VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione

VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Nel palazzo della maga Circe Omero Ulisse con un’unica nave e i pochi compagni sfuggiti ai terribili Lestrigoni riesce a raggiungere la solitaria isola di Eea. Un gruppo di uomini, guidati da Eurìloco, va in esplorazione e trova un palazzo di marmo attorniato da belve mansuete: è la dimora della maga Circe che diffonde il suo dolce canto… E videro in valli profonde di boschi il palazzo di Circe, fatto di lucido sasso1, aperto allo sguardo. C’erano intorno lupi montani e leoni ammansiti da lei con farmachi tristi2; e non s’avventarono agli uomini, anzi le lunghe code movendo si alzarono dritti. Come i cani si strusciano intorno al padrone che viene dal desco3 portando buoni bocconi, così s’arrampavano a quelli4 coi forti artigli le belve, ed essi tremarono sgomenti davanti a quei mostri terribili. Nel portico or della dea dai lunghi capelli sostavano; e udirono Circe che dentro con bella voce cantava tessendo una tela grande, immortale, come sono i lavori che fanno le dee: delicati, fulgidi5, fini. Polìte, capo di prodi e il più saggio, il più caro a me6 dei compagni, prese7 tra loro a parlare: «Amici, là dentro c’è una che tesse una tela grande, una dea o forse una donna: dolcemente essa canta, e intorno ne suona8 la valle; e noi diamole presto una voce!9». Disse; e levarono insieme la voce a chiamare. E quella, subito uscendo, le fulgide porte apriva e dentro li invita; e tutti le andarono dietro stolti10: di fuori si tenne Eurìloco solo temendo che insidie celasse11 l’invito. Entrati, la dea li faceva su troni sedere e su seggi12; e cacio e farina e miele per loro in vino di Pramno13 mischiò e v’infuse filtri funesti14 perché della patria terra cadesse del tutto in oblio la memoria15. E come a loro ne porse e ne bevvero, subito con la verga16 toccandoli, tutti li chiuse in porcile. E testa e corpo e setole17 e voce di porco avevano essi, ma intatta era la mente rimasta. Gementi18 furono chiusi e a loro ghiande di rovere19 Circe menò20 che mangiassero come i porci fregandosi a terra ne mangiano. (Tratto da: Odissea, libro X, trad. di E. Cetrangolo, in G. Ciavorella, Mito, poesia, storia, Edizioni il capitello) 1. lucido sasso: marmo levigato. 2. farmachi tristi: filtri malefici. 3. desco: tavola imbandita. 4. s’arrampavano a quelli: si alzavano sulle zampe posteriori dinanzi agli uomini. 5. fulgidi: splendenti. 6. a me: chi parla è Ulisse che, alla corte di Alcinoo, sta rievocando le avventure sue e dei suoi compagni. 7. prese: cominciò. 8. suona: risuona. 9. diamole presto una voce!: chiamiamola subito ad alta voce. 10. stolti: sciocchi. 11. celasse: nascondesse. 12. troni… seggi: sedili imponenti con alti schienali e braccioli. 13. vino di Pramno: vino particolarmente forte proveniente da Pramno, città dell’Asia Minore. 14. infuse… funesti: mischiò, aggiunse filtri portatori di male. 15. perché… la memoria: affinché perdessero completamente la memoria della loro patria. 16. verga: bastone (la «bacchetta magica» di Circe). 17. setole: peli duri e resistenti. 18. Gementi: piangenti. 19. rovere: quercia. 20. menò: portò. COMPRENSIONE 1. Il palazzo della maga Circe appare agli uomini di Ulisse: completa la descrizione con le parole corrette scelte dall’elenco. fitti • innocui • di montagna • lupi • filtri • boschi • belve • magici • leoni • vallata • Il palazzo si trovava immerso in una ................................................., ricoperta di ............................................... • Tutt’intorno al palazzo c’erano terribili ................................: ....................................................... e ............................. • Gli animali erano ......................................................... e mansueti perché la maga aveva fatto loro bere ............................................................. 2. Che cosa sta facendo Circe? 3. A questo punto… a. chi interviene parlando ai compagni? b. chi non condivide le sue parole? 4. Qual è lo scopo di Circe, nel far bere ai compagni di Ulisse il filtro magico? 5. L’incantesimo trasforma gli uomini in maiali. Lo sono completamente? Sì, perché ... No, perché ... Scegli e completa la risposta corretta. IL LINGUAGGIO EPICO 6. La parola “ammansiti” (verso 214) significa A. ammaestrati B. resi abili C. addestrati D. resi docili 7. Nella similitudine dei versi 217-220, le belve che si alzano sulle zampe davanti ai compagni di Ulisse sono paragonate ................................ quando ................................................................ 8. Quando i compagni di Ulisse giungono nel porticato del palazzo, la maga è presentata con un’espressione che fa riferimento A. ai suoi occhi B. ai suoi capelli C. alla sua voce D. al suo portamento 9. Nel linguaggio dell’epica, l’espressione riferita a Circe si chiama A. patronimico B. epiteto C. formula ripetitiva D. metafora 10. Scegli e indica i due sinonimi di “insidie” (verso 237) più adatti al contesto. A. inganni B. ostacoli C. tranelli D. complotti AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo epico ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........
