16. CARLO MAGNO, TRA STORIA E MITO

STRUMENTI PER APPROFONDIRE I PROTAGONISTI EPICI 16. CARLO MAGNO, TRA STORIA E MITO Un uomo di eccezionale statura, in tutti i sensi L’immagine più diffusa di Carlo Magno lo presenta come un uomo eccezionale. In effetti lo fu per molti aspetti. Il suo stesso aspetto fisico era straordinario per l’epoca in cui visse. Secondo Eginardo, il monaco che scrisse la biografia dell’imperatore franco, egli era alto «sette volte più del suo piede», cioè circa un metro e novanta. Questa notizia è confermata anche dagli scavi archeologici: quando, nel 1861, la tomba di Carlo fu aperta e il suo scheletro venne misurato, si vide che era lungo appunto 192 centimetri. Per un uomo del IX secolo era una misura davvero eccezionale, perché a quei tempi la statura media era molto inferiore alla nostra. Questa è la descrizione di Carlo Magno scritta da Eginardo, che visse a lungo alla corte dell’imperatore. «La testa rotonda, gli occhi molto grandi e vivaci, il naso appena più grosso del normale, bei capelli bianchi, viso piacevole e vivace, che gli conferiva un aspetto autorevole e dignitoso. Sebbene il suo collo potesse sembrare grosso e troppo corto, e il suo ventre alquanto prominente, tuttavia non si notavano per la proporzione di tutte le altre membra. La voce era stridula e perciò non del tutto adatta al suo aspetto fisico. […] Carlo indossava quasi sempre il costume nazionale dei Franchi. A contatto del corpo portava una camicia di lino; al di sopra una tunica orlata di seta e calzoni; poi avvolgeva le gambe con fascette e i piedi con calzari; d’inverno proteggeva le spalle e il petto con un farsetto [un giubbotto] di pelle di lontra o di topo; indossava un mantello azzurro e cingeva una corta spada, con l’impugnatura d’oro e d’argento. In occasione di particolari feste si serviva anche di una spada ornata di gemme». (Eginardo, Vita di Carlo Magno) Carlo Magno e la cultura Carlo Magno si occupò molto di cultura. Diede disposizioni affinché presso i principali monasteri e vescovadi dell’impero fossero organizzate scuole, dove i giovani potessero imparare almeno a leggere e a scrivere. Alla sua corte giunsero letterati, artisti e scienziati da tutta Europa. Fra di loro vi era il monaco inglese Alcuino, che diresse la Scuola di palazzo fondata dall’imperatore ad Aquisgrana, in Germania. Questa città, durante il regno di Carlo, fu arricchita di splendide opere d’arte e di architettura. Carlo, infatti, desiderava che la sua capitale fosse in tutto degna delle altre grandi capitali imperiali, cioè Roma antica e Costantinopoli. Durante il regno di Carlo fu inventato anche un nuovo tipo di scrittura, dai caratteri più semplici e lineari di quella usata in precedenza. Questa scrittura fu chiamata “minuscola carolina”, proprio in onore di Carlo Magno. Uno scolaro di nome Carlo Magno Carlo Magno parlava tre lingue, capiva il latino e il greco, sapeva leggere. Tuttavia, per quanto a noi oggi sembri incredibile, non sapeva scrivere. Per firmare gli atti ufficiali, faceva una sigla in fondo al documento. Già in età avanzata cercò di imparare a scrivere, mettendoci impegno e ostinazione. Ma era forse troppo tardi, come ci rivela questo brano del suo biografo Eginardo: «Si esercitava nella scrittura e, a questo scopo, era solito disporre tavolette e quaderni nel letto, sotto i guanciali, per potersi allenare nei momenti di riposo a tracciare lettere. Il suo impegno non dette grandi risultati; vi si era infatti applicato troppo tardi». Un ritratto di Carlo Magno Tra i moltissimi ritratti di Carlo Magno, dipinti nel corso dei secoli, scegliamo questo, realizzato nel XV secolo da un ignoto pittore nel castello della Manta, in provincia di Cuneo. Questo affresco non ha valore come fonte storica, nel senso che Carlo è rappresentato in abiti quattrocenteschi e il volto è probabilmente quello di uno dei marchesi di Saluzzo (proprietari, a quell’epoca, del castello della Manta). Tuttavia è interessante osservare che Carlo tiene in mano i classici simboli del potere: • un lungo spadone (che allude al suo valore militare e alle numerose conquiste); • il globo sormontato da una croce (emblema del Sacro Romano Impero). L’imperatore è qui rappresentato come un uomo anziano, dalla lunga barba bianca. E, in effetti, Carlo diventò molto vecchio per i suoi tempi. Morì nell’814, mentre non conosciamo con esattezza la sua data di nascita, che comunque si colloca intorno al 742. Raggiunse dunque i settant’anni: quasi un record, in un’epoca in cui la vita media di un uomo non superava i quarant’anni!
