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I MITI DEL GENERE UMANO CARATTERISTICHE, VALORI, USI E ISTITUZIONI Le caratteristiche fisiche dell’uomo - dal suo essere soggetto all’invecchiamento al colore della pelle - ma anche le sue qualità morali, i valori in cui crede, le istituzioni di cui si è dotato per meglio organizzare la sua vita e i rapporti con i propri simili, sono il tema delle narrazioni che seguono. Sono detti “miti eziologici”, cioè miti che ricercano le cause, la spiegazione di alcuni fatti, l’origine di usi e istituzioni delle diverse società. Il segreto del Serpente (mito etiope) Perché affrontare tutti i problemi della creazione dell’uomo per poi lasciare che si consumi? È come costruire un carro senza inchiodarlo alle ruote: prima o poi si romperà - e, allora, a che cosa serve il carro? Il Creatore che modellò il popolo galla1 non era né sbadato né disordinato. Lo si può vedere in questa gente, alta e sottile come una canna da pesca e bella come l’ebano2. Non era certo sua intenzione lasciare che la loro bellezza decadesse. Tuttavia il sole bruciante dell’Etiopia asciugò la pelle morbida che si coprì di rughe. Anche se i bambini risplendevano come ciottoli in fondo a un ruscello, i vecchi si piegavano e si riempivano di rughe come un albero che non ha radici abbastanza lunghe e non può raggiungere l’acqua. - Vai dal popolo galla, Holawaka - disse il Creatore alla messaggera- uccello - e di’ loro che, quando la pelle incomincerà a raggrinzire e a diventare pesante, devono toglierla e lasciarla dove cade. Sotto la vecchia, è nascosta una nuova pelle, proprio come il bruco nasconde una farfalla. Il coloratissimo uccello, che si stava pulendo le piume color porpora con il becco scarlatto, drizzò la testa. - Molto bene - disse. - Ma come posso distinguere i Galla dai rinoceronti o dalle giraffe, dalle iene e dalle leonesse? Queste tue creature mi sembrano tutte uguali: nessuna penna o piuma, niente becco… - I Galla sono alti e sottili come canne da pesca e belli come l’ebano - rispose il Creatore. - E, come te, Holawaka, parlano. Così Holawaka volò sulla Terra, parlando sempre, ma sempre da sola. Subito incontrò Tartaruga. «Non fa parte dei Galla» pensò «perché è piatta e arrotondata e la sua faccia non è certo carina». Volò dunque via. Ben presto incontrò Serpente. «Certo, questo è alto e sottile come una canna da pesca e bello come… com’è che era? Ah sì, bello come uno smeraldo». E gli chiese: - Vuoi conoscere il segreto per restare giovane e non invecchiare mai? Serpente, come è ovvio, era molto interessato. Così Holawaka gli mostrò come togliere la pelle e scivolarne fuori. La pelle rimase indietro, sottile come carta, con disegni simili a diamanti e luccicante ai raggi del sole. - Certo, se fossi stata il Creatore - aggiunse Holawaka, che amava parlare - avrei dato alla tua gente penne per volare. Così avreste potuto costruire i nidi in cima agli alberi, tuffarvi nei laghi per pescare e abbandonare una penna alla volta come fossero pennellate di colore sul terreno. Holawaka continuava a parlare anche se Serpente era già andato via da molto tempo per raccontare ai suoi figli come si poteva restare giovani. L’uccello stava parlando alla pelle abbandonata: quando se ne accorse, saltellò indietro e raggiunse il cielo e i frutteti del Creatore posandosi su un albero da frutto. - Hai riferito il messaggio ai Galla? - Sì, sì… anche se io li avrei definiti lunghi e non alti… Quando ci si accorse dell’errore, il mondo funzionava già a modo suo e il Creatore era impegnato altrove. È per questo che uomini e donne galla (e anche tutti gli altri) diventano vecchi e rugosi con il passare di molti soli. Non cercate di trovare Serpente per conoscere il suo segreto. Non trovereste mai lui, ma soltanto la sua pelle abbandonata che brilla ai raggi del sole. (Tratto da: Geraldine McCaughrean, Miti e leggende. Il sole, il cielo, gli eroi, Mondadori) Il testo In questo mito africano un dio, attento al benessere del popolo da lui creato, vuole offrire l’immortalità agli uomini. Anche gli dèi, però, a volte non sanno scegliersi gli aiutanti giusti! 