VOLTIAMO PAGINA MITO EPICA TEATRO

Il duello finale L’ANTEFATTO Il dramma, ora, si concentra attorno ai due eroi. Tacciono i Greci allineati in lunga schiera, rimangono con il fiato sospeso i Troiani, che, angosciati, si apprestano a seguire il duello dall’alto delle loro mura. Appreso il volere del Fato, anche gli dèi abbandonano Ettore al suo destino. Ettore si avanzò verso Achille: - Eccomi, figlio di Peleo: non fuggo più davanti a te, come finora sono fuggito, girando tre volte intorno alle mura1. Voglio affrontarti, che debba vincere o esser vinto. Invochiamo gli dèi testimoni garanti di questo duello, che combattiamo qui soli. Io non intendo sconciarti2 orrendamente, se Zeus mi dà la vittoria, ma solo spogliarti delle armi, e poi renderti ai compagni, perché ti diano l’onore della sepoltura. Prometti lo stesso anche tu! - Maledetto! Tu mi parli di patti? Nessun patto fra noi, come non c’è fra uomo e leone, fra lupo e agnello: lo stesso odio è fra me e te! Nessun patto, fino a che uno dei due non cada e non sazi con il suo sangue Ares massacratore3. Adesso ricorda tutta la tua bravura, adesso è il momento di essere perfetto con l’asta4 e audace a lottare. Non hai via di scampo: Pallade Atena ti ucciderà con la mia lancia: pagherai tutte insieme le sofferenze dei miei che hai ucciso! E per primo bilanciò l’asta e tirò: ma Ettore la vide venire, si rannicchiò sollevando lo scudo, e fu salvo. L’asta volò sopra di lui e s’infisse nella terra. Pallade Atena accorse a sollevarla e la rese ad Achille. Ma Ettore si sentì pieno di speranza: - Dunque parlavi a vuoto! Ti vantavi per spaventarmi, non sapevi oracoli5, sicuri sulla mia sorte. Se credevi di farmi fuggire, hai sbagliato. La tua lancia non si pianterà nella mia schiena. Devi piantarmela in petto, se ci riesci! E tirò a sua volta, pieno di ardire: - Che tu possa portarla tutta intera in corpo! - augurò. L’asta colse proprio nel mezzo lo scudo tutto rotondo di Achille, e l’avrebbe sfondato se fosse stato lavoro mortale6: ma il bronzo lavorato da Efesto rintuzzò7 il colpo. L’asta ricadde di lato, sonoramente. Ettore si irritò che il colpo gli fosse uscito inutile dalla mano, tanto più che non aveva altre aste con sé. Ma si ricordò di Deìfobo8: - Presto, fratello, un’asta lunga! Deìfobo non c’era più… Ettore comprese: - Ah povero me: è proprio vero che gli dèi mi vogliono morto. Atena mi ha ingannato sembrando Deìfobo. Né Zeus, né Apollo hanno più amore per me… Ebbene, se il destino di morte mi ha raggiunto, morirò combattendo e non resterò senza onore: la mia gloria sarà grande, la conosceranno anche gli uomini futuri! Sguainò la spada affilata, lucente, si raccolse e scattò, come l’aquila che piomba su un prato, attraverso nuvole buie, a rapire un agnello o una lepre. Ma Achille balzò, con il cuore selvaggio pieno di furia. Parò davanti al petto il bellissimo scudo e squassava9 intorno al cimiero dell’elmo la chioma d’oro, scintillante. Come la stella della sera, la stella più bella che è in cielo, lampeggia splendendo, così lampeggiava e splendeva la punta dell’asta di Achille, mentre con gli occhi cercava la parte più vulnerabile del corpo del nemico. Esso era tutto coperto dalle belle armi, rapite a Patroclo morto: ma là dove le clavicole dividono le spalle dalla gola e dal collo, si vedeva biancheggiare la pelle. Proprio là lo colse l’asta, dritta e sicura, di Achille. Ettore stramazzò a terra. Ma le vie