VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

La gara dell’arco Prese la freccia rapida, ch’era davanti a lui sulla mensa, nuda1, l’altre nella faretra capace2 stavano, e presto gli Achei le dovevan provare; l’arco pel mezzo afferrò, tirò nervo e cocca3, dal suo posto, seduto sul seggio, e lasciò andare la freccia mirando dritto: non fallì di tutte le scuri, l’anello alto, ma li traversò e ne uscì fuori il dardo greve di bronzo4. Poi disse a Telemaco: «Telemaco, non ti disonora l’ospite che nella tua sala è seduto: non ho fallito il bersaglio, non ho faticato molto a tendere l’arco; ancora ho salda la forza, non come i pretendenti disprezzando m’insultano. Adesso è ora di preparare la cena agli Achei, finch’è giorno; e poi variamente prendersi svago, col canto e la cetra: questi son corona al banchetto5». Disse, e accennò con la fronte: si cinse la spada6 affilata Telemaco, il caro figlio del divino Odisseo, la mano gettò sull’asta, e accanto a lui venne a piantarsi, vicino al seggio, armato di bronzo accecante7. (Tratto da: Odissea, libro XXI, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) Il testo Di fronte alle insistenti richieste dei Proci, che occupano con arroganza la reggia, Penelope, ispirata dalla dea Atena, propone loro una gara di abilità per stabilire chi di loro avrà diritto a sposarla. La gara consiste nel riuscire a tendere il durissimo arco di Odisseo e con esso lanciare una freccia che dovrà passare attraverso il foro di dodici scuri. Ma alla gara chiede di partecipare un concorrente inatteso, ancora nascosto sotto le vesti di un mendicante. Soltanto Telemaco è al corrente della sua vera identità. Per i Proci si preannuncia la sconfitta… Ti proponiamo per questo episodio un confronto tra due tipi di testo: alcuni versi del poema e il racconto a fumetti. 1. nuda: fuori dell’astuccio. 2. faretra capace: astuccio spazioso. 3. cocca: tacca in fondo alla freccia, in cui si adatta la corda dell’arco. 4. dardo greve di bronzo: la freccia pesante fatta di bronzo. 5. corona al banchetto: accompagnano la cena. 6. si cinse la spada: si appese la spada con la cintura. 7. bronzo accecante: il bronzo splendente delle sue armi. (Tratto da: Le avventure di Ulisse, di Omero, rid. di C. Nizzi, illustrazioni di P. Piffarerio, Edizioni Paoline) COMPRENDERE 1. Confronta i due testi: quanto viene narrato nei versi corrisponde ai fumetti? Quale racconto è più esteso? 2. Nel fumetto di pagina 173, il mendicante Odisseo pensa che Penelope ha «scovato un altro inganno»: qual era il primo inganno di Penelope? 3. Chi è la prima vittima della vendetta di Odisseo? Quale testo ti aiuta a rispondere? 4. Come sono definiti i Proci da Odisseo, nei versi e nel fumetto? 5. Che cosa fa Telemaco, dopo il cenno di Odisseo? (vv. 431-434)
La gara dell’arco Prese la freccia rapida, ch’era davanti a lui sulla mensa, nuda1, l’altre nella faretra capace2 stavano, e presto gli Achei le dovevan provare; l’arco pel mezzo afferrò, tirò nervo e cocca3, dal suo posto, seduto sul seggio, e lasciò andare la freccia mirando dritto: non fallì di tutte le scuri, l’anello alto, ma li traversò e ne uscì fuori il dardo greve di bronzo4. Poi disse a Telemaco: «Telemaco, non ti disonora l’ospite che nella tua sala è seduto: non ho fallito il bersaglio, non ho faticato molto a tendere l’arco; ancora ho salda la forza, non come i pretendenti disprezzando m’insultano. Adesso è ora di preparare la cena agli Achei, finch’è giorno; e poi variamente prendersi svago, col canto e la cetra: questi son corona al banchetto5». Disse, e accennò con la fronte: si cinse la spada6 affilata Telemaco, il caro figlio del divino Odisseo, la mano gettò sull’asta, e accanto a lui venne a piantarsi, vicino al seggio, armato di bronzo accecante7.  (Tratto da: Odissea, libro XXI, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) Il testo Di fronte alle insistenti richieste dei Proci, che occupano con arroganza la reggia, Penelope, ispirata dalla dea Atena, propone loro una gara di abilità per stabilire chi di loro avrà diritto a sposarla. La gara consiste nel riuscire a tendere il durissimo arco di Odisseo e con esso lanciare una freccia che dovrà passare attraverso il foro di dodici scuri. Ma alla gara chiede di partecipare un concorrente inatteso, ancora nascosto sotto le vesti di un mendicante. Soltanto Telemaco è al corrente della sua vera identità. Per i Proci si preannuncia la sconfitta… Ti proponiamo per questo episodio un confronto tra due tipi di testo: alcuni versi del poema e il racconto a fumetti. 1. nuda: fuori dell’astuccio. 2. faretra capace: astuccio spazioso. 3. cocca: tacca in fondo alla freccia, in cui si adatta la corda dell’arco. 4. dardo greve di bronzo: la freccia pesante fatta di bronzo. 5. corona al banchetto: accompagnano la cena. 6. si cinse la spada: si appese la spada con la cintura. 7. bronzo accecante: il bronzo splendente delle sue armi. (Tratto da: Le avventure di Ulisse, di Omero, rid. di C. Nizzi, illustrazioni di P. Piffarerio, Edizioni Paoline) COMPRENDERE 1. Confronta i due testi: quanto viene narrato nei versi corrisponde ai fumetti? Quale racconto è più esteso? 2. Nel fumetto di pagina 173, il mendicante Odisseo pensa che Penelope ha «scovato un altro inganno»: qual era il primo inganno di Penelope? 3. Chi è la prima vittima della vendetta di Odisseo? Quale testo ti aiuta a rispondere? 4. Come sono definiti i Proci da Odisseo, nei versi e nel fumetto? 5. Che cosa fa Telemaco, dopo il cenno di Odisseo? (vv. 431-434)