VERIFICA FORMATIVA con autovalutazione Nel palazzo della maga Circe Omero Ulisse con un’unica nave e i pochi compagni sfuggiti ai terribili Lestrigoni riesce a raggiungere la solitaria isola di Eea. Un gruppo di uomini, guidati da Eurìloco, va in esplorazione e trova un palazzo di marmo attorniato da belve mansuete: è la dimora della maga Circe che diffonde il suo dolce canto… E videro in valli profonde di boschi il palazzo di Circe, fatto di lucido sasso1, aperto allo sguardo. C’erano intorno lupi montani e leoni ammansiti da lei con farmachi tristi2; e non s’avventarono agli uomini, anzi le lunghe code movendo si alzarono dritti. Come i cani si strusciano intorno al padrone che viene dal desco3 portando buoni bocconi, così s’arrampavano a quelli4 coi forti artigli le belve, ed essi tremarono sgomenti davanti a quei mostri terribili. Nel portico or della dea dai lunghi capelli sostavano; e udirono Circe che dentro con bella voce cantava tessendo una tela grande, immortale, come sono i lavori che fanno le dee: delicati, fulgidi5, fini. Polìte, capo di prodi e il più saggio, il più caro a me6 dei compagni, prese7 tra loro a parlare: «Amici, là dentro c’è una che tesse una tela grande, una dea o forse una donna: dolcemente essa canta, e intorno ne suona8 la valle; e noi diamole presto una voce!9». Disse; e levarono insieme la voce a chiamare. E quella, subito uscendo, le fulgide porte apriva e dentro li invita; e tutti le andarono dietro stolti10: di fuori si tenne Eurìloco solo temendo che insidie celasse11 l’invito. Entrati, la dea li faceva su troni sedere e su seggi12; e cacio e farina e miele per loro in vino di Pramno13 mischiò e v’infuse filtri funesti14 perché della patria terra cadesse del tutto in oblio la memoria15. E come a loro ne porse e ne bevvero, subito con la verga16 toccandoli, tutti li chiuse in porcile. E testa e corpo e setole17 e voce di porco avevano essi, ma intatta era la mente rimasta. Gementi18 furono chiusi e a loro ghiande di rovere19 Circe menò20 che mangiassero come i porci fregandosi a terra ne mangiano. (Tratto da: Odissea, libro X, trad. di E. Cetrangolo, in G. Ciavorella, Mito, poesia, storia, Edizioni il capitello) 1. lucido sasso: marmo levigato.  2. farmachi tristi: filtri malefici.  3. desco: tavola imbandita.  4. s’arrampavano a quelli: si alzavano sulle zampe posteriori dinanzi agli uomini.  5. fulgidi: splendenti.  6. a me: chi parla è Ulisse che, alla corte di Alcinoo, sta rievocando le avventure sue e dei suoi compagni.  7. prese: cominciò.  8. suona: risuona.  9. diamole presto una voce!: chiamiamola subito ad alta voce.  10. stolti: sciocchi.  11. celasse: nascondesse.  12. troni… seggi: sedili imponenti con alti schienali e braccioli.  13. vino di Pramno: vino particolarmente forte proveniente da Pramno, città dell’Asia Minore.  14. infuse… funesti: mischiò, aggiunse filtri portatori di male.  15. perché… la memoria: affinché perdessero completamente la memoria della loro patria. 16. verga: bastone (la «bacchetta magica» di Circe).  17. setole: peli duri e resistenti.  18. Gementi: piangenti.  19. rovere: quercia.  20. menò: portò. COMPRENSIONE 1. Il palazzo della maga Circe appare agli uomini di Ulisse: completa la descrizione con le parole corrette scelte dall’elenco. fitti • innocui • di montagna • lupi • filtri • boschi • belve • magici • leoni • vallata • Il palazzo si trovava immerso in una ................................................., ricoperta di ............................................... • Tutt’intorno al palazzo c’erano terribili ................................: ....................................................... e ............................. • Gli animali erano ......................................................... e mansueti perché la maga aveva fatto loro bere ............................................................. 2. Che cosa sta facendo Circe? 3. A questo punto… a. chi interviene parlando ai compagni? b. chi non condivide le sue parole? 4. Qual è lo scopo di Circe, nel far bere ai compagni di Ulisse il filtro magico? 5. L’incantesimo trasforma gli uomini in maiali. Lo sono completamente? Sì, perché ... No, perché ... Scegli e completa la risposta corretta. IL LINGUAGGIO EPICO 6. La parola “ammansiti” (verso 214) significa A. ammaestrati B. resi abili C. addestrati D. resi docili 7. Nella similitudine dei versi 217-220, le belve che si alzano sulle zampe davanti ai compagni di Ulisse sono paragonate ................................ quando ................................................................ 8. Quando i compagni di Ulisse giungono nel porticato del palazzo, la maga è presentata con un’espressione che fa riferimento A. ai suoi occhi B. ai suoi capelli C. alla sua voce D. al suo portamento 9. Nel linguaggio dell’epica, l’espressione riferita a Circe si chiama A. patronimico B. epiteto C. formula ripetitiva D. metafora 10. Scegli e indica i due sinonimi di “insidie” (verso 237) più adatti al contesto. A. inganni B. ostacoli C. tranelli D. complotti AUTOVALUTAZIONE • Ho trovato la lettura del testo epico ☐ facile ☐ di media difficoltà ☐ difficile • Negli esercizi ☐ ho capito le consegne ☐ non ho capito bene le consegne ☐ conoscevo il significato delle parole ☐ non conoscevo il significato delle parole • Ho avuto difficoltà a rispondere alle domande n° ..........