della voce non erano troncate. - Ettore - si vantò Achille - mentre spogliavi Patroclo credesti forse di restare impunito. Bestia! Non pensavi che ancora c’ero io, là presso le navi, il suo difensore, e molto più forte, io che adesso ti ho tolto il vigore. Cani e uccelli ti sconceranno, mentre gli Achei daranno a Patroclo sepoltura gloriosa! Gli rispose senza più forza, Ettore elmo lucente: «Ti prego per la tua vita, per i ginocchi10, per i tuoi genitori, non lasciare che presso le navi mi sbranino i cani degli Achei, ma accetta oro e bronzo infinito, i doni che ti daranno il padre e la nobile madre: rendi il mio corpo alla patria, perché del fuoco diano parte a me morto i Teucri e le spose dei Teucri11…». Ma bieco12 guardandolo, Achille piede rapido disse: «No, cane, non mi pregare, né pei ginocchi né pei genitori; ah! che la rabbia e il furore dovrebbero spingere me a tagliuzzar le tue carni e a divorarle così, per quel che m’hai fatto; nessuno potrà dal tuo corpo tener lontane le cagne, nemmeno se dieci volte, venti volte infinito riscatto mi pesassero qui, altro promettessero ancora; nemmeno se a peso d’oro vorrà riscattarti Priamo Dardànide13, neanche così la nobile madre piangerà steso sul letto il figlio che ha partorito, ma cani e uccelli tutto ti sbraneranno». Rispose morendo Ettore elmo lucente: «Va’, ti conosco guardandoti! Io non potevo persuaderti, no certo, ché in petto hai un cuore di ferro. Bada però, ch’io non ti sia causa dell’ira dei numi, quel giorno che Paride e Febo Apollo con lui t’uccideranno, quantunque gagliardo, sopra le Scee14». Mentre diceva così, l’avvolse la morte: la vita volò via dalle membra e scese nell’Ade, piangendo il suo destino, lasciando la giovinezza e il vigore. (Tratto da: Iliade, libro XXII, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) Il testo Accecato dal desiderio di vendetta per la morte dell’amico Patroclo, Achille riprende la guerra. Il suo odio verso Ettore è violento e irremovibile. All’apparire di Achille, i Troiani si rifugiano precipitosamente all’interno della città. Soltanto Ettore resta fuori delle mura, incurante delle invocazioni del padre Priamo e della madre Ecuba. 1. non fuggo… intorno alle mura: in un primo momento, atterrito dalla vista di Achille, Ettore si era dato alla fuga, inseguito dal suo avversario. 2. sconciarti: infierire sul tuo corpo senza vita. 3. Ares massacratore: Ares (o Marte) è il dio della guerra. 4. asta: lancia. 5. oracoli: profezie. 6. lavoro mortale: opera di uomini; come sappiamo, le armi di Achille sono state costruite dal dio Efesto. 7. rintuzzò: respinse. 8. Deìfobo: in precedenza, la dea Atena aveva preso le sembianze di Deìfobo, fratello di Ettore, promettendogli di aiutarlo durante il duello; ora Ettore si accorge dell’inganno. 9. squassava: scuoteva. 10. ginocchi: secondo i Greci erano la sede del vigore fisico. 11. perché del fuoco… Teucri: affinché i Troiani rendano onore al mio corpo, bruciandolo su un rogo. L’angoscia di Ettore nasce dalla convinzione, diffusa nella cultura greca, secondo cui la privazione degli onori funebri e della successiva cremazione rende l’anima del defunto infelice per l’eternità. 12. bieco: truce, minaccioso. 13. Dardànide: che discende da Dàrdano, il mitico capostipite della gente troiana. 