1. popolo galla: tribù africana che attualmente vive soprattutto in Kenya. 2. ebano: albero che fornisce un legno pregiato di colore nero. L'origine del mito L’ETIOPIA, in cui ha avuto origine questo mito, è situata nell’Africa orientale ed è considerata il più antico Stato africano. COMPRENDERE 1. Che cosa vuole donare agli uomini il Creatore? 2. Nella parte iniziale del testo è indicata una causa dell’invecchiamento degli uomini: quale? 3. Perché Holawaka confonde il serpente con il popolo galla da cui era stata mandata? Il suo sbaglio si fonda su un ricordo confuso: quale? LESSICO 4. Quale parola definisce l’azione del Creatore per dare vita al popolo galla? 5. «È per questo che uomini e donne galla (e anche tutti gli altri) diventano vecchi e rugosi con il passare di molti soli» (r. 61-63). In questa frase, con quale altro termine può essere sostituita la parola “soli”? ☐ mesi ☐ giorni ☐ anni ☐ raggi 6. Nel secondo paragrafo (r. 4-21) si trovano numerosi paragoni. Nello schema che segue, i vari paragoni sono stati trascritti facendo un po’ di confusione. Metti ordine, collegando opportunamente i termini della prima colonna con quelli della seconda. 7. Quale altro paragone trovi nel paragrafo successivo? Sottolinealo nel testo. ANALIZZARE 8. Oltre al Creatore, essere soprannaturale, il mito ci presenta un altro personaggio: una creatura fantastica, Holawaka. Quali caratteristiche ne fanno un essere fuori dal comune? 9. Nel racconto non è detto esplicitamente, ma è abbastanza evidente che Holawaka è un pappagallo. Sottolinea gli elementi del testo che ti permettono di capirlo. 10. Holawaka giudica il mondo dal suo punto di vista, quello di un uccello. In quali punti del testo ciò è particolarmente evidente? 11. Come ti appare il Creatore nei confronti degli uomini? Scegli, tra gli aggettivi che ti vengono proposti, quelli che ti sembrano più appropriati per descrivere il suo atteggiamento. orgoglioso • egoista • ostile • soddisfatto • indifferente • scontento • preoccupato • generoso • premuroso 12. Quali informazioni sul popolo che ha tramandato questo mito hai individuato nel testo?
I MITI DEL GENERE UMANO CARATTERISTICHE, VALORI, USI E ISTITUZIONI Le caratteristiche fisiche dell’uomo - dal suo essere soggetto all’invecchiamento al colore della pelle - ma anche le sue qualità morali, i valori in cui crede, le istituzioni di cui si è dotato per meglio organizzare la sua vita e i rapporti con i propri simili, sono il tema delle narrazioni che seguono. Sono detti “miti eziologici”, cioè miti che ricercano le cause, la spiegazione di alcuni fatti, l’origine di usi e istituzioni delle diverse società. Il segreto del Serpente (mito etiope) Perché affrontare tutti i problemi della creazione dell’uomo per poi lasciare che si consumi? È come costruire un carro senza inchiodarlo alle ruote: prima o poi si romperà - e, allora, a che cosa serve il carro? Il Creatore che modellò il popolo galla1 non era né sbadato né disordinato. Lo si può vedere in questa gente, alta e sottile come una canna da pesca e bella come l’ebano2. Non era certo sua intenzione lasciare che la loro bellezza decadesse. Tuttavia il sole bruciante dell’Etiopia asciugò la pelle morbida che si coprì di rughe. Anche se i bambini risplendevano come ciottoli in fondo a un ruscello, i vecchi si piegavano e si riempivano di rughe come un albero che non ha radici abbastanza lunghe e non può raggiungere l’acqua. - Vai dal popolo galla, Holawaka - disse il Creatore alla messaggera- uccello - e di’ loro che, quando la pelle incomincerà a raggrinzire e a diventare pesante, devono toglierla e lasciarla dove cade. Sotto la vecchia, è nascosta una nuova pelle, proprio come il bruco nasconde una farfalla. Il coloratissimo uccello, che si stava pulendo le piume color porpora con il becco scarlatto, drizzò la testa. - Molto bene - disse. - Ma come posso distinguere i Galla dai rinoceronti o dalle giraffe, dalle iene e dalle leonesse? Queste tue creature mi sembrano tutte uguali: nessuna penna o piuma, niente becco… - I Galla sono alti e sottili come canne da pesca e belli come l’ebano - rispose il Creatore. - E, come te, Holawaka, parlano. Così Holawaka