prepararsi per il matrimonio.☐ Euclione critica le persone che Megadoro gli ha mandato per i preparativi del matrimonio.☐ Megadoro promette a Euclione che lo farà ubriacare.☐ Euclione decide di portare la pentola nel tempio della Fede.10. Nel seguente elenco di aggettivi, sottolinea in blu quelli che descrivono Euclione e in rosso quelli riferibili a Megadoro. Attenzione: non tutti gli aggettivi vanno sottolineati.avaro • paziente • collerico • umile • triste • allegro • ostinato • goloso • sospettoso11. L’ossessione di essere derubato porta Euclione a sospettare di tutto e di tutti. Completa.a. la vecchia serva Euclione sospetta che ........................................................................b. Megadoro augura a Euclione che gli dèi gli conservino «quello che ora ha» Euclione sospetta che ......................................c. Megadoro gli offre del vino Euclione sospetta che ..........................................................d. Megadoro ha mandato a Euclione cuochi, servi e una suonatrice per la festa di nozze Euclione sospetta che .....................................................12. Euclione, avarissimo, accusa a sua volta Megadoro di avarizia. In quale occasione? ESPRIMERE E VALUTARE 13. Scrivere - L’avaro è un personaggio tipico della commedia, non solo nell’antichità ma anche nei secoli successivi. Un altro “carattere” molto adatto a essere preso in giro nelle commedie è lo scialacquatore, ossia lo spendaccione, che getta via il suo denaro in acquisti inutili, in imprese folli, ingannato da servi astuti e da persone che approfittano della sua ingenuità per spillargli quattrini. In un testo di 10-15 righe, prova a scrivere la trama di una commedia che abbia per protagonista uno scialacquatore. Puoi immaginare che si riempia la casa di oggetti inutili, pagati a carissimo prezzo perché gli hanno fatto credere che sono preziosi; oppure che presti il suo denaro a tutti quelli che glielo chiedono con i pretesti più vari; o, ancora, che abbia la casa affollata di gente che mangia e beve a sbafo.14. Scrivere - Se preferisci, invece della trama, scrivi un breve dialogo (15-20 battute) tra lo scialacquatore e un altro personaggio (per esempio la moglie, la figlia, un amico) che cerca di farlo ragionare, per impedirgli di ridursi in rovina con le sue spese esagerate. Ricordati di rispettare le regole di scrittura del testo teatrale, differenziando bene (anche graficamente) nome del personaggio, battute e didascalie.
Le ossessioni di un avaroPlauto L’ANTEFATTONonostante il ritrovamento della pentola piena d’oro, l’avarissimo Euclione ha deciso che sua figlia sposerà il vecchio e ricco Megadoro, disposto a prenderla senza dote. È il giorno del matrimonio, ma Euclione pensa soltanto alla sua preziosa pentola, ossessionato dal timore di essere derubato.Megadoro Euclione, vorrei darti un consiglio: faresti proprio una cosa giusta se ti mettessi un po’ più in ordine per il matrimonio della figlia.Euclione Chi è elegante in proporzione al patrimonio di cui dispone, dimostra di non dimenticare le proprie origini. Io non ho in casa, come del resto nessun povero, nulla di più di quanto ci si possa aspettare.Megadoro Comunque c’è quel che basta; e gli dèi provvedano che sempre ci sia e conservino con crescente cura quello che ora hai.Euclione (tra sé) Non mi piace l’espressione «quello che ora hai». Costui sa bene quanto me che ho questo tesoro. È stata certo la vecchia1 a spifferare tutto.Megadoro Perché ti apparti, perché ti sottrai al colloquio?Euclione Mi preparavo ad accusarti come ti meriti!Megadoro Come mai?Euclione E me lo domandi? Tu hai riempito di ladri tutti gli angoli della mia casa! Povero me! Hai mandato in casa mia cinquecento cuochi con sei mani ciascuno, come Gerione! Nemmeno Argo, quel mostro tutto occhi che Giunone mise a guardia di Io2, saprebbe tenere a bada costoro! E poi mi hai mandato quella suonatrice che potrebbe sorbirsi da sola la fonte Pirene di Corinto3, se quella buttasse vino! Per non parlare del cibo…Megadoro Ma quello basterebbe perfino per una legione! Ho mandato anche un agnello!Euclione Oh! Quanto a quell’agnello, mi risulta che non esista bestia più… preoccupata di quella!Megadoro Vorrei proprio che mi spiegassi che cos’è un agnello preoccupato.Euclione Uno tutto ossa e pelle, logorato dalle preoccupazioni! Mettendolo contro luce, gli si possono vedere le interiora, anche se non è ancora squartato; è trasparente come una lanterna punica.Megadoro L’ho comprato per macellarlo.Euclione Allora la miglior cosa sarebbe che ti occupassi anche del suo trasporto funebre: credo che sia già morto.Megadoro Io voglio bere con te, oggi, Euclione!Euclione E io no, per Ercole!Megadoro Io ti farò lo stesso portare da casa mia un barile di vino vecchio.Euclione Non lo voglio, per Ercole! Ho deciso di bere solo acqua.Megadoro Be’! Quanto è vero che son vivo, oggi ti ridurrò ubriaco fradicio, sì, proprio te che hai deciso di bere solo acqua.Euclione (tra sé) So ben io che cosa sta facendo: tenta questa strada per farmi perdere la ragione con il vino, perché poi il mio tesoro cambi sede. Ma io prenderò le mie precauzioni, lo porterò fuori e lo nasconderò da qualche parte. Il risultato sarà che costui sprecherà sia la fatica che il vino.Megadoro Se non hai bisogno di me, vado a lavarmi per il sacrificio.Euclione Per Polluce4, quanti nemici hai, pentola mia, tu e quest’oro che ti è stato affidato! Ora ho una bella idea: portarti, o mia pentola, nel tempio della Fede. Lì ti nasconderò con ogni cura. O Fede, tu mi conosci e io ti conosco: bada, per favore, a non cambiare nome se ti affido questo tesoro. È confidando nella fiducia che tu mi ispiri, o Fede, che sto per venire da te.(Tratto e adattato da: Plauto, Aulularia, trad. di G. Faranda, Mondadori) Il testoL’Aulularia è una commedia di Plauto che prende il nome da una pentola (in latino aula o aulla) piena d’oro, che il vecchio avaro Euclione trova sotterrata presso il focolare della sua casa. Il lare domestico (lar familiaris), divinità protettrice della casa, ha voluto il ritrovamento affinché la figlia di Euclione, Fedria, abbia la dote necessaria al matrimonio. Nonostante le precauzioni dell’avaro, la pentola sparisce. Se ne impadronisce il giovane innamorato di Fedria, che la utilizzerà per sposare la fanciulla. 1. la vecchia: la vecchia serva di Euclione. 2. Gerione… Io: Euclione fa numerosi riferimenti a personaggi della mitologia greco-romana, come se egli stesso, per difendere la sua pentola, fosse impegnato in un’impresa mitica. Gerione è un gigante a tre teste, mentre Argo è un gigante con cento occhi che la gelosa Giunone mise di guardia alla ninfa Io, che Giove voleva sedurre. 3. fonte Pirene di Corinto: secondo un mito greco, Pirene versò così tante lacrime per la morte del figlio da trasformarsi in una fonte alle porte della città di Corinto. 4. Polluce: un semidio, figlio di Zeus e di una donna mortale, protagonista di miti greci presenti anche nella cultura romana.Una rappresentazione dell’Aulularia di Plauto. COMPRENDERE 1. Che cosa consiglia Megadoro a Euclione? Perché Euclione non gli dà retta?2. Euclione accusa Megadoro: di che cosa?3. Euclione non è soddisfatto del cibo che Megadoro ha mandato per il pranzo di nozze: perché?4. Perché Euclione rifiuta il vino offerto da Megadoro?5. Euclione decide di nascondere la pentola in luogo sicuro: quale? IL LINGUAGGIO DELLA COMMEDIA 6. Il dialogo tra i due personaggi è interrotto in due punti dalle battute che Euclione rivolge a se stesso, come se esprimesse a voce alta i suoi pensieri. Quale didascalia indica questi punti? Trascrivila. 7. Spesso Euclione conclude le sue battute con un’esclamazione in cui compare il nome di un dio o di un eroe della mitologia greco-romana. Ritrova nel testo queste esclamazioni e trascrivile.8. Nelle battute conclusive del brano Euclione parla☐ con Megadoro☐ tra sé☐ con la pentola ANALIZZARE 9. Riordina numerando le sequenze.☐ Megadoro esce di scena allo scopo di andare a lavarsi per il sacrificio.☐ Megadoro augura a Euclione che gli dèi gli consentano di conservare ciò che possiede.☐ Euclione dichiara di non avere quasi niente in casa.☐ Megadoro consiglia a Euclione di prepararsi per il matrimonio.☐ Euclione critica le persone che Megadoro gli ha mandato per i preparativi del matrimonio.☐ Megadoro promette a Euclione che lo farà ubriacare.☐ Euclione decide di portare la pentola nel tempio della Fede.10. Nel seguente elenco di aggettivi, sottolinea in blu quelli che descrivono Euclione e in rosso quelli riferibili a Megadoro. Attenzione: non tutti gli aggettivi vanno sottolineati.avaro • paziente • collerico • umile • triste • allegro • ostinato • goloso • sospettoso11. L’ossessione di essere derubato porta Euclione a sospettare di tutto e di tutti. Completa.a. la vecchia serva Euclione sospetta che ........................................................................b. Megadoro augura a Euclione che gli dèi gli conservino «quello che ora ha» Euclione sospetta che ......................................c. Megadoro gli offre del vino Euclione sospetta che ..........................................................d. Megadoro ha mandato a Euclione cuochi, servi e una suonatrice per la festa di nozze Euclione sospetta che .....................................................12. Euclione, avarissimo, accusa a sua volta Megadoro di avarizia. In quale occasione? ESPRIMERE E VALUTARE 13. Scrivere - L’avaro è un personaggio tipico della commedia, non solo nell’antichità ma anche nei secoli successivi. Un altro “carattere” molto adatto a essere preso in giro nelle commedie è lo scialacquatore, ossia lo spendaccione, che getta via il suo denaro in acquisti inutili, in imprese folli, ingannato da servi astuti e da persone che approfittano della sua ingenuità per spillargli quattrini. In un testo di 10-15 righe, prova a scrivere la trama di una commedia che abbia per protagonista uno scialacquatore. Puoi immaginare che si riempia la casa di oggetti inutili, pagati a carissimo prezzo perché gli hanno fatto credere che sono preziosi; oppure che presti il suo denaro a tutti quelli che glielo chiedono con i pretesti più vari; o, ancora, che abbia la casa affollata di gente che mangia e beve a sbafo.14. Scrivere - Se preferisci, invece della trama, scrivi un breve dialogo (15-20 battute) tra lo scialacquatore e un altro personaggio (per esempio la moglie, la figlia, un amico) che cerca di farlo ragionare, per impedirgli di ridursi in rovina con le sue spese esagerate. Ricordati di rispettare le regole di scrittura del testo teatrale, differenziando bene (anche graficamente) nome del personaggio, battute e didascalie.