14. quel giorno che… Scee: Ettore, morente, profetizza l’imminente morte di Achille: sarà Paride, il meno valoroso fra i Troiani, a colpire l’eroe greco presso le porte Scee, con una freccia guidata da Apollo. COMPRENDERE 1. Nello scontro con Achille, Ettore manifesta diversi sentimenti: perché, all’inizio del duello, si sente pieno di speranza? 2. Chi è Deìfobo? Perché Ettore lo invoca? 3. Quando Ettore capisce che il proprio destino è segnato? 4. Perché Achille è accecato dall’ira? 5. Quale offesa intende recare al corpo di Ettore? IL LINGUAGGIO EPICO 6. Con quali parole Ettore dimostra la sua profonda umanità nei confronti del nemico? Sottolineale. 7. Achille gli risponde attraverso due paragoni: rintracciali nel testo e scrivili: 8. Con quale similitudine Omero rappresenta l’attacco dell’eroe troiano? 9. Con quale similitudine viene descritta la punta dell’asta di Achille? 10. I Greci credevano nelle profezie: anche un comune mortale, nel momento in cui stava per scendere nel regno dei morti, poteva acquistare potere profetico. Che cosa predice Ettore al trionfante Achille? ANALIZZARE 11. Sia nel testo in prosa sia nei versi, si ha una prevalenza di ☐ parti descrittive ☐ parti riflessive ☐ discorsi diretti 12. Ricostruisci le principali sequenze del duello, numerandole nell’ordine corretto. a. preghiera di Ettore per la restituzione del suo corpo b. Achille rifiuta l’accordo sulla sepoltura c. profezia di Ettore sulla sorte di Achille d. Ettore propone che il vincitore conceda all’altro l’onore della sepoltura e. il primo tiro di Achille va a vuoto f. l’eroe troiano muore g. Ettore affronta Achille con la spada h. il tiro di Ettore colpisce lo scudo di Achille i. l’asta di Achille colpisce mortalmente Ettore: Patroclo è vendicato l. Achille affronta Ettore con l’asta splendente m. Achille trionfa e respinge la preghiera di Ettore morente
Il duello finale L’ANTEFATTO Il dramma, ora, si concentra attorno ai due eroi. Tacciono i Greci allineati in lunga schiera, rimangono con il fiato sospeso i Troiani, che, angosciati, si apprestano a seguire il duello dall’alto delle loro mura. Appreso il volere del Fato, anche gli dèi abbandonano Ettore al suo destino. Ettore si avanzò verso Achille: - Eccomi, figlio di Peleo: non fuggo più davanti a te, come finora sono fuggito, girando tre volte intorno alle mura1. Voglio affrontarti, che debba vincere o esser vinto. Invochiamo gli dèi testimoni garanti di questo duello, che combattiamo qui soli. Io non intendo sconciarti2 orrendamente, se Zeus mi dà la vittoria, ma solo spogliarti delle armi, e poi renderti ai compagni, perché ti diano l’onore della sepoltura. Prometti lo stesso anche tu! - Maledetto! Tu mi parli di patti? Nessun patto fra noi, come non c’è fra uomo e leone, fra lupo e agnello: lo stesso odio è fra me e te! Nessun patto, fino a che uno dei due non cada e non sazi con il suo sangue Ares massacratore3. Adesso ricorda tutta la tua bravura, adesso è il momento di essere perfetto con l’asta4 e audace a lottare. Non hai via di scampo: Pallade Atena ti ucciderà con la mia lancia: pagherai tutte insieme le sofferenze dei miei che hai ucciso! E per primo bilanciò l’asta e tirò: ma Ettore la vide venire, si rannicchiò sollevando lo scudo, e fu salvo. L’asta volò sopra di lui e s’infisse nella terra. Pallade Atena accorse a sollevarla e la rese ad Achille. Ma Ettore si sentì pieno di speranza: - Dunque parlavi a vuoto! Ti vantavi per spaventarmi, non sapevi oracoli5, sicuri sulla mia sorte. Se credevi di farmi fuggire, hai sbagliato. La tua lancia non si pianterà