STRUMENTI PER APPROFONDIRE I PROTAGONISTI EPICI 16. CARLO MAGNO, TRA STORIA E MITO Un uomo di eccezionale statura, in tutti i sensi L’immagine più diffusa di Carlo Magno lo presenta come un uomo eccezionale. In effetti lo fu per molti aspetti. Il suo stesso aspetto fisico era straordinario per l’epoca in cui visse. Secondo Eginardo, il monaco che scrisse la biografia dell’imperatore franco, egli era alto «sette volte più del suo piede», cioè circa un metro e novanta. Questa notizia è confermata anche dagli scavi archeologici: quando, nel 1861, la tomba di Carlo fu aperta e il suo scheletro venne misurato, si vide che era lungo appunto 192 centimetri. Per un uomo del IX secolo era una misura davvero eccezionale, perché a quei tempi la statura media era molto inferiore alla nostra. Questa è la descrizione di Carlo Magno scritta da Eginardo, che visse a lungo alla corte dell’imperatore. «La testa rotonda, gli occhi molto grandi e vivaci, il naso appena più grosso del normale, bei capelli bianchi, viso piacevole e vivace, che gli conferiva un aspetto autorevole e dignitoso. Sebbene il suo collo potesse sembrare grosso e troppo corto, e il suo ventre alquanto prominente, tuttavia non si notavano per la proporzione di tutte le altre membra. La voce era stridula e perciò non del tutto adatta al suo aspetto fisico. […] Carlo indossava quasi sempre il costume nazionale dei Franchi. A contatto del corpo portava una camicia di lino; al di sopra una tunica orlata di seta e calzoni; poi avvolgeva le gambe con fascette e i piedi con calzari; d’inverno proteggeva le spalle e il petto con un farsetto [un giubbotto] di pelle di lontra o di topo; indossava un mantello azzurro e cingeva una corta spada, con l’impugnatura d’oro e d’argento. In occasione di particolari feste si serviva anche di una spada ornata di gemme». (Eginardo, Vita di Carlo Magno) Carlo Magno e la cultura Carlo Magno si occupò molto di cultura. Diede disposizioni affinché presso i principali monasteri e vescovadi dell’impero fossero organizzate scuole, dove i giovani potessero imparare almeno a leggere e a scrivere. Alla sua corte giunsero letterati, artisti e scienziati da tutta Europa. Fra di loro vi era il monaco inglese Alcuino, che diresse la Scuola di palazzo fondata dall’imperatore ad Aquisgrana, in Germania. Questa città, durante il regno di Carlo, fu arricchita di splendide opere d’arte e di architettura. Carlo, infatti, desiderava che la sua capitale fosse in tutto degna delle altre grandi capitali imperiali, cioè Roma antica e Costantinopoli. Durante il regno di Carlo fu inventato anche un nuovo tipo di scrittura, dai caratteri più semplici e lineari di quella usata in precedenza. Questa scrittura fu chiamata “minuscola carolina”, proprio in onore di Carlo Magno. Uno scolaro di nome Carlo Magno Carlo Magno parlava tre lingue, capiva il latino e il greco, sapeva leggere. Tuttavia, per quanto a noi oggi sembri incredibile, non sapeva scrivere. Per firmare gli atti ufficiali, faceva una sigla in fondo al documento. Già in età avanzata cercò di imparare a scrivere, mettendoci impegno e ostinazione. Ma era forse troppo tardi, come ci rivela questo brano del suo biografo Eginardo: «Si esercitava nella scrittura e, a questo scopo, era solito disporre tavolette e quaderni nel letto, sotto i guanciali, per potersi allenare nei momenti di riposo a tracciare lettere. Il suo impegno non dette grandi risultati; vi si era infatti applicato troppo tardi». Un ritratto di Carlo Magno Tra i moltissimi ritratti di Carlo Magno, dipinti nel corso dei secoli, scegliamo questo, realizzato nel XV secolo da un ignoto pittore nel castello della Manta, in provincia di Cuneo. Questo affresco non ha valore come fonte storica, nel senso che Carlo è rappresentato in abiti quattrocenteschi e il volto è probabilmente quello di uno dei marchesi di Saluzzo (proprietari, a quell’epoca, del castello della Manta). Tuttavia è interessante osservare che Carlo tiene in mano i classici simboli del potere: • un lungo spadone (che allude al suo valore militare e alle numerose conquiste); • il globo sormontato da una croce (emblema del Sacro Romano Impero). L’imperatore è qui rappresentato come un uomo anziano, dalla lunga barba bianca. E, in effetti, Carlo diventò molto vecchio per i suoi tempi. Morì nell’814, mentre non conosciamo con esattezza la sua data di nascita, che comunque si colloca intorno al 742. Raggiunse dunque i settant’anni: quasi un record, in un’epoca in cui la vita media di un uomo non superava i quarant’anni!