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i temi Vuoi giocare con noi? AUDIO GIOCARE DA SOLI NON DIVERTENTE Margherita Hack Il testo In questo brano la scienziata Margherita Hack racconta un episodio della sua infanzia. L autrice Margherita Hack (1922-2013), nata a Firenze, è stata una delle maggiori personalità del mondo scientifico e culturale italiano. Laureata in astrofisica, fu la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico. stata molto attiva anche nel campo della divulgazione scientifica e dell impegno civile, difendendo sempre il metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che ancora segnano l inizio di questo nuovo millennio. Tra i molti riconoscimenti che ha ricevuto, vi è anche un asteroide che porta il suo nome. Dopo l esame di licenza elementare mi iscrissi al ginnasio, i cui primi tre anni corrispondevano all attuale scuola media. A scuola andavo bene, senza troppa fatica e senza troppa gloria. Ma appena avevo del tempo libero cercavo di passarlo all aperto. An5 che adesso è così: preferisco stare nella natura piuttosto che chiusa in una biblioteca o in un museo. Appena finiva la scuola, mi precipitavo al Bobolino, il giardino pubblico non lontano da casa, diviso in tre parti. La parte più alta, dove mi portava il babbo quando ero più piccola, è troppo ripida e 10 non è adatta per giocare a palla o a correre, mentre la parte bassa è tutta panchine e aiuole fiorite. Il Bobolino di mezzo, invece, ha grandi prati alberati, ed era per me il posto più bello del mondo. Il babbo mi accompagnava, si sedeva in terra con le spalle appoggiate a un albero e mi lasciava libera, mentre lui leggeva i suoi libri. Correvo, mi 15 arrampicavo sugli alberi come una scimmia, a volte mi facevo male ma lui non si preoccupava. Quasi sempre ero sola, non avevo con chi giocare, e spesso mi annoiavo. Raramente avevo il coraggio di chiedere ad altri gruppi di ragazzi di far giocare anche me. Spesso alla mia richiesta seguiva un 20 umiliante rifiuto. Avevo la palla, ma giocare da soli non era un grande divertimento, anche se il babbo spesso giocava a lungo con me. Un certo giorno arrivò un gruppetto di tre ragazzi e una bambina che non conoscevo. Una possibile compagnia. Non osavo farmi avanti io, per paura di sentirmi respingere come spesso capitava. 25 Ma, per fortuna, fu proprio il più grande dei tre che si avvicinò: «Vuoi giocare con noi? mi chiese, forse attirato dalla palla che io avevo e loro no. Era Aldo, aveva tredici anni, due più di me. Quell estate giocammo sempre insieme, e nacque una grande amicizia. (Tratto da: S. Cerrato - M. Hack, L universo di Margherita, Editoriale Scienza) 677 5394A_9-15_Temi.indd 677 26/01/18 12:48
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