nella mia schiena. Devi piantarmela in petto, se ci riesci! E tirò a sua volta, pieno di ardire: - Che tu possa portarla tutta intera in corpo! - augurò. L’asta colse proprio nel mezzo lo scudo tutto rotondo di Achille, e l’avrebbe sfondato se fosse stato lavoro mortale6: ma il bronzo lavorato da Efesto rintuzzò7 il colpo. L’asta ricadde di lato, sonoramente. Ettore si irritò che il colpo gli fosse uscito inutile dalla mano, tanto più che non aveva altre aste con sé. Ma si ricordò di Deìfobo8: - Presto, fratello, un’asta lunga! Deìfobo non c’era più… Ettore comprese: - Ah povero me: è proprio vero che gli dèi mi vogliono morto. Atena mi ha ingannato sembrando Deìfobo. Né Zeus, né Apollo hanno più amore per me… Ebbene, se il destino di morte mi ha raggiunto, morirò combattendo e non resterò senza onore: la mia gloria sarà grande, la conosceranno anche gli uomini futuri! Sguainò la spada affilata, lucente, si raccolse e scattò, come l’aquila che piomba su un prato, attraverso nuvole buie, a rapire un agnello o una lepre. Ma Achille balzò, con il cuore selvaggio pieno di furia. Parò davanti al petto il bellissimo scudo e squassava9 intorno al cimiero dell’elmo la chioma d’oro, scintillante. Come la stella della sera, la stella più bella che è in cielo, lampeggia splendendo, così lampeggiava e splendeva la punta dell’asta di Achille, mentre con gli occhi cercava la parte più vulnerabile del corpo del nemico. Esso era tutto coperto dalle belle armi, rapite a Patroclo morto: ma là dove le clavicole dividono le spalle dalla gola e dal collo, si vedeva biancheggiare la pelle. Proprio là lo colse l’asta, dritta e sicura, di Achille. Ettore stramazzò a terra. Ma le vie della voce non erano troncate. - Ettore - si vantò Achille - mentre spogliavi Patroclo credesti forse di restare impunito. Bestia! Non pensavi che ancora c’ero io, là presso le navi, il suo difensore, e molto più forte, io che adesso ti ho tolto il vigore. Cani e uccelli ti sconceranno, mentre gli Achei daranno a Patroclo sepoltura gloriosa! Gli rispose senza più forza, Ettore elmo lucente: «Ti prego per la tua vita, per i ginocchi10, per i tuoi genitori, non lasciare che presso le navi mi sbranino i cani degli Achei, ma accetta oro e bronzo infinito, i doni che ti daranno il padre e la nobile madre: rendi il mio corpo alla patria, perché del fuoco diano parte a me morto i Teucri e le spose dei Teucri11…». Ma bieco12 guardandolo, Achille piede rapido disse: «No, cane, non mi pregare, né pei ginocchi né pei genitori; ah! che la rabbia e il furore dovrebbero spingere me a tagliuzzar le tue carni e a divorarle così, per quel che m’hai fatto; nessuno potrà dal tuo corpo tener lontane le cagne, nemmeno se dieci volte, venti volte infinito riscatto mi pesassero qui, altro promettessero ancora; nemmeno se a peso d’oro vorrà riscattarti Priamo Dardànide13, neanche così la nobile madre piangerà steso sul letto il figlio che ha partorito, ma cani e uccelli tutto ti sbraneranno». Rispose morendo Ettore elmo lucente: «Va’, ti conosco guardandoti! Io non potevo persuaderti, no certo, ché in petto hai un cuore di ferro. Bada però, ch’io non ti sia causa dell’ira dei numi, quel giorno che Paride e Febo Apollo con lui t’uccideranno, quantunque gagliardo, sopra le Scee14». Mentre diceva così, l’avvolse la morte: la vita volò via dalle membra e scese nell’Ade, piangendo il suo destino, lasciando la giovinezza e il vigore. (Tratto da: Iliade, libro XXII, trad. di R. Calzecchi Onesti, Einaudi) Il testo Accecato dal desiderio di vendetta per la morte dell’amico Patroclo, Achille riprende la guerra. Il suo odio verso Ettore è violento e irremovibile. All’apparire di Achille, i Troiani si rifugiano precipitosamente all’interno della città. Soltanto Ettore resta fuori delle mura, incurante delle invocazioni del padre Priamo e della madre Ecuba. 