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VERSIONE INTERATTIVA con autovalutazione Un ospite al castello AUDIO VERIFICA FORMATIVA Laura Mancinelli 1. valle: la Valle d Aosta. 2. verone: ampio balcone coperto. 3. intendono contese: si intrattengono in piacevoli conversazioni e amichevoli discussioni. 4. scanno: sedile, sgabello. 784 Da qualche giorno era cessato di nevicare e il sole risplendeva sulla valle1 innevata. Fu in uno di quei giorni di sole che Enrico da Morazzone giunse al castello di Challant. Veramente giunse al castello, assai prima di lui, un suono di campanelli che saliva dal fondo della valle 5 e si spargeva festoso nell aria. Tutti accorrevano a vedere, i contadini si affacciavano sull uscio di casa, i bambini si arrampicavano sugli alberi, i vecchi si trascinavano sul ciglio della strada, i servi del castello correvano a sporgersi tra i merli delle mura, le donne s affacciavano alle finestre. La marchesa uscì sul verone2 verso la valle. 10 Il suono dei campanelli s avvicinava allegramente, s avvicinava sempre più, finché in fondo alla strada apparve un carro tirato da due cavalli al trotto, montato su una slitta e guidato da un personaggio alto, in piedi sul carro, che schioccando la lunga frusta faceva cadere dagli alberi gli ultimi fiocchi di neve impigliati tra i rami. Allora tutti 15 videro che lo scampanellio veniva da tanti minuscoli campanellini legati ai finimenti dei cavalli. Enrico da Morazzone era alto e magro, vestito di una palandrana verde che gli scendeva diritta dalle spalle alle caviglie. Schioccò verso l alto la frusta in segno di saluto. Poi vide la marchesa al balcone e si 20 presentò: messer Enrico da Morazzone, inventore. Era quella dolce ora del meriggio in cui più lieti gli animi intendono all attesa del pranzo in piacevoli conversari e amichevoli contese3. E discorrendo s inganna l appetito con blandi sorsi di vino puro, vuoi bianco, vuoi rosso, ma sempre assai secco e generoso. A tale occu25 pazione erano intenti i signori della corte quando messer Enrico da Morazzone fu introdotto dal paggio Irzio nel salone del castello. Si inchinò leggermente sulla soglia, poi senza esitazione si diresse verso la marchesa. Madonna mormorò inginocchiandosi davanti a lei e bacian30 dole lungamente la mano. La marchesa sorrise e col gesto della mano rialzò lo sconosciuto. Egli poi si volse al duca e si presentò inchinandosi leggermente con la mano sul cuore, poi accennò un inchino circolarmente in giro, indi si sedette su uno scanno4 che il paggio gli porgeva. Sollevò la sua coppa e bevve un lungo sorso da cui parve 35 trarre grandissimo piacere; chiuse un attimo gli occhi poi parlò: Signori, v ho detto il mio nome, ma certo esso suona nuovo alle vostre orecchie. Fin qui non giunge la mia fama. Lontanissima da qui 15 Pagine di storia 5394A_9-15_Temi.indd 784 26/01/18 12:50
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