VOLTIAMO PAGINA ANTOLOGIA 1

leggere è bello No, Marta non capiva. E la guardava esterrefatta. Ma tanto Euforbia non se ne accorse e continuò da sola. Il guscio di pasta sarebbe stato come una limitazione e se mettiamo delle briglie alle idee come fanno a essere buone? Libere, libere di vagare devono essere! Euforbia parlava come se quelle parole le dicesse innanzitutto a se stessa. Quando riaprì gli occhi, Marta era ancora ferma a fissarla. Beh, non la prova? Non basta guardarla, va mangiata! Mi sembrava fosse lei alla ricerca di qualche buona idea, non io. Marta prese un bicchierino e ci infilò dentro il cucchiaio. Le venne istintivamente di imitare le movenze di Euforbia: quella mousse andava assaporata pian piano, non poteva essere divorata come un hamburger del fast food. Questo era sicuro! Chiuse gli occhi e provò a distinguere i diversi sapori. Il gusto era insolito, ma assai gradevole. Marta riconobbe per primo l aroma di vaniglia: le riaffiorò subito nel ricordo il profumo di Benny, l orsacchiotto che ogni mattina la aspettava sulla panca dell asilo quando era piccolina. Benny! Non ci aveva più pensato: non era il peluche più bello, aveva anche un orecchio scucito e rattoppato male da suor Clelia con un filo troppo scuro, forse anche per questo non era particolarmente conteso. Piuttosto le bambine si azzuffavano per le Barbie, tutte uguali e sedute in fila sullo scaffale, che a lei invece non piacevano affatto; sì, ci giocava se la invitavano, ma i peluche erano i suoi preferiti, soprattutto quell orsacchiotto che soffriva tanto di terribili mal di pancia e di cui lei doveva prendersi cura. Poi della mousse le piacque molto anche un altro sapore starno, pungente e frizzante al tempo stesso, che si imponeva sugli altri come la pioggia gelata di una giornata di pieno inverno. Doveva essere lo zenzero, o quel carda qualche cosa. Dietro, nel retro, all improvviso squillò forte un telefono. Accidenti! Ti seccano sempre sul più bello. Ogni volta che ti stai gustando qualcosa devono chiamare, sembra lo facciano apposta. Euforbia si alzò di malavoglia per andare a rispondere e continuò a lamentarsi fino a che non scomparve dietro la porta. Non ebbe nessuno scrupolo a lasciare nuovamente sola Marta nel negozio. La ragazza prese un altro bicchierino e si guardò intorno. Era strano come in quel luogo la realtà sembrasse diversa, lei stessa si sentiva diversa: non avrebbe saputo dire come, ma anche il suo modo di mangiare era cambiato. Notò che si trovava a fare le cose con più cura, senza quella maledetta fretta che spesso la costringeva ad andare La signorina Euforbia 5394A_9-15_Temi.indd 749 749 26/01/18 12:49
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