1. non fuggo… intorno alle mura: in un primo momento, atterrito dalla vista di Achille, Ettore si era dato alla fuga, inseguito dal suo avversario.  2. sconciarti: infierire sul tuo corpo senza vita.  3. Ares massacratore: Ares (o Marte) è il dio della guerra.  4. asta: lancia.  5. oracoli: profezie.  6. lavoro mortale: opera di uomini; come sappiamo, le armi di Achille sono state costruite dal dio Efesto.  7. rintuzzò: respinse.  8. Deìfobo: in precedenza, la dea Atena aveva preso le sembianze di Deìfobo, fratello di Ettore, promettendogli di aiutarlo durante il duello; ora Ettore si accorge dell’inganno.  9. squassava: scuoteva.  10. ginocchi: secondo i Greci erano la sede del vigore fisico.  11. perché del fuoco… Teucri: affinché i Troiani rendano onore al mio corpo, bruciandolo su un rogo. L’angoscia di Ettore nasce dalla convinzione, diffusa nella cultura greca, secondo cui la privazione degli onori funebri e della successiva cremazione rende l’anima del defunto infelice per l’eternità.  12. bieco: truce, minaccioso.  13. Dardànide: che discende da Dàrdano, il mitico capostipite della gente troiana.  14. quel giorno che… Scee: Ettore, morente, profetizza l’imminente morte di Achille: sarà Paride, il meno valoroso fra i Troiani, a colpire l’eroe greco presso le porte Scee, con una freccia guidata da Apollo. COMPRENDERE 1. Nello scontro con Achille, Ettore manifesta diversi sentimenti: perché, all’inizio del duello, si sente pieno di speranza?  2. Chi è Deìfobo? Perché Ettore lo invoca? 3. Quando Ettore capisce che il proprio destino è segnato? 4. Perché Achille è accecato dall’ira? 5. Quale offesa intende recare al corpo di Ettore? IL LINGUAGGIO EPICO 6. Con quali parole Ettore dimostra la sua profonda umanità nei confronti del nemico? Sottolineale. 7. Achille gli risponde attraverso due paragoni: rintracciali nel testo e scrivili:  8. Con quale similitudine Omero rappresenta l’attacco dell’eroe troiano?  9. Con quale similitudine viene descritta la punta dell’asta di Achille?  10. I Greci credevano nelle profezie: anche un comune mortale, nel momento in cui stava per scendere nel regno dei morti, poteva acquistare potere profetico. Che cosa predice Ettore al trionfante Achille? ANALIZZARE 11. Sia nel testo in prosa sia nei versi, si ha una prevalenza di ☐ parti descrittive  ☐ parti riflessive  ☐ discorsi diretti 12. Ricostruisci le principali sequenze del duello, numerandole nell’ordine corretto. a. preghiera di Ettore per la restituzione del suo corpo b. Achille rifiuta l’accordo sulla sepoltura c. profezia di Ettore sulla sorte di Achille d. Ettore propone che il vincitore conceda all’altro l’onore della sepoltura e. il primo tiro di Achille va a vuoto f. l’eroe troiano muore g. Ettore affronta Achille con la spada h. il tiro di Ettore colpisce lo scudo di Achille i. l’asta di Achille colpisce mortalmente Ettore: Patroclo è vendicato l. Achille affronta Ettore con l’asta splendente m. Achille trionfa e respinge la preghiera di Ettore morente