volò sulla Terra, parlando sempre, ma sempre da sola. Subito incontrò Tartaruga. «Non fa parte dei Galla» pensò «perché è piatta e arrotondata e la sua faccia non è certo carina». Volò dunque via. Ben presto incontrò Serpente. «Certo, questo è alto e sottile come una canna da pesca e bello come… com’è che era? Ah sì, bello come uno smeraldo». E gli chiese: - Vuoi conoscere il segreto per restare giovane e non invecchiare mai? Serpente, come è ovvio, era molto interessato. Così Holawaka gli mostrò come togliere la pelle e scivolarne fuori. La pelle rimase indietro, sottile come carta, con disegni simili a diamanti e luccicante ai raggi del sole. - Certo, se fossi stata il Creatore - aggiunse Holawaka, che amava parlare - avrei dato alla tua gente penne per volare. Così avreste potuto costruire i nidi in cima agli alberi, tuffarvi nei laghi per pescare e abbandonare una penna alla volta come fossero pennellate di colore sul terreno. Holawaka continuava a parlare anche se Serpente era già andato via da molto tempo per raccontare ai suoi figli come si poteva restare giovani. L’uccello stava parlando alla pelle abbandonata: quando se ne accorse, saltellò indietro e raggiunse il cielo e i frutteti del Creatore posandosi su un albero da frutto. - Hai riferito il messaggio ai Galla? - Sì, sì… anche se io li avrei definiti lunghi e non alti… Quando ci si accorse dell’errore, il mondo funzionava già a modo suo e il Creatore era impegnato altrove. È per questo che uomini e donne galla (e anche tutti gli altri) diventano vecchi e rugosi con il passare di molti soli. Non cercate di trovare Serpente per conoscere il suo segreto. Non trovereste mai lui, ma soltanto la sua pelle abbandonata che brilla ai raggi del sole. (Tratto da: Geraldine McCaughrean, Miti e leggende. Il sole, il cielo, gli eroi, Mondadori) Il testo In questo mito africano un dio, attento al benessere del popolo da lui creato, vuole offrire l’immortalità agli uomini. Anche gli dèi, però, a volte non sanno scegliersi gli aiutanti giusti! 1. popolo galla: tribù africana che attualmente vive soprattutto in Kenya. 2. ebano: albero che fornisce un legno pregiato di colore nero. L'origine del mito L’ETIOPIA, in cui ha avuto origine questo mito, è situata nell’Africa orientale ed è considerata il più antico Stato africano. COMPRENDERE 1. Che cosa vuole donare agli uomini il Creatore?  2. Nella parte iniziale del testo è indicata una causa dell’invecchiamento degli uomini: quale? 3. Perché Holawaka confonde il serpente con il popolo galla da cui era stata mandata? Il suo sbaglio si fonda su un ricordo confuso: quale?  LESSICO 4. Quale parola definisce l’azione del Creatore per dare vita al popolo galla?  5. «È per questo che uomini e donne galla (e anche tutti gli altri) diventano vecchi e rugosi con il passare di molti soli» (r. 61-63). In questa frase, con quale altro termine può essere sostituita la parola “soli”? ☐ mesi  ☐ giorni  ☐ anni  ☐ raggi 6. Nel secondo paragrafo (r. 4-21) si trovano numerosi paragoni. Nello schema che segue, i vari paragoni sono stati trascritti facendo un po’ di confusione. Metti ordine, collegando opportunamente i termini della prima colonna con quelli della seconda. 7. Quale altro paragone trovi nel paragrafo successivo? Sottolinealo nel testo. ANALIZZARE 8. Oltre al Creatore, essere soprannaturale, il mito ci presenta un altro personaggio: una creatura fantastica, Holawaka. Quali caratteristiche ne fanno un essere fuori dal comune? 9. Nel racconto non è detto esplicitamente, ma è abbastanza evidente che Holawaka è un pappagallo. Sottolinea gli elementi del testo che ti permettono di capirlo. 10. Holawaka giudica il mondo dal suo punto di vista, quello di un uccello. In quali punti del testo ciò è particolarmente evidente? 11. Come ti appare il Creatore nei confronti degli uomini? Scegli, tra gli aggettivi che ti vengono proposti, quelli che ti sembrano più appropriati per descrivere il suo atteggiamento. orgoglioso • egoista • ostile • soddisfatto • indifferente • scontento • preoccupato • generoso • premuroso 12. Quali informazioni sul popolo che ha tramandato questo mito hai